Arci nazionale/ approvare legge sui testimoni di giustizia in questa legislatura

Appello alle forse politiche e al Presidente del Senato: approvare a legge sui testimoni di giustizia in questa legislatura.

Appello alle forse politiche e al Presidente del Senato: approvare a legge sui testimoni di giustizia in questa legislatura.
Approvata in via definitiva dal Senato la legge sul biotestamento: Una conquista di civiltà.
Di seguito la dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci: (altro…)

Dal palco del Piccolo teatro in via Rocchina 14 a Inverigo Nicola Piacente, procuratore capo di Como, è intervenuto per l’incontro conclusivo della rassegna 5 colpi alla ‘Ndrangheta, la rassegna organizzata dal Circolo ambiente “Ilaria Alpi” per diffondere la cultura della legalità.
In questa serata, che ha visto un primo momento di domande da parte di Paolo Moretti della Provincia e una seconda parte dedicata ai dubbi del pubblico, il procuratore ha dato un quadro generale del fenomeno mafioso in Italia, facendo riferimenti anche al territorio lombardo e comasco. Anche per l’ultimo dei cinque appuntamenti è stata presentata la mostra Vittime di mafia, dedicata a Lea Garofalo, Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Mauro Rostagno.

Mercoledì 6 dicembre alle ore 21 si terrà l’incontro La lotta alle mafie e le vittime della criminalità organizzata in provincia di Como, al Piccolo Teatro di S. Maria di Inverigo in via Rocchina 14.
L’incontro è inserito nell’ambito della Rassegna sulle mafie “5 colpi alla ‘ndrangheta”, realizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” in collaborazione con Arci Xanadù e con i Comuni e Biblioteche di Lurago d’Erba, Carugo, Mariano Comense, Arosio e Inverigo, e inserito nel progetto “Creare una comunità alternativa alle mafie. Sostegno alle vittime della criminalità organizzata” che vede come capofila il Comune di Como. Ospite e relatore dell’incontro sarà il Procuratore Capo di Como, dott. Nicola Piacente. [VC, ecoinformazioni]
Si è tenuto dalle 21.15 di mercoledì 29 novembre nella sala polifunzionale di Arosio, in via Casati 1, il quarto e penultimo incontro della rassegna 5 colpi alla ‘Ndrangheta, organizzato dal Circolo ambiente “Ilaria Alpi”. Per la quarta serata il tema era doppio: da un lato il ruolo delle vittime della criminalità organizzata, dall’altro il racket della prostituzione; a parlarne Benedetto Madonia, presidente del Centro studi contro le mafie san Francesco, e Tiziana Bianchini di Lotta contro l’emarginazione. A moderare, Elisa Roncoroni di Lotta contro l’emarginazione. (altro…)
È di ieri la notizia, pubblicata sul nostro blog e ripresa dai mezzi di comunicazione locali e nazionali, della provocazione squadrista subita da diversi membri della nostra rete riuniti in assemblea.

In seguito all’intimidazione subita dalla rete Como senza Frontiere martedì 28 novembre, la sezione provinciale dell’Anpi di Como rivolge una lettera aperta alle istituzioni locali e nazionali, chiedendo un intervento concreto e tempestivo contro le manifestazioni di stampo fascista sul territorio.
«Como 29 novembre 2017
LETTERA APERTA
sig. Prefetto di Como, dr. Bruno Corda
sig. Questore di Como, dr. Giuseppe De Angelis
sig. Sindaco di Como dr. Mario Landriscina
Alle autorità,
in qualità di Presidente provinciale dell’Anpi di Como, intendo con la presente portarvi a conoscenza di un fatto accaduto nella serata di ieri nella nostra città. Durante un’assemblea della rete Como Senza Frontiere (associazione di cui fanno parte rappresentanti di tutte le forze democratiche oltre ad alcune parrocchie e ai Padri Comboniani), si è verificata un’irruzione di una quindicina di giovani fascisti aderenti ad una associazione culturale denominata “Veneto fronte skinheads” che ha fatto irruzione nella sala dove si teneva l’assemblea, imponendo ai presenti la lettura di un volantino farneticante, fascista e razzista, che si concludeva con lo slogan “basta invasione”.
Da tempo le forze democratiche comasche e non solo denunciano una pericolosissima deriva di stampo fascista a Como, in Lombardia, in Italia ed in Europa, purtroppo spessissimo sottovalutata dalle istituzioni.
Il fenomeno migratorio, e la pessima gestione che il nostro Paese ha nei confronti di chi scappa da guerre, fame, e miseria dà a questi individui il fianco per unificare, sulla base di false informazioni, i vari gruppuscoli neofascisti che cercano consenso e creano guerra tra poveri, odio razziale, intolleranza e tensione nelle città che vedono attive reti ed organizzazioni di volontarie e volontari solidali con i migranti e che si occupano di accoglienza come fa da più di un anno a questa parte Como senza frontiere che si preoccupa di portare cibo, acqua, vestiti e coperte, mentre il Comune sradica panchine e chiude l’acqua nei posti dove si accampano questi disperati.
Nel contempo ci permettiamo di segnalare come sul nostro territorio siano in aumento manifestazioni di stampo fascista e nazista a partire dalla parata, che purtroppo si ripete ogni anno in quel di Dongo e Mezzegra, che dovrebbero essere luoghi sacri per la memoria e la democrazia di questo paese, o ai raduni di naziskin in quel di Cantù con il sottinteso beneplacito delle autorità preposte. Purtroppo un atteggiamento lassista nei confronti di chi viola col pensiero, con gli scritti e con le azioni, i principi di democrazia scritti a chiare lettere nella nostra Costituzione, non può che aiutare a produrre questi episodi. Nella nostra città in tempi recenti ci sono state altre manifestazioni di intolleranza e avvertimenti di tipo mafioso da parte di queste organizzazioni: basti pensare alla sacca di sangue esposta sulla porta del sindacato Cgil o ai manichini impiccati appesi ai lampioni, solo per citarne qualcuno. Ora si è passati alle intimidazioni fisiche, in cui a nostro avviso ci sono estremi di reato per violenza privata e per apologia di fascismo, esiste il filmato, vedremo se ci saranno provvedimenti nei confronti di persone perfettamente identificabili. Quello che ci domandiamo è se stiamo aspettando che brucino qualche sede di un sindacato o di qualche associazione o passino a colpire fisicamente le persone. L’irruzione di ieri sera e quanto sta avvenendo in questi ultimi tempi, i 1000 o giù di li al campo 10 del Monumentale di Milano in parata con saluto fascista o il tentativo di riproporre la marcia su Roma di nefasta memoria, sono solo la parte più visibile della sfida allo stato, una strategia ben chiara, che se non verrà combattuta con la legalità (e non servono nuove leggi) ma in maniera precisa, ci porterà alle porte di un nuovo fascismo. Da parte nostra come organizzazione democratica, depositaria di quei valori che con la Resistenza hanno portato l’Italia in un lungo periodo di pace e democrazia, faremo il possibile per contrastare questa deriva. Chiediamo un intervento deciso delle Autorità preposte. Non solo si vigili, ma si intervenga.
Nella speranza che queste non siano parole al vento, attendiamo con speranza un riscontro nei fatti».
[Guglielmo Invernizzi, Presidente provinciale Anpi Como]
Si terrà giovedì 24 novembre nella sala consiliare del Comune di Bulgarograsso – via Guffanti, 2 – Articolo 32, incontro organizzato dal gruppo Emergency di Como per offrire un’occasione di approfondimento sul Programma Italia, iniziativa in cui Emergency è attiva dal 2006.
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Il terzo incontro della rassegna Cinque colpi alla ‘ndrangheta, dal titolo Le reti istituzionali antimafia e l’utilizzo dei beni confiscati, si terrà dalle 21 di mercoledì 22 novembre alla sala Brenna in via Trieste 9 a Mariano Comense. Relatori dell’incontro, moderato da Christian Galimberti de La Provincia di Como, saranno David Gentili, presidente della Commissione antimafia del Comune di Milano e componente di Avviso pubblico, e Giorgio Garofalo, presidente del Consiglio comunale di Seveso e membro della rete Brianza siCura.
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La sala Isacchi di Ca’ Prina di Erba ha ospitato nella serata di mercoledì 25 ottobre l’incontro Le mafie al nord: conoscerle. Per combatterle, una conversazione tra Alessandra Dolci, la pm dell’operazione Crimine-infinito, e Ester Castano, giornalista di La Presse.
La serata, durata oltre due ore, ha visto partecipare oltre 130 persone, ben più della capienza del salone stesso, ed è terminata con un lungo botta e risposta tra il pubblico ministero e i partecipanti.