Mese: Luglio 2017

Ciao Patrizia

L’Arci di Como e tutta la redazione di ecoinformazioni è addolorata e vicina alla famiglia per la perdita di Patrizia, instancabile sindacalista della Cgil comasca.

Riportiamo dal sito della Cgil di Como:

Nata nel 1961, aveva iniziato la sua attività sindacale come delegata della Mantero per poi diventare funzionario della Fulta, il sindacato unitario della categoria dei tessili, e poi dirigente e segretario generale della Filtea Cgil. Dopo l’esperienza nei tessili assume l’incarico di segretario generale della Flai Cgil, la categoria di lavoratori alimentaristi e agricoli. Da qualche mese aveva iniziato la collaborazione con il sindacato pensionati. Lascia due figli, Valentina e Michele, e il marito Gigi, delegato della Cgil di un’azienda tessile.
«Siamo tutti sconvolti e in preda a una profonda tristezza – commenta Giacomo Licata segretario provinciale della Cgil di Como, perché perdiamo una compagna e una dirigente sindacale di valore. Patrizia appartiene alla storia del tessuto produttivo comasco, alla storia del manifatturiero serico. Giovanissima inizia a lavorare come operaia in un’azienda tessile per poi diventare impiegata, delegata e infine dirigente sindacale. La sua è una storia di riscatto sempre dalla parte del lavoro e dei lavoratori».

I funerali si terranno martedì 1 agosto alle 10 nella chiesa di Grandate.

 

Il Brancaccio di Como si ritrova a settembre

Prosegue il cammino dell’insieme di forze politiche e di persone che hanno risposto all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari per  dar vita a un’Alleanza popolare per la democrazia e l’eguaglianza.

Il gruppo che si è ritrovato a Como, il 28 luglio, nella sede della ex circoscrizione di Como centro, dopo aver analizzato pregi e limiti, inclusioni ed esclusioni, dell’appello del Brancaccio, ha valutato di ritrovarsi in un’assemblea pubblica per approfondire e riempire di contenuti i “10 punti” sottoposti alla valutazione delle assemblee locali, che si stanno svolgendo un po’ dappertutto in Italia.

Ancora indefinita la data del prossimo appuntamento, ipoteticamente fissato nella prima metà di settembre.

 

I dieci punti del Brancaccio

1) Attuazione della Costituzione

(Sovranità popolare; uguaglianza sostanziale; parità di genere; la democrazia nei partiti e nei movimenti – la separazione fra cariche politiche e cariche istituzionali; cancellazione del pareggio di bilancio nell’articolo 81)

2) Lavoro

(Ripristino dell’articolo 18 ed estensione delle tutele a tutte le forme di lavoro; reddito di dignità – partendo dalla proposta di Libera; lotta alla precarizzazione del lavoro e delle professioni intellettuali; riforma delle 6 ore lavorative e diritto al tempo)

3) Redistribuzione della ricchezza e giustizia sociale

(Riaffermazione del ruolo dello Stato in economia, nelle strategie di sviluppo, nella tutela dei diritti e nella erogazione dei servizi pubblici; diritto a un’equa retribuzione e parità di retribuzione fra uomini e donne: equità e progressività fiscale; strategie di contrasto all’evasione fiscale: tassa patrimoniale; tassa di successione sui grandi patrimoni)

4) Economia, fiscalità e diritti sociali

(Diritto alla salute e potenziamento della prevenzione; accesso alla diagnostica genetica e alle cure più all’avanguardia; diritto all’assistenza sociale; sostituzione della politica dei “bonus” con servizi socio-assistenziali garantiti; diritto all’abitare e recupero del patrimonio immobiliare esistente)

5) Istruzione pubblica e libertà di manifestazione del pensiero

(Abrogazione della Buona Scuola; gratuità dell’università, da finanziare con la tassa di successione sui grandi patrimoni; potenziamento della ricerca pubblica; accesso alla conoscenza e alle reti informatiche; pluralismo e libertà dell’informazione)

6) Ambiente e patrimonio culturale

(Riconversione energetica ed energie verdi; consumo di suolo zero; un’unica grande opera pubblica: il risanamento ambientale, e la messa in sicurezza del territorio; abrogazione della riforma della conferenza dei servizi contenuta nella Legge Madia; abrogazione della riforma Franceschini e ricostruzione della tutela pubblica)

7) I migranti

(Una politica attiva di accoglienza; cittadinanza; integrazione; attuazione dell’articolo 10 della Costituzione; corridoi umanitari)

8) Giustizia

(La giustizia come “diritto sociale”: politiche di prevenzione, accorciamento dei tempi, certezza della pena, ampliamento dell’assistenza legale ai soggetti deboli e ai non abbienti; avvocati pubblici; contrasto attivo alla violenza di genere; condizioni di vita, sicurezza e diritti dei carcerati; ampliamento delle pene alternative)

9) Politica internazionale

(Il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale; l’Italia ripudia la guerra – attuazione dell’articolo 11 della Costituzione; l’Europa: revisione dei trattati, l’euro, la costruzione della cittadinanza europea; no al CETA)

10) Lotta alle mafie e alla corruzione

(Prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata; interdizione definitiva dai pubblici uffici e dalle cariche pubbliche per i condannati per reati contro la P.A.; impiego sociale dei patrimoni confiscati; reinserimento

30 luglio/ Musica e natura alle Serre del Grumello

Si conclude domenica 30 luglio alle 10.30 la breve rassegna di matinée musicali alle Serre del Grumello: supportato da un’ambientazione straordinaria e (finora) da una meteorologia benigna, il ciclo ha offerto una rilettura di alcune tematiche jazz in una chiave particolarmente intima e comunicativa.

Sul prato di fronte alle Serre del Grumello, accuratamente restaurate negli scorsi anni, sul prato o sotto le fronde del grande albero di canfora, si sono alternati il quartetto Brisels (Cinzia Bavelloni voce, Pierangelo Bianchi, Riccardo Crignola e Alessio Negretti chitarre), il duo di Maurizio Aliffi e Flavio Minardo (entrambi alla chitarra), Alberto Guareschi (contrabbasso) con Lorenzo Livraghi (piano elettrico), per chiudere domenica 30, appunto, con De la guasta trio (Flavio Minardo alla chitarra, Francesco D’Auria alla batteria, Stefano Gatti al basso).

I concerti finora svolti hanno incontrato il favore del numeroso pubblico presente, complice sicuramente l’insolita ambientazione, ma anche grazie alla “vicinanza” con i musicisti, fisica e ideale: l’amplificazione ridotta al minimo (quasi unplugged secondo la fortunata definizione di alcuni concerti degli anni scorsi), il clima disteso e colloquiale. A questo probabilmente fa riferimento il sottotitolo della serie con la citazione dell’“improvvisazione”, che finora non è mai stata intesa in senso strettamente musicale (visto che in tutti i concerti sono stati presentati dei veri classici del jazz, dalle songs agli standards americani fino al repertorio manouche dei gitani europei), bensì in senso ideale, come in una conversazione tra amici e amiche che, condividendo una sensibiltà di fondo, possono permettersi di saltare da un argomento all’altro senza quasi neanche mettersi d’accordo; in realtà, dietro ogni concerto, si sente un lungo lavoro di costruzione e di verifica (i vecchi amici Aliffi e Minardo hanno comunque affermato che era più di un anno che non suonavano insieme!).

Date queste premesse, il concerto conclusivo si annuncia imperdibile, con tre grandi musicisti, che in tutte le occasioni di ascolto (fortunatamente abbastanza frequenti sul territorio) non hanno mai mancato di affascinare e sorprendere il pubblico.

A completare l’“offerta” delle mattinate sono attivi all’interno delle Serre il punto di ristoro bio, con prodotti di filiera corta, e la piccola biblioteca, con la possibilità di consultare quotidiani, riviste e tanti testi sul territorio, la botanica, il paesaggio e l’orticoltura messi a disposizione per grandi e bambini nel punto di lettura della Villa, per l’occasione allestito in prossimità del concerto (chiunque può donare libri per arricchire la biblioteca nella natura promossa dall’Associazione Villa del Grumello e aperta alla città). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini del concerto di Maurizio Aliffi e Flavio Minardo il 16 luglio.

 

Alcune immagini del concerto di Alberto Guareschi e Lorenzo Livraghi il 23 luglio.

 

Servizi e strutture per le persone con disabilità

Comodalbasso offre collaborazione al sindaco di Como per l’attuazione dei provvedimenti necessari ad assicurare, come previsto dalla Costituzione e dall’Onu, la vita indipendente alle persone con disabilità. (altro…)

Contro i fascisti il Prc solidale col Pd

Fabrizio Baggi (segretario provinciale organizzativo Prc/Se Como) e Giulio Russo (responsabile provinciale antifascismo Prc/Se Como) segnalano la gravità dell’azione squadrista di Forza nuova alla Festa dell’Unità a Cantù e esprimono la solidarietà del Prc al Pd. (altro…)

28 luglio/ Il Brancaccio a Como

Per il “quarto polo” l’insieme plurale delle sinistre c’è attivismo anche a Como. Dopo i contatti tra i partiti che hanno coinvolto Prc, Si, Articolo 1, Possibile, Socialisti e La prossima Como, è in programma un “Brancaccio” di Como. Il Comitato per la difesa della Costituzione invita a un incontro che si terrà venerdì 28 luglio alle 20,45 nella ex Circoscrizione 7 in via Collegio dei dottori a Como. Di seguito il testo dell’invito all’incontro, firmato per il Comitato da Paolo Ceruti e Giovanna Fierro. (altro…)

Le donne per i diritti di tutte e tutti

Un appello per i diritti di tutte e tutti approntato dal gruppo che ha dato vita lo scorso 8 marzo alla manifestazione “Non una di meno” e che da allora ha continuato a lavorare per nuove iniziative comuni.

 

Di seguito il testo integrale:

«Siamo donne con percorsi, formazione ed appartenenze diverse.

Ci accomuna la consapevolezza che i diritti o sono di tutte  o non sono. E che quindi  per le donne è ancora lunga la strada per raggiungere una piena emancipazione che renda effettive  autonomia economica  ed autodeterminazione.

Così come siamo convinte che la violenza maschile sulle donne (di cui il femminicidio  è una delle più drammatiche manifestazioni) ha radici profonde che hanno a che vedere con la cultura misogina che ancora domina ed imperversa. Una cultura che si alimenta di stereotipi e pregiudizi secondo i quali la donna resta pur sempre, e nonostante tutto, il “secondo sesso”.

È ancora lunga la strada per  superare schemi e simboli che impediscono alle donne di essere davvero libere.

Ma essere consapevoli di ciò non produce, da parte nostra, né vittimismo né rassegnazione ma il desiderio e la necessità di un impegno ancor più determinato nella lotta per migliorare le nostre vite e l’insieme delle relazioni sociali.

 

Ci conforta sapere che le donne hanno una grandissima forza e sanno dar vita ad esperienze straordinarie.

E ci conforta osservare che in molte parti  del mondo si sta riaffermando un nuovo movimento di donne che vuole rioccupare lo spazio della politica per partecipare ed esprimersi su ogni aspetto della vita di tutte e di tutti. Un movimento che vuole unire  la lotta contro la violenza a quella contro la precarizzazione del lavoro ed insieme contrastare l’omofobia, il razzismo e la xenofobia.

Un movimento che prende ispirazione dalla coalizione argentina “Ni Una Menos” (“Nonunadimeno”) che ha messo in luce come la violenza sulle donne abbia molte facce perché investe ogni aspetto delle nostre vite (la famiglia, il lavoro, l’orientamento sessuale, le libere scelte sul nostro corpo, il diritto alla cittadinanza …).

Perchè lottare per i nostri diritti per noi significa lottare per i diritti di tutte e di tutti.

 

Lo scorso 8 marzo, in rete con “Nonunadimeno”, abbiamo dato vita anche a Como (come in moltissime altre città italiane e del mondo)  alla “passeggiata per i diritti e contro la violenza maschile sulle donne” che ha attraversato vie, piazze e luoghi simbolici  della città per riaffermare il nostro desiderio di essere libere , consapevoli, determinate.

Dopo di allora abbiamo continuato a ritrovarci per rafforzare le nostre relazioni ed immaginare nuove iniziative comuni, a partire da quelle per il prossimo 25 novembre, giornata internazionale contro le violenze sulle donne.»

Questi i nomi delle firmatarie

Eva Allevi, Beatrice Aliverti, Rosalba Benzoni, Fausta Bicchierai, Gabriella Bonanomi, Chiara Braga, Licia Butti, Andrèe Cesareo, Gina Ciccotti, Marcella Cirincione, Cristina Comotti, Gilda D’Angelo, Micol Dell’Oro, Silvia Dogliani, Antonietta Frisoli, Anna Gallina, Celeste Grossi, Edis Guzman, Mariateresa Lietti, Stefania Longhi, Patrizia Losito, Adriana Mascoli, Anna Menci, Elena Merazzi, Giovanna Montanelli, Federica Peraboni, Nicoletta Pirotta, Marisa Reghenzani, Elena Rosini, Simona Sabia, Ida Sala, Tonina Santi,  Manuela Serrentino, Luisa Seveso, Idapaola Sozzani, Germana Redaelli, Licia Viganò, Grazia Villa, Rossana Vittani.

Rompiamo il silenzio sull’Africa/ Un appello di Alex Zanotelli

Padre Alex Zanotelli ha diffuso nei giorni scorsi questo appello, che di seguito pubblichiamo integralmente, rivolto principalmente a giornalisti e giornaliste, ma che in realtà coinvolge le coscienze di tutti e tutti perché la situazione dei paesi africani, da cui proviene attualmente la maggior parte dei migranti in arrivo Europa, sia portata all’attenzione di tutti.

Sarebbe un modo per cominciare ad aiutare (davvero) quei paesi là dove i problemi si creano.

«Rompiamo il silenzio sull’Africa

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani. Trovo infatti  la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.

Mi appello a voi giornalisti/e  perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!)

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa),

ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba ,il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!!)

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.  Questo crea la paranoia dell’ ‘invasione’, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’ Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al Sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano:”Aiutiamoli a casa loro”, dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa  come patria dei diritti.

Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?). Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alle grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un‘altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.

Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

Alex Zanotelli

Napoli, 17 luglio 2017»

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