Giorno: 16 Settembre 2015

Carovana antimafie/ Como c’è

marcello iantorno

Su proposta dell’assessore alla Legalità Marcello Iantorno la Giunta del Comune di Como  ha concesso il patrocinio alla Carovana Antimafia 2015 che farà tappa a Como mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre. Sono previsti la mattina del 7 un incontro con gli studenti delle scuole medie allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù con uno spettacolo teatrale su storie di mafia, interventi di esperti e rappresentanti delle istituzioni. La mattina  dell’ 8 ottobre la Carovana sarà in sala Stemmi a Palazzo Cernezzi dove è previsto un incontro sul tema di sindaci e degli amministratori di Como e dei comuni della provincia e l’associazione Avviso pubblico per la quale sarà presente il coordinatore regionale David Gentili.

Per l’assessore Iantorno «La sensibilizzazione dei giovani e della popolazione comasca al tema della realizzazione delle azioni di contrasto alla criminalità organizzata sul nostro territorio e in generale del rigoroso rispetto della legalità  deve costituire obbiettivo fondamentale delle forze sane del nostro territorio. La manifestazione della Carovana Antimafia 2015 è uno di questi momenti di coinvolgimento della popolazione.  Como ha aderito alla rete di Enti locali Avviso Pubblico e sta lavorando con altri Comuni della provincia ad accrescere il numero dei comuni aderenti e a creare un coordinamento tra le Amministrazioni al fine di realizzare insieme le buone pratiche cui devono attenersi tutte le pubbliche amministrazioni contro tutte le illegalità. È  un lavoro importante e nelle prossime settimane sarà divulgato il programma delle future iniziative».

Razzismo manifesto/ Via i cartelli della vegogna, Como è una città civile

postamercatosenzaNon è durata molto la provocazione razzista dei manifesti della Confesercenti al Mercato coperto di Como. Come l’assessore Frisoni aveva preannunciato, i cartelli sono stati rimossi. La porta d’ingresso a vetri è nuovamente, dal pomeriggio di mercoledì 16 settembre,  trasparente, non  rovinata da infamità, e il sapore del pane non è più avvelenato dalla stupidità malvagia dei pregiudizi. Finalmente si può tornare a frequentare il Mercato coperto senza vergognarsi di essere cittadini/ e della città. Si tratta di una vittoria civile contro l’arroganza di chi per ignoranza o superficialità non comprende la gravità di comportamenti  illegali e oltraggiosi che aprono la strada alla mostruosità di azioni violente che tante volte hanno colpito rom, ebrei e tanti/ e altri/ e. Intanto le organizzazioni per il rispetto dei diritti umani stanno verificando la possibilità di azioni legali contro i responsabili perché è bene che tali fatti non accadano mai più. 

Como capitale cultura: il dossier c’è

Il dossier per la seconda fase della candidatura a “Capitale italiana della cultura” è stato presentato. Una conferenza stampa nell’ora del mezzogiorno lo ha ufficialmente annunciato oggi, il giorno dopo.

ConferenzaStampa-2015sett16

Titolo dell’operazione: Estro armonico: le stagioni del lago (per chi non lo sapesse, ma sono veramente pochi, L’estro armonico è il titolo della raccolta di concerti di Antonio Vivaldi che contiene anche Le quattro stagioni).

Questa notizia è stata l’occasione per un ripasso dei punti ritenuti salienti dalle tre amministrazioni (Como, Cernobbio, Brunate), dagli altri soggetti pubblici (Camera di Commercio) e dalla squadra di tecnici (Fondazione Alessandro Volta ed esperti collegati) che hanno lavorato alla sua preparazione.

Mario Lucini sindaco di Como, Luigi Cavadini assessore alla Cultura dello stesso Comune, Violetta Bedendo consigliera delegata alla Cultura dal sindaco di Brunate, Marco Galimberti vicepresidente della Camera di Commercio, Paolo Furgoni sindaco di Cernobbio e Salvatore Amura direttore della Fondazione Alessandro Volta hanno ribadito in modo pressoché unanime che: la preparazione della candidatura è stata un’ulteriore spinta a costruire una rete di relazioni; l’obiettivo è quello di costruire un sistema integrato per la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale; l’obiettivo è quello di valorizzare le iniziative esistenti, integrandole in un progetto più ampio e – in prospettiva – magari convogliarlo verso un tema comune; si è fatto tesoro di tutto quanto è stato fatto in questi ultimi anni; in questi ultimi anni (due o tre, secondo le interpretazioni) Como ha conosciuto un rinascimento culturale; è la conferma che Como crede nella cultura come fattore di sviluppo economico; è stato fatto un grande lavoro di squadra; è stato un percorso educativo per tutti. Eccetera.

Per quel che riguarda il “calendario” della “capitale”, l’ipotesi è articolata intorno al 2016 ed è sostanzialmente la ridistribuzione/razionalizzazione dell’esistente (ma solo delle “eccellenze”) lungo le quattro stagioni. Il nuovo “evento” previsto per rinvigorire la stagione morta sarà ovviamente centrato su Volta e la Luce: 8208 Volt, Lake Como Light Design. Messe sostanzialmente da parte, almeno in questa fase, le tanto sbandierate proposte venute dalla “partecipazione popolare”.

Per quel che riguarda i luoghi, il “waterfront” (cioè il lungo lago, in italiano nel testo) è considerato il biglietto da visita culturale della città. In questo contesto, risulta centrale il ruolo del Tempio Voltiano, per il quale si ipotizza un intervento di valorizzazione/rinnovamento (grazie alla sponsorizzazione privata), di Villa Olmo, per la quale si convoglia nel dossier di candidatura anche la congrua dotazione di Fondazione Cariplo per lavori di adeguamento non ancora avviati (5 milioni di euro, ovvero quasi la metà del budget ipotizzato nel dossier) e del chilometro della Conoscenza. Cancellati invece gli interventi già più volte sbandierati per il Politeama e l’ex Casa del Fascio, per ovvia impossibilità a realizzarli (ma non era difficile saperlo fin dall’inizio).

Il dossier – conclude Salvatore Amura – è «la fotografia di un territorio in movimento».

Fine della prima parte, ovvero della comunicazione.

Seconda parte, ovvero dell’incomprensione.

A sedere in platea non c’è solo “la stampa”, ci sono anche molte persone di quelle associazioni, organizzazioni, gruppi e varie altre amenità che in questi anni per la cultura si sono spese. Quando cominciano le domande si tocca con mano lo scollamento tra quel dossier (che, per quanto d’ora in poi disponibile, nessuno ha ancora ben capito cosa contiene) e la realtà, o meglio “le” realtà, anche quelle che hanno bene o male partecipato all’elaborazione. Le domande puntano a capire cosa ci sia “veramente” dietro, più ancora che dentro, il dossier, quali siano i reali obiettivi e le reali possibilità di trasformare quest’“occasione” in una realtà. Non pare che ci sia grande compatibilità tra le diverse visioni dall’una e dall’altra parte del tavolo. A un certo punto, tra gli astanti si prova a sintetizzare la situazione così: forse quella fotografia di un territorio in movimento è riuscita sfuocata, e le teste e le mani sono rimaste fuori.

Si agitano, per altro, a volte, dietro le domande e le risposte, questioni mal poste e mal concepite: il calendario “unico”, la “governance culturale”, la promozione “centralizzata”, il “tema” e via discorrendo. Questioni che avrebbero evidentemente bisogno di una messa a punto, prima di avviare la discussione sul programma, e che invece in questa fase sono state messe da parte. A tratti si ha l’impressione che quel lavoro di percorso partecipato, sempre proclamato come essenziale, sia tutto da costruire, anzi addirittura da concepire.

Col rischio che, nel frattempo, si vada verso una sorta di “oligarchia culturale” in cui solo chi ha guadagnato visibilità avrà il diritto di cittadinanza.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Leggi Il testo word del dossier di candidatura.

Scarica la versione pdf del dossier di candidatura.

 

18 settembre/ Amarcord torna al cinema

amarcordrestVenerdì 18 settembre alle 15.30 e alle 21, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 riporta sul grande schermo Amarcord, il capolavoro di Federico Fellini nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. Il film fu l’ultimo Oscar di Federico Fellini (dopo quelli per La Strada, Le notti di Cabiria e 8 e ½), a cui si aggiungerà solo quello alla carriera. A quarant’anni da quell’Oscar, ricevuto nel 1975, rinasce il capolavoro del 1973, nella bellezza originaria delle scene e dei costumi di Danilo Donati, con la luce e i colori di Giuseppe Rotunno, numi tutelari di un’epoca d’oro del cinema italiano che assieme a quelli degli inseparabili Tonino Guerra e Nino Rota hanno fatto di Amarcord un film capace di conquistare un posto del tutto speciale nell’immaginario di intere generazioni, in ogni parte del mondo. Il restauro di Amarcord è stato realizzato dalla Cineteca di Bologna, con il sostegno di yoox.com e il contributo del Comune di Rimini, in collaborazione con Cristaldi Film e Warner Bros. Amarcord in dialetto romagnolo vuol dire “mi ricordo”, e il regista ricorda gli anni della sua infanzia, gli anni Trenta, al suo paese. Passano dunque i miti, i valori, il quotidiano di quel tempo: le parate fasciste, la scuola (con l’insegnante prosperosa che stuzzica i primi pensieri), la ragazza “che va con tutti”, la prostituta sentimentale, la visita dell’emiro dalle cento mogli, lo zio perdigiorno che si fa mantenere, la Mille Miglia, i sogni ad occhi aperti, il papà antifascista che si fa riempire d’olio di ricino, il paese intero che in mare, sotto la luna, attende il passaggio del transatlantico Rex. La proiezione conterrà un montaggio di otto minuti realizzato da Giuseppe Tornatore con provini, tagli e doppi inediti dal set originario del film. Ai primi trenta spettatori verrà regalata la locandina del film. Ingressi: ore 15.30, 6 euro (ridotto over 60 4 euro), ore 21, riservato ai possessori di tessera Arci,  intero 7 euro (ridotto over 65, under 18 e studenti 5 euro). Info www.spaziogloria.it

Zingari Rauss/ Paco-Sel: bravo Frisoni, rimuovere i cartelli razzisti

paco selSulla questione della provocazione razzista dei cartelli di Confesercenti al Mercato di Como interviene la portavoce di Paco Sel: «La notizia dei cartelli razzisti e discriminatori nei confronti degli zingari comparsi al Mercato coperto a Como è arrivata rapidamente su siti e quotidiani nazionali. Ringraziamo la testata ecoinformazioni che, per prima, ha sollevato il problema, la Federazione provinciale del Prc, che ha immediatamente chiesto l’intervento dell’Amministrazione comunale, e ci aspettiamo che i cartelli, firmati da Confesercenti vengano presto rimossi, come ha dichiarato a Comozero l’assessore competente Paolo Frisoni: “Per una città come Como che si vanta di essere accogliente sono andati sopra le righe. Non rientra nella nostra mentalità un linguaggio del genere. Non è nemmeno buona pubblicità nemmeno per le associazioni di categoria. Ritengo l’espressione discriminatoria e mi dà fastidio che abbiano usato il mercato per appendere questi cartelli. Ci incontriamo sempre, molti incontri non capisco perché arrivino a questo. Non possiamo accettare che il mercato venga utilizzato in questo modo. Li rimuoveremo e valuteremo sanzioni. I problemi non si risolvono con i cartelli”.

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ecoinformazioni on air/ Zingari Rauss

razzistimercatopostawebIl servizio del 16 settembre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizioManifesti verdi con una grande scritta gialla «vogliamo il Mercato di Como libero da abusivi, zingari e falsi mendicanti». Firmati Confesercenti e affissi nel Mercato comunale coperto di Como sbattono in faccia a chi  passa un messaggio razzista con quella parola “zingari” usata per condannare un intero popolo e volerlo ancora una volta cacciare, discriminare.  Immediata l’indignazione della Como civile e la richiesta del Prc al Comune che i manifesti vengano immediatamente rimossi evitando a Como l’oltraggio di vedere in uno spazio comunale messaggi che sarebbero piaciuti ai nazisti.  Lascia senza parole la giustificazione del presidente di Confesercenti di Como che, intervistato da Como zero, ha affermato di aver usato “zingari”  per indicare  «in maniera “rustica” e generica la persona senza fissa dimora». Per il presidente Claudio Casartelli c’è stata solo una violazione del bon ton. [Gianpaolo Rosso ecoinformazioni]

 

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