Cgil e Uil contro la manovra precarizzante

Come in tutta Italia, anche a Como Cgil e Uil hanno indetto una manifestazione, davanti alla prefettura locale, in adesione allo sciopero di venerdì 16 dicembre. Il presidio, a cui hanno partecipato almeno cento persone nonostante il freddo e la leggera pioggia, si è tenuto tra le 9.30 e le 12, e ha visto un incontro tra una rappresentanza dei lavoratori e il prefetto comasco. Presenti in piazza anche Arci ed Anpi, solidali con i e le lavoratrici.

Le temperature da pieno inverno non hanno fermato il calore di una piazza, quella delle lavoratrici e dei lavoratori, che ha deciso di scendere in piazza contro la manovra approvata dal governo Meloni e, più in generale, contro la precarizzazione del lavoro e la perdita d’acquisto dei salari.
Come ha sottolineato Umberto Colombo, segretario generale della Cgil Como, l’ascolto istituzionale c’è stato, ma serve far seguire alle parole i fatti. Il lavoro va tutelato, non precarizzato, e su questo i segretari nazionali delle due sigle non hanno ricevuto risposte; anche a Como la questione sembra poco attenzionata dalla politica. Il lavoro si frammenta, le disuguaglianze aumentano e la crescita della povertà non sta venendo affrontata adeguatamente. Il taglio del reddito di cittadinanza è un forte colpo, nelle parole di Colombo, al potere d’acquisto delle famiglie e il fatto che il settore pubblico riceva sempre meno fondi e subisca sempre più tagli rischia di proseguire una tendenza negativa.
Il problema, a Como, non è tanto quello dei contratti dei lavoratori e delle lavoratrici di lungo corso, bensì del precariato delle persone che sono in ingresso nel mondo del lavoro, che rischiano di andare incontro ad un futuro lavorativo fatto di contratti determinati ed incertezza lavorativa.
Anche sperando nella collaborazione della Cisl, Cgil e Uil devono fare fronte comune per la tutela del lavoro che, anche costituzionalmente, è uno dei pilastri fondamentali dell’Italia come Repubblica.

Dopo l’intervento dei e delle delegate, che hanno testimoniato la pandemia dell’insicurezza lavorativa, dal turismo all’istruzione, passando per la sanità e le professioni di cura, ha preso parola, chiudendo il presidio, Salvatore Monteduro, segretario regionale della Uil.

L’ampliamento del sistema dei voucher, definito una nuova forma di schiavitù, e l’introduzione della flat tax sono due elementi che preoccupano fortemente i sindacati, in quanto simbolo di un’idea di lavoro fragile, debole contrattualmente ed insicuro. Serve essere uniti e serve, sui territori come a livello nazionale, alzare la voce, resistere e lottare affinché il lavoro resti una prerogativa del governo, qualunque sia il suo colore. Cgil e Uil hanno scelto di rappresentare in questa battaglia, che è di tutti e tutte, il lavoro pubblico, lo fanno non dal governo Meloni e continueranno a farlo finché la finanza e gli interessi padronali minacceranno la sicurezza di milioni di famiglie precarizzate.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]


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