Video/ Non solo il venerdì per un futuro di tutti

Martedì 17 novembre alle 15,30 l’Università popolare Auser ha incontrato online Fridays for future Como. Un momento di confronto generazionale sui temi ambientali e sul futuro del pianeta, con Franca Olivetti Manoukian, psico-sociologa, e Mauro Rottoli, già protagonista di uno degli ultimi incontri del ciclo “In pace con la Terra”.

Una bella introduzione di Franca Olivetti Manoukian ha aperto l’incontro, sottolineando come il dialogo sia fondamentale in questo periodo storico per rendere il futuro davvero futuribile, o per meglio dire vivibile. Alla presenza virtuale di diverse persone sono intervenuti, oltre a Franca Olivetti Manoukian e Mauro Rottoli, anche Massimo Patrignani, presidente Auser Como e coordinatore del progetto Como futuribile, e Matteo Aiani di Fridays for future Como.

Sebbene non sia la prima volta che in Italia dei gruppi provino a portare in politica le battaglie ambientaliste, nell’ultimo periodo Fridays For Future Como ha intrapreso diverse azioni che Matteo Aiani ha spiegato dopo una breve introduzione sulla nascita e sugli obiettivi del movimento. Proprio perché macro e micro si influenzano a vicenda, l’attivista ha subito portato l’attenzione sul disastro dell’inquinamento in Lombardia per il quale l’Unione Europea ha già attivato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, facendo un focus su Como per capire cosa noi cittadini possiamo fare per ridurre l’inquinamento pubblico. Sicuramente utilizzando la bici e i mezzi pubblici, motivo per cui si è andati subito a parlare della famosa Euro Velo 5, la ciclabile che dovrebbe collegare Londra e Brindisi passando per il centro di Como, continuamente ignorata (se non proprio osteggiata) dall’amministrazione comunale. Aiani ha spiegato come la ciclabile potrebbe unire diversi punti della città aiutando i cittadini in bicicletta per andare a fare la spesa, i turisti per visitare luoghi e monumenti e gli studenti per raggiungere l’Università. Il movimento, ha spiegato, spera che possa esserci un dialogo nel prossimo mese con l’amministrazione comunale, anche perché i fondi europei scadranno a fine dicembre. Altro punto toccato è stato quello dei bus: il rapporto tra cittadini e trasporto pubblico è troppo scarso e servono maggiori investimenti, senza contare che per il movimento sarebbe importante renderlo pubblico per chi ha un Isee basso. Infine il lato ferroviario, ad esempio per quanto riguarda la Como-Lecco, linea praticamente inutilizzata ma che nasconde grosse potenzialità in termini di collegamento. In questo momento FFF sta lavorando con alcune associazioni del territorio per rendere note queste problematiche.

Dopo qualche domanda sulle collaborazioni del movimento e sull’utilità ad esempio del trasporto su rotaia, Aiani ha ceduto la parola a Mauro Rottoli. Il professore si è chiesto subito che effetti avrà il riscaldamento globale a livello locale. Gli è bastato un solo esempio: gli impianti sciistici in Val d’Intelvi, dove non si vede più una vera nevicata adeguata da anni. La neve sparata, ad esempio, è usata da molti anni anche in quota perché ormai il manto delle nevi perenni è praticamente agli sgoccioli. Pensiamo solo al danno che farebbe lo scioglimento completo dei ghiacciai: verrebbe a mancare l’acqua, anche in provincia di Como. È vero, abbiamo il Lago, che però è alle prese con siccità e inquinamento. Altro fenomeno che tocchiamo con mano sono le frane, dovute a piogge brevi e molto intense. Sono tutti fenomeni che sembrano limitati, ma se guardiamo la moltiplicità annuale vediamo che essi si sono intensificati, così come i giorni superiori a 35 gradi in estate. Ma non è solo l’estate: alcuni alberi sono pronti a fiorire in inverno, e tutte le produzioni agrarie che vivono se esiste un clima normale, di fronte a questi fenomeni rischiano la distruzione. Basti pensare al fatto che una volta, sul Lago, gli ulivi si coltivavano quasi esclusivamente alla Zoca de l’Oli: adesso si possono coltivare persino in Spina Verde. Qualcosa è cambiato, ma quel qualcosa avverrà sempre più spesso. La Terra per sua natura cerca di arginare alcuni fenomeni, soprattutto con l’atmosfera: c’è il rischio in cui si superi un limite e si venga travolti dagli effetti del cambiamento climatico, anche localmente.

Finite gli interventi istituzionali è intervenuto Massimo Patrignani che ha sottolineato come il cambiamento va affrontato anche come partecipazione e coinvolgimento diretto dei cittadini. «Quello che cerchiamo di fare con il progetto Como futuribile è di spingere la massa critica all’impegno: questa è l’unica strada, altrimenti rischiamo di fare il discorso ecumenico sul sostenibile e poi quando si va a parlare con i veri attori del cambiamento (industriali e politici nda.) si cerca di sviare la situazione». In un incontro con Confindustria i ragazzi di Fridays for future Como avevano avuto il coraggio di rispondere a una classe dirigente fissata a voler cambiare il meno possibile. Patrignani ha poi chiesto ad Aiani di spiegare secondo il movimento quale sarebbe il modo migliore di portare avanti le iniziative del gruppo di Como.

Aiani ha risposto che, durante l’emergenza sanitaria, il movimento locale si è un attimo arrestato, quindi le manifestazioni sono state via via meno partecipate rispetto allo scorso anno. Secondo loro, però, si parla molto di covid-19 e poco di quello che ci sarà dopo: si spera in una tornata di forti investimenti pubblici per favorire mobilità sostenibile e trasporto pubblico.

A quel punto Franca Olivetti Manoukian ha sottolineato come un punto fondamentale da affrontare sia la difficoltà che le persone hanno a cambiare le loro abitudini. Forse solo se si riesce a cogliere un vantaggio soggettivo questi cambiamenti diventano fattibili e una direzione istituzionale serve a poco? Secondo Patrignani la verità sta nel mezzo. In questo Greta Thunberg ha aiutato molto, e il movimento dal basso riesce ancora a lavorare sulla politica e sulle istituzioni. Secondo Mauro Rottoli invece mancano proprio nelle amministrazioni del personale che diventino parte del cambiamento dal basso. Lo Stato, secondo il professore, dovrebbe fare azioni di più dirette, non essendo solo a disposizione del cittadino ma cercando di educarlo. Infine, secondo Gianpaolo Rosso di Arci Como, il livello politico ha ancora una sua fondamentale importanza: basti pensare solo alla variazione rispetto alle politiche ambientali tra l’amministrazione statunitense di Donald Trump e quella neoeletta di Joe Biden. Inoltre, se da una parte è vero che al pubblico sarebbe utile aggiungere un concetto di impegno nel tema più ampio, anche la cultura privata e aziendale dovrebbe sviluppare un senso del bene comune più ampio.

Il saluto l’ha fatto Maria Rita Molteni richiamando l’incontro del 24 sulla Valle del Cosia in tutti i suoi aspetti con Giacomo Tettamanti: la conclusione di un ciclo locale che però nel piccolo va a toccare problemi moderni di tutti noi. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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