9 giugno/ Algae Festival/ Presentazione Lago della Bilancia e Ecolario al Terzo Spazio

Mercoledì 9 giugno al Terzo Spazio a Como, all’interno della cornice di Algae Festival – La città trama, è stato presentato il webdoc Lago della Bilancia del collettivo di giornalisti e giornaliste FuoriFuoco.

La serata al Terzo Spazio è stata introdotta dalla curatrice di Algae Festival, Giulia Guanella, che ha raccontato questa nuova manifestazione di eventi diffusi per la città lasciando poi la parola a Tommaso Siviero. Tommaso ha presentato il collettivo FuoriFuoco a una platea in gran parte giovane.

Dopo aver attraversato un periodo difficile durante il lockdown a luglio 2020 FuoriFuoco ha concluso il webdoc Lago della Bilancia, presentato al Terzo Spazio per la prima volta in presenza: un documentario che vuole porre al centro della narrazione il Lago di Como, che «spesso diamo per scontato», dice Tommaso. Tre i temi principali toccati, raccontati nella serata da Giulia Tringali, Riccardo Soriano e Clara Latorraca: ambiente, economia e persone.

Giulia racconta un ecosistema lariano che negli ultimi vent’anni è stato dimenticato, diventando meramente uno sfondo per le cartoline e i selfie a discapito del ruolo di elemento naturale che determina le nostre vite in un rapporto simbiotico. Sottolineare l’importanza dell’ecosistema Lago attraverso le molteplici sensibilità che lo abitano: questo è l’obiettivo dal punto di vista ambientale. Tutto questo per sensibilizzare in merito al cambiamento climatico, l’aumento delle temperature che può portare a eutrofizzazione delle acque e la presenza di plastiche e microplastiche nelle acque e nei prodotti ittici. Un Lago che non sta propriamente male, come afferma Giulia, ma che ha bisogno che vengano considerate le problematiche sopra descritte per provare a dare forma al futuro ambientale di tutta la città e non solo. La sfida ambientale è ascoltare la voce del lago, che parla a ognuno in maniera diversa, per trovare stimolo a prendersene cura.

Riccardo racconta di Dongo e del suo cambiamento. Della società Falck, impero siderurgico radicatosi a Dongo a metà del Novecento che dopo la crisi dell’acciaio e i fallimenti vede il mastodontico stabilimento – prima inscindibile dalla popolazione – essere oggetto di entrate di capitali cinesi e diviso in tre lotti. Uno di questi lotti vede oggi una possibilità di riconversione turistica per la parte affacciata sul Lago, frutto di interesse da parte di una azienda italiana che se lo è aggiudicato all’asta con il proposito di rilanciare il turismo.
Un microcosmo che rappresenta un macrocosmo, riprendendo le parole di Riccardo. Da industria a turismo, ma quale turismo? “È cambiato il mondo, bisogna guardare al turismo di prossimità”, dice Riccardo citando Giuseppe Rasella, membro della Camera di commercio. E viene poi citata Gisella Introzzi, per affermare che bisogna cercare di puntare su un turismo efficace qualitativamente e non solo quantitativamente. Non solo, quindi, fast tourism, ma turismo di qualità che porti alla scoperta vera del territorio e della sua storia.
Tra gli esempi virtuosi citati c’è l’Albergo Bellavista di Brunate poiché edificio attento alla qualità, con una storia decennale valorizzata dagli attuali gestori. Un modello a cui tendere per capire che tipo di turismo portare sui territori comaschi e lecchesi,

Clara ha parlato infine del terzo tema cardine del webdoc: le persone. Per quanto riguarda le persone più giovani i dati raccolti dal webdoc sottolineano la dicotomia radici e opportunità: radici salde sono quelle che le persone giovani mettono a Como, raccontano le interviste, mentre a mancare sono le opportunità – che spesso spingono verso l’estero.
Il lavoro presentato in questo webdoc è notevole, tra infografiche, cenni storici, dati e interviste. Alla domanda su cosa fare con questo e come farsi ascoltare dalle istituzioni in parte emerge il problema della difficoltà delle amministrazioni a comunicare tra di loro e con il territorio, elemento spesso di impasse. Nonostante sia stato fatto un Patto per il Lago per riunire le realtà che si occupano di sostenibilità, spesso sono le azioni concrete a mancare.

A conclusione della serata, partecipata dal pubblico anche attraverso altri interventi (tra cui quello di un ragazzo emigrato da Como che chiede quale sia lo stato dell’arte dell’attivismo comasco e un altro dell’associazione Proteus, Centro di Didattica Ambientale nato nel 1999) sono stati presentati i successivi appuntamenti con FuoriFuoco – 13 giugno ore 15,00 talk al festival Bellezze Interiori; 16 giugno ore 21,00 Le Mani su Cantù al teatro San Teodoro; 24 giugno ore 21,00 FuoriFuoco live a Erba con WeRoof, artisti e artiste – e la prima edizione del primo festival ambientale di Como: Ecolario.

Dal 25 al 27 giugno attraverso Ecolario una folta rete di realtà e associazioni (tra cui FuoriFuoco, WeRoof, L’isola che c’è, Fiab Biciamo Como, Legambiente, Circolo Arci Xanadù, Fondazione Volta, Circolo Olmo, Mani Tese e una collaborazione con la rete di progetto Il futuro è oggi) sarà impegnata ad attivare la città di Como attraverso una forte sensibilità verso l’ambiente: pulizia dai rifiuti, laboratori del riuso con cui costruire kayak per ripulire il lago, caccia al tesoro per riscoprire le bellezze di Como, attività di vario tipo e proiezioni cinematografiche. Un festival con 12 eventi che hanno l’obiettivo di guardare il Lago di Como e il suo ecosistema come un luogo vivo, nel rispetto delle comunità che lo abitano e dell’ambiente.

[Daniele Molteni, ecoinformazioni]

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