23 giugno/ #Sosvialevarese: raccolta firme in piazza Boldoni

Mercoledì 30 maggio, il circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Como, Fiab Como Biciamo, Iubilantes, Città possibile, Wwf Oa Insubria, Lipu Como, Chiave di Volta, Italia Nostra Como, l’Arci provinciale di Como, associazioni contrarie all’ampliamento del parcheggio in viale Varese, hanno firmato l’appello pubblicamente rivolto al Sindaco e sostenuto la raccolta firme promossa da alcune/i residenti nel viale. Già on line su ecoinformazioni il comunicato, comprensivo dell’appello e del link e della raccolta firme. (altro…)

Chi visita oggi la ex Yugoslavia si stupisce e piange la follia del potere che ha determinato orrori, morte, pulizia etnica, razzismo violento, distruzione, disastri ambientali e infinito dolore in luoghi di frontiera che oggi vengono invece attraversati senza neppure un controllo dei passaporti. La civiltà, con la conseguente abolizione di steccati violenti e anacronistici, talora avanza e vengono recuperati spazi e luoghi sottratti all’umanità e al territorio. Ci piace pensare che l’abbellimento della frontiera che Legambiente di Como organizza venerdì 24 marzo dalle 10 all’ingresso della Dogana di Ponte Chiasso sia un’avvisaglia, anche nel nostro territorio, della prospettiva che vedrà anche la nostra frontiera aperta a tutte e tutti. Solo allora potrà essere bella. Allora sarà certamente importante conservare la memoria delle violenze che essa ha determinato, mortificando la dignità e i progetti di vita dei migranti e lasciando invece libertà al passaggio di merci di un commercio internazionale e di un potere finanziario assassino spesso causa della fuga, criminalmente ostacolata dall’Europa, di interi popoli dalla loro terra. D’altra parte, se uno degli obbiettivi di Legambiente, a Como come altrove, è trasformare il degrado in bellezza, certamente il luogo da cui partire a Como è la frontiera, simbolo del degrado politico e umano di un’Europa che stenta a darsi una politica che riconosca i diritti delle persone e intanto uccide folgorando le vittime a cui si è negato il diritto di passaggio.





