Luigi Nessi

Luigi Nessi/ Dormitorio/ Approvate la mozione

Anche Luigi Nessi ha seguito a Palazzo Cernezzi la seduta del 22 luglio del Consiglio comunale nella speranza che si arrivasse al voto sulla mozione per il dormitorio. Per il portavoce de La prossima Como è stata un’occasione mancata, ma la mozione deve essere approvata. Nel seguito il testo della nota de La prossima Como.

(altro…)

Il Bassone è a Como

Come tutte le istituzioni totali il carcere tende a essere considerato un corpo estraneo che le destre eversive vorrebbero punitivo e non riabilitativo. Luigi Nessi propone invece di puntare sull’integrazione tra il dentro e il fuori del Bassone realizzando il rispetto della Costituzione e più sicurezza per tutti.

(altro…)

Ramadan/ Festa senza Comune

Foto Luigi Nessi

Tante persone alla festa conclusiva del ramadan al Parco Negretti a Como il 4 giugno mattina. Una bella situazione comunitaria: uomini, donne, bambini, e, dopo la preghiera, lo scambio di auguri con abbracci e strette di mano. Pochi gli ospiti, nonostante la città e le sue istituzioni fossero state invitate. Presenti, come sempre in tutte le occasioni nella quali si costruisce coesione sociale e amicizia fondata sul rispetto, l’affetto e la stima, Luigi Nessi e don Giusto della Valle. Assenti il sindaco, il governo della città e tutti i consiglieri comunali nonostante il gravissimo episodio degli spari contro una persona di qualche giorno fa avrebbe dovuto determinare sensibilità e solidarietà.

(altro…)

L’attualità del 25 aprile: l’impegno per i diritti

Nella giornata del 25 aprile 2019, a Como, il discorso di Luigino Nessi, chiamato a prendere la parola sul palco dall’Anpi, è stato un discorso forte, sincero, attuale. Non a caso si è concluso con un accorato appello alle responsabilità di oggi: ad affrontare il dovere della solidarietà e dell’accoglienza, con un richiamo alle drammatiche condizioni in cui molte persone senza fissa dimora sono costrette a vivere e con la consegna al sindaco della città di un appello, diffuso a livello nazionale e già consegnato nei giorni scorsi ai sindaci di molte città capoluogo di provincia, per il riconoscimento del diritto dei richiedenti asilo nelle liste anagrafiche.

Il momento della consegna dell’appello.

L’appello (e la sua consegna pubblica) ha già suscitato qualche reazione scomposta da parte di esponenti della giunta cittadina, e segnatamente (come era facile aspettarsi) da parte di coloro che più da vicino si richiamano alle pratiche oppressive e repressive di osservanza salviniana. A queste persone bisogna, prima di tutto, consigliare di leggere nel dettaglio l’appello che è stato redatto da un gruppo di realtà (Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot Europa, Naga Onlus, Mai più lager – No ai CPR, Legal Team Italia, con l’adesione, tra gli altri, dell’ASGI – Associazione per gli studi Giuridici sull’Immigrazione) con una vasta esperienza nel campo dell’accoglienza e delle sue norme, ed è un appello ricco di indicazioni legislative e che si inserisce a pieno titolo nell’osservanza della legge; è – quindi – un appello squisitamente istituzionale. Dunque, con piena ragione è stato consegnato al “primo cittadino”, nel pieno rispetto delle istituzioni, durante un momento pubblico.

Ma c’è un ulteriore aspetto che mette bene in evidenza non solo la legittimità, ma addirittura l’opportunità, di legare quell’appello alla Festa della Liberazione, ovvero alla celebrazione della riconquistata dignità civile da parte della nazione, da cui hanno avuto origine la Repubblica e la Costituzione. Tale aspetto è la fedeltà all’articolo 2 della Costituzione medesima, che recita: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». Consigliamo a chi ha responsabilità istituzionali di leggerlo – e rileggerlo – bene. Per le parole che vengono usate e anche per quelle che sono assenti. Come si sa (o si dovrebbe sapere), la Costituzione italiana fa un uso sorvegliatissimo della lingua italiana, sottoposta a una accurata revisione anche – se così si può dire – dal punto di vista letterario. (Anche per questo andrebbe rimeditata dalla politica attuale, che troppo spesso parla a vanvera.) Nel testo c’è un aggettivo «inderogabili» direttamente connesso ai «doveri di solidarietà». Inderogabili. Ma ci sono anche delle parole che mancano, che invece sono quasi ossessivamente ripetute in tutto il primo titolo della Costituzione; queste parole sono «cittadini e cittadine». Sorprendente? Niente affatto. Significa che quei doveri «inderogabili» (e reciprocamente i diritti che ne conseguono) si devono applicare a tutte le persone, indipendentemente dalla loro cittadinanza italiana, indipendentemente da ogni considerazione. Questi doveri e diritti vengono poi chiariti da altri articoli dalla costituzione, a partire da quello subito seguente che sancisce il dovere dello Stato a operare per rimuovere le difficoltà di accesso ai diritti. Ma l’articolo 2 può bastare a garantire che il gesto di Luigino Nessi, ieri, sul palco del 25 Aprile, è un gesto non solo legittimo, ma «doveroso».

Doveroso anche per quanto riguarda la necessità di riportare le istanze di carattere generale a livello locale. Per questo, l’appello nazionale è sottoscritto nel nostro territorio da Como senza frontiere, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti e Anpi provinciale, che hanno condiviso e sostenuto il gesto di Luigino Nessi sul palco. Perché i doveri e i diritti sono di tutti e tutte, o di nessuno. [Fabio Cani – Como senza frontiere, econformazioni]

Luigi Nessi/ L’assessora Alessandra Locatelli smetta di attaccare i poveri

Luigi Nessi, portavoce de La prossima Como, è addolorato e preoccupato. Le invettive della vicesindaca offendono l’onore della città i cui cittadini non sono né incolti, né egoisti. Nel seguito il testo integrale del comunicato.

(altro…)

Il Prc con Luigi Nessi attaccato da Zoffili

«Criticare Luigi Nessi perché sottolinea il legame fra la sicurezza di tutti ed i valori della solidarietà, dell’ accoglienza e della fratellanza è come criticare un muratore perché ha i vestiti sporchi di cemento» – Lo affermano Fabrizio Baggi e Pierluigi Tavecchio rispettivamente della segreteria regionale e provinciale di Rifondazione Comunista della Lombardia e di Como che così continuano – «il deputato erbese della Lega che lo ha pesantemente criticato si è domandato per quali ragioni Nessi ha ricevuto quest’anno l’onorificenza del comune di Como? L’impegno sociale e politico di Luigi, basato sugli ideali di giustizia e solidarietà umana non solo ha prodotto risultati concreti in favore di chi soffre povertà ed emarginazione, ma ha fornito un esempio per tutte le cittadine e tutti i cittadini della nostra comunità. (altro…)

La festa dell’Abbondino/ Luigi Nessi speciale ecoinformazioni

La vera festa per l’Abbondino a Luigi Nessi non poteva essere a Villa Olmo, troppe autorità, troppi abiti firmati, troppa destra di governo  e non solo. Per festeggiare il (tardivo) riconoscimento al grande Luigino più adeguatamente ci ha pensato Albate, la sua Parrocchia, nell’oratorio strapieno,  la sera del 1 dicembre, di amici e amiche, compagne e compagni di strada delle tante vie della solidarietà e per la giustizia politica da lui percorse e sulle quali certamente proseguirà il cammino. Per l’occasione ecoinformazioni  ha preparato e distribuito alla festa il numero di novembre del nostro mensile su carta nel quale abbiamo raccolto alcuni degli articoli che  Luigino ha scritto per la nostra (e sua) impresa giornalistica. Sfoglia on line ecoinformazioni novembre. (altro…)

Luigino Abbondino

Il discorso di Luigi Nessi, edizione integrale più lunga della sintesi pronunciata, a Villa Olmo. Bhe confesso che ho vissuto.. sono nato con la Repubblica e ho vissuto tanto dei suoi anni..il 68, lo statuto dei lavoratori,Piazza Fontana,il terremoto in Friuli,la strage di Bologna, le Br, Moro, Pertini; a Genova nel 2001 mi sono ricordato, scappando, come si correva… anche cose belle..l’Inter di Herrera ,i mondiali dell’82, Gimondi e Pantani, i cantautori.

Il conoscere la solidarietà sin da piccolo a Novara; tutte le domeniche un povero bussava a casa mia; mia mamma Lucia, a cui devo molto,gli dava sempre un pezzo di pollo, sia a lesso che arrosto..il pollo allora era il pranzo della domenica.

Poi sempre a Novara, ho fatto le scuole elementari, con accampati nei corridoi gente che aveva

lasciato il Polesine per l’esondazione del Po, e poi la gente dell’Istria profuga da quelle terre;

ricordo quelle ragazze alte, capelli lunghi,i seni già pronunciati..e la scuola comunque si svolgeva regolarmente.

Poi il lavoro; ho avuto la fortuna di lavorare 37 anni nella stessa ditta, la Noseda Trasporti; lavoro con la sua fatica, ma con tanti valori..la gioia di realizzarsi, una indipendenza economica, i tanti colleghi, il conoscere tanta gente, l’impegno nel sindacato, il contratto di solidarietà condiviso che non ha fatto fallire la ditta.

L’inizio dell’impegno in Oratorio, cinema,gite,spettacoli, i ragazzi che arrivavano dal Sud, la nascita dell’Albatese, la sua espressione sportiva che c’é ancora dopo 50 anni; una  scuola popolare, gli anni in Croce Rossa,l’impegno nel carcere quale volontario, essere dirigente del CSI ai tempi di Gangemi e Cima, le difficoltà sociali; la gente che arriva da altri paesi..profughi libanesi,albanesi,kossovari, la gente dall’Africa..gli anni del CVS a Prasomaso e i miei amici fragili Paolo Meroni, Piergiorgio Corno,Patrizia Mottin.

Gli anni di accoglienza, tramite le Acli, a seguire famiglie e ragazzi bosniaci nei campi profughi in Slovenia.L’impegno nella Unione Circoli Cooperativi.

Gli anni dei traslochi proposti dalla Caritas e dalla CGIL condivisi con persone che non avevano lavoro, i viaggi per la Cooperativa il Seme.

Quindi un abbondino d’Oro condiviso con tanti amici..dico Silvio Peverelli, Peppo Bettina, Tagliabue Virgilio,Genazzini,Guarisco Pino e tanti altri ancora che sono già in Paradiso..Emilio Guarisco, Eugenio Molteni, Romeo Bettina, Giogio Visini, Nicola Caspani e Annoni Graziella.

Poi gli impegni istituzionali;nei consigli di quartiere spontanei, poi in quelli ufficiali con Solidarietà e Partecipazione, poi in Comune con l’Ulivo,la Nuova Como, Paco , PacoSel e ora la Prossima Como.

Condivido questo riconoscimento con tutte le persone impegnate in politica che ho conosciuto in quegli anni di amministrazione Botta,Bruni,Lucini. L ho sempre ascoltati e rispettati;penso che tutti, anche con idee diverse dalle mie, avessero l’impegno del bene della città. E qui permettetemi di ricordare persone di PacoSel che non ci sono oggi: Ermanno Pizzotti, Paolo Portoghese,Vincenzo Sapere, Enzo Arrighi.

Abbondino qiuesto da condividere con le idee ricevute leggendo la Pacem in terris,la Popolarum progressio,Bettazzi,Don Milani,Berlinguer,Giovanni Bianchi, i film e la televisione in bianco e nero degli anni 60/70.

Da condividere con i preti che ho incontrato sulla mia strada..Don Carlo Porro,don Cipriano, don Giusto,don Marco Folladori,Don Puriceli e don Antonio Fossati E ANTONIO FRAQUELLI.

DA CONDIVIDERE CON TUTTA LA GENTE DI ALBATE CHE MI VUOLE BENE E POI CON TUTTI quelli dell’Albatese..presidenti,dirigenti,allenatori, collaboratoriragazzi..dico un nome per tutti..il presidente più longevo, Giuseppe Montorfano.

Penso anche ai 35 anni del Torneo di calcio a ricordo di Gigi Meroni; come si sarebbe organizzato senza Della Torre Giampiero,Ghioldi Battista,Tato Cairoli?

Da condividere con tutte le persone che fanno volontariato all’Ozanam e con i giovani e non di Como Senza Frontiere che si sono impegnati per l’accoglienza  in Stazione e a Sant’Eusebio.

Non voglio condividerlo con chi mi ha assegnato questo premio, sto scherzando….secondo me ci sono persone che lo meritavano più di me… Don Giusto,Don Roberto Malgesini, Italo Nessi, il Tam-tam di don Zanzi, Falvio Bogani, Daino Gaetano… come se lo meritava Vincenzo Sapere.

Lo condivido con tutti i miei famigliari i clan Nessi e Peverelli ma soprattutto con mia moglie Orietta che mi sopporta, ma dico mi ha sempre SUPPORTATO.

Permettetemi però di segnalare qualche mio sogno..

Caro Sindaco,Caro Vescovo,caro Prefetto, non possiamo più permetterci di avere gente che dorme fuori, sotto i portici o a fianco di qualche chiesa… Como città di frontiera e di transito deve esprimere al meglio questo suo ruolo; attrezzandosi per queste situazioni.Ricordo che il primo dormitorio nacque in un ufficio comunale con Paolo Mascetti,Rocco Belmonte,Don Battista Galli,Falvio Bogani e c’ero anchio … persone di idee diverse, ma tutti preoccupati per il bene delle persone..quindi non bisogna avere paura e occorre essere realisti; Como ha bisogno di un altro dormitorio aperto tutto l’anno, ha bisogno di accoglienza.Ci sono tante persone che condividerebbero simile scelta.Ci sono valori umani che sono superiori alle leggi. Occorre quindi buon senso e buona volontà.

Sapete che io amo questa città soprattutto le sue periferie..lì ci sono, ma anche ormai in centro, tanti bisogni, tante solitudini, vecchi malati, abbandonati magari a piani superiori..occorre studiare un portierato sociale, occorre rilanciare la solidarietà, costruire una città del NOI, una città comunità, attenta e partecipe alle varie e tante fragilità. La sicuerezza la si ottiene con la solidarietà, diritti, lavoro e il benessere sociale per tutti .

E concludo con un altro sogno..sapete che l’Albatese, la Società sportiva dell’Oratorio é stata parte importante della mia vita..e il sogno é di una città con campi di calcio,spogliatoi e palestre belle e accoglienti, dove tanti ragazzi e ragazze e tutti possono praticare al meglio il loro sport preferito.

Solo Sogni? speriamo di no.

Ciao e grazie a tutti.[Luigi Nessi]

 

 

Como blues/ Luigi Nessi: serve una rivolta non violenta del pubblico del Sociale per un nuovo dormitorio

Bellissima serata, venerdì 26 ottobre al Teatro Sociale di Como con la proiezione di Como blues, un web documentario sulla nostra città realizzato in collaborazione con l’agenzia fotografica Prospekt Photographers, regia di Samuele Pellecchia.  Bellissimo il film documentario che ha aperto La notte dei senza dimora. Emozionante sentire i sogni delle tante persone conosciute e che vivono la nostra città. Bellissima la gente presente, persone impegnate nel volontariato e nell’accoglienza, tra cui diversi amministratori della nostra città. 

Ma il giorno dopo l’autunno è iniziato e con esso pioggia e freddo.

Gli intervistati di Como bleus erano in maniche di camicia, il film è stato girato in pieno sole. Ieri, oggi, invece, è autunno, fa freddo, piove e  sulle locandine del quotidiano locale si legge a chiare lettere: «siamo pronti allo sgombero dell’ex sanatorio». Ci saranno quindi altre persone poi per strada.

Che fare? Occorre davvero una “rivolta” civica e civile: non forconi, ma la gente presente al Sociale, dovrebbe “assalire” i nostri amministratori, chiedendo a gran voce un nuovo dormitorio, in modo che nessuno dorma fuori per strada.

Como è stata accogliente, lo può essere ancora.

Mi chiedo sempre come facciamo noi a dormire sonni tranquilli, quando sappiamo che ci sono tante persone che dormono per strada, all’aperto, sotto i portici.

Venerdi sera erano presenti consiglieri comunali di diversi schieramenti. Ricordo loro che il primo dormitorio venne aperto grazie all’impegno di don Battista Galli, di Flavio Bogani, un po’ mio, ma anche grazie a Rocco Belmonte e all’allora assessore ai Servizi sociali Paolo Mascetti.

Persone di diverse idee e di diverso pensiero, ma con il comune obiettivo di essere attenti alle persone, ai loro bisogni.

Perché non ripetere oggi quell’operazione? [Luigi Nessi]

 

 

Ricordi e sogni di un Abbondino d’oro

Abbiamo chiesto a Luigi Nessi, appena insignito (finalmente) dell’Abbondino d’oro, un primo commento. «La notizia me l’ha comunicata stamane Anna Veronelli. La mia prima reazione? Ma andate al diavolo! Perché io? in città ci sono molte altre persone che lo meritano più di me. Penso a don Giusto, a don Roberto, a Flavio Bogani, …

Mi dicono che è giusto così. Questo premio devo condividerlo con le tantissime persone che ho incrociato nella mia vita, iniziando dai miei genitori. Quando ero a Novara, anni di dopoguerra, tutte le domeniche veniva a casa mia un povero. Un pezzo di pollo per lui c’era sempre. Ho fatto le scuole con accampati nei corridoi gente del Polesine e gente dell’Istria. E la scuola si faceva tranquillamente, ricordo quelle belle ragazze, alte, capelli lunghi…

Poi ad Albate; orfano io e i miei fratelli siamo stati aiutati da tante persone.

Ricordo il Collegio, il lavoro, luogo di crescita umana e sociale. E oltre il lavoro cominciavano gli impegni in Oratorio e nel quartiere; condivisi con tanti amici con i tanti preti (vicari, parroci) che il Signore mi ha fatto incontrare, grande il loro impegno nella mia parrocchia.

Era gli anni ’60-‘70 cristianesimo e rivoluzione; le Acli di Labor, l’impegno dell’essere cattolico di sinistra.

Il referendum sul divorzio per il No, i Consigli di quartiere spontanei, il far nascere l’US Albatese tanti anni fa, tanti giovani e ragazzi, tanti dirigenti, allenatori, collaboratori. Tutti coinvolti attraverso lo sport in Oratorio. Ricordo la gente che arrivava dal Sud e la scuola popolare, l’impegno per tutte le difficoltà del quartiere e della città, il volontariato in Croce Rossa, l’avvicinarsi al carcere. Poi i Consigli di Circoscrizione istituzionalizzati, il periodo di Solidarietà e partecipazione, e in Consiglio Comunale: all’opposizione con Botta e Bruni, poi in maggioranza con Lucini.

Un impegno politico che continua con La prossima Como.

In pensione, tante altre possibilità di impegnarsi. Ricordo i traslochi “Caritas” nella fine anni ’90, l’accoglienza dei ragazzi bosniaci, preceduti dai libanesi e dai kossovari.

Indimenticabili le cose belle condivise con i famigliari, miei e di mia moglie, sopratutto con Lei che mi s(u)opporta.

Tante persone conosciute, tutte con il loro lato positivo, anche se hanno posizioni di pensiero e sociali diverse. L’importante è comunque, sempre, il confronto.

Quale il sogno per questa città che, personalmente amo più nelle sue periferie?

Che non ci sia più nessuno che debba dormire sotto i portici (tra essi ci sono anche tanti italiani)

Che Como sia consapevole e responsabile del suo ruolo di città di frontiera, quindi di transito, per tante e tante persone che cercano una vita migliore, quindi attrezzata adeguatamente per questo.

Che Como sia accogliente sempre, come lo sono tante associazioni laiche e cattoliche che a Como operano.

Che nei quartieri ci siano persone disponibili per non lasciare soli gli anziani e le persone che lì abitano.

E permettetemi, siccome anche la mia vita nella US Albatese è stata importante, il sogno di palestre e campi sportivi migliori.

Sogni? »[Luigi Nessi]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza