Paolo Sinigaglia

La natura dei parchi naturali

Parchi naturali leu

Solo una dozzina di persone hanno assistito, la sera di giovedì 5 luglio al circolo Willy Brandt di Como, all’incontro La natura dei parchi naturali, organizzato da Sinistra italiana, Possibile, Articolo 1 – Mdp e Socialisti in movimento – che hanno dato vita aLiberi e uguali. Introdotta da Eugenio Secchi (Si – Leu Como), l’iniziativa ha coinvolto come relatori Walter Girardi, consulente ambientale e guida naturalistica del Parco del Ticino, Tiziano Grassi, presidente del comitato del Parco della Brughiera compreso tra le province di Milano, Monza-Brianza e Como, e Pietro Mezzi (Leu), consigliere della città metropolitana di Milano. (altro…)

Possibile: «Macerie nel campo largo del centrosinistra»

È severo il giudizio di Possibile di Como sulle prime fasi dell’esistenza di Liberi e uguali: «è stata raccontata ed è stata percepita come una sinistra radicale, ovvero gli eredi di Sel, mentre il progetto era molto, molto più grande e ambizioso»; è sembrata «una cosa vecchia, con un certo ceto politico ammuffito, non più credibile, meno che meno dopo la sconfortante pagina delle candidature». Ma d’altra parte: «Liberi e Uguali era un’operazione obbligata» e – citando Gianfranco Pasquino -: «se non si fa una sinistra plurale non si va da nessuna parte».  Leggi nel seguito il testo integrale. (altro…)

Leu/ Ricostruire la sinistra/ Appello al voto di Mdp-articolo 1, Sinistra italiana, Possibile, Socialisti in movimento

Lo Spazio Parini a Como ha ospitato l’incontro conclusivo della campagna elettorale di Liberi e Uguali sul territorio della provincia e la presentazione dell’Appello al voto. Davanti a un pubblico di circa settanta persone, Marco Lorenzini, coordinatore (insieme a Paolo Sinigaglia, Emilio Russo e Sergio Simone) di Liberi e Uguali  Como, ha tirato le somme di questi ultimi tre mesi, introducendo gli interventi di altri candidati e candidate. Gli interventi di Laura Boldrini e Anna Falcone, registrati a Lecco nel pomeriggio, sono stati proiettati. 

Hanno invece partecipato  i candidati e candidate di LeU alla Camera dei Deputati (Aurora Longo, Marco Malinverno), al Senato (Domenico Tammaro, Giuseppe Nigro, Tino Magni) e alla Regione Lombardia (Alberto Buccino, Daria Doria, Gianluca Leo, Guido Rovi, Licia Viganò; mentre ha dovuto assentarsi la candidata regionale Ida Angela Sala).

Della campagna elettorale in conclusione, Lorenzini e i candidati traggono un bilancio positivo, benché segnato da sfide importanti: innanzitutto quella di «ricostruire un pezzo di sinistra» che sia attenta ai diritti, all’ambiente e al futuro, in contrapposizione a un assetto di tipo liberista che, a parere degli esponenti di LeU, i governi di centrosinistra degli ultimi cinque anni hanno mantenuto, e in alcuni casi perfino rafforzato: è per esempio il caso del lavoro, che le riforme post-crisi hanno reso più precario nella durata, nella retribuzione e nelle tutele, come denuncia con durezza Tino Magni, candidato al Senato per il collegio uninominale di Como – Lecco (sua città d’origine) – Sondrio. Lorenzini riferisce che il 52 per cento dei lavoratori italiani è interessato da una situazione di precarietà, problema che nel caso dei giovani (una categoria sovra-rappresentata nel precariato) si combina a un alto tasso di abbandono scolastico e a un basso numero di laureati. «A Pietro Grasso – riferisce Lorenzini – va il merito di avere restituito centralità alla scuola come diritto: l’impegno di una sinistra che sia degna di questo nome sarà quello di restituire speranza ai giovani, oltre che agli operai e agli altri lavoratori e lavoratrici. Al tempo stesso, intendiamo fornire aiuti più concreti, capaci di guardare al di là della dimensione nazionale e di leggere le trasformazioni in atto nel presente».

Anna Falcone, intervenuta nel pomeriggio a Lecco,  entra più nello specifico riguardo ai punti del programma nazionale di Leu: la ricostruzione di un welfare universale, un significativo investimento sull’educazione (pubblica e di alta qualità) e sulla salute, una ricostruzione di un lavoro sicuro e dignitoso, attenzione ai diritti di tutti e di tutte. Come la presidente uscente della Camera dei Deputati, che molto si è spesa per garantire un maggiore rispetto dell’equità di genere, Falcone ribadisce infatti la centralità del ruolo femminile nel percorso svolto da Liberi e Uguali e, a priori, dai partiti da cui esso trae origine: Articolo 1 – Mdp, Possibile, Sinistra italiana, Socialisti in movimento.

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«Una politica diversa, più attenta alla diversità e ai “deboli”, passa proprio dalla partecipazione di questi ultimi – nella loro diversità – alla cosa pubblica; un attacco a qualcuno che è svantaggiato, come una violenza misogina, costituisce un attacco a tutti i deboli, spesso strumentalmente indotti a combattersi gli uni con gli altri: condizione a cui vogliamo mettere fine,  dando centralità agli “ultimi” per costruire una società di cittadine e cittadini realmente “liberi e uguali”» riassume l’avvocata e candidata alla Camera. Questo obiettivo come sottolinea Magni, «è necessariamente legato a una radicale revisione degli investimenti italiani e a un recupero della centralità economica dello Stato, fortemente ridimensionata dallo stesso modello neoliberista che ha subordinato i diritti a una logica di tipo aziendale. Situazione dalla quale nemmeno i governi che si dicevano “di centrosinistra” non hanno saputo, o voluto, prendere le distanze».
Alla sinistra che si presenta a queste elezioni politiche spetta perciò il non facile compito di recuperare credibilità, non solo rispetto a quelle forze che sono apertamente lesive dell’uguaglianza e dei diritti, o che non fanno mistero di un certo “dilettantismo”, ma in primo luogo rispetto a se stessa, rifiutando  – come chiarito da Boldrini – alleanze incoerenti con i propri valori: impegni, questi, riassunti anche dall’Appello al voto letto a nome di tutte le forze politiche di Leu da Paolo Sinigaglia.

Senza sottovalutare l’alta posta in gioco e la congiuntura fortemente critica che il nuovo governo si troverà ad affrontare, candidate e candidati di LeU esprimono ottimismo e fiducia verso la campagna elettorale appena conclusa, riconoscendo in questo recente esperimento politico la capacità di ricostruire realmente la sinistra e una società che risponda ai suoi principi. Percorso che, beninteso, dovrà uscire dal recinto istituzionale per rieducare la cittadinanza al riconoscimento, al rispetto e alla difesa dei propri stessi diritti. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Alida Franchi della serata e quelli dell’iniziativa con Boldrini, Magli e Falcone del 28 febbraio a lecco.


Liberi e Uguali Lombardia/ Candidate e candidati con Onorio Rosati

2018-01-16 12.52.45 1.jpgMartedì 16 gennaio a Villa Saporiti, sede dell’Amministrazione provinciale comasca, sono stati presentati alla stampa i 3 candidati e le 3 candidate di Liberi e Uguali  alle elezioni regionali del prossimo 4 marzo. Presenti Licia Viganò,  Gianluca Leo, Guido Rovi. Assenti Ida Angela Sala, Alberto Buccino, Daria Doria. Al tavolo oltre a  candidate e candidati anche  Celeste Grossi,  Emilio Russo, Marco Lorenzini,  Rosalba Benzoni, Aurora Longo.  (altro…)

Lo spreco imposto da Renzi brucia il guadagno dei pozzi di un anno

allievifiniguerraL’incontro di Possibile alla ex Circoscirizione 7 di Como del 7 aprile ha dato fin dall’inizio con l’intervento di Domenico Finiguerra interessanti spunti di riflessione: l’intero valore delle royalty che lo stato italiano acquisisce dai concessionari delle piattaforme è quanto Renzi ha imposto di sprecare decidendo di far votare i referendum in una data diversa dalle amministrative. Una scelta, che ci costa circa 300 milioni in più di quanto necessario, adottata dal governo nella speranza che così meno persone votino. Le relazioni di Paolo Sinigaglia e di Domenico Finiguerra e gli interventi del coordinatore della serata Claudio Allievi hanno descritto le ragioni economiche, ambientali e sociali in gioco il 17 aprile e contrastato luoghi comuni, panzane ascientifiche, bugie diffuse a arte  e affermazioni solo ideologiche diffusi dai promotori dell’astensione e del no.

Già on line sul canale di ecoinformazioni altri video dell’incontro seguito da una trentina di attivisti.

Referendum/ 700 e possibili

referendum possibilemodComo Possibile ha raggiunto a Como il ragguardevole traguardo delle 700 firme raccolte per i referendum contro una serie di provvedimenti giudicati sciagurati, sicuramente tasselli importanti della politica del governo Renzi. A Como l’iniziativa è stata organizzata e animata da Paolo Sinigaglia che come una parte dei civatiani comaschi è uscito dal Pd per dare vita alla nuova formazione Possibile e ha avuto il sostegno di tanti singoli/ e cittadini e cittadine e la collaborazione di Paco- Sel  e di altri soggetti della sinistra. Nel seguito del post il comunicato del  Comitato Como Possibile Margherita Hack. (altro…)

Referendum/ Una sovranità popolare Possibile

sinigagliaAbbiamo chiesto a Paolo Sinigaglia, animatore e coordinatore di Possibile – Comitato comasco Margherita Hack, di illustrare i referendum proposti dall'”area civatiana” che ha scelto di uscire dal Pd per costruire una  formazione politica alla sua sinistra.    (altro…)

Mondi possibili a Como/ l’incontro e il dizionario (di un nuovo centrosinistra)

politicampUna parola per ogni relatore, un dizionario di possibilità per il presente e, perchè no, anche per il futuro della città e del suo territorio. Si può riassumere così Politicamp, l’incontro organizzato presso il Palazzo del Borgo nel pomeriggio di sabato 9 maggio. Già disponibili sul canale e sul blog di Ecoinformazioni i video della giornata.

Introdotti dal trio degli organizzatori, Guido Rovi, Paolo Sinigaglia e Giuliana Casartelli, i vari ospiti hanno portato così un’ampia panoramica di tematiche ed esperienze, molte di queste contrassegnate da un termine ad indicare il leit motiv dei vari interventi: dalla “legalità” di Stefano Tosetti alla “rappresentanza” di Giacomo Licata, passando per la “pace” di Francesco Vignarca e l “Europa” dello stesso Sinigaglia, non dimenticando l'”ambiente” dell’assessore Magatti, la “felicità” di Riccardo Gagliardi, responsabile formazione del Pd comasco, e i contributi tra i tanti altri di Mirko Baruffini (“ferrovia”), Edoardo Pivanti (“start up”), Antonio Femia (“svalutation”), Celeste Grossi (“carovane”) ed una pimpante Letizia Marzorati (“sanità”) senza dimenticare l’introduzione del presidente/a delle Acli Luisa Seveso.

Un’occasione di confronto, per usare una classica formula giornalistica, ma anche un punto di partenza per un percorso reso ancora più “piccante” dalle breaking news degli ultimi giorni, come l’abbandono di Filippo Civati dal Pd nazionale (sì, lo stesso Civati riferimento di molti dei protagonisti di Palazzo del Borgo), e le convulsioni interne ai democratici di ogni dove, compresa la piccola Como, tanto da far mobilitare tra il pubblico di sabato anche il segretario provinciale Savina Marelli, il deus ex machina Luca Gaffuri, il suo quasi omonimo Alberto Gaffuri in missione stealth e la presidente della Provincia Maria Rita Livio, collega di Rovi tra gli impoveriti scranni di Villa Saporiti.

Un percorso si diceva, che al di là di parole e dizionari mira a proporre un’ idea di schieramento politico non proprio allineata (un eufemismo buono per tutte le stagioni) all’idea di questo attualmente inquilina a Palazzo Chigi, e che arriva come occasione fondativa a pochi mesi dal raduno della Lariopolda, in un’ideale “contrapposizione” tra i due eventi che rimanda a precisi riposizionamenti politici. Sommovimenti in vista per il principale stakeholder partitico di Palazzo Cernezzi quindi, tra l’altro assente nella sala di via Borgovico come dotazione di bandiere e stemmi, esattamente come la “cugina” di Villa Olmo? (coincidenze?). E con quale orizzonte temporale, ossia con quale obiettivo alla fin fine? Dopotutto il 2017, anno di uscita non solo dell’episodio VIII di Star Wars ma anche del nuovo giro elettorale per il Comune, non è troppo lontano. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

9 maggio/ [Politicamp] Mondi possibili del prossimo centrosinistra

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Sono i civatiani comaschi, primi tra tutti Paolo Sinigaglia e Guido Rovi, a invitare tutto il centrosinistra lariano estraneo alla dittatura del renzismo al Politicamp che si terrà il 9 maggio dalle 14 a Como nel Palazzo del borgo in via Borgovico 121. E se, come gli organizzatori auspicano, ci sarà anche Pippo Civati, ormai ex del Pd, l’evidenza di un progetto diverso che stenta a uscirne ma è da tempo culturalmente e politicamente ostile al Partito della nazione sarà evidente.
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Partito Italia – Forza democratica/ I civatiani protestano

forzaitaliapdGiuliana Casartelli, Guido Rovi e Paolo Sinigaglia, membri della Direzione regionale del Partito democratico della Lombardia, contestano la larga intesa di Turate: «Ieri a Turate abbiamo assistito ad uno spettacolo totalmente inaccettabile: le bandiere ed i simboli del Partito democratico e di Forza Italia fianco a fianco a sostegno di una lista ” civica” che si presenta alle prossime elezioni comunali.
È del tutto evidente che i locali segretari dei due partiti hanno stipulato un accordo “politico” per presentarsi unitariamente alle prossime elezioni comunali, cosa confermata dal lancio mediatico dell’alleanza turatese fatto nientemeno che dall’eurodeputata di FiComi.
Ricordiamo che la direzione regionale del partito democratico ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale “si invitano tutti i livelli territoriali del partito democratico a promuovere coalizioni che sappiano allargare la propria rappresentanza rimanendo coerenti ai valori del centrosinistra, aperta ai movimenti civici e in chiara discontinuità rispetto alle esperienze di governo del centrodestra degli ultimi venti anni”.
Riteniamo che la vicenda di Turate, oltre a disattendere completamente le indicazioni della direzione regionale, abbia una connotazione evidentemente politica e che non possa essere ricondotta in nessuna maniera ad esperienze di civismo che si connota proprio per la condivisione di obiettivi e valori al di fuori e al di sopra di ogni interferenza dei partiti, raccogliendo e amalgamando sensibilità anche diverse ma accomunate da obiettivi comuni legati alle esigenze della comunità locale.
Siamo anche convinti che la maggior parte delle democratiche e dei democratici turatesi non si vogliano e non si possano riconoscere in un accordo politico così spericolato e ci domandiamo anche in quale misura lo stesso sia stato oggetto di discussione e condivisione le più ampie
possibili prima di essere sottoscritto.
Riteniamo doveroso sollecitare tutti i livelli del Partito Democratico a prendere una posizione decisa sulla vicenda valutandola attentamente alla luce dello statuto e del codice etico del partito democratico, poiché siamo convinti che stare in un partito significhi rispettare una comunità e dei valori, cosa che ci pare disattesa totalmente in questa vicenda». [Giuliana Casartelli, Guido Rovi e Paolo Sinigaglia]

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