Prc

Minacce a Baggi e Tavecchio

«All’ennesima minaccia di stampo fascista ricevuta sulla nostra pagina sotto un comunicato di settembre a firma Pierluigi Tavecchio e Fabrizio Baggi rispondiamo che: L’Istria e la Dalmazia sono… di chi ci abita, di chi ci vive, di chi le coltiva, ci lavora e ci viaggia. Da sempre terre di passaggio, terre di confine ma anche di incontro di culture, lingue. Mussolini le occupò dando licenza ai suoi legionari di “stuprare le donne del posto e purificare l’inferiore razza slava”, e deportò nei lager italiani migliaia di sloveni, per completare la colonizzazione.

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Prc/ Sicurezza e reddito

Rifondazione comunista propone una petizione su change.org per chiedere che le attività non essenziali vengano bloccate e che venga garantito il reddito a chi deve fermarsi. Mentre finalmente si afferma anche tra i più sprovveduti e egoisti la consapevolezza della necessità di uscire di casa solo per necessità vitali, questa necessaria autolimitazione individuale deve essere accompagnata dalla soluzione del vero problema. Non è tollerabile la vergognosa scelta politica che costringe milioni di persone a muoversi, usare mezzi pubblici, a permanere senza adeguate protezioni al lavoro senza che questo sforzo che mette a rischio la vita di tanti e diffonde il contagio abbia alcuna motivazione se non la necessità di perpetrare attività per garantire anche in questa terribile situazione profitti a chi ci guadagna. Di seguito il testo.

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Agressione omofoba

Fabrizio Baggi e Stefano Rognoni del Prc denunciano l’aggressione omofoba del 20 luglio a Max della Torre, attivista per i diritti delle persone lgbtqiap: «Situazione insostenibile e clima pericoloso. Massima solidarietà a Max della Torre, si faccia subito una vera legge che persegua i reati legati all’omotransfobia. Vogliamo denunciare con forza questo fatto gravissimo e focalizzare l’attenzione sulla pericolosità del clima d’odio e di intolleranza fomentato anche dal governo in carica mediante le continue farneticazioni sulla famiglia tradizionale e contro lo svolgimento dei pride.

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Video/ La Bella Como con Sea Watch

Piazza Grimoldi, piazza della legalità costituzionale. Il presidio lunedì 1 luglio dalle 20,30 indetto da Como senza frontiere la rete che unisce il mondo dell’accoglienza e dei Diritti umani comasco (dalla Parrocchia di Rebbio alla Cgil, dal Prc a L’isola che c’è, dai Comboniani a Sinistra italiana, dall’Arci al Coordinamento comasco per la Pace, a Emergency a tante altre associazioni, gruppi politici, singole persone) ha raccolto alcune centinaia di persone contro il disprezzo della legge che porta ad arrestare chi presta soccorso e lascia in libertà chi attacca umanità e Costituzione. Già on line l’articolo di Pietro Caresana, foto e, sul canale di ecoinformazioni, i video con tutti gli interventi dell’iniziativa.

12 aprile/ Assemblea de La sinistra

L’intesa nazionale e locale per una lista unica delle sinistre alle Elezioni europee del 26 maggio c’è e anche a Como, dove da tempo La prossima Como è un laboratorio di azione politica comune condiviso anche da altri soggetti politici e singole persone, Rifondazione comunista, Sinistra italiana e Altra Europa invitano, «per realizzare una sinistra antirazzista, femminista, ecologista in Europa», a partecipare all’assemblea provinciale aperta di venerdì 12 aprile alle 21 nella Sala Villa dell’Unione Circoli Cooperativi in via Canturina a Como – Albate.

Interverranno Tino Magni, coordinatore regionale di Sinistra Italiana e Antonello Patta, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista.

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Potere al popolo!

2017-12-18 09.32.23 1.jpgSi è tenuta alla Circoscrizione 7 di via Collegio dei dottori  l’assemblea  – a cui hanno partecipato una ventina di persone – che ha introdotto anche a Como la proposta Potere al popolo!, che prende il via dall’assemblea all’ex Opg Je so’ pazzo a Roma dello scorso 18 novembre e che, con la coalizione Liberi/e uguali (costituita lo scorso 3 dicembre da Mdp, Si e Possibile), trova forse qualche affinità, ma anche qualche decisiva divergenza. 

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Chiude l’asilo di Camerlata

facciatapalazzocernezziUna «scelta assolutamente antisociale e metodologia antisindacale in pieno “stile renziano” – affermano gli esponenti di Rifondazione comunista Rognoni e Baggi –. Le politiche locali delle amministrazioni #Pd sono lo specchio delle scellerate scelte neoliberiste nazionali». Una scelta approssimata «scollegata da un progetto organico sul futuro dei nidi comunali» attaccano le organizzazioni sindacali.

 

«Veniamo a conoscenza dagli organi di stampa dell’intenzione dell’amministrazione comunale di chiudere l’asilo nido di Camerlata, scelta che condanniamo con forza e che ancora una volta dimostra come anche a livello locale le politiche neoliberiste del “partito della nazione” atte allo smantellamento dei servizi essenziali stiano prendendo piede e trascinando nostro malgrado il servizio pubblico in una deriva assai pericolosa. Di nuovo ci troviamo davanti a politiche di tagli, dove il profitto viene messo davanti a tutto, dove si sceglie di “razionalizzare la spesa” caricando tutte le conseguenze su lavoratori e cittadini – dichiarano Stefano Rognoni, segretario del circolo Prc/ Se Città di Como, e Fabrizio Baggi, segreteria provinciale Prc/ Se Como –. In ultimo, ma non certo per importanza, apprendiamo da una nota della Fp Cgil di Como che questa scelta è stata fatta “nell’indisponibilità delle assessore comunali comasche Marelli e Magni all’elaborazione di progetti condivisi e strutturati per l’adeguamento dell’offerta pubblica di asili nido in città”».

«Riteniamo questo un fatto gravissimo – proseguono gli esponenti di Rifondazione –, che condanniamo senza indugio e che purtroppo è totalmente in linea con i comportamenti e gli atteggiamenti di menefreghismo che più volte il presidente del Consiglio ed il suo Governo hanno riservato alle organizzazioni sindacali che rappresentano le lavoratrici ed i lavoratori italiani, ed inoltre, prendiamo atto con rammarico ed indignazione che le politiche locali a targa Pd altro non sono che una triste ripetizione delle politiche antisociali e neoliberiste del “Sindaco di Firenze” nonché Presidente del Consiglio. Ci fa specie che ancora una volta, dopo il caso “Centro unico di cottura” l’amministrazione Lucini ha deciso di razionalizzare a discapito dei bambini».

Da parte loro invece: «Le organizzazioni sindacali [Fp Cgil, Cisl dei laghi, Uil Fpl] e la Rsu [del Comune di Como] denunciano l’approssimazione di questa scelta, scollegata da un progetto organico sul futuro dei nidi comunali. Si specula su un problema vero, la carenza di personale, per determinare una contrazione del servizio».

«Un quartiere importante e popoloso come Camerlata, che vede oggi una presenza maggioritaria di bambini stranieri quali utenti dell’asilo, viene privato di un presidio strategico. Come si pone la giunta comunale rispetto a buone politiche d’integrazione sociale? – chiedono le organizzazioni sindacali –Camerlata è un quartiere che, nel futuro immediato, grazie all’auspicato sblocco della cittadella della salute e all’apertura dell’Esselunga potrebbe registrare un grosso incremento demografico. Ha senso non operare questa valutazione?»

«In secondo luogo, il comune di Como ha dimostrato di non voler investire per nulla sul personale del settore – proseguono –. L’ultima assunzione a tempo indeterminato risale al 2010. Il piano del fabbisogno triennale di personale, presentato nel 2015 (temporaneamente bloccato dalla legge finanziaria), prevede sul 2015-2017 trentadue assunzioni. Di queste negli asili nido ne sono previste zero! Nel 2016 andranno in pensione 5 educatrici, il comune risponde con la chiusura di Camerlata, nel 2017 ne andranno in quiescenza 8, quanti altri nidi chiuderanno?»

«Infine stupisce negativamente il percorso non partecipato della decisione. Le forze sindacali sono venute a conoscenza della scelta politica dagli organi di stampa, e sono state convocate solo a seguito di questa “fuga di notizie”» terminano e denunciano i sindacati. [md, econformazioni]

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