Maurizio Landini

6 aprile/ Arciwebtv/ Auser nazionale con Landini, Pedretti e Volterrani

Dalle 14/ Massimo Patrignani, Auser Como e ecoinformazioni, propone il video della tavola rotonda conclusiva della conferenza per l’organizzazione di Auser 2019. Il Presidente Enzo Costa, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il segretario generale SPI Ivan Pedretti discutono con Andrea Volterrani su Stato sociale, difesa dei servizi pubblici, riforma del terzo settore, cittadinanza attiva e mutualità.

Gli altri programmi del 6 aprile.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

26 marzo/ Arciwebtv/ Intervista a Landini

Dalle 16/ Dagli archivi di ecoinformazioni ecco una intervista del 26 aprile del 2018 di Vincenzo Colelli, a Maurizio Landini. L’attuale segretario della Cgil parlava di politica e di mercati, con riflessioni che anche oggi ci portano a pensare al futuro.

Gli altri programmi del 26 marzo.

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26 marzo/ Arci WebTV/ Intervista a Maurizio Landini

Dalle 15/ Dagli archivi di ecoinformazioni ecco una intervista di Vincenzo Colelli a Maurizio Landini datata 26 aprile 2018. L’attuale presidente della Cgil parlava di politica e di mercati, con riflessioni che anche oggi ci portano a pensare al futuro prossimo.

Gli altri programmi del 26 marzo.

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Luca Michelini/ Landini al convegno “Marx 201. Ripensare l’alternativa”

Un bel convegno organizzato dall’Università di Pisa sul pensiero di Marx (dal titolo Marx 201. Ripensare l’alternativa) ha avuto tra gli ospiti Maurizio Landini, neo-segretario della Cgil. Ero molto curioso di ascoltare Landini, perché mi aspettavo che parlasse appunto di Marx e del marxismo, cioè del ruolo che il pensiero marxiano e marxista poteva avere, o non avere, oggi, all’interno della più grande organizzazione del cosiddetto movimento operaio italiano. Il titolo della relazione, del resto, prometteva bene: Il lavoro nel capitalismo globalizzato. Per una nuova internazionaleLeggi l’articolo di Luca Michelini su Micromega.

Maurizio Landini: «L’idea che lasciar fare al mercato, che la competizione risolva tutto, credo sia un danno»

In occasione dell’Assemblea generale della Cgil di Como, al Salone Lissi di Como il 26 aprile, abbiamo incontrato Maurizio Landini, già segretario generale della Fiom e oggi membro della segreteria nazionale Cgil, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

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Landini: «Adesso è il momento di esserci»

landinionanoBiblioteca di Como gremita di sindacalisti e  personalità della politica e dell’associazionismo per l’attivo della Fiom con Maurizio Landini.

«Adesso è il momento di esserci». Suona come una chiamata alle armi il discorso che Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom, ha tenuto lunedì pomeriggio in biblioteca a Como per l’attivo della categoria metalmeccanica provinciale. A partire dal riferimento alla coalizione sociale, «progetto sindacale, aperto a tutti e non un nuovo partito» spiega il sindacalista. E aggiunge: «È un modo per riunire il mondo del lavoro e allargare la rappresentanza. Non solo il lavoro dipendente, anche i precari e le partite iva, ad esempio. Tutti fanno politica, è il momento di farla per coloro che oggi non hanno rappresentanza in Parlamento, lavorano e pagano le tasse. Non è il progetto di Landini, ma di tutta la Fiom».
Non mancano le stoccate dirette al presidente del Consiglio Matteo Renzi, chiamato sarcasticamente “il genio di Firenze”, e al suo esecutivo: «Il governo non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano. Abbiamo bisogno di una fase straordinaria perché la gente è lontana dalla partecipazione politica, la metà degli italiani non va a votare, le tutele e i diritti dei lavoratori sono sempre meno. C’è , sul lavoro come a scuola e in molti altri settori, una logica padronale che rappresenta soltanto l’impresa. Dobbiamo riattivare nella testa della gente la necessità di essere rappresentata. E diciamo a Renzi e al governo: noi non molliamo, teniamo più di te».
E sul Jobs act, il leader della Fiom è chiarissimo: «Aumenta la precarietà e diminuisce le tutele e i diritti. O il Parlamento cambia le leggi, oppure si ricorre al referendum».
Per questo, è importante essere a Roma il 28 marzo. Il riferimento è alla manifestazione promossa dai metalmeccanici; al centro della protesta diritti, lavoro, democrazia, giustizia sociale, legalità, reddito, Europa: «Dobbiamo essere tantissimi, è importante», chiosa Landini. E chiude con un invito alla sua stessa organizzazione: «Dobbiamo cambiare pelle, promuovere un ricambio. Se le risorse non si muovono e non si torna sul territorio, avremo vita breve». [aq, ecoinformazioni] Guarda i video dell’iniziativa.

 

16 marzo/ Maurizio Landini e Antonio Pizzinato a Como

landinicomoLunedì 16 marzo alle 15,30  in biblioteca, piazzetta Venosto Lucati Como, si svolgerà l’attivo Legalità, lavoro, democrazia dei delegati e delle delegate della Fiom-Cgil aperto alle realtà sociali del territorio comasco. Partecipano Ettore Onano, Mirco Rota, Francesco di Salvo, Antonio Pizzinato, Lorenzo Baldini, Stefano Tosetti. Conclude Maurizio Landini. Leggi il comunicato della Fiom

Si vis pacem, para pacem

Pic 003“Se vuoi la pace, prepara la pace”. Tredicimila persone, nel sessantanovesimo anniversario della Liberazione, sono tornate undici anni dopo ad abbellire l’arena di Verona con i colori arcobaleno della nonviolenza. Guarda le foto di Silvia Mascheroni. 

«La Pace è l’inizio di tutto». Un augurio, una speranza e un impegno che il popolo pacifista ha deciso di prendersi nella giornata di venerdì 25 aprile. Dopo undici anni, infatti, all’Arena di Verona si è tornati a raccontare la Pace.
Tredicimila persone hanno aderito all’appello promosso dall’Arena di Pace e Disarmo (da Como, un pullman più qualche macchina organizzati dal Coordinamento Comasco per la Pace); una costellazione variegata, composta prevalentemente dall’associazionismo cattolico e laico e dal mondo sindacale (leggi la lista dei sottoscrittori).
«Da qui riparte la speranza», ha detto ai giornalisti un emozionato padre Alex Zanotelli. Non un punto d’arrivo, quindi, ma una tappa in cui rilanciare un futuro che abbia al centro i valori del rispetto e della nonviolenza. Nel 2003 lo slogan recitava “Per la Pace mi espongo”. Era il periodo delle manifestazioni oceaniche contro l’intervento militare in Afghanistan e in Iraq, quando 110 milioni di persone marciarono in tutte le nazioni per opporsi alla guerra. Un movimento definito dal New York Times «la seconda superpotenza mondiale».
Dopo undici anni la situazione è differente, ma altri conflitti si sono aggiunti alla lista, anche alle porte d’ingresso dell’Europa. «E di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, – ha spiegato Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento – vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge d’iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta».
Alle 14, orario di apertura dei cancelli, una moltitudine di bandiere arcobaleno ha invaso (pacificamente, manco a dirlo) l’anfiteatro. Dal palco si sono alternate, per tutto il pomeriggio, musica e parole: particolarmente apprezzato il discorso di don Luigi Ciotti, centrato su inclusione ed esclusione e quello di Renato Accorinti, sindaco di Messina, che ha spronato i presenti a «fare qualcosa adesso».
Si è parlato anche di F35: migliaia di aeroplanini di carta si sono alzati in aria e hanno disegnato traettorie colorate nel cielo sereno di Verona. «Finora il governo – ha osservato Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo – si è limitato a rinviare l’acquisto di qualche aereo a dopo il 2020, ma al di là delle voci e degli annunci a effetto, l’impegno finanziario complessivo rimane quello da 14 miliardi per 90 cacciabombardieri. Chiediamo a Renzi di rispettare sia le prerogative del Parlamento, sia la posizione maggioritaria del suo stesso partito, ormai contraria agli F35 come lo è la maggioranza degli italiani». Anche da Maurizio Landini (Fiom Cgil) e Gianni Alioti (Fim Cisl) è arrivato un netto no agli F 35.
Gad Lerner si è scagliato invece contro il sindaco Flavio Tosi e l’ordinanza che vieta di dare cibo ai bisognosi in alcune aree del centro durante la stagione turistica. «Tratta le persone come piccioni o animali molesti cui è vietato dare cibo. – ha detto il giornalista – Con sobrietà noi tutti qui presenti, tutte le associazioni, possiamo impegnarci in una risposta pacata di disobbedienza civile. L’aggettivo civile, forse, lo dobbiamo insegnare al signor sindaco di questa città».
Simone Cristicchi e Eugenio Finardi hanno salutato, attraverso le loro note musicali, il popolo pacifista che con calma e allegria ha lasciato l’Arena. “La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo”, era la scritta che compariva su alcuni stendardi. Venerdì 25 aprile la bandiera arcobaleno e quella della resistenza sono tornate a sventolare insieme. E, guarda caso, il sole a Verona splendeva alto nel cielo. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Da Como a Roma per la “Via maestra”

laviamaestraSi è tenuta sabato 12 ottobre a Roma la manifestazione Costituzione: La via maestra promossa, tra gli altri, da don Luigi Ciotti, Gustavo Zagrebelsky, Maurizio Landini, Lorenza Carlassarre e Stefano Rodotà e che ha visto anche la partecipazione del Comitato 12 ottobre nato, per l’occasione, a Como. (altro…)

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