Giorno: 5 Febbraio 2015

Iniziano i lavori alla Biblioteca di Como

2 Biblioteca_comoSi rifaranno impianto elettrico e tetto, per il Comune «il cantiere non interferirà con i servizi al pubblico».

 

«Da lunedì 9 febbraio la Biblioteca sarà interessata da lavori di manutenzione straordinaria per l’adeguamento dell’impianto elettrico e il rifacimento del tetto promossi dall’assessorato all’Edilizia Pubblica – spiega Palazzo Cernezzi –. Nella settimana dal 9 al 13 febbraio gli operai saranno nella sala lettura, che si trova al piano terra dell’edificio. L’intervento riguarderà l’impianto elettrico e l’impianto di illuminazione: le vecchie lampade saranno sostituite con luci a led per garantire un risparmio energetico e una migliore illuminazione della sala. Dal 16 febbraio gli operai si sposteranno al primo piano, negli uffici del personale, dove oltre all’adeguamento dell’impianto elettrico, dovranno essere rifatti anche i sistemi di alimentazione delle postazioni di lavoro. Al primo piano i lavori proseguiranno fino al 6 marzo. L’investimento ammonta in tutto, oneri e Iva compresa, a 48mila euro».

«Chiuso il cantiere “elettrico”, dal 9 marzo seguiranno i lavori alla copertura – prosegue la nota –. L’investimento ammonta a 50mila euro e il cantiere durerà circa due mesi. Nel corso dell’estate, infine, verrà effettuato un intervento di manutenzione straordinaria all’ascensore che dal piano terra porta gli utenti al primo piano. L’investimento è di 50mila euro». [md, ecoinformazioni]

Nuovo bando per Villa Geno

villa genoDopo il fallimento della gara precedente canone inferiore del 10 per cento.

 

«Abbattimento del canone del 10%, così come previsto dal regolamento del patrimonio comunale, durata della concessione portata a nove anni, con possibilità di rinnovo per altri sei anni, scomputo dal primo anno di canone dei lavori legati alla messa a norma dell’edificio (quantificati in circa 15mila euro), disponibilità a valutare un’eventuale riserva di posti auto» annuncia il Comune di Como che indirà un nuovo bando con una base d’asta di 124mila euro. [md, ecoinformazioni]

Bloccato l’autosilo in viale Varese

parcheggio-viale-varese-interrato-2La Giunta comunale comasca congela la proposta dell’impresa Nessi e Maiocchi che ha ora: «Due mesi di tempo per integrazioni e modifiche».

 

«La giunta ha deliberato di riscontrare la proposta dell’impresa Nessi e Majocchi, invitandola ad approfondire alcuni aspetti, in virtù del concreto interesse dell’amministrazione ad una riqualificazione del comparto sia sotto il profilo ambientale che viabilistico – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino –. Nel dettaglio, accanto ad alcune precisazioni di ordine giuridico ed economico, l’impresa è stata sollecitata a valutare la possibilità dell’eliminazione dei parcheggi a raso anche attraverso soluzioni connesse al potenziamento della sosta in convalle, ad approfondire gli aspetti archeologici, a definire una proposta alternativa di riqualificazione del verde nell’ottica di una migliore visibilità e valorizzazione delle mura, a valutare attentamente i pareri degli uffici Reti e Mobilità, nonché ad approfondire la valutazione economica sulla redditività dell’area alla luce degli attuali introiti del Comune».

«Come più volte sottolineato la proposta ricevuta è di grande interesse – ha affermato il sindaco Mario Lucini –. Gli aspetti di complessità hanno richiesto un approfondito esame da parte degli uffici e l’acquisizione di tutti gli elementi ha consentito alla giunta, in modo condiviso, di individuare le richieste di integrazioni necessarie a garantire una piena valorizzazione della proposta in termini di pubblico interesse».

Palazzo Cernezzi chiede ora all’impresa, che potrà fare una nuova proposta entro due mesi, di valutare la «possibilità di eliminare dalla proposta il parcheggio a raso con una soluzione di completa riqualificazione delle aree di superficie, accompagnata, eventualmente, da una proposta di integrazione, per il riequilibrio economico-finanziario, anche al di fuori dell’ambito di intervento e comunque in relazione al potenziamento della sosta nella convalle; analisi più approfondita degli aspetti archeologici e del vincolo paesaggistico; valutazione e/o prospettazione di soluzioni adeguate delle criticità espresse dal settore Reti (in relazione alla presenza di una roggia e al deflusso idrico sotterraneo) e dal settore Mobilità (in relazione al posizionamento delle rampe di accesso al parcheggio, alle interferenze con i passi carrai); definizione di una proposta alternativa di riqualificazione del verde per assicurare una migliore visibilità e valorizzazione delle mura; necessità di approfondire e giustificare la valutazione economica sulla redditività dell’area di sosta esistente; possibilità di disporre di un’area alternativa, a ragionevole distanza pedonale, per sopperire alla diminuzione dei posti auto che saranno a disposizione durante l’esecuzione dei lavori». [md, ecoinformazioni]

Migliaia di bandiere di solidarietà alla Grecia

greciaCon una mobilitazione già condivisa e sottoscritta anche da esponenti delle sinistre lariane si avvia un percorso di solidarietà internazionale con la Grecia stremata dalle ricette mortali della Troika e in ulteriore pericolo dopo le ultime decisioni della Bce e prese di posizione del governo Merkel. La prima proposta è esporre la bandiera greca come simbolo di solidarietà e firmare l’appello, si spera virale su facebook, che pubblichiamo integralmente.

«Migliaia di bandiere in solidarietà alla Grecia.
Le elezioni greche del 25 gennaio hanno rappresentato una speranza per molti. Le delegazioni arrivate da tutta l’Europa a festeggiare ad Atene la vittoria di Syriza sono state l’immagine di una nuova solidarietà capace di attraversare le frontiere: un bel segnale quindi, che non si vedeva dai tempi dei movimenti no global.
Oggi arriva alla Grecia la prima doccia fredda: la Bce toglie alle banche greche la deroga che consentiva loro di approvvigionarsi di liquidità fornendo a garanzia titoli di Stato.
Che cosa significa? Innanzitutto la Bcecompie un gesto non necessario, perché le sue regole non le impongono di sottrarre questa deroga alla Grecia, e lo accompagna con una valutazione del tutto arbitraria sulle possibilità di successo della revisione del programma da parte della Grecia. Non solo: l’uso dei titoli di Stato come garanzia per i prestiti della BCE non è uno strumento di cui la Grecia stia abusando. Si potrebbe pensare che questo intervento sia semplicemente una sorta di “prova di forza” della Bce a beneficio della Germania e dei “falchi”, che non vogliono concedere nulla al governo Tsipras. Tuttavia vi è il serio rischio che questa mossa faccia scattare forme di panico tra i risparmiatori: quelle “corse” agli sportelli che lascerebbero davvero le banche senza liquidità. E anzi, a dire il vero questo fenomeno è già in atto da più di un mese. Senza le operazioni di rifinanziamento ordinarie (cioè quelle possibili dando in garanzia i titoli di stato) le banche rischiano di implodere in fretta. Ma c’è un altro aspetto: è assurdo che la Banca Centrale Europea non accetti i titoli di stato come garanzia dopo che gli Stati hanno rinunciato, con l’adesione all’Euro, a emettere moneta. Questo principio non dovrebbe essere messo in discussione dalla valutazione delle agenzie di rating, a cui invece si continua ad affidare il ruolo di oracoli.
Il meccanismo nel suo insieme, insomma, rischia di generare la classica profezia che si autoavvera.
Dopo i giorni della gioia e della speranza, alla fine la reazione è giunta. C’era da aspettarselo, la calma della settimana passata sembrava fin troppo sospetta. Il primo compito che spetterebbe alla nostra frammentata sinistra è quello di fare chiarezza, anche al proprio interno: Draghi, Renzi e Tsipras non sono figure sovrapponibili. La lingua di Tsipras e di Varoufakis è ben diversa da quella della Troika, anche nelle sue punte più avanzate e dialoganti. E i tentativi del nostro Premier di accostare le sue politiche a quelle del nuovo governo greco sono semplicemente ridicoli.
Ma abbiamo un compito più grande. Manifestazioni di solidarietà alla Grecia si sono svolte oggi davanti al Ministero tedesco delle Finanze; in Francia Jean-Luc Mélenchon ha proposto una mobilitazione di Front de Gauche e Verdi in appoggio al governo greco. Parallelamente, è in formazione un comitato internazionale di sostegno a Tsipras.
E noi che cosa facciamo? All’indomani dell’assemblea di Human Factor e del raduno nazionale de L’Altra Europa, in molti sentono l’esigenza di vedere non tanto un soggetto strutturarsi e darsi un nome, ma una comunità politica cominciare ad agire, costruire momenti di mobilitazione sociale, che rendano visibile un’opposizione al governo nazionale e ai vertici dell’Unione.
Se vogliamo riaprire lo spazio per una sinistra forte e autorevole in Italia, non possiamo che cominciare da qui: dall’allargamento dello sguardo all’orizzonte europeo che la campagna de L’Altra Europa ci ha fatto guadagnare (nonostante i molti errori), da un rapporto solido con i compagni che negli altri Paesi sono, in questo momento storico, più forti di noi e però conducono una battaglia dura, difficile, impossibile da vincere senza il sostegno di tutti. Una battaglia che è anche la nostra, che loro hanno ingaggiato anche per noi. Dobbiamo re-imparare a parlare di economia e finanza, con più cognizione di causa, con più profondità analitica.
Insomma, se vogliamo seguire il suggerimento dell’assemblea del 25 a Milano: rimettere al centro il fattore umano, dovremo anche riscoprire la solidarietà internazionale, rimuovere quella dose di provincialismo che ancora ci portiamo dietro, e impegnarci seriamente a lottare e militare, quando ce n’è bisogno, anche in assenza di appuntamenti elettorali.
Il tempo stringe e noi siamo ancora fragili e dispersi. Ma qualcosa di semplice lo possiamo fare: appendiamo alle nostre finestre una bandiera greca, come si fece con le bandiere della pace ai tempi della guerra in Iraq.
E poi, dato che questo è un mese cruciale per la Grecia, cominciamo subito a preparare, tutti assieme e assieme ai compagni degli altri Paesi, una mobilitazione europea.
Non restiamo a guardare! Non lasciamo sola la Grecia!» [Primi firmatari: Guido Cinaglia, Francesca Gruppi, Marco Gozzelino, Cristiano Danzano, Andrea Mossa, Cecilia Navarra, Jacopo Rosatelli, Antonio Soggia, Emiliano Urciuoli]

 

8 febbraio/ Aperitivo Trash

aperitivo trash 080215Espressioni basse nei bassifondi!, nei sotterranei del Teatro San Teodoro, accesso da via Chiavelli, a Cantù domenica 8 febbraio dalle 18.30 Dj set con Massi Lanciasassi from The Leeches, Shine my Nine mostra fotografica di Stefano Righi, fanzines e autoproduzioni con “La fanzinoteca mobile” de La Pipette noir, Silvia Mauri e Stafano Righi, bancarella del riusato e del riusabile, buffet (accessibile previa prima consumazione al costo di 5€ per tutto), organizzano Qualcosa Bolle In Pentola. Per informazioni e-mail info@teatrosanteodoro.it, Internet www.teatrosanteodoro.it.

Sel/ Vietare la manifestazione di Militia

nazicestinoSinistra ecologia libertà  chiede al prefetto e al sindaco di Como di vietare la manifestazione di Militia del 7 febbraio. Per Sel «Militia mette in contrapposizione il giorno del ricordo con la giornata della memoria della Shoah, incita alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa e nazionale, propaganda valori nazifascisti che la legge Mancino 205/93 condanna e punisce». Leggi la lettera.

«Egr. sig. prefetto dott. Bruno Corda

Egr. sig. sindaco dott. Mario Lucini

 Apprendiamo dal sito dell’associazione culturale Militia di Como che sabato 7 febbraio questa organizzazione neofascista organizzerà un gazebo con una mostra sulle foibe in via Boldoni a Como. Chiediamo al sig. Prefetto e al sig. Sindaco con quale motivazione e’ stato concesso uno spazio pubblico ad una forza che, in più occasioni, ha mostrato la propria matrice neofascista. Il giorno del ricordo delle foibe e’ un momento importante per non scordare i tragici eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia a lasciare e loro case. Gli storici si stanno interrogando e stanno studiando quei fatti tragici per trasformarli in memoria collettiva condivisa. Militia mette in contrapposizione il giorno del ricordo con la giornata della memoria della Shoah, incita alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa e nazionale, propaganda valori nazifascisti che la legge Mancino 205/93 condanna e punisce. Chiediamo quindi a codeste istituzioni di vietare la manifestazione pubblica di Militia. Cordiali saluti». [Marco Lorenzini, coordinatore della Federazione provinciale di Sel]
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