Emergenza freddo finita/ Ceruti e Mantovani: insufficiente azione dell’amministrazione
Luca Ceruti (M5s), al Consiglio comunale del 3 aprile, intervenendo su un ordine del giorno di Luigi Nessi che chiedeva l’intervento per l’emergenza delle persone lasciate in strada dalla fine dell’emergenza freddo, ha presentato un documento degli ospiti della struttura nella quale esplicitamente si denuncia l’insufficiente azione dell’amministrazione comunale e si sottolinea la drammaticità della situazione di 70 persone per le quali oggi non è stata presentata alcuna ipotesi di soluzione. Anche Ada Mantovani (Adesso Como) è intervenuta sullo stesso argomento dichiarando che se è vero che ci sono altre strutture esse sono piene e quindi non risolvono l’emergenza, auspicando che si dia accoglienza sia ai migranti e ai senza tetto.
L‘assessore alle politiche sociali Bruno Magatti, intervenendo al Consiglio del Comune di Como del 3 aprile, ha smentito che il Comune non sia sufficientemente attivo sul tema migranti: «[…] al fine di evitare che insieme a informazioni corrette ne girino altre assolutamente approssimative si informa il Consiglio e i cittadini che la città gestisce a sue spese un dormitorio aperto tutto l’anno con 56 posti in via Napoleona che è di proprietà dell’Ozanam (finanziato con 35-40 mila euro), abbiamo la struttura di via Conciliazione che ospita circa 25 persone, abbiamo l’alloggio in via Di Vittorio, abbiamo persone in comunità e in strutture. Abbiamo costituito un Coordinamento territoriale per la grave emarginazione sociale […], abbiamo partecipato al programma aiuti europei per gli indigenti […]. Il problema esiste non c’è dubbio, che il Comune di Como non faccia proprio nulla non può essere detto. […]Il mondo dei senza dimora è delicatissimo e complesso. La struttura Emergenza freddo che il Comune sostiene da quando esiste e che chiude a fine di marzo è conosciuta non soltanto nel territorio di Como, ma anche a persone che sono senza dimora […] che in qualche misura convergono. Ricordo inoltre che il Comune di Como ha una struttura che era stata realizzata per accogliere le emergenze abitative che è la struttura di Prestino in via Sacco e Vanzetti che accoglie 70 richiedenti asilo. L’amministrazione ha chiesto risorse per restituire la struttura ai senza dimora o con difficoltà abitative».
Studenti Senza Frontiere è un gruppo di studenti, provenienti da più scuole del Comasco, formatosi in seguito alle esperienze vissute nell’estate 2016 durante l’emergenza umanitaria di Como San Giovanni. Lo scopo del gruppo è quello di analizzare il fenomeno dei flussi migratori risalendo alle cause e gli effetti che comportano, ma anche ideare progetti concreti per i migranti e sensibilizzare gli studenti riguardo questo tema.

