Gkn a Bologna per questo, per altro, per tutto

Il Collettivo di fabbrica Gkn e Fridays for future tornano a organizzare convergenza. Fanno radunare le persone, operai, contadini, lavoratrici, studenti e studentesse, anarchici e ambientalisti, cittadini: tutti uniti in corteo, per le strade di Bologna, sabato 22 ottobre. Per una vita bella, secondo gli striscioni dei disoccupati, per questo, per altro, per tutto, nelle parole degli organizzatori dell’Insorgiamo tour.

È così che, a poche ore dal giuramento del governo più fascista dai tempi del fascismo storico, nella città rossa per eccellenza si alzano cori antifascisti, anticapitalisti e antimeloniani. La politica prospetta la fine dei diritti, i manifestanti chiedono il diritto ad un’esistenza degna ed estranea alle dinamiche di sfruttamento delle persone e del pianeta. Nel palazzo del potere si dismette l’idea (mai veramente perseguita) della transizione ecologica, in piazza si chiede che Eni e gli altri giganti del profitto energetico si assumano le proprie responsabilità e smettano di arricchirsi a spese delle persone e del pianeta.

Si potrebbe proseguire a lungo, proponendo un lungo elenco di antinomie tra governo e un paese che non si può definire reale, dato che le recenti urne delegittimano una volta per sempre il senso letterale del già retorico “italiani brava gente”, ma è quantomeno sognato. Un sogno politico esistenziale che la realtà climatica e sociale di oggi costringe a visualizzare come qualcosa meno che un utopia e qualcosa in più di un semplice obiettivo di lotta.

Il confronto tra la politica del profitto e quella delle persone sembra impari, ma Gkn e Fff, che hanno co-organizzato la convergenza bolognese con Rise up 4 climate justice, hanno cercato di sospendere l’equilibrio delle forze e sovvertirlo, percorrendo un tratto della A14 Adriatica e sospendendo il traffico in segno di protesta contro il progetto di allargamento del passante di mezzo. Quello durante il corteo è stato un gesto simbolico, ma la lotta è una promessa e la convergenza un processo, dunque non si pensi che quella contro gli ecomostri e le grandi opere inutili sia una battaglia peregrina. 

Un altro versante dell’iniziativa bolognese è stato la lotta per la fine del mese, un diritto, una base della dignità delle persone che lavorano sempre più sistematicamente violato ed ignorato. Se dall’alto non arriva che rifiuto dell’umanità operaia e mera speculazione sulle vite e sull’ambiente, la lotta deve partire dal basso e organizzarsi per boicottare e proporre alternative al paradigma energivoro ed alienante del sistema neoliberalista. 

Bologna, ma prima era stata Firenze. Il processo non si ferma, le persone continuano a chiedere diritti e vita, la convergenza continua. Il 5 novembre l’Insorgiamo tour sarà a Napoli, una delle capitali di quel sud Italia in cui, citando uno degli interventi dal carro di testa, il sistema capitalista si scatena. Anche lì ci sono voci da sollevare, voci agricole, antimafia, voci che vogliono liberarsi da un giogo patriarcale eccessivamente pesante, voci che chiedono mobilità sostenibile in aree dove di mobilità non si è mai parlato, voci che chiedono prospettive in zone in cui troppo spesso l’unica prospettiva è la fabbrica in val Padana. 
Non sarà nemmeno quella la fine, il collettivo di fabbrica e Fff chiedono unità, vicinanza, lotta, ribellione. Non sarà Napoli la fine, non ci sarà epilogo senza prima aver preso tutto. Come recita il coro simbolo dell’occupazione della Gkn: fino a che ce ne sarà. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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