Giorno: 6 Febbraio 2015

9 febbraio/ Dalle zucchine agli elettroni

energia-verde-645Incontro formativo per fare un Gruppo di acquisto solidale (Gas) «sulla fornitura elettrica 100% verde e non solo…» con Francesco Tampellini, CO-energia, e rappresentanti di Gas della provincia di Como, lunedì 9 febbraio alle 20.45 nella Sala civica in piazza Zampiero a Cadorago, organizzano l’associazione Scelte possibili con l’associazione CO-energia e L’isola che c’è e il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Per informazioni tel. 380.6970752, e-mail luca_tornadu@hotmail.com.

Arci/ Basta spazi pubblici ai neofascisti

arcicomoAnche l’Arci di Como, come altre realtà antifasciste della città, è contro la concessione dello spazio pubblico di via Boldoni sabato 7 febbraio all’associazione di estrema destra Militia. «Non basta più solo monitorare. Como, città messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza Europea non può tollerare presenze pubbliche neofasciste in città. Militia ha più volte dimostrato di essere in pieno contrasto con i valori costituzionali dell’antifascismo e dell’antirazzismo. L’Arci di Como chiede alle Istituzioni preposte di non concedere ora e nel futuro spazi pubblici a movimenti di estrema destra.» [Arci Como]

Anpi/ No Militia

Anpi-COPL’Anpi sezione di Como censura la scelta di concedere uno spaio pubblico a Militia: «Sabato 7 febbraio è stata concessa per l’ennesima volta una piazza pubblica di Como (via Boldoni) all’associazione di estrema destra Militia, che sappiamo essere apertamente in contrasto con i  principi costituzionali  dell’antifascismo e antirazzismo. I valori che questa associazione esprime e propaganda sono il culto di Mussolini, il revisionismo storico, l’adorazione verso carnefici nazisti, il pieno disprezzo per il 25 aprile giorno della Liberazione e per i partigiani, lo spregio della convivenza civile e democratica. La città di Como, unica al mondo ad essere sede del Monumento alla Resistenza europea, subirà un’altra volta questo affronto. La legge Mancino 205/93 che condanna e punisce tale propaganda, non verrà nuovamente applicata dalla Istituzioni preposte. Anche in questa occasione, Prefettura e Questura non faranno altro che controllare e vigilare, ma nulla più. E  mentre questi estremisti di destra saranno in via Boldoni con la medesima mostra sulle foibe esposta gli anni scorsi -che tratterebbe questa complessa e dolorosa vicenda senza contestualizzarne storicamente i fatti, facendo quindi solo un’operazione di revisionismo storico-, a qualche centinaio di metri in Biblioteca comunale si terrà una qualificata iniziativa dell’Anpi in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea proprio sul tema del tormentato confine orientale italiano, con la presenza di emeriti ricercatori e docenti di storia e con il patrocinio del Comune di Como. Dall’Amministrazione comunale ci obiettano che questi movimenti di estrema destra ottengono gli spazi pubblici in quanto i regolamenti vigenti non lo vietano. Ma allora ci domandiamo e domandiamo: perché non si cambiano queste regole al fine di evitare che ciò accada? Nella fattispecie, chiediamo con forza  a questa Amministrazione comunale di farsi portatrice di tale modifica, in modo che i soggetti che non si riconoscono nei principi costituzionali dell’antifascismo e dell’antirazzismo non possano più ottenere in futuro spazi e luoghi pubblici».[Anpi Como Perugino Perugini]

ecoinformazioni on air/ Militia a Como

logo ecopopIl servizio del 6 febbraio di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizio audio. Leggi il testo. Como Città messaggera di Pace, Como aderente al Coordinamento comasco per la Pace, Como sede del Monumento alla Resistenza europea, inaugurato dal presidente Sandro Pertini. Ma Como città nuovamente aperta alle incursioni del più retrivo revisionismo storico, del neofascismo militante di Militia che sabato 7 allestirà il solito gazebo con la mostra sulle Foibe. Rispondendo agli inviti di Sel e dell’Anpi che hanno chiesto anche al prefetto di vietare l’iniziativa, il sindaco si giustifica affermando che si tratta di un permesso dato nel rispetto del regolamento per l’occupazione del suolo pubblico e sottolinea che il Comune di Como sabato 7 febbraio alle 16 in biblioteca parteciperà all’iniziativa dell’Anpi e dell’associazione degli Esuli giuliano-dalmati per la celebrazione ufficiale del Giorno del ricordo. Ma gli antifascisti lariani ribattono: se il regolamento del Comune di Como permette la propaganda neofascista e lascia spazio a chi pretestuosamente contrappone il Giorno del ricordo a quello della Memoria della Shoah perché non si cambia il regolamento ristabilendo il rispetto della Costituzione repubblicana? [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Arci/ Calderoli assolto/ La Giunta del Senato approva l’odio razziale

Arci KyengeCalderoli assolto per le parole razziste contro Cecile Kyenge. Siamo sbalorditi dalla decisione della Giunta per le autorizzazioni del Senato che, quasi all’unanimità, ha ritenuto che le parole di Calderoli contro l’allora Ministra Kyenge sono insindacabili e quindi che il senatore leghista non è perseguibile per istigazione all’odio razziale.

Facciamo appello al Presidente del Consiglio nonché al presidente del Senato affinché intervenga per fermare una decisone sbagliata e pericolosa.

Chiediamo ai partiti di prendere le distanze da questa decisione che alimenterà il ricorso al razzismo come strumento di propaganda elettorale e moltiplicherà la popolarità di predicatori d’odio come Calderoli

comunicato stampa Arci qui: http://tinyurl.com/k59uyh4

Csv/ Il carcere e le associazioni s’incontrano

20150204_191109Una trentina di associazioni ha partecipato all’incontro – organizzato e coordinato dal Centro servizi per il volontariato di Como nella propria sede, con la partecipazione di Giovanbattista Perricone, responsabile area educativa del Bassone – sulle possibilità di fare volontariato nella struttura detentiva comasca. Un confronto interessante e partecipato che, si spera, avrà una declinazione concreta futura.

Le realtà intervenute appartengono a diversi ambiti, da quelli culturali a quelli più strettamente “sociali”. «Ma c’è bisogno di tutto – spiega Perricone – e soprattutto alle associazioni chiediamo un apporto strutturato, meno sporadico e continuato nel tempo».
La casa circondariale Bassone conta, a oggi, circa 350 detenuti (di cui venticinque sono donne); una diminuzione significativa rispetto agli scorsi anni. Le condanne sono tendenzialmente brevi, intorno ai tre anni; la popolazione è giovane, in buona parte trentenne e con una forte componente straniera (nello specifico, nordafricana e proveniente dall’est Europa) «E sono quelli con più difficoltà poiché non hanno riferimenti esterni». In aumento le persone con difficoltà legate a tossicodipendenza, alcolismo e gap (gioco d’azzardo patologico).
«Prima di tutto – continua Perricone – sappiate che io, in passato, ho fatto il volontario in carcere. Conosco e rispetto in maniera straordinaria il lavoro che fate». C’è la possibilità di avere un rapporto trasparente, non strumentale con chi vive al Bassone. Nessuno di voi può concedere nulla più se non lo stare bene».
Le attività si svolgeranno in gran parte all’interno della casa circondariale; l’articolo ventuno concede la possibilità di uscire, ad esempio quando alcuni detenuti pulirono insieme agli alpini e ad altre associazioni i sentieri e i boschi del Bisbino.
Non esiste l’identikit perfetto del volontario: «Certo, è importante non abbia condanne penali e, se minorenne, abbia l’autorizzazione dei genitori e magari venga accompagnato da qualcuno più esperto». Oltre a questo, è importante sia empatico e abbia capacità di relazionarsi e non si faccia carico di richieste extra («a quelle – spiega Perricone – bisogna dire sempre di no»). Inoltre, se si prende l’impegno, è necessario portarlo a termine fino in fondo, stando bene attenti a non deludere le persone.
«Mentre parlavate – conclude Perricone – vi immaginavo già in che sezione collocarvi e perché. Le azioni vengono scelte insieme, aspettiamo sia le vostre proposte e possiamo, in caso, concordare insieme un piano d’azione. Cercheremo di scegliere l’area educativa o sezione in cui l’intervento potrà essere più efficace, anche perché nonostante gli ultimi lavori svolti, la struttura soffre la mancanza di spazi».
Le attività si svolgono soprattutto cinque giorni su sette; nel week end, vista la carenza di personale, è più complicato. Saranno previsti momenti di confronto fra volontari e area educativa del carcere.
Come proporre? È sufficiente inviare un’email a giovanni.perricone@giustizia.it. Laura Molinari, operatrice del Csv e moderatrice dell’incontro insieme al direttore Martino Villani, ha chiesto di tenere informato il Csv così da costruire un percorso di formazione ad hoc per i volontari. Quindi, in copia, aggiungete l’indirizzo: laura.molinari@csv.como.it [aq, ecoinformazioni]

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