Fridays for future

In corteo con Greta Thunberg per un cambiamento sistemico

Veramente difficile stimare il numero esatto, ma almeno 30mila studenti e studentesse hanno manifestato per le strade di Milano in occasione della prima delle due manifestazioni per il clima concomitanti con la Pre-Cop. Il corteo si è svolto nella mattina dell’1 ottobre e ha visto alla propria testa Greta Thunberg, fondatrice di Fridays for future.

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1 e 2 ottobre/ Cortei per il clima con Greta Thunberg

Lo sciopero globale per il clima di Fridays for future non era che il preludio ad una settimana cruciale per Milano. Dal 28 settembre al 2 ottobre, infatti, si terrà una serie di mobilitazioni per chiedere che la situazione ambientale sia gestita all’insegna della giustizia sociale e della consapevolezza che il tempo per agire sta scadendo.
Dal 28 al 30 settembre si terrà un Eco social forum, mentre venerdì 1 alle 9.30 e sabato 2 ottobre alle 15 si terranno due cortei che porteranno in piazza la volontà di una conversione ecologica dal basso e di un reale passaggio all’economia verde.

Le mobilitazioni, organizzate da Fridays for future e Climate open Platform, si terranno nelle ultime due giornate della Pre-Cop, la conferenza preparativa che porterà a quella che ad inizio novembre vedrà le Nazioni unite discutere a Glasgow della crisi climatica e delle misure da adottare per cercare di arginarla. Venerdì 1 ottobre alle 9.30 sono chiamati in piazza soprattutto gli studenti, che porteranno le loro istanze in quanto nuova generazione con esigenze proprie e soprattutto con la consapevolezza che il pianeta futuro sarà in mano a loro. Con loro, in corteo, scenderanno anche diverse e diversi rappresentanti di Fff internazionale, tra cui Greta Thunberg, fondatrice del movimento.
Sabato 2 invece, saranno le associazioni ad essere protagoniste, per portare in corteo le proprie esperienze di ecologismo e resistenza contro un’economia che guarda troppo poco alla sostenibilità in nome del profitto. Anche questa iniziativa partirà da Largo Cairoli, ma si terrà nel pomeriggio, dalle 15.

Le due manifestazioni saranno precedute, dal 28 al 30 settembre, dall’Eco social forum, una tre giorni di conferenze che avrà sede in diverse zone di Milano, dall’università Statale ai Giardini in transito, e discuterà della questione climatica in relazione a diversi temi: diritti umani, acqua, cibo e risorse, lavoro ed energia, saperi, economia e finanza, territorio, città e comunità. Qui il programma delle iniziative con date, luoghi e titoli degli incontri.

L’inizio dell’autunno dell’ambiente milanese

Oltre 3000 persone, quasi tutti/ e studenti, hanno attraversato Milano per lo sciopero globale per il clima indetto da Fridays for future. La manifestazione si è svolta nella mattinata venerdì 24 settembre e ha visto i partecipanti sfilare in corteo da largo Cairoli fino alla Biblioteca degli alberi in piazza Gae aulenti.

L’iniziativa era particolarmente sentita perché si è tenuta ad una settimana esatta dal primo dei due cortei che animeranno il capoluogo lombardo l’1 ed il 2 ottobre, in corrispondenza con le giornate conclusive del meeting internazionale pre-Cop (la conferenza delle nazioni unite sul cambiamento climatico).
Come sempre negli scioperi indetti da Fff, la componente studentesca è stata predominante, ma il vero triste protagonista era ovviamente il pianeta Terra. La crisi ambientale è sulla soglia dell’irreparabile e le speranze di salvare la situazione sono appese ad un filo: opportunità però concretissima e che consiste in un immediato calo del consumo energetico e in una conversione ecologica reale e fatta nell’interesse del pianeta e della popolazione.

La Cop26 che si terrà in Scozia a Novembre sarà forse l’ultima occasione in cui le superpotenze mondiali potranno svincolarsi dalla logiche del profitto e dalla sudditanza agli interessi economici per dare una svolta al futuro del globo.
I segnali però non sono incoraggianti, a partire dall’Italia stessa: tra Tav, Pedemontana e Transadriaticpipeline non sembra che l’ecosistema sia in cima all’agenda politica nazionale. Inoltre, non ci sono segnali significativi di una qualche volontà di abbandonare i combustibili fossili in favore di risorse alternative.

I problemi ambientali sono però solo un nodo di una rete sistemica che si radica nel perdurare delle disuguaglianze, nella fame insaziabile di denaro che caratterizza il capitalismo e nel disinteresse della politica verso la creazione di un mondo sostenibile non solo sul piano ecologico ma anche su quello sociale ed economico.
Per rendere pienamente evidente questo aspetto, il corteo ha fatto tappa di fronte all’agenzia delle entrate. Sotto il ministero di Cingolani, le bollette sono aumentate del 40%. Questo non è solo uno smacco al pianeta Terra, dato che si pagano le estrazioni di gas e combustibili fossili inquinanti; è anche un grave danno alle tasche dei cittadini meno abbienti e in generale ad una popolazione che è in uscita da una crisi pandemica che ha fatto coda a quella economica. Inoltre, è anche dimostrazione della totale sudditanza rispetto a paesi che, se non fornissero all’Occidente le risorse di cui necessita per mantenere il proprio insostenibile stile di vita, non si esiterebbe ad accusare di violazione dei diritti umani.

Per esprimere tutto il proprio dissenso verso questa dinamica, dei manifestanti vestiti da operai sfruttati ed oppressi dal padrone hanno simbolicamente aperto un viadotto (un tubo pieno di combustibile) da cui si è sollevata una nube di fumo che solo la chiusura dello stesso ha interrotto. È stato poi srotolato uno striscione inneggiante al fatto che è chi inquina che deve pagare, non i comuni cittadini.
Il messaggio è chiaro: posto che bisognerebbe ragionare tempestivamente su modi di produzione energetica alternativi, chi decide di distruggere il pianeta non può pensare di trarne anche profitto a danno della popolazione.

Terminato il corteo, la focalizzazione sul tema climatico a Milano resterà massima, soprattutto per la componente studentesca. Anche i giovani, infatti, sono coinvolti nel cambiamento: oltre alla Cop26 a Glasgow, nell’autunno meneghino si terrà anche la YouthCop, la versione “giovane” della conferenza internazionale sul clima. Ragazzi e ragazze, il cui futuro è attualmente a serio rischio, sono dunque chiamati a prendere parola personalmente riguardo la crisi climatica e le sue soluzioni. Studenti e studentesse non possono restare esclusi in un momento così importante, né hanno intenzione di esserlo: da qui nasce la mobilitazione che interesserà Milano tra il 28 settembre ed il 2 ottobre.
Ci saranno infatti l’Eco social forum dal 28 al 30 settembre e due manifestazioni: l’1, con studenti e studentesse da tutta Italia e rappresentanti della lotta climatica tra cui Greta Thunberg, e il 2 ottobre, dove saranno le associazioni a dover dire la propria. Giochi di parole a parte, il clima a Milano si prospetta estremamente caldo. [Pietro Caresana, ecoinformazioni] [Guarda qui tutte le foto dell’iniziativa]

24 settembre/ Sciopero per il clima con vista pre-Cop

Nella mattina di venerdì 24 settembre si terrà uno sciopero globale per il clima, indetto da Fridays for Future, con un corteo che partirà da Largo Cairoli a Milano alle 9.30.
L’iniziativa, nata ispirandosi alle proteste pacifiche di Greta Thunberg, si inserisce quest’anno in una mobilitazione più ampia, legata alla Pre-Cop, che si terrà nel capoluogo lombardo tra il 30 settembre ed il 2 ottobre.

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22 novembre/ Fff a Milano per l’emergenza climatica e contro la Tangenziale di Como

“Il coordinamento di Fridays for future Lombardia, rappresentato anche dal gruppo locale di Como, ha presentato nei giorni scorsi la richiesta di dichiarazione dell’emergenza climatica e ambientale agli uffici della regione. Il movimento da sempre convinto che la tutela dell’ambiente debba essere al centro dell’attuale agenda politica torna a chiedere che ogni ente all’interno delle sue competenze fissi un obiettivo di riduzione a zero delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, ritenendo l’obiettivo di zero emissioni nel 2050 insufficiente e incoerente con uno stato di emergenza.

Il coordinamento regionale di Fridays for future ha individuato una serie di azioni, a titolo esemplificativo e non esaustivo, che la Regione Lombardia deve porre in essere per la lotta al cambiamento climatico.

A livello del nostro territorio viene chiesto a regione Lombardia e agli enti istituzionali preposti di agire nel settore dei trasporti e della mobilità sostenibile. Per questo motivo viene chiesto che vengano sospesi e abbandonati i progetti del secondo lotto della tangenziale di Como. Questa, infatti, è un’opera altamente impattante su un territorio fortemente connotato sotto il profilo paesistico. Inoltre risulterebbe essere un ennesimo incentivo alla mobilità privata, altamente inquinante. Le soluzioni per risolvere il problema del traffico esistono già. È necessario che il servizio di trasporto pubblico locale venga pianificato in modo ampio su tutto il territorio, garantendo agli utenti (pendolari e non solo) di muoversi con l’uso esclusivo dei mezzi pubblici. Per questo si chiede a regione Lombardia di investire sulla ferrovia Como – Lecco che realmente può sgravare il traffico del canturino e dell’alta Brianza. Chiediamo più corse dei treni e una pianificazione migliore dell’intermodalità tra i mezzi di trasporto per garantire collegamenti con i mezzi pubblici tra le stazioni della linea e le aree limitrofe. Ricordiamo inoltre che la linea oggi non è ancora elettrificata e l’elettrificazione della stessa consentirebbe oltre alla riduzione del carico inquinante anche il prolungamento del servizio ferroviario Tilo verso Lecco.

Altra tematica emersa nel documento è la richiesta di fermare il consumo di suolo. Viviamo in uno tra i territori più urbanizzati d’Italia, per questo è necessario porre fine alla cementificazione del territorio. Questo processo sta portando alla perdita di servizi eco sistemici, biodiversità e ambiente naturale. Riteniamo importante che regione Lombardia si adoperi per l’azzeramento del consumo di suolo in qualsiasi suo strumento di pianificazione urbanistica. Allo stesso tempo, è necessario il recupero delle numerose aree abbandonate presenti sul territorio garantendo una riconversione del patrimonio edilizio sfitto.

Venerdì 22 novembre dalle 17 davanti al palazzo di Regione Lombardia a Milano, piazza città di Lombardia 1, con gli attivisti e le attiviste di Fff da tutta la regione a manifestare”.

Link all’evento Facebook

Il documento che é stato presentato da Fridays for future Lombardia agli uffici regionali.

[Fridays For Future Como] [(mm)]

Terzo sciopero globale per il clima/ A Como la «meglio gioventù» diventa adulta (e mostra i denti)

Il gruppo comasco del movimento Fridays for future ha celebrato il terzo sciopero mondiale per il clima infrangendo il tabù del formalismo un po’ naif cui ci aveva abituato, e diventando “adulto”.

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Assemblea Rwm/ Proteste contro le bombe in Yemen

Un’assemblea degli azionisti decisamente movimentata, quella del colosso di armamenti tedesco Rheinmetall, che si è tenuta il 28 maggio all’hotel Maritim di Berlino; un ordine del giorno con al centro il solo tema di presentazione del bilancio aziendale dello scorso anno e i nuovi piani di sviluppo futuri, almeno in teoria. In realtà a «rovinare» la tranquillità del consiglio d’amministrazione sono arrivati numerosi attivisti, in corteo fuori dall’edifico dell’assemblea e pronti alla protesta dentro la sala, e azionisti attivi, tutti per contrastare la produzione di armi da parte dell’azienda, armi prodotte in Italia, esportate in Arabia Saudita e usate per alimentare la lunghissima guerra in Yemen. Proteste che hanno colto di sorpresa l’azienda, e la polizia è intervenuta, con maniere non proprio delicate.

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Cinegiornale ecoinformazioni/ 24 maggio sciopero globale per il futuro

In tutto il pianeta e anche a Como il 24 maggio sarà la giornata del secondo sciopero globale per la salvezza della Terra e dei suoi abitanti. Anticipiamo il cinegiornale di ecoinformazioni dedicato alla lotta, nata dall’impegno di ragazzi e ragazze che hanno saputo sviluppare, in maniera nuova e condivisa, le idee dell’ambientalismo storico e della lotta degli alteremondialisti, impegnati a restare umani e a cambiare il mondo. Il movimento Fridays for future è una grande speranza non solo per la necessaria e urgente soluzione delle emergenze climatiche ma anche per la giustizia planetaria e per riaffermare il primato della vita sul profitto e sulla degenerazione consumistica della società. Il cinegiornale, curato da Andrea Rosso, sarà in proiezione allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù di Como da lunedì 6 maggio.

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Fridays for future/ Documento finale dell’Assemblea costituente

Nella conferenza stampa del 14 aprile è stato reso pubblico il documento finale dell’Assembla Costituente del 13 che riportiamo integralmente. «Comunicato stampa Assemblea Nazionale Costituente di Milano – 14 aprile 2019.Il movimento #fridaysforfuture Italia apre un percorso costituente: il 24 maggio 2° Sciopero Globale, prossima Assemblea Nazionale a Napoli a settembre.

Il 12 e il 13 aprile il movimento si è incontrato dal vivo per la prima volta, verso il 24 maggio e la prossima assemblea nazionale di settembre a Napoli.

104 città e più di 500 persone tra cui tantissimi studenti e studentesse hanno deciso di avviare il percorso costituente di un movimento globale, pacifico e apartitico, secondo il report di sintesi qui sotto riportato.

ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE DI FRIDAYS FOR FUTURE ITALIA

REPORT DI SINTESI 

CHI SIAMO

Siamo un movimento di persone che si rivolge a tutta la società. Lottiamo per fermare il cambiamento climatico, rilanciando gli allarmi della comunità scientifica e denunciando le mancanze dei governi.

Facciamo parte di un movimento globale, pacifico, apartitico e contro ogni forma di discriminazione. Siamo la generazione che sarà costretta a pagare più di tutti il costo di un modello di sviluppo insostenibile e ingiusto, se non saremo in grado di cambiare il sistema per fermare il cambiamento climatico.

Siamo indipendenti dai partiti e rispondiamo solamente alle assemblee in cui le persone partecipano alla lotta per il futuro di tutte e tutti. Rifiutiamo ogni strumentalizzazione: non ci rappresenta nessuno, non abbiamo nessuna bandiera, la nostra voce viene dalle assemblee e dalle piazze di mobilitazione.

COSA VOGLIAMO

Vogliamo salvare il mondo dalla catastrofe climatica, arrestando l’aumento della temperatura terrestre a +1,5° C. Il nostro Paese deve realizzare la decarbonizzazione della produzione nel più breve tempo possibile.

Per garantire la protezione dell’ecosistema serve un cambio radicale del sistema economico e sociale: è necessario decostruire un sistema che mette il profitto prima della vita, inquinando e devastando i territori, nel nome di un concetto di sviluppo infinito in un mondo di risorse finite.

La nostra rivendicazione di cambiamento sistemico si declina sui territori con l’opposizione ad  ogni  devastazione  ambientale,  includendo  le  grandi  opere  dannose  per  i  nostri ecosistemi. “Pensare globale, agire locale” è un principio fondamentale per cui sosteniamo le lotte ambientali territoriali.

Vogliamo un sistema economico circolare, che comporti un cambiamento degli stili di vita, unito ad un modo di produzione fondato sul rispetto dell’ambiente e la giustizia climatica e sociale. Chi ha inquinato e si è arricchito con questo sistema economico insostenibile deve finanziare i costi della riconversione ecologica.

L’istruzione e la ricerca pubblica devono proporre modelli alternativi di sviluppo, abbandonando gli insegnamenti e le ricerche collegate ad attività inquinanti, come l’alternanza scuola-lavoro e i tirocini universitari in aziende responsabili della devastazione dei nostri territori.

I miliardi di finanziamenti pubblici ad attività inquinanti vanno spostati sull’istruzione, la ricerca e un piano di investimenti per la riconversione ecologica e la democrazia energetica.

Riteniamo che sia utile avere delle linee guida generali, descritte in questo report, a cui tutti i gruppi di FFF Italia debbano attenersi. Come dice Greta, la politica conosce già le soluzioni concrete ai problemi, noi abbiamo il dovere di contestare gli errori e le mancanze dei governi.

DOVE ANDIAMO

Continueremo la mobilitazione quotidianamente, ogni venerdì e negli scioperi globali, come quello del 24 maggio. Ogni settimana vogliamo organizzare iniziative in piazza sempre più ampie e partecipate.

Lo sciopero del venerdì è una delle pratiche centrali a cui dare continuità.

Le manifestazioni devono essere sempre più larghe ed incisive: è necessaria creatività per co-creare dei nuovi modelli di sciopero, chiedendone la proclamazione, ispirandoci, per quanto possibile, ai potenti atti di disobbedienza civile di Greta.

In molte città continueremo a partecipare anche alle mobilitazioni contro le devastazioni ambientali territoriali.

Parteciperemo inoltre alla mobilitazione europea di FridaysForFuture ad Acquisgrana il 21 giugno e al campeggio europeo di FridaysForFuture a Losanna a fine luglio.

COME CI COORDINIAMO

Le assemblee locali pubbliche sono lo strumento principale di partecipazione e discussione di FFF Italia. I gruppi locali devono aprirsi a tutte e tutti, utilizzando i social e le iniziative di piazza per informare e coinvolgere nella discussione di FFF.

Nonostante le difficoltà di un movimento che si incontra e confronta dal vivo per la prima volta, l’assemblea nazionale di oggi ha aperto una fase costituente di #FridaysForFuture Italia,   i   gruppi   locali   hanno   la   massima   autonomia,  seguendo  i  principi  discussi collettivamente nelle assemblee nazionali, mentre i referenti delle città locali continueranno a confrontarsi telematicamente nelle prossime settimane. Per discutere delle mobilitazioni autunnali di FFF, a settembre, organizzeremo un’assemblea nazionale a Napoli, seconda piazza per numeri del 15 marzo».

Milano, Auditorium Levi, 13/04/2019

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