Aria tossica/ Cosa fa la società civile?
Forse anche a Como la “società civile” potrebbe attrezzarsi a fare prima e meglio delle istituzioni. Il dato del 28 dicembre delle Pm10 e delle Pm2,5, comunicato dall’Arpa (con incomprensibili ore di ritardo) evidenzia un ulteriore peggioramento gli l’ennesimi superamenti della soglie di legge. A fronte di un’emergenza che durerà a fasi alterne per anni manca un’azione civica che boicotti ad esempio le iniziative costose e dannose per la salute come i fuochi d’artificio comunali e non. Manca un’azione civica che boicotti l’affluenza al trionfo del consumismo compulsivo e in grado di concentrare inquinanti e disvalori al centro di Como con conseguenze deleterie per la salute di tutti.







Celeste Grossi e Luigi Nessi consiglieri al Comune di Como di Paco-Sel esprimono preoccupazioni per il futuro di Acsm Agam: «Se anche il Comune di Como, che insieme a quello di Monza oggi detiene oltre il 51%, prendesse la stessa decisione, il controllo pubblico della s.p.a. sarebbe sostanzialmente vanificato, ponendo del tutto fuori controllo le scelte di politica industriale, e quindi la natura e la qualità degli investimenti, allontanandole dai reali bisogni del territorio e con potenziali rischi per le il futuro lavorativo di parte del personale». Leggi nel seguito il comunicato. 
