Genova 2021/ Reportage dal ventennale del G8

In occasione della ricorrenza del ventennale del G8 sono stato a Genova per essere presente insieme a chi quei giorni li ha vissuti e a chi si sente vicino a quel movimento nato al volgere del secolo. Per ricordare ma anche cercare di capire come costruire un altro mondo, che vent’anni fa era possibile e ora è necessario.
Come recitava uno striscione in piazza Alimonda il 20 luglio: Another world is still possibile.

La Genova del ventennale è una Genova dai mille volti, dalle mille sensibilità, e composta da persone presenti per unico obiettivo: tenere accesa la fiamma del cambiamento.
L’obiettivo è di curare le malattie del nostro tempo, le disfunzioni politiche, sociali e ambientali che oggi come vent’anni fa – e si potrebbe dire più di vent’anni fa – sono presenti nel nostro mondo.

Si sono susseguite giornate ricche di contenuti e dibattiti, emozionanti, fatte di momenti di ricordo (anche di quelle persone che hanno pagato e ancora stanno pagando per aver manifestato il loro dissenso) e di occasioni per riattualizzare i ragionamenti (invero già attuali al tempo) di quel movimento per una globalizzazione diversa, più attenta alle persone che ai capitali, cresciuto a Porto Alegre, Seattle, Göteborg, Napoli, Genova.

L’obiettivo non è stato, e non è, quello di dire semplicemente che si aveva ragione, ma è quello di riprendere le redini del discorso pubblico forse lasciate troppo senza controllo, per rimarcare la necessità di alternative sostenibili rispetto a questo sistema palesemente insostenibile.


A Palazzo Ducale, luogo scelto simbolicamente in una sorta di riappropriazione, sono stati ospitati diversi incontri animati dalle parole, e dall’esperienza militante, di Vittorio Agnoletto, don Ciotti, Padre Alex Zanotelli, Ilaria Cucchi, Fabio Anselmo, Monica Di Sisto e tanti e tante altre.
Per le strade e nelle piazze. Dalla marcia zapatista in onore dell’EZLN e della realtà del Chiapas, passando attraverso le presentazioni dell’associazione Music For Peace, le mostre fotografiche, e fino ad arrivare alle Assemblee nazionale e internazionale in piazza Matteotti. Toccando vari temi: diritto dei popoli indigeni, la resistenza curda nel Rojava, ricostruzione irachena, minoranze, diritto alla salute, diritti dei lavoratori, ambiente e tanto altro.



Genova è stata un’occasione di ritrovo di una comunità di persone variegata, viva e combattiva.
Una comunità che afferma con forza di essere la cura, la cura per un mondo che è malato. La cura in prospettiva di farlo guarire e sembrare un altro mondo.

In questa direzione è andata anche la giornata di ricordo di Carlo Giuliani. Una giornata di sole cocente, caldissima, che ha visto partecipare circa duemila persone.
Iniziata con le premiazioni per le borse di studio in onore di Carlo chiamate Per non dimentiCarlo e promosse dal Comitato Piazza Carlo Giuliani, la manifestazione è continuata poi con un concerto in cui si sono esibiti Cisco, Manu Chao (che ha ricordato il suo professore, così lo ha chiamato, don Andrea Gallo) e tante e tanti altri.


Ci sono stati interventi su varie tematiche sociali e politiche e poi l’invettiva del padre di Carlo, Giuliano Giuliani, contro i giudici per chiedere giustizia.
E infine un corteo non previsto, da piazza Alimonda giusto fino a Palazzo Ducale (così come era stato per la marcia zapatista).
Numerossime le realtà associative e no, dall’Anpi all’Arci, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, No Tav, Un Ponte Per, Supporto Legale, diversi centri sociali ecc. ecc.

A Genova, nel 2021, per ricordare, per non dimenticare e non dimentiCarlo.
Per urlare «Carlo vive e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai», così come fatto in piazza Alimonda.
Per riaffermare che non solo un mondo è possibile, come si diceva vent’anni fa, ma è urgentemente necessario. Un mondo che può esistere solo se si continua a lottare per i diritti di tutti e tutte, per l’ambiente, contro la povertà e l’emarginazione.
Ognuna e ognuno secondo le sue possibilità, ma tutte e tutti camminando verso una direzione comune. [Daniele Molteni, ecoinformazioni]

Di seguito una galleria con le altre foto del ventennale:

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