ecoinformazioni 426/ La Palestina della convivenza

426Sfoglia on line il numero 426 del mensile ecoinformazioni, dedicato interamente alla Palestina della convivenza, la mostra che si è svolta a Como nel mese di maggio del 2013 grazie all’impegno di: Centro Missionario Diocesano di Como, Caritas diocesana di Como, Associazione solidarietà paesi emergenti, Coordinamento comasco per la Pace, Centro laici italiani per le Missioni di Erba e  Donne in nero. Questo speciale si completa con le diapositive dei pannelli della mostra e una serie di video, immagini, musiche, animazioni e testi che possono essere richiesti su dvd a ecoinformazioni e agli altri organizzatori  e saranno scaricabili nei prossimi giorni da questo blog.  Per abbonarsi, associarsi a Arci-ecoinformazioni  e ricevere la rivista stampata per posta cliccare qui. Nel seguito del post l’intervento Conoscenza e condivisione di Mario Lucini, sindaco di Como.

Sono profondamente convinto che occasioni come quella offerta da La Palestina della convivenza siano potenti motori di riflessione e di dialogo interculturale: lo ricordavo nel portare il saluto della Città, l’11 maggio nell’ex chiesa di San Francesco

 Sono queste, opportunità innanzitutto di conoscenza e di condivisione delle sofferenze di un popolo che ancora oggi non ha una sua terra, nonostante lo Stato della Palestina sia stato riconosciuto come “osservatore” dall’Onu nel novembre scorso.

Il percorso storico che la mostra ha proposto e la tavola rotonda di Rebbio hanno consentito di capire meglio le tradizioni e la cultura palestinese e hanno dato anche molte risposte alle domande che spesso ci poniamo sulle  responsabilità di una situazione oggi drammatica, che ci appare  profondamente ingiusta e lesiva dei diritti. Come non restare turbati dai dati forniti nei recenti rapporti di Unicef ed Onu sulle violazioni nei confronti dei bambini palestinesi, sulle condizioni terribili vissute nei campi profughi? Sono condizioni inaccettabili che pongono seri interrogativi alla comunità internazionale.

Personalmente mi sono sentito interrogato dai volti intensi delle immagini esposte: donne, bambini, anziani, espressione della storia, della quotidianità e  della coralità di un popolo che attende da troppo tempo una soluzione.

Sembra oggi  che a livello internazionale il dialogo stia ripartendo con la missione Kerry e non posso che condividere quanto il 1° luglio Enrico Letta, come capo del Governo italiano, ha detto proprio a Ramallah in un significativo primo viaggio fuori dall’Europa: «L’Italia non lascerà mai solo il popolo palestinese e l’impegno per raggiungere la pace lo accompagneremo con il nostro aiuto e la nostra presenza sempre».

Ed è qui che dobbiamo interrogarci su come sia stato e sia così difficile  pensare e sostenere l’unica soluzione perseguibile, quella di due Stati  che convivono pacificamente.

Forse ha giocato un ruolo pesante anche quel silenzio che ha lasciato per troppo tempo soli i due protagonisti: ci ammoniva in questo senso il Presidente della comunità palestinese in Lombardia.

Combattere l’indifferenza (che è l’“essenza della disumanità”, ci ricordava George Bernard Shaw, perché ci toglie quel tratto indispensabile che è la facoltà di indignarsi), combattere l’indifferenza è il messaggio che ci ha lasciato questa iniziativa, non casualmente collegata a quella di pochi giorni successiva di “Intrecci di popoli”. E quanto a quest’ultima, non posso non ricordare con emozione il dialogo sincero e l’abbraccio fraterno tra il sindaco di Nablus e il vice sindaco di Netanya a cui abbiamo assistito, o meglio partecipato, nella nostra sala consiliare.

Occasioni per conoscere, per conoscersi, per costruire relazioni di pace. [Mario Lucini, sindaco di Como]

* Sindaco di Como.

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