Giorno: 2 Febbraio 2015

X Edizione del Festival del cinema italiano

festivalcinema-como1Fino all’8 febbraio l’Associazione culturale sguardi organizza con la scuola cine video Dreamers al cinema Astra in viale Giulio Cesare a Como con «grandi autori a giovani proposte». Per informazioni Internet www.cinemaitalianocomo.com.

Trasparenze dell’Anima

LOCANDINA-CARLO-ESECUTIVA-PER-STAMPA-1-212x300Mostra allo Spazio Natta, con la collaborazione dell’Associazione Oltre il Giardino onlus, in via Natta 18 a Como, inaugurazione mercoledì 4 febbraio alle 18.30, aperta dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19
 fino all’8 febbraio.

 

«La mostra è curata da Carlo Antonetti – tesista del Corso di diploma di secondo livello in Teoria e pratica della terapeutica artistica dell’Accademia di belle arti di Brera, Milano – ed è la felice conclusione di un laboratorio tenutosi con gli utenti del Centro diurno, Azienda ospedaliera Sant’Anna di Como, Dipartimento di salute Mentale – ricorda Palazzo Cernezzi –. Gli elaborati esposti sono il risultato dell’attiva partecipazione e interesse dei frequentatori del Centro e sono Opere Condivise, rappresentano l’energia creativa di gruppo che ha realizzato un’esperienza trasformativa coinvolgente e terapeutica. L’esposizione allo spazio Natta offre la possibilità al pubblico di condividere l’incanto poetico delle Trasparenze dell’Anima. Domenica 8 febbraio alle 16 è previsto un evento poetico-musicale tratto dallo spettacolo Non tutti i matti vengono per nuocere” degli Oltre il Giardino Project». [md, ecoinformazioni]

Apre la nuova piazza di Villa Olmo

WP_20150202_001Tolti i blocchi all’ingresso dell’ex Subalpina di via Borgovico.

 

«Il Comune ha acquisito 1747 metri quadri che comprendono, appunto, la piazza – progettata con alberi e panchine – e un’area più piccola con 5 posti auto – afferma Palazzo Cernezzi –. I parcheggi, gestiti da Csu, sono regolamentati da parcometro (tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8 alle 20, tariffa di 1 euro per la prima ora e 1 euro per ogni ora successiva). Come previsto dalla convenzione, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area (così come delle aree di urbanizzazione secondaria che corrono lungo il tracciato delle ferrovie) saranno a carico, per i prossimi trent’anni, della proprietà, la società Gbh. E proprio sulla piazza si affaccerà il nuovo albergo a 5 stelle (160 le camere previste) che la società ha chiesto di realizzare, modificando parte della destinazione degli immobili da residenziale a turistico-ricettivo. Il permesso di costruire è già stato rilasciato e i lavori sono iniziati. La conclusione dei lavori è prevista in due anni». [md, ecoinformazioni]

Il Prc comasco solidale con l’Uds di Milano

prcCon un comunicato stampa, il Prc comasco ed i Gc di Como, esprimo solidarietà all’Uds di Milano, dopo il grave attacco sferrato da militanti di estrema destra ai danni di uno studente milanese lo scorso 30 gennaio. Lo studente si era rifiutato di prendere uno dei volantini che i militanti di Lotta studentesca (organizzazione di destra vicina a Forza Nuova) stavano distribuendo fuori dall’Istituto scolastico Da Vinci e per questo è stato bloccato e picchiato ferocemente.

«Il pestaggio di un militante dell’Uds a Milano ad opera di individui appartenenti alla realtà di Lotta Studentesca, costola giovanile dell’organizzazione neofascista Forza Nuova è un atto gravissimo che condanniamo. L’estrema destra ha dimostrato ancora una volta la sua natura violenta al servizio dei poteri forti, selvaggiamente scaricata contro gli studenti che reclamano più diritti e più qualità nella nostra scuola.
Speriamo vivamente che le autorità competenti facciano tutte le indagini del caso, arrivando a far sì che i colpevoli paghino e che i media riportino l’accaduto dandogli il rilievo che merita. Quando non si indaga la violenza quotidiana a cui gli antifascisti sono sottoposti nell’indifferenza generale, il risultato è nostro malgrado l’impunità in cui questi gruppi operano ormai da troppo tempo. Il Partito della Rifondazione Comunista di Como ed i Giovani Comunisti di Como esprimono massima solidarietà alle compagne ed ai compagni dell’Uds e condannano fermamente e senza indugio questo genere di rappresaglie.» [Prc Como e Gc Como]

7 febbraio/ Una storia spezzata

ConfineOrientale2015bisSabato 7 febbraio alle 16, l’Anpi provinciale di Como e l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, con il patrocinio del Comune di Como, promuovono nel salone della Biblioteca comunale in piazzetta V. Lucati a Como l’incontro Una storia spezzata. Il confine orientale tra storia, ideologia, memoria e rimozione. Patecipano: Giorgio Conetti, professore emerito di Diritto Internazionale all’Università dell’Insubria, co-presidente per la parte italiana della commissione degli storici italo-sloveni per lo studio delle relazioni tra i due paesi e Eric Gobetti, ricercatore indipendente, studioso della Seconda guerra mondiale e della Jugoslavia nel novecento. Ingresso libero.

Spesso ridotta ai tragici avvenimenti delle “foibe”, la storia di questi territori è invece un intreccio di vicende che affondano le loro radici nella politica dell’impero austro-ungarico e che trovano snodi fondamentali (e drammatici) nell’occupazione fascista e nazista dei Balcani, poi nella Resistenza e infine nelle politiche della neonata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, con il conseguente esodo di un grande numero di italiani dalle regioni di confine.

Da anni, Anpi e Istituto di Storia Contemporanea si sono impegnati in un lavoro di ricerca e di approfondimento su tutti gli aspetti di queste vicende, proponendo di volta in volta voci e approcci diversi, per rimuovere dalla conoscenza di quei fatti pesanti ipoteche ideologiche. Quest’anno, per l’incontro Una storia spezzata il confine orientale tra storia, ideologia, memoria e rimozione, organizzato con il patrocinio del Comune di Como, hanno invitato due personalità di rilievo, impegnate su fronti diversi nel lavoro di ricostruzione storica di quei territori: Giorgio Conetti e Eric Gobetti.

Giorgio Conetti è attualmente professore emerito di Diritto internazionale nell’Università dell’Insubria, dopo esser stato, nella stessa, professore ordinario, preside di Facoltà, direttore di dipartimento e rettore vicario. E’ autore di numerose publicazioni  in materia di diritto internazionale pubblico e privato e pure di contributi sulle relazioni tra Italia e Jugoslavia e con gli Stati successori dopo la dissoluzione  della stessa. E’ stato co-presidente per parte italiana  della Commissione  degli storici italo-sloveni, istituita con accordo tra i rispettivi Ministeri degli Esteri,  per lo studio delle relazioni tra i due paesi, che ha adottato all’unanimità il rapporto finale nel 2000.

Eric Gobetti è un ricercatore indipendente, studioso del Seconda guerra mondiale e della Jugoslavia nel Novecento. È autore di tre monografie storiche: Dittatore per caso. Un piccolo duce protetto dall’Italia fascista (L’ancora del Mediterraneo 2001), sul movimento ustascia negli anni Trenta; L’occupazione allegra. Italiani in Jugoslavia 1941-1943 (Carocci 2007), sulla presenza italiana nello Stato indipendente croato durante la seconda guerra mondiale; Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943) (Laterza 2013). Ha inoltre curato il volume 1943-1945 La lunga Liberazione (Franco Angeli 2007) e pubblicato il diario-reportage Nema problema! Jugoslavie,10 anni di viaggi (Miraggi edizioni 2011). Nel 2013 ha realizzato, come consulente storico per RaiStoria, la trasmissione in tre puntate La Divisione Garibaldi.

Arci auguri Mattarella

Comlogoarciplimenti e buon lavoro al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al Quirinale sale una figura sobria e autorevole che ha sempre mostrato di essere garante dei processi democratici e dei principi della nostra Costituzione. E una conferma del suo legame con i valori della Resistenza, della lotta di Liberazione, dell’antifascismo é giunta subito dopo l’elezione con la visita al sacrario delle Fosse Ardeatine. (altro…)

Mattarella e la scuola

mattarella2015Celeste Grossi, direttrice della rivista di Idee per l’educazione école,  esprime motivate speranze su Sergio Mattarella. «Quando Sergio Mattarella era  Ministro della Pubblica Istruzione si passò, alle elementari, dal maestro unico ai moduli. La riforma fu molto criticata da noi di école per la precoce frammentazione del sapere in discipline, senza che bambine e bambini avessero le capacità per arredare con “mobiletti” distinti una cucina componibile.

In seguito, però, e questo fa ben sperare, Mattarella, di solito molto schivo, si espresse assai chiaramente contro la riforma Gelmini. In un suo intervento su Europa (settembre 2008) la definì di «superficiale approssimazione» (nel non considerare le nuove materie di studio), «scelta brutale» (per il ridimensionamento dell’orario scolastico), «brutale operazione contabile» (per il taglio degli insegnanti), «peccato contro il Paese e il suo futuro». E accusò Maria Stella Gelmini di «voler cancellare gli ultimi 40 anni della scuola italiana» e di volerla riportare «con tanta frettolosa leggerezza» ai tempi della «scuola di De Amicis», ossia del libro Cuore. Come giudice costituzionale fu duro anche sul metodo: definì il decreto «un colpo di mano», perché non aveva requisiti di urgenza e liquidava «con poche righe» un tema complesso, eludendo «confronto, discussione e un vero esame parlamentare». [Celeste Grossi, école]

Luca Michelini: Mattarella è un presidio di onestà e di lotta alla mafia

mattarella2015In radicale dissenso con l’opinione di Marco Revelli che privilegiando questioni di metodo non ha salutato l’elezione del presidente come un fatto positivo, Luca Michelini considera Mattarella «un presidio delle libertà democratiche». Per Michelini che condivide l’opinione di Rodotà sull’impossibilità di costruire la sinistra con i cocci dei residui partitici esistenti la vittoria di Renzi è secca. 

1 – A leggere il commento che Marco Revelli dedica alla elezione di Mattarella alla Presidenza della Repubblica si resta semplicemente senza parole: il ragionamento proposto – il metodo è sbagliato e Mattarella non rappresenterebbe una inversione di rotta rispetto alle politiche di austerità – certifica definitivamente la morte politica dell’Altra Europa per Tsipras, che fa proprio il ragionamento di Revelli. Difficile non dare ragione a Rodotà, che ritiene impossibile costruire una nuova sinistra politica partendo dai residui partitici esistenti. Anche se prenderanno voti, politicamente sono nulla. Non ne varrebbe neanche la pena accennarne, se non per il fatto che in altri Paesi una sinistra seria mostra di sapersi muovere sul piano politico e culturale (almeno per ora).
2 – Mattarella è certamente il capolavoro politico di Renzi, che in questo modo cresce nelle capacità di governo: il fatto che la politica economica di Renzi sul lavoro sia innegabilmente di destra, come dimostra il Job Act, non può obnubilare l’analisi politica, impedendo di riconoscere in Mattarella molte qualità e nell’operazione della sua elezione una possibilità di reale cambiamento della politica del Pd.
3 – Mattarella è un presidio di onestà e di lotta alla mafia; ha dato un contributo fondamentale alla “primavera” di Palermo; è stato ministro dell’istruzione, dimostrando una filosofia d’azione ben diversa da quella, devastante sotto ogni profilo, della Gelmini; appartiene ad una delle più importanti e coerenti culture politiche italiane, il cattolicesimo democratico, che, seppur venato da tratti di confessionalismo (o forse proprio per questo), ha saputo non piegarsi allo strapotere di Berlusconi, che anzi ha tentato di arginare; è un profondo conoscitore della lettera e dello spirito della Costituzione.
Naturalmente i passaggi politici che lo attendono sono fondamentali, perché in Italia ci si appresta ad una radicale riforma costituzionale ed elettorale proposta da un Parlamento politicamente delegittimato e proteso a creare un’architettura istituzionale strampalata e inefficiente, oltre che oligarchica.

Vedremo quali saranno le scelte che compirà il neo-Presidente. In ogni caso, come cittadino trovo in Mattarella un presidio delle libertà democratiche e il compito ora è quello di costruire le condizioni politiche perché egli lo diventi sempre più, anche contro le derive oligarchiche che emergono dal Pd. È per questo che trovo sia stato un enorme errore politico da parte di M5s essersi tirato fuori dalla partita, in nome di principi di metodo davvero ridicoli.

4 – Sul piano politico la vittoria di Renzi è secca: ha indebolito Berlusconi, ha strapazzato Ncd, ha ritrovato la collaborazione con Sel, ha messo in difficoltà enorme M5S, ha ricompattato il Pd, mettendo in un angolo forse definitivo la minoranza. Ora Renzi è sempre più il dominus della situazione.
Coloro che ritengono tutto questo un mero “teatrino”, teso a rendere sempre più saldo il patto del Nazareno, temo che sbaglino. In ogni caso, l’immobilismo di questo atteggiamento che tende a dare tutto per scontato, dimenticando che la politica è continuo cambiamento, certo non faciliterà una sterzata a sinistra della politica del Pd. Che nei prossimi tempi potrebbe essere chiamato a fare scelte europee per la Grecia e, forse, anche per la Spagna, che potrebbero costituire anche per il nostro Paese l’occasione, per ora solo dichiarata a voce da Renzi, per uscire dalle assurde e reazionarie politiche dell’austerità, che ci stanno portando in rovina.

Non so quale cultura economica abbia Mattarella: certo sì è, in ogni caso, che il Presidente viene da una tradizione politica che, per riferimenti culturali e per prassi di governo, certo non ha fatto del liberismo estremo e delle privatizzazioni un baluardo dottrinario, al contrario di quanto hanno fatto, fino all’altro ieri, gli esponenti della minoranza Pd. [Luca Michelini, Democrazia economica]

 

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