Mario Molteni

Niente tandem della lista Per Como

roberta marzorati mario molteniPer ora non ci sarà il prospettato avvicendamento a metà mandato fra Molteni e Marzorati a Palazzo Cernezzi.

 

Il portavoce della lista civica Per Como Sabatino Tafuni ha diffuso una lettera indirizzata a quella che è stata la candidata sindaca della compagine politica che ora siede con un consigliere comunale, Mario Molteni, all’opposizione. Dopo un primo periodo fra i banchi di maggioranza. Uno scritto scaturito da una riunione del gruppo tenutasi martedì 13 gennaio per affrontare appunto la questione del promesso avvicendamento a metà mandato fra il più votato della lista e quindi entrato in Consiglio comunale, Molteni, con la candidata sindaca della formazione Roberta Marzorati. Un passaggio non obbligatorio che forse non si concretizzerà data la distanza che sembra si sia creata fra la candidata sindaca e la sua lista, come si legge dalla lettera. [md, ecoinformazioni]

 

«Ciao Roberta

Ti scrivo per comunicarti quanto deciso dal gruppo della Lista per Como nella riunione che si è tenuta ieri sera.

Prima di tutto esprimo il mio personale rammarico, condiviso da tutti i presenti, per la tua decisione di non partecipare all’assemblea. Si riteneva indispensabile la tua partecipazione – come auspicato in diverse e-mail intercorse tra numerosi esponenti del gruppo ed a te notificate – per poter pianificare il futuro dell’attività politica della nostra lista.

La riunione è iniziata con la presenza di 22 partecipanti. Mario ha subito presentato al gruppo una lettera in cui formalizzava le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale abbandonando subito dopo i lavori.

Entrando nel merito della discussione i restanti 21 partecipanti dopo ampia ed articolata discussione hanno deciso a larghissima maggioranza di respingere le dimissioni.

Mario Molteni ha comunque lasciato le proprie dimissioni a disposizione del gruppo.

Il Gruppo, con la volontà di voler continuare ad essere un soggetto politico al servizio della città e al di fuori dalle logiche di “partito”, Ti chiede espressamente di intervenire in risposta alle domande che ti sono state poste, proprio perché di basilare importanza per il nostro futuro.

Tutti insieme valuteremo i prossimi passi ed incarichi in base alle tue decisioni.

Auspicando un tuo rinnovato impegno all’interno della lista ti saluto cordialmente».

Dubbi sulla sostenibilità della nuova Villa Olmo

villa olmoMolteni attacca sulle spese di gestione dell’orto botanico e le mostre «Hanno previsto biglietti di ingresso a villa e parco, 55mila visitatori alle mostre, mentre la media delle ultime due è di 20mila.

 

«Leggendo il documento redatto dall’Amministrazione comunale che presenta il progetto di Villa Olmo continuiamo a scoprire dati interessanti sui quali riflettere – scrive Mario Molteni della lista civica Per Como nella propria newsletter –. Una domanda prima di tutto: a Como, considerata la situazione disastrosa delle case comunali (lo dimostrano i 100 appartamenti vuoti da ristrutturare, il Palazzetto di Muggiò in attesa di demolizione e ricostruzione con società costrette a migrare altrove, scuole e impianti sportivi in stato penoso, strade piene di buche, famiglie in stato di necessità, ecc.) la priorità è spendere 3.370.000 euro per Orto botanico, parco e serre di Villa Olmo? In particolare come faremo a mantenere queste opere?»

«Ricordo anche che nel progetto troviamo tra le opere non finanziate dalla Fondazione e quindi a carico delle casse comunali e dei cittadini – prosegue la nota –: Ristorante 950.000; Teatro pulsante 325.000; riqualificazione ex alloggio custode 300.000; riqualificazione casa giardinieri 120.000 euro. Mentre non si fa cenno alla darsena e scalinata a lago (vuol dire che le lasciano in questo stato penoso?)».

Ma il consigliere di Per Como è preoccupato soprattutto del mantenimento della nuova struttura: «Consideriamo che nel piano di sostenibilità economica (qui sotto alcuni spunti) sono stati inseriti anche i costi e le entrate generati dalle mostre e gestione della Villa con ingressi a pagamento, leggete bene i costi del personale che servirà per mantenere orto botanico, parco:

Struttura organizzativa e personale

Spese organizzative per mostre e allestimenti 600.000,00;

Promozione (comunicazione, sito web) 200.000,00;

Direttore (orto botanico e centro di documentazione) 45.000,00;

Responsabile scientifico (orto botanico e centro di documentazione) 35.000,00;

Coordinatore operativo (orto botanico e centro di documentazione) 30.000,00;

Collaboratori occasionali e stagisti 30.000,00;

Tavolo di coordinamento 3.000,00;

Comitato tecnico scientifico 5.000,00;

Spese generali 25.000,00;

Conservatore (in condivisione con la Pinacoteca) 15.000,00;

Segreteria amministrativa 30.000,00;

Responsabile organizzazione mostre 35.000,00;

Responsabile comunicazione 35.000,00;

Personale biglietterie e info point 100.000,00;

Personale di custodia 75.000,00;

Giardinieri (orto botanico) 90.000,00».

Il Piano finanziario, deifnito dal consigliere di opposizione come «dei sogni», invece prevede:

«Entrate derivate da mostre e attività Biglietti mostra + villa (55000 visitatori) 660.000,00;

Canoni di concessione per eventi, cerimonie, mostre, convegni 40.000,00;

Royalties bookshop 40.000,00;

Visite guidate e audio guide 40.000,00;

Sponsorizzazioni 300.000,00;

Biglietti di ingresso alla villa (10.000 visitatori) 50.000,00;

Ingressi con card integrata (20.000 visitatori) 200.000,00;

Biglietti per orto botanico e centro di documentazione (12.000 visitatori) 60.000,00;

Parcheggi 60.000,00».

Ma proprio sul Piano finanziario sorgono i dubbi per Molteni: «Hanno previsto biglietti di ingresso a villa e parco, 55.000 visitatori alle mostre (hanno considerato l’ultima di Gaddi 2012 e la prima di Cavadini 2013 mentre la media delle ultime due 2013/2014 è di 20.000), parcheggi (?). L’assessore dice che sono solo ipotesi… Ha ragione sono solo ipotesi perché l’unica certezza sono i soldi che spenderemo, c’è da riflettere bene… Se non riusciremo ad incassare quanto ipotizzato sopra, il parco e l’orto diventeranno solo erbaccia e avremo buttato milioni di euro». [md, ecoinformazioni]

3 milioni di ristorni per Como

FRONTALIERI ALTRIPalazzo Cernezzi riceverà, per la prima volta, i ristorni dei frontalieri.

 

L’aveva chiesto il consigliere comunale della lista civica di opposizione Per Como Mario Molteni, «Quanti sono i frontalieri residenti del nostro comune? Il Comune di Como incassa i famosi ristorni dalla svizzera? A quanto ammonta tale cifra?», all’inizio di settembre non riuscendo ad avere una risposta certa. Ma la macchina comunale deve essere partita data anche la necessità stringente di trovare fondi dato che i ristorni, che spettano ai Comuni di frontiera con un numero di lavoratori frontalieri pari o superiore al 4% della popolazione residente, fanno gola a Palazzo Cernezzi per sostenere il proprio Bilancio.

«Visto l’aumento del numero dei frontalieri residenti a Como, stiamo verificando e siamo in attesa di una risposta dal Ministero (dell’Economia e delle Finanze, ndr) perché c’è la possibilità che per la prima volta possano arrivare anche a Como i ristorni dei frontalieri» ha dichiarato il sindaco Mario Lucini.

E gli uffici hanno recuperato i dati e avuto un parere positivo da Roma: «Per la prima volta, nel 2012, il numero dei cittadini che lavorano in Svizzera ha superato la soglia del 4% e con 3.506 frontalieri il Comune di Como si è garantito il diritto di accedere ai ristorni e di incassare 3 milioni e 200mila euro (per l’esattezza 3.211.414,82). L’importo è determinato dal Ministero dell’economia e delle finanze in applicazione dei criteri di ripartizione, moltiplicando la quota pro-capite di 915,9768 euro per il numero dei frontalieri risultati residenti a Como alla data del 31 agosto 2012, ossia 3.506».

«Così come previsto dalla normativa i ristorni potranno essere impiegati per i seguenti interventi – spiega l’Amministrazione –: viabilità, trasporti pubblici, opere sistemazione agraria, forestale e bonifica connesse alla viabilità, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica, edilizia ospedaliera assistenziale, edilizia pubblica, strutture sportive e ricreative, acquedotti, fognature ed altre opere igieniche, servizi relativi ad opere realizzate con precedenti erogazioni (max 30%)».

«Questi soldi ora devono essere spesi per la manutenzione ordinaria – ha chiesto Molteni – asfalti, impianti sportivi, scuole, dissesti idrogeologici, che non pensino di spenderli in orchidee o altri amenicoli vari, il passato insegna, tutto per i quartieri disastrati».

«Incasseremo tre milioni di euro – spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Como Paolo Frisoni –. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ce lo ha confermato. Per noi si tratta di un’ottima notizia, tanto più che è possibile che anche per il 2013 la percentuale dei frontalieri residenti a Como abbia superato la quota del 4% e che quindi anche l’anno prossimo beneficeremo dei ristorni».

Una boccata d’ossigeno quindi per le casse comunali che vedono ora approdare in aula l’assestamento di Bilancio: «I ristorni ci consentono di mantenere le uscite vicine a quelle previste e riusciamo a compensare gli introiti più contenuti derivanti dal piano delle alienazioni – spiega Frisoni –. I ristorni, del resto, coprono servizi e interventi che sono sempre stati erogati dal Comune di Como e finanziati con mezzi di bilancio». [md, ecoinformazioni]

Biglietto d’ingresso a Villa Olmo?

villaolmoGerosa: «Ipotesi gestionali che necessitano di verifiche e approfondimenti».

 

«Nessuna decisione è stata presa sulla possibilità di istituire un biglietto d’ingresso per Villa Olmo – ha affermato l’assessora all’Edilizia pubblica del Comune di Como Daniela Gerosa, su una questione sollevata per la prima volta a Palazzo Cernezzi da Mario Molteni di Per Como –. Nessuna decisione neppure per il parco. Quelle contenute nel progetto presentato a Fondazione Cariplo sono ipotesi gestionali che necessitano di verifiche e approfondimenti. Era doveroso cominciare ad immaginare il futuro del complesso di Villa Olmo, che non dimentichiamolo oltre alla villa e al parco, comprende il tennis, l’ostello e il lido, ma, ripeto, non c’è ancora alcun dettaglio. Villa Olmo è tra i simboli della nostra città e il progetto che stiamo portando avanti è per tutti e di tutti. Si tratta, davvero, di una partita troppo importante perché sia giocata solo in un campo, quello della maggioranza piuttosto che della minoranza».

«Stiamo parlando di uno studio di fattibilità e non c’è ancora una definizione di dettaglio – termina e sposta le competenze Gerosa –. Oltretutto la decisione rispetto all’istituzione del biglietto è di competenza esclusiva del Consiglio comunale. Per quanto mi riguarda, credo sia utile, per elaborare una proposta condivisa, il coinvolgimento della Commissione urbanistica». [md, ecoinformazioni]

Un’interrogazione a un anno dall’allargamento della Ztl

ztl-2-2«Ormai sono trascorsi 12 mesi dall’allargamento della ZTL cittadina – ricorda il consigliere comunale comasco, all’opposizione, Mario Molteni in una nota –. Era agosto 2013 quando piazza Roma veniva chiusa al traffico: fin da allora sindaco e assessore affermavano che era una sperimentazione e che si sarebbe proceduto a monitoraggi per valutare il da farsi».

 

«Precisiamo – aggiunge il rappresentante della lista civica Per Como – da parte nostra che non siamo contrari a priori all’allargamento della Ztl cittadina, ma lo siamo nei tempi e nei modi in cui è stata portata avanti, In particolare senza avere a disposizione l’area ex Ticosa (parcheggio) e un bus navetta elettrico dedicato, progetti di riqualificazione delle piazze già definiti…»

Di qui la richiesta: «A questo punto vorremmo conoscere, come da interrogazione allegata, se in questi 12 mesi di sperimentazione siano stati effettuati i previsti monitoraggi e quali siano i risultati degli stessi. In particolare: Quale diminuzione del traffico cittadino è stata ottenuta; Quale miglioramento della qualità dell’aria in particolare nella zona adiacente la nuova Ztl (viale Lecco, via Manzoni) si sia verificata; Se siano state attuate verifiche riguardo le attività commerciali del centro storico, in particolare incrementi o decrementi di flussi di lavoro e occupazionali, quali i risultati emersi».

«Ovviamente siamo consapevoli che le sperimentazioni alle nostre latitudini in genere diventano di durata illimitata – conclude ironicamente Molteni –, diventa quindi necessario che l’Amministrazione comunichi i dati richiesti». [md, ecoinformazioni]

Como: Aumentano le povertà

mario molteniPer Molteni siamo di fronte alla: «Crescita esponenziale in città delle persone con un reddito imponibile ben al di sotto della fascia di sopravvivenza ma ancor peggio il dato del reddito medio annuo che crolla significativamente».

 

«In queste settimane, in occasione dei dibattiti riguardanti gli incrementi delle varie tasse e addizionale Irpef in Consiglio comunale ho chiesto alcuni dati per comprendere come si stia evolvendo in questi anni la situazione reddituale dei comaschi. La tabella allegata si riferisce al periodo che va dal 2005 al 2011 e comprende le varie fasce di reddito imponibile – spiega Mario Molteni, Per Como –. Tutti questi dati possono essere utili per molte analisi e forniscono un quadro circa i redditi dei cittadini. Perché li ho chiesti? Dapprima per comprendere l’evolversi della situazione, da dove arriviamo e dove stiamo andando in termini di redditi, ma anche per fare un’analisi circa le povertà che stanno emergendo e cercare di comprendere quali e quante forze mettere in campo per aiutare i più deboli».

«Stiamo crescendo in termini di popolazione che ha un reddito o no? – si chiede Molteni – Nelle tasche dei cittadini ci sono più soldi o no? Nel suo complesso questa è una città composta da persone benestanti o no? In questi anni la povertà è cresciuta? Quanto ha colpito i comaschi la crisi? Quanto bisogno c’è in città? Quali azioni deve mettere in atto l’Amministrazione comunale? Si può ancora spremere il comasco?»

 

Reddito fino 4.000 euro

2011                  2005

persone                                   1.847                 1.295           + 552           + 42,6%

reddito compl.annuo euro      2.626.573         2.369.598           + 257.000     + 10,84%

reddito medio annuo euro           1.422               1.829             – 407          – 22,25%

 

«Già da questo dato si evince la crescita esponenziale in città delle persone con un reddito imponibile ben al di sotto della fascia di sopravvivenza ma ancor peggio il dato del reddito medio annuo che crolla significativamente da 1.829 euro del 2005 a 1.422 euro del 2011 – precisa il consigliere di Per Como – Se allargassimo la visuale alla fascia fino 7.500 euro di reddito annuo potremmo vedere che la popolazione si incrementa di 108 unità (+ 4%) dal 2005 al 2011 passando da 2.789 a 2.897 con un reddito complessivo che crolla del 20% passando da euro 10.623.489 a euro 8.520.469 con reddito medio annuo procapite in calo addirittura del 22,7% (da 3.809 euro a 2.941 euro)».

 

Reddito da 0 a 7.500 euro annuo

2011                      2005

persone                          2.897                     2.789         + 108         + 4%

reddito annuo compl.   8.520.469            10.623.489  – 2.103.020    – 20%

reddito medio procapite   2.941                    3.809           – 806      – 22,7%

 

«Il dato complessivo sulla città ci indica che la popolazione con reddito imponibile è calata dal 2005 al 2011 di 715 unità (-1,46%) passando da 48.866 del 2005 a 48.151 del 2011 ma il loro reddito complessivo annuo è aumentato da euro 1.219.936.154 del 2005 a euro 1.338.602.564 del 2011 (+9,7%) con un reddito medio annuo procapite che sale da euro 24.964 del 2005 a euro 27.800 del 2011 (+2836 euro pari a +11,36%). Questo sembra un dato ottimo ma se consideriamo gli anni trascorsi possiamo osservare che in 7 anni la crescita è stata solo dell’1,6% annuo, praticamente non ci siamo mossi in questi anni – aggiunge –. La fascia che percentualmente mostra incrementi significativi è quella che va da 70.000 euro annuo in su. Nel 2005 avevamo 2.228 cittadini, nel 2011 siamo saliti a 2.797 (+569 unità pari a +25%) con reddito medio annuo procapite che però decresce dell’8% passando da euro 134.143 a 123.374. Si potrebbe dire: si guadagna meno!»

serie_storica_2011-2005«Un dato positivo di reddito medio procapite annuo lo riscontriamo nei redditi che vanno da 7.500 euro a 26.000 euro compl.annuo che, pur nella diminuzione delle persone appartenenti a questa fascia che passano da 32.353 a 28.036 unità (-4.317 pari al 13,36%) incrementano il loro reddito medio da 15.600 a 16.775 euro (+7,48%). Quindi una crescita dal 2005 al 2011 intorno all’1% annuo – prosegue –. Positiva anche la fascia di reddito annuo che va da 15.000 a 40.000 euro che vede aumentare le unità da 27.899 a 28.607 (+2,5%) con un reddito medio annuo procapite in crescita da 21.395 a 23.208 euro (+8,40%). Per concludere: purtroppo la nostra Como vede in questi 7 anni aumentare le persone con redditi bassissimi fino a 4.000 euro complessivi annui; abbiamo un ulteriore crescita di persone nella fascia fino a 7.500 euro annui (2011 totale 2.897 +108 unità dal 2005) e questi sono i dati peggiori sui quali riflettere per porre in essere adeguate misure di sostegno».

«La città vede nel suo complesso aumentare i redditi medi procapite complessivi, in particolare nelle fasce intermedie e come unità la fascia che va da 40.000 ad oltre 100.000 euro annui(da 5.922 del 2005 a 7.236 del 2011), pur diminuendo il reddito medio procapite annuo da 80.712 a 77.315 euro (-4,20%) – termina Molteni –. Circa l’80% dei comaschi è nella fascia fino a 33.500 euro, il 53% va da 10.000 a 26.000 euro annui. Dalla Relazione revisionale e programmatica 2014/2016 fornita dal Comune si rileva al 2011 una popolazione da censimento a Como di 82.045 unità. Quindi la percentuale di chi ha un reddito è pari al 58,68%». [md, ecoinformazioni]

Vigili nei quartieri a Como

NEW POLIZIA LOCALE«Dal prossimo 3 giugno due agenti del Comando della Polizia Locale presteranno servizio come vigili di quartiere – annuncia una nota di Palazzo Cernezzi –. Ogni settimana Carlo Cattaneo e Antonia Balsamo saranno a disposizione dei comaschi nei principali quartieri cittadini (Albate, Breccia, Camerlata, Camnago Volta, Civiglio, Lora, Muggiò, Ponte Chiasso, Prestino, Rebbio, Sagnino, Tavernola)».

 

«Si tratta di una proposta per rendere un ulteriore servizio ai cittadini – dichiara il sindaco di Como Mario Lucini –. Per problemi di personale e costi non possiamo garantire presidi fissi ma la presenza sul territorio sarà segnata da un’unità mobile, un nuovo mezzo in dotazione al Comando, e da due agenti».

Per Palazzo Cernezzi sono: «Ascolto, punto di riferimento, prevenzione, controllo, i principali obiettivi che il servizio si propone». «Dovranno ascoltare i cittadini essere tra la gente e avere un occhio attento anche per le altre categorie di frequentatori della città, come ad esempio i turisti – precisa infatti il comandante Alessandro Casale –. Il modello che proponiamo è aperto e si presta a tutte le modifiche che, rispetto alle esigenze e alle proposte, verranno dai quartieri. La presenza sul territorio consentirà di svolgere anche un ruolo di controllo e presidio del territorio».

«Si tratta di un’iniziativa positiva ed importante e che risponde ad un’esigenza più volte manifestata – chiosa l’assessore alla Sicurezza Marcello Iantorno –. Considerate le risorse disponibili si è riusciti a programmare un buon servizio».

orari vigili nei quartieriNon tutti sono soddisfatti però. Per Como definisce l’iniziativa «una prima piccola risposta da Palazzo Cernezzi alle nostre richieste» : «Certo questa è solo una prima e piccola risposta alle nostre richieste, fondamentale sarà muoversi in tutte le direzioni per rendere più sicuri i nostri quartieri, le nostre case – afferma Mario Molteni –. È nei programmi di tutti i candidati sindaco, ora si deve dare risposta in questo senso». La lista civica, all’opposizione, ha annunciato la consegna di 500 firme per «sicurezza nei quartieri – istituzione vigile di quartiere» per cui già è stata depositata una mozione in Consiglio comunale.

«I vigili saranno riconoscibili, oltre che dalla divisa, da una fascia sul braccio e sul cappello a scacchi bianchi e rossi (così come previsto dalla normativa regionale) – precisa il comunicato –.Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Albate il security point sarà in piazza Martiri Foibe Istriane; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Breccia il security point sarà in via Malvito (area di sosta); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Camerlata il security point sarà in piazzale Camerlata (vicino farmacia); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Camnago Volta il security point sarà in via Zampiero/Via della Pila (area di sosta); Per l’appuntamento con il vigile nei quartieri di Garzola e Civiglio il security point sarà in piazza della Concordia (Civiglio); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Lora il security point sarà in via Don Bosco (fronte Chiesa); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Monteolimpino il security point sarà in via Bellinzona (vicino farmacia); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Muggiò il security point sarà in via Muggiò (fronte farmacia); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Ponte Chiasso il security point sarà in piazza XXIV Maggio; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Prestino il security point sarà in piazzale Giotto; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Rebbio il security point sarà in via Alebbio/via Parrocchiale; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Sagnino il security point sarà in via Sagnino («piazzetta»); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Tavernola il security point sarà in via Conciliazione (prossimità farmacia)». [md, ecoinformazioni]

Como: Parte il cantiere in via San Giacomo

SAM_3263«Si comincia con la posa dei cavidotti per il nuovo impianto di illuminazione e l’interramento della linea elettrica – annuncia Palazzo Cernezzi –. La linea 7 sarà deviata e sarà creata una nuova fermata in via Segantini».

«In questa prima fase si comincerà con la posa dei cavidotti a servizio del nuovo impianto di illuminazione e l’interramento della linea di distribuzione dell’energia elettrica – informa il Comune di Como –. I lavori, da domani [martedì 25 febbraio], comporteranno la chiusura di via San Giacomo nel tratto tra l’intersezione con via Pio XI e l’intersezione con via Pascoli/Reina; l’accesso sarà consentito solo a mezzi di soccorso, pedoni e biciclette, e, compatibilmente con i lavori di scavo, ai residenti diretti ai box privati».

SAM_0977Per qunato riguarda i mezzi pubblici: «Il percorso della linea 7 in direzione Sagnino sarà parzialmente deviato da via Pio XI con svolta a destra in via Giordano Bruno, quindi di nuovo su via Pio XI, poi in via Sagnino, via Zanella e via Segantini riprendendo il consueto percorso. La nuova fermata sarà posizionata in via Segantini».

«In via San Giacomo i lavori prevedono un mix di interventi di moderazione del traffico per limitare la velocità – precisa la nota –: “porte” rialzate, con rampe di pendenza contenuta, in corrispondenza delle intersezioni con via Reina e via Pascoli; fra le due “porte” di via Reina e via Pascoli posa di bande polivalenti protette da paracarri flessibili, per creare restringimenti che obbligheranno i veicoli a procedere con il senso unico alternato; formazione nel tratto fra via Pascoli e l’ingresso della Scuola media statale don Milani (intersezione con via Deledda e via Fattori) di sede pedonale, a raso, pavimentata e parzialmente protetta da paracarri ed aiuole alberate che ripropongono restringimenti puntuali utili a moderare la velocità dei veicoli motorizzati. La proposta progettuale è stata elaborata a seguito di specifiche indagini sulla velocità dei veicoli in transito (con rilievo in orario diurno di velocità di 80 km/h, a fronte del limite in vigore di 30 km/h), sull’origine e la destinazione dei movimenti pedonali e sui flussi di traffico (il flusso bidirezionale rilevato è prossimo a 300 veicoli/ora)».

Di grande attesa parla il consigliere comunale di opposizione della lista civica Per Como Mario Molteni: «Fin dalla scorsa amministrazione avevamo richiesto di sistemare e rendere più sicura con illuminazione nuova, asfalti rifatti, moderatori di velocità, questa pericolosa strada». Che ha ricordato le «raccolte firme, presenze in piazza, incontri con i vari assessori a cominciare da Molinari e Gerosa e con l’ing. Lorini che mi ha confermato l’inizio dei lavori e che ringrazio per la disponibilità e l’ascolto di alcuni suggerimenti» e ringraziato per il sostegno ricevuto: «Ci saranno disagi – ha concluso – di sicuro nei mesi a venire ma serviranno». [md, ecoinformazioni]

Seduta aperta su parcheggi e piano della sosta

cernezziA Palazzo Cernezzi giovedì 12 dicembre dalle 19.30, a cui interverranno anche alcuni cittadini, su richiesta dei consiglieri di opposizione Luca Ceruti, M5S, Mario Molteni, Per Como, Marco Butti e Laura Bordoli, Gruppo misto, Diego Peverelli e Alberto Mascetti, Lega Nord, e Ada Mantovani, Adesso Como

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