Ugo Giannangeli

Antisemitismo e antisionismo

L’antisemitismo secondo la definizione della Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA): veramente è equiparato all’antisionismo? La recente dichiarazione d’amore di Salvini per Israele si aggiunge alla lunga lista delle precedenti di esponenti della destra, anche estrema come Orban. Israele, invece di essere indignato o quanto meno imbarazzato, ne è compiaciuto. Dore Gold, ex ambasciatore israeliano all’Onu, ospite d’onore al recente convegno leghista sull’antisemitismo, ha apprezzato le parole di Salvini ed ancora di più avrà apprezzato la sua intenzione di accelerare l’iter parlamentare sulla adesione del governo italiano alla definizione dell’IHRA e sul disegno di legge Anti – BDS. Complice la vicinanza della Giornata della memoria si susseguono iniziative pro Israele associate a un pressing mediatico che ha pochi precedenti ed è raro non trovare riferimenti alla definizione di antisemitismo dell’IHRA.

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Per la Palestina/ Con i miei occhi

In occasione della Giornata Onu per la Palestina pubblichiamo la prefazione di Ugo Giannangeli, collaboratore di ecoinformazioni e docente della Scuola Diritti umani del Coordinamento comasco per la Pace, a Con i miei occhi, il libro Felicia Langer ripubblicato da Zambon [pagg. 384, euro 18], la testimonianza diretta di questa spietata repressione che le autorità israeliane praticano ormai da 70 anni, con l’ausilio di una legislazione definita “peggiore di quelle del regime razzista in Sudafrica” – nell’espressione dell’arcivescovo anglicano Desmond Tutu.

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12 maggio/ La Palestina a Bulgarograsso “con i miei occhi”

Il Circolo Arci Guernica di Bulgarograsso, in via C. Battisti 21, organizza per domenica 12 maggio alle 17.30 la presentazione del libro di Felicia Langer Con i miei occhi, a cura di Ugo Giannangeli, e gli Appunti di viaggio in Israele e Palestina di Laura Pelosi. Al termine aperitivo Italo-Palestinese. Ingresso libero.

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Musica e Palestina: il maestro Muti a Tel Aviv

Ugo Giannangeli, da sempre impegnato nella difesa dei diritti del popolo palestinese, ha scritto questa lettera al direttore d’orchestra Riccardo Muti che domani dovrebbe dirigere un concerto con la Filarmonica d’Israele.

Questo messaggio ricorda a tutti, una volta di più, che nessuno può ignorare la drammatica situazione di quel pezzo di mondo, anche se la maggior parte dei mezzi di informazione continua a dimenticarla: l’opera di espropriazione delle terre, dei diritti e delle vite del popolo palestinese non si è mai fermata in questi. E anche la musica e l’arte possono dare il loro contributo a svegliare le coscienze.

 

«Illustre Maestro Riccardo Muti,

ho letto il Suo articolo sul Corriere della sera di ieri nel quale annuncia il Suo concerto a Tel Aviv il prossimo 20 Dicembre nell’80° anniversario del primo concerto di Arturo Toscanini nel 1936 con l’Orchestra di Palestina, oggi Filarmonica di Israele. Lei ricorda l’impegno antifascista di Toscanini nonché il suo senso altissimo di libertà, di dignità umana e di uguaglianza. Le chiedo: è certo che oggi Toscanini, portatore di questi valori, andrebbe a Tel Aviv e non piuttosto a Ramallah o a Gaza a portare la sua solidarietà ai Palestinesi che lo storico Bruno Segre ha definito “ gli ebrei del nostro tempo”? Lei ricorda anche la lettera di ammirazione di Albert Einstein nei confronti di Toscanini. Si rilegga la bella lettera di Einstein, Hanna Arendt ed altri intellettuali ebrei al New York Times nel Dicembre 1948 dopo la strage di Deir Yassin. Il partito di Begin è definito senza mezzi termini “fascista”. E si era solo all’inizio della storia di Israele, oggi Stato fiero della sua etnocrazia realizzata attraverso l’apartheid e la pulizia etnica dei Palestinesi! Lei con la sua presenza contribuisce al decoro di immagine di questo Stato. Lei sa che molti artisti si sono rifiutati di esibirsi in Israele raccogliendo l’appello del movimento BDS. Vorrei rivolgere anche a lei questo appello. Ma se proprio non volesse o non Le fosse possibile rinunciare all’impegno, le chiedo: vada almeno anche a Ramallah e a Gaza. Per Gaza occorre l’autorizzazione di Israele, carceriere di due milioni di persone. Le diranno che ci sono problemi di sicurezza. Non gli creda, non è vero. Il popolo di Gaza La accoglierà festoso e grato e sicuramente ci sarà anche là un’orchestra onorata di essere diretta da Lei.

Un cordiale saluto.

Ugo Giannangeli, Veniano (CO) 14/12/2016»

Dario Fo e Florina Cazacu in fabbrica per la giustizia

IMGP1481dariofoirinacazacuUn libro in una fabbrica. Una ragazza rumena vittima del razzismo che le ha letteralmente bruciato il padre spiega, andando molto al di là del suo dolore, cosa deve fare l’Italia per essere civile. Un premio Nobel che denuncia, argomenta, urla, si infiamma, predica, racconta e spiega che in Italia ci sono gli schiavi e contro chi massacra i diritti e le persone «anche qui, proprio qui in Lombardia, proprio qui vicino» non si fa nulla e agli assassini si accodano nella colpa gli indifferenti.

AgostinelliGiannangeliUn ex segretario della Cgil della Lombardia che c’era alla prima manifestazione per denunciare l’orrore dell’uccisone di un lavoratore – Ion Cazacu bruciato vivo per aver tentato di reclamare diritti per sé e per i suoi compagni – nella quale i manifestanti furono attaccati dalla violenza leghista e c’era ancora oggi perché per i diritti del lavoro la situazione è ora peggiore di allora. E c’era l’avvocato impegnato dalla parte della famiglia per evitare che alla tragedia si aggiunga la beffa e la totale mortificazione della legge. A Veniano nella sala delle assemblee della Parker all’incontro organizzato dalla Rsu della fabbica, con il sostegno dell’azienda, dei dariofogiannageliflorinacazacucomuni della zona e di tanti e tante, alle 16 di sabato 31 ottobre si è parlato con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro, coordinato da Armando Carusilio, ha partecipato un centinaio di persone e sono intervenuti anche l’ambientalista, già segretario della Cgil Lombardia Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, autore dell’atto mostruoso  commesso 15 anni fa  quando cosparse di benzina il suo dipendente Ion Cazacu e gli diede fuoco. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa e un breve commento di Fiorina Cazacu.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

31 ottobre/ Dario Fo e Florina Cazacu a Veniano

fovenianoLa Rsu Parker H. M. invita, sabato 31 ottobre alle 16,  nella Sala Rsu Ion Cazacu, alla presentazione, con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro parteciperanno anche Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, condannato per l’atto mostruoso  di avere 15 anni fa cosparso di benzina il suo dipendente Ion Cazacu che aveva reclamato per sé e i suoi compagni diritti e stipendio. Scarica e diffondi la locandina. Per artecipare è indispensabile la prenotazione entro il 27 ottobre. Presto on line su ecoinformazioni.

Lomazzo/ Giannangeli: Ora e sempre Resistenza

25 aprile - 70°  della Liberazione - manifesto Lomazzo - v07 pic bL’appassionato intervento di Ugo Giannageli per l’Anpi alla manifestazione ufficiale del 25 aprile a Lomazzo. La Resistenza oggi: Costituzione, Pace, lotte contro la Tav ed il pareggio di Bilancio, per i diritti e il lavoro con Calamadrei e Zanotelli contro la Nato.  Leggi il testo integrale del discorso nel seguito dell’articolo. (altro…)

25 gennaio/ Gilad Atzmon, the dark side of Pink Floyd

gilad AtzmonIl Circolo di via Emanuele d’Adda, 13 a Mariano Comense  invita domenica 25 gennaio alle 18 alla conversazione con  Gilad Atzmon autore del libro L’errante Chi? Un’inquietante introspezione nella psicologia ebraica. A moderare l’incontro con un autore particolarmente esplicito e provocatorio nell’enunciare la sua interpretazione della storia recente interverranno Ugo Giannangeli e Federico Lastaria.  Alle 20 concerto jazz e aperitivo con Gilad Atzmon, sax e clarinetto nell’ultimo album dei Pink Floyd, Yaron Stavi, Bass (from Orient House Ensemble), Enzo Zirilli, Drums. Info: 340.7323686, 347.8979518, locandina.

L’industria delle armi alimenta le guerre/ Gli interventi

armi venegonoL’incontro/ convegno al Castello dei Comboniani di Venegono Superiore (Va) il 29 novembre ha presentato  il tema L’industria delle armi alimenta le guerre con molte relazioni e interventi [guarda i video della sessione pomeridiana dei lavori]. Laura Tussi di Peacelink sintetizza per ecoinformazioni le riflessioni presentate ai circa cinquanta partecipanti da Domenico Moro, Manlio Dinucci, Alex Zanotelli, Fiorenzo Campagnolo, Giansandro Bertinotti, Rossana De Simone, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin, Mario Agostinelli.

«Nell’epoca della “guerra infinita”, una delle attività considerate strategiche dallo Stato è il mantenimento delle capacità industriali e tecnologiche giudicate essenziali per la sovranità operativa dell’esercito e delle forze armate. Finmeccanica intende ri-fondarsi come azienda-potenza orientata verso i settori dell’aereospazio e della difesa, in linea con strategie aggressive. Obiettivo del convegno è l’avvio di un dibattito per individuare le criticità di questo modello economico e difensivo e per rimodulare le scelte militariste verso una produzione finalizzata ad attività civili. E se invece Finmeccanica, come agglomerato di sapere collettivo, diventasse un centro tecnologico per la progettazione e lo sviluppo di strumenti per fronteggiare il collasso del sistema climatico e l’esaurirsi delle risorse idriche ed energetiche, per lo studio di nuovi materiali o innovazioni di processo atte a ridurre i pericoli dei danni all’ambiente e i rischi degli incidenti sul lavoro, per produrre aeromobili, veicoli e robot ad uso del nostro territorio e dei suoi cittadini, non sarebbe meglio?» [Dalla presentazione del convegno]

Il convegno si è svolto nel contesto ambientale del Castello dei Comboniani a Venegono Superiore. In queste territorio della provincia di Varese sorgono alcune fra le principali industrie di Finmeccanica: Augusta Westland e Alenia Aermacchi.

Questo è il territorio che vide importanti e grandi lotte dei lavoratori e degli operai per la riconversione dell’industria bellica. Cosa è Finmeccanica dal punto di vista delle relazioni internazionali? Qual è il ruolo di Finmeccanica nella profonda crisi che stiamo vivendo? Quale tecnologia per quali guerre? Questi i tanti interrogativi posti durante il Convegno. Nelle guerre attuali si utilizzano i droni, aerei a pilotaggio remoto e il governo italiano contribuirà all’acquisto degli F35 e all’ammodernamento delle bombe nucleari statunitensi, le B61, stoccate in Italia, nelle basi Nato di Ghedi e Aviano. Il ministro della difesa Roberta Pinotti, nelle interrogazioni parlamentari, sostiene che siamo legittimati all’ammodernamento delle B61 e all’acquisto degli F35 perché facciamo parte della Nato.

Perché la guerra? quale etica percorre il nostro presente dall’articolo 11 della Costituzione alla legge 185/90 per regolare l’export di armi? Quale ruolo dei sindacati confederali e di base rispetto al piano industriale di Finmeccanica? (argomento di cui trattano Fiorenzo Campagnolo e Giansandro Bertinotti). Il presidente di Finmeccanica Moretti vuole ri-fondare e smantellare l’azienda per seguire un filone produttivo già intrapreso dall’Europa e per seguire altri settori: secondo Moretti, Finmeccanica deve dedicarsi al settore militare e non civile.

Nell’intervento dell’economista Domenico Moro, Finmeccanica costituisce il tema principale perché è un’azienda strategica, in quanto opera nell’aereospazio e nel militare, settori ad alta tecnologia e sensibili dal punto di vista politico e strategico. Finmeccanica è la cartina di tornasole del sistema capitalistico contemporaneo.

Il carattere internazionale di Finmeccanica si combina con la partecipazione dello Stato per il 30% e per il resto, con la presenza internazionale o di azionisti privati. Finmeccanica non è solo un’azienda italiana perché rappresenta il capitalismo contemporaneo, che si cala in un periodo storico di grandi trasformazioni economiche. Dal 1975 si sono presentate crisi di sovrapproduzione di capitale (cfr. Marx), in fasi di accumulazione capitalistica: troppo capitale che non produce profitto. Si è assistito allo sviluppo tecnologico e all’aumento della produzione che non è dedicata alla soddisfazione dei bisogni, ma al profitto. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale e l’ingente ricostruzione, nel 1975 si riproduce la crisi che si presenta ciclicamente nel 1980, 1990 e 2000, per un cortocircuito strutturale del sistema di produzione capitalistico. Così dal 2007 e 2008 si vive una crisi più forte di quella del 1929, con l’aumento del debito pubblico europeo e con l’effetto della distruzione della capacità produttiva nei paesi a capitalismo avanzato. Finmeccanica, interna al processo di finanziarizzazione globale in corso, sta procedendo ad una grossa fase di ristrutturazione, con l’eliminazione del settore dei trasporti. Moretti decide che se un’attività non genera profitto, secondo le regole dei mercati finanziari, la si elimina. Finmeccanica è collegata allo Stato italiano e lo Stato è collegato con le forze armate e i servizi segreti, in un contesto occidentale dominato e controllato da Inghilterra e Stati Uniti. La trilaterale Europa è un consesso del capitalismo internazionale in collegamento con Stati Uniti e Inghilterra. La trilaterale è un organismo del capitalismo transnazionale della classe capitalistica apolide con interessi intrecciati con Stati Uniti ed Europa occidentale. Negli anni ’70, la trilaterale sferra attacchi ai partiti comunisti perché essi possono nazionalizzare, mentre l’organismo capitalistico transnazionale vuole privatizzare. Attualmente si assiste ad un attacco contro i sindacati e i partiti di sinistra, con un processo di integrazione europea che ha costretto in un angolo il movimento dei lavoratori, imponendo linee di privatizzazione e internazionalizzazione dei capitali: il processo di integrazione europea è a guida del grande capitale. Quindi la ristrutturazione di Finmeccanica risulta all’interno di un processo di industrializzazione dove prevale l’accumulazione privata. Il Movimento per la Pace deve essere, invece, a favore dell’intervento dello Stato. Dobbiamo lavorare per una politica industriale che si ricolleghi ai problemi e che guardi alle vere cause della crisi mondiale e riveda il ruolo dell’Europa per il nostro Paese.

 

Come sostiene l’attivista Rossana De Simone, assistiamo a governi che finanziano le singole industrie per incentivare lo sviluppo industriale, ma non la ricerca, finalizzata a far crescere la conoscenza. Come Movimento per la Pace, contro la guerra, dobbiamo chiedere ai governi di incentivare la ricerca universitaria e che l’intero settore di Finmeccanica incentrato sull’energia, l’assistenza sanitaria, le risorse naturali, la mobilità sostenibile sia sostenuto per realizzare progetti in questa direzione. Finmeccanica non deve essere più finalizzata al settore militare, ma Moretti vuole eliminare il settore civile. Le altre nazioni al loro interno hanno laboratori tecnologici statali per le industrie innovative con idee, per fare ricerca e realizzare innovazione. Le grandi innovazioni sono sostenute da una ricerca minuziosa di prodotti competitivi, tramite finanziamenti pubblici, per il bene comune.

 

Il saggista Manlio Dinucci, nel suo intervento, spazia in molteplici spunti interessanti, tra cui le proposte di un nuovo modello di difesa, il problema delle forze armate, i corpi civili di pace, rispondendo alle domande dei partecipanti.

Il Comboniano Padre Alex Zanotelli svolge un intervento in sintonia con il suo operato personale, affrontando la questione della guerra da un punto di vista etico. Zanotelli, dalle pagine di Nigrizia, denuncia l’export, il traffico delle armi verso il terzo mondo, regolamentato dalla legge 185/90, la cui trattazione è poi ripresa dall’avvocato Ugo Giannangeli e da Gregorio Piccin.

Zanotelli attribuisce un taglio etico al discorso, in quanto oggi ci troviamo davanti all’orrore delle guerre, dall’Ucraina alla Somalia, dalla Nigeria all’Iraq, dalla Siria al Sudan: il mondo è in conflitto. Zanotelli cita l’Apocalisse per spiegare il mondo attuale: le guerre generano morti e distruzione. Attualmente i rifugiati che fuggono dalle guerre sono 51 milioni. I profughi dal sud del mondo cercano di salvarsi con le conseguenze a cui assistiamo nel Mar Mediterraneo: un disastro. Dobbiamo assumere la sofferenza di questa gente, dei disastri umanitari, delle atrocità. Davanti allo spettro delle guerre dobbiamo riconoscere che siamo prigionieri del complesso militare industriale mondiale. Siamo prigionieri di questo complesso che serve a difendere un sistema economico e finanziario, che permette a pochi privilegiati di consumare a una velocità incredibile: il 10% della popolazione mondiale consuma il 90% dei beni prodotti nel pianeta, con conseguenze disastrose e devastanti, con miliardi di persone che soffrono la fame e con conseguenze irreversibili sull’ecosistema. Impieghiamo denaro e finanziamenti in un sistema di morte. Anche a livello italiano spendiamo soldi in armi pesanti, per difendere gli interessi del 10% della popolazione del mondo che non vuole mettere in discussione il proprio benessere: il sistema deve essere invece radicalmente messo in discussione. Un vero sistema camorristico. Il cuore del sistema sono le banche, per cui è importante intraprendere una vasta campagna contro le banche armate.

È essenziale seguire il monito del grande Partigiano e Padre Costituente dell’Onu, Stéphane Hessel, che lancia un appello mondiale nel suo libro postumo, in esclusiva per l’Italia, dal titolo emblematico «Esigete! un disarmo nucleare totale” [Ediesse 2014], sottolineando l’importanza di metterci insieme e di rispettarci attraverso reti di attivismo e di persone impegnate per la pace e il disarmo. Padre Alex Zanotelli conclude l’intervento, citando Martin Luther King: “Dobbiamo imparare a vivere tutti insieme come fratelli, altrimenti moriremo tutti come idioti».

Mario Agostinelli, tra i curatori dell’edizione italiana di Esigete!, insieme a Luigi Mosca ed Alfonso Navarra, ha trattato la geopolitica dell’energia, sottolineando come la questione energetica sia uno dei pilastri della sicurezza nazionale ed internazionale. Secondo Agostinelli la conversione al 100% rinnovabile dell’attuale sistema energetico e il suo decentramento sul territorio abbinato alla riduzione dei consumi – modello peraltro finalmente democratico che avanza e possiamo incrementare in Italia e in Europa – costituisce una alternativa praticabile già ora con successo.

Contro il nucleare civile (che è alla fin fine militare), contro i combustibili fossili e l’alterazione del clima, contro lo spreco sociale ed ambientale, per il risparmio, l’efficienza e la valorizzazione dei beni comuni e, infine, per una piena occupazione oggi bandita dal neoliberismo, la via delle fonti rinnovabili è un contributo, dal punto di vista di Energia Felice e degli obiettori alle spese militari e nucleari, indispensabile alla costruzione di una società più libera e giusta, pacifica nella sua più intima e fondamentale struttura. [Laura Tussi, Peacelink, per ecoinformazioni]

 

Video/ L’errante chi? a Mondi scomodi

mondi scomodiDisponibili sul canale video di ecoinformazioni le riprese della presentazione con l’autore del libro di Gilad Atzmon L’errante chi? All’incontro, organizzato nell’ambito di Mondi scomodi a Cantù l’ 8 giugno,  hanno partecipato una trentina di spettatori, tra loro giovani e personalità non solo comasche impegnate per la Pace in Palestina e per i diritti dei palestinesi. Nell’intervento introduttivo Ugo Giannangeli ha chiarito che il libro è di grande interesse e merita una lettura attenta e premesso che l’intervento di Atzom sarebbe stato provocatorio. Così è stato. Atzmon è partito con una bizzarra disamina dei livelli di intelligenza dell’intera popolazione mondiale ed in particolare delle aristocrazie e della popolazione ebraica e palestinese con singolari accenni a luoghi comuni e semplificazioni francamente gratuite per continuare con l’enunciazione e l’argomentazione della sua tesi che vede l’intera opinione pubblica mondiale in qualche modo incanalata anche a sinistra a un punto di vista filoebraico perché comunque nella categorie di quel popolo. Quasi inutili i tentativi di Ugo Giannangeli che ha cercato di riportare il discorso sul libro che ha argomentazioni molto più accurate di quelle fornite nella serata dall’autore. Susanna Sinigaglia, l’esponente del Coe (Ebrei contro l’occupazione) traduttrice dell’edizione italiana del libro, ha avuto a causa della straripante loquacia di Atzmon poco tempo, ma è riuscita a mettere in luce la distanza del suo punto di vista da quello del relatore. Nei video dell’incontro gli interventi di Atzmon e delle molte persone intervenute nel dibattito.

 

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