Anno: 2017

Pacifisti e Italiani senza cittadinanza/ Mattarella ultima speranza per lo Ius soli

Per cercare di porre rimedio alla vergognosa indifferenza ai diritti dei bambini della maggioranza del Senato dove il M5s, le destre, parte del Pd e alcuni senatori di Leu hanno fatto mancare il numero legale affossando lo Ius soli, su suggerimento del Centro per la Pace di Viterbo, invitiamo a scrivere al presidente della Repubblica Mattarella. È semplice, basta ricopiare il testo e andare sul sito www.quirinale.it, cliccare sul simbolo della posta, in alto al centro, e compilare la lettera. Non è necessario avere una pec. Analoga inizativa è animata da #italiani senza cittadinanza.

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2018/ Otium senza negotium/ Gli auguri di ecoinformazioni

Ci sono cose utili e cose indispensabili. Non si può affrontare il 2018 senza Otium il calendario dei dì di festa di ecoinformazioni. Con la grafica di Andrea Rosso troverete nel nostro calendario tutti i giorni dell’otium del 2018. Il nostro infatti è l’unico calendario al mondo senza giorni lavorativi. Nulla contro il lavoro, ma ci sembra che ogni anno sia più importante aumentare l’otium e debellare l’invadenza del negotium che è sempre più pervasivo e oppressivo. Il calendario ha inoltre una straordinaria utilità perché viene regalato a chi si associa a Arci-ecoinformazioni, diventa proprietario delle nostre testate e rende possibile il nostro sempre crescente lavoro per un’informazione partecipata e libera, quella con le spine. Farlo è necessario e urgente, può farlo anche chi è già associato all’Arci e vuole essere parte della nostra impresa. Partecipa.

Degrado urbano/ A Natale la baraccopoli chiusa in piazza Cavour è il simbolo dello squallore

Ai turisti in giro il giorno di Natale a Como nel “salotto buono” sarà sembrata strana la baraccopoli di piazza Cavour. Avranno pensato con soddisfazione che la città di frontiera si stia attrezzando con un campo profughi per continuare la storia di millenaria accoglienza di Como. Non è così, è solo un aspetto dell’occupazione inconsulta di ogni angolo del cuore della città che “chiusa” (finalmente) per il giorno di festa  appare in tutto il suo triste squallore.  Ma tornerà il buio e ci si potrà ancora baloccare con le meraviglie dell’arte e dell’architettura comasca ridipinte da fantasmagorie di luci pacchiane, effetti speciali di una città costretta da chi la governa a vergognarsi della sua bellezza e della sua storia civile. 

Gli auguri di don Giusto/ Gesù è nato all’autosilo

«Gesù nasce per abbattere i muri» e a Como non poteva che nascere a Val Mulini dove è stato costruito il più ignobile dei muri, quello della stupidità (spendere un patrimonio per scacciare gli ultimi), quello dell’arroganza (costruire un muro per essere sicuri che un’area del tutto inutilizzata continui a esserlo), quello della prepotenza (chiudere uno spazio per evitare che un’area inutilizzata sia rifugio di chi non ha nulla), quello della falsità (chiamare bonifica un’azione malefica).  Abbiamo ricevuto questa foto come augurio di Natale da don Giusto Della Valle, il sacerdote dell’accoglienza, della solidarietà, della “Bella Como”, la pubblichiamo perché la protesta civile di chi ha voluto rendere umano un luogo devastato dall’egoismo è uno spiraglio di luce.

ecoinformazioni on air/ XIX Marcia Csf sono persone non numeri

Il servizio di ecoinformazioni nel radiogiornale delle 8,30 e 10,30 di Radio Popolare. «È stato fortissimo il  contrasto nella notte di Natale in piazza Duomo a Como tra i 400 lumini accesi con la Luce della Pace proveniente da Betlemme e l’illuminazione disneyana della piazza centro della Città dei balocchi comasca. Un centinaio di attivisti di Como senza frontiere hanno partecipato alla diciannovesima Marcia per i nuovi desaparecidos e hanno portato nel cuore della città e nel momento altamente simbolico della notte di Natale la tragedia dei 400 bambini e bambine morti/ e nel 2017 nel tentativo di raggiungere la fortezza Europa. (altro…)

Il centro di Como, il cuore di Como

25626905_10214653019058655_3309995725934769157_o.jpgLa fama di Como sembra legarsi, quasi fatalmente, all’aspetto dell’accoglienza. La stessa città che ospita decine di eleganti alberghi con vista su lago e montagne, magnificata da milioni di foto che girano per la rete ispirando ancor più persone a visitarla, si pone in modo assai diverso quando si parla di ospitare e prendersi cura degli “ultimi”, quale che ne sia la provenienza. «Prima gli italiani», argomentano alcuni (anzi, molti); allo stato attuale, sarebbe forse più onesto – anzi tautologico – riformulare con prima i primi. (altro…)

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