Video/ L’informazione cresce, ma la stampa è fragile e sotto attacco della cattiva politica

L’incontro, il 22 marzo, per ricordare Ilaria Alpi e denunciare i 25 anni passati inutilmente dalla sua uccisione insieme a Miran Hrovatin ha raccolto tante persone che hanno affollato la sala del Municipio di Ponte Lambro. Un fatto questo non scontato nella dominate tendenza a rimuovere dalla memoria collettiva gli episodi che per anni non vengono chiariti. A richiamare l’attenzione civile di tanti/ e oltre che la capacità del Circolo ambiente Ilaria Alpi di coinvolgimento di più soggetti nel sostegno all’iniziativa (comuni, associazioni, media) anche la notorietà sia della redattrice de il Giorno Paola Pioppi che dell’ex vicedirettore del Tg3 Corradino Mineo. On line sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli interventi.

La serata, introdotta da Roberto Fumagalli che ha ricordato l’intitolazione, dieci anni dopo la sua scomparsa, del circolo alla giornalista uccisa, e dopo il saluto di Gianmarco Broggio, vicesindaco di Ponte Lambro, si è aperta con la proiezione di due video su Ilaria Alpi e ha sviluppato diversi temi: la storia e le non novità investigative sull’esecuzione di Ilaria e Miran, l’importanza della cronaca giudiziaria e il suo ruolo per la costruzione di una corretta informazione, luci e ombre dell’informazione negli ultimi 50 anni, i motivi che condizionano fortemente la libertà e la qualità dell’impegno giornalistico, il ruolo dei servizi segreti e di diverse categorie di faccendieri, intermediari, lobbisti nei crimini contro la stampa e nella costruzione di notizie false, depistaggi, insabbiamenti.

Si sono confrontate le diverse posizioni della relatrice e del relatore e anche nel dibattito letture diverse. Paola Pioppi che ha evidenziato la necessità di dare valore alla precisione e alla correttezza del lavoro del cronista di giudiziaria e difendere il lavoro e l’autonomia dalle intimidazione che spesso si svolgono non con minacce personali ma più spesso con l’uso delle querele che indipendentemente dall’esito (quasi sempre nullo) impongono costi insostenibili.

Corradino Mineo, pur concordando e esprimendo grande stima per la collega di giudiziaria e affermando l’essenzialità dell’informazione di prossimità, ha evidenziato un punto di vista più politico affermando che il racconto dei fatti di guerra, dei delitti di mafia, della corruzione e di tutti i temi fondamentali richiede non solo puntualità nella cronaca, ma anche capacità di andare oltre di cogliere intrecci e contesti politici che determinano e favoriscono le azioni criminali. Da Mineo, oltre che una serie di aneddoti sul luci e ombre del lavoro dei giornalisti, frutto della sua esperienza nella Rai, sono venuti anche elementi di speranza derivanti dalla consapevolezza che oggi la quantità e la qualità di informazione è largamente superiore di quella disponibile anni fa, dall’evidenza che fatti sorprendenti avvengono (si pensi ad esempio all’Algeria) dimostrando che non tutto è già scritto. Per Mineo il pessimismo imperante sulle possibilità di costruzione di un nuovo mondo più giusto è tipico di una fase storica di transizione che prelude al cambiamento epocale.

On line sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli altri interventi.

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