Giorno: 18 Novembre 2015

20 novembre/ Violenza su donne e bambine in Afghanistan

20novembrelocandina afganistanIl 20 novembre è la Giornata internazionale dell’infanzia. Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane), in collaborazione con il Comune di Como organizza l’incontro “La violenza sulle donne e sulle bambine in Afghanistan. Sono stati fatti passi avanti?” nella giornata del 20 novembre alle 18 nella Sala stemmi del Comune di Como. Scarica e diffondi la locandina. Invita all’evento facebook.

Interverranno Silvia Magni, vice sindaco e assessora con delega alle Pari opportunità; Maryam Rawi, rappresentante di Rawa (Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan); Graziella Mascheroni, Cisda; Manuela Serrentino, Donne in nero; Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel.

Chi è Maryam Rawi?

«A partire dall’uccisione di mio padre e di altri membri maschili della mia famiglia, la tragedia ha sempre accompagnato la mia vita. Per questa ragione il mio unico sogno è una vita sicura e protetta per i miei figli: ciò che desidero è veramente poco. Il successo non mi interessa».

Maryam è nata 40 anni fa a Kabul e ha due figli. È una rappresentante di Rawa, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan.   Il suo cognome “Rawi” è inventato per ragioni di sicurezza e al tempo stesso ricorda tutte le donne dell’associazione che Maryam rappresenta. Rawa è nata nel 1977 a Kabul come organizzazione di donne afghane per i diritti umani e l’uguaglianza delle donne. Dopo l’invasione sovietica, alcuni membri di Rawa sono stati imprigionati a Kabul, e dal momento che un gran numero di rifugiati sono fuggiti in Pakistan, la stessa RRawa ha spostato in qualche modo il suo focus, e ha iniziato a lavorare con donne e bambini rifugiati a Peshawar (la città capoluogo della provincia della frontiera Nord Occidentale in Pakistan, al confine con l’Afghanistan). Le attività svolte si basavano sul fornire servizi umanitari a assistenza sociale, attraverso i quali si è anche cercato di educare le donne afghane ai propri diritti. Il lavoro veniva portato avanti anche clandestinamente in alcune città afghane. Quando all’occupazione sovietica è seguito il sanguinoso governo fondamentalista e più tardi il regime talebano, l’intervento è continuato sia in Afghanistan che in Pakistan con programmi di alfabetizzazione, orfanotrofi e scuole. Anche oggi svolge la parte politica del lavoro in entrambe i Paesi, ma per lo più in modo semi-clandestino a causa dei gravi rischi per la sicurezza. Rawa non è registrata presso il governo e non usa mai la propria sigla nei progetti, in quanto tutte le iniziative sono presentate come promosse da privati, da gente locale. L’esperienza di Maryam è l’esempio di come  un numero sempre crescente di donne afghane è coinvolto in attività politiche e sociali volte ad ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per la ricostruzione in Afghanistan di un governo basato su valori democratici e secolari, nonostante l’opprimente atmosfera politica. Una battaglia dura, allo stremo delle forze ancora oggi. [a cura di Manuela Serrentino]

 

Altri articoli di ecoinformazioni su Maryam Rawi e Rawa.

 

 

23 novembre/ Rapporti di lavoro e Job Act

serve saperloIncontro con Lorenzo Nebuloni, consulente del Lavoro Consorzio Eureka SERvizi alla COOPerazione, su prestazioni occasionali, collaborazioni coordinate continuative, lavoro accessorio (Voucher), stage, lavoro subordinato, lunedì 23 novembre alle 20.45 al Centro servizi per il volontariato in via Col di Lana 5 a Como per Serve saperlo 2015/2016 Ciclo di incontri per gestire al meglio la propria organizzazione di volontariato, organizzati dal Centro servizi per il volontariato di Como in collaborazione con il Consorizio A.B.C. Per informazioni e iscrizioni tel. 031.301800, e-mail info@csv.como.it (indicando nome, cognome, contatto e organizzazione di riferimento).

ecoinformazioni on air/ Liu Xiaobo Nobel comasco

logo ecopopIl servizio del 18 novembre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta Metroregione.  Como, città Messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza europea, estende il suo impegno di politica internazionale. Il 16 novembre nella manifestazione Como con Parigi il sindaco Mario Lucini, in una piazza San fedele piena, non si è limitato al cordoglio affermando che non è il tempo della rabbia e della vendetta ed è invece quello di soluzioni diverse da quelle fallimentari della guerra preventiva e dell’esportazioni della democrazia.

Giovedì 19 novembre per porre l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani in Cina, e stimolare una riflessione sulla situazione dei diritti umani nel mondo, il sindaco in una cerimonia che si svolgerà alle 18 nella sala consiliare di Palazzo Cernezzi consegnerà a un rappresentante di Amnesty international la cittadinanza onoraria al dissidente cinese Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace.

Si concretizza la scelta del Consiglio comunale comasco che accogliendo nel 2012 una proposta dell’allora minoranza oggi al governo della città chiede alle autorità cinesi di rilasciare Liu Xiaobo e tutti i prigionieri di coscienza e difensori dei diritti umani. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni Como].

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza