Afghanistan

19 febbraio/ Cena afgana e incontro con Atai Walimohammad all’Arci Mirabello

Sabato 19 febbraio all’Arci di Mirabello primo appuntamento per il ciclo bussole dal mondo. Alle 19,30 cena afgana e a seguire l’ospite di eccezione Atai Walimohammad, giovane attivista e scrittore, parlerà di un paese complesso e meraviglioso come l’Afghanistan.

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Le cicatrici di un popolo

Sabato 27 novembre a Como si è tenuta l’iniziativa Quale futuro per il popolo afghano promossa da Refugees Welcome, Lions Clubs ed altre associazioni del territorio. Alidad Shiri (giornalista e attivista che collabora con varie associazioni umanitarie), Rahila Saya (giornalista e attivista afghana, accolta in Italia alla fine di agosto) e Nello Scavo (inviato speciale di Avvenire e autore importante di inchieste sulle rotte dei migranti e il traffico di esseri umani), moderati da Andrea Quadroni (giornalista de La Provincia), hanno dialogato sulla drammatica situazione attuale del paese e su quale futuro spetterà il suo popolo devastato dall’incessante guerra.

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100 per i diritti in Afghanistan

Complice il boicottaggio della stampa ufficiale comasca che nemmeno ha dato la notizia della manifestazione delle Donne in nero con l’adesione di Como senza frontiere di Cgil-Cisl-Uil e altre organizzazioni, l’iniziativa ha raccolto solo un centinaio di persone in piazza Verdi. Un risultato simbolicamente significativo di una sensibilità che anche a Como esiste, ma certo significativo anche del fatto che la città e non solo il governo di Palazzo Cernezzi ha altre priorità, altri interessi. Di seguito il volantino delle Donne in nero, distribuito nell’iniziativa che ha avuto un grande impatto emotivo con la presenza silenziosa, immobili per un’ora delle attiviste.

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Un disastro annunciato: l’Afghanistan vent’anni dopo

Talebani a Kabul. L’Afghanistan, per l’Occidente, è perso. Un finale inevitabile dopo gli accordi di Doha, ma che per la sua rapidità ha lasciato impressionata l’opinione pubblica di tutto il mondo. A distanza di un mese dagli articoli che hanno trattato l’anniversario di un avvenimento importante, il G8 di Genova, parliamo qui di un fatto di notevole, e tragica, importanza storica che ci rimanda giocoforza a quell’estate del 2001. Genova 2001-2021 lascia il posto ad Afghanistan 2001-2021 e alla presa dei talebani di Kabul vent’anni dopo il tentativo eterodiretto di formare una democrazia.

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Che fatica lasciare l’Afghanistan

Si è concluso il periodo di insegnamento a Kabul della musicista comasca Adriana Mascoli. Il racconto della sua esperienza ha animato il blog Noi da loro sul quale è stato pubblicato l’ultimo post che descrive quanto sia stato emozionate e doloroso il momento dei saluti e perché si interrompe a metà anno scolastico (in Afghanistan)  una bella quotidianità fatta di lavoro comune, trasformazioni e apprendimenti, gioia e racconti, con bambine e ragazzi. Leggi il post su Noi da loro

Omaggio al soldato afgano

Nell’ultimo mese sessantotto soldati afgani sono stati uccisi in attacchi terroristici. NOI internazionali con le nostre vite supertutelate, NOI che siamo qui a instaurare una condizione di apartheid nella società afgana, a volte riusciamo a guardare LORO con occhi umani. Giuliano, uno di NOI che lavora da anni in Afghanistan, ha scritto Omaggio al soldato afgano (marzo 2009). Leggi nel blog di ecoinformazioni Noi da loro l’articolo di Adriana Mascoli.  Leggi l’articolo completo →

Afghanistan/ Una giovane donna afghana si racconta

Continua nel blog Noi da loro il racconto dell’esperienza della musicista comasca Adriana Mascoli docente a Kabul. «Nell’Istituto Nazionale di Musica Afghano la presenza delle bambine e delle ragazzine ha portato allegria, vivacità ed energie nuove. Davvero ci auguriamo che queste giovani donne possano portare avanti i loro studi musicali fino a che lo desiderino, senza limitazioni di genere.  Essere donna in Afghanistan significa confrontarsi continuamente con una pressione sociale rigida e limitante.  E proprio in una situazione tanto complessa mi capita spesso di incontrare donne straordinarie. È il caso di una giovanissima che mi ha affidato il suo prezioso racconto che ho tradotto per Noi da loro. Leggi l’articolo completo →

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