La primavera contro le mafie e il razzismo

È primavera. Si risveglia la natura, i prati diventano verdi, le piante multicolori, arrivano le farfalle; meno poeticamente il 21 marzo è una data importante per il nostro calendario civile.

È la Giornata mondiale per l’eliminazione della discriminazione razziale, promossa dalle Nazioni Unite dopo il massacro, avvenuto nel 1960 a Shaperville in Sudafrica, quando 69 persone nere che stavano manifestando pacificamente contro l’apartheid, venivano uccise dalla polizia dei bianchi segregazionisti.

Tanti elementi per riflettere in questa data, su queste tematiche purtroppo sempre attual. Come si fa a dimenticare l’uccisione di Floyd da parte della polizia statunitense? Come si fa a non pensare a tutte le persone sfruttate nei loro paesi dalle multinazionali? Come non ricordare i migranti che non riescono a raggiungere paesi dove poter vivere una vita migliore: venuti dall’Africa, dal Sudamerica, la gente ferma nel gelo della frontiera balcanica.

Pensate alle condizioni di tante persone presenti nel nostro paese; ai mancati diritti per i rider; ai mancati diritti per i raccoglitori di frutta; alle difficoltà burocratiche imposte dalle attuali leggi sull’accoglienza e alla difficoltà di attuare quella norma di civiltà che è lo Jus soli.

Una giornata per ribadire l’importanza del principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani, cosa fondamentale per la nostra società.

Il 21 marzo è anche la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo alle vittime innocenti delle mafie.

Questa data, proposta da Libera nel 1996 ha sempre coinvolto tanti giovani in una giornata per ricordare a tutti che la mafia peggiora tante condizioni sociali, ambientali ed economiche, specie in zone dove manca il lavoro. E la mafia da decenni non è un fenomeno che riguarda solo il Sud, ma è presente ovunque, fortissimamente in Lombardia.

Ricorderete le annuali manifestazioni a Palermo, con la nave che lì giungeva carica di giovani, con le tante bandiere multicolori presenti, con il solito annuale intervento di don Luigi Ciotti, urlato con la sua solita passione, a ricordo delle tante persone uccise: forze dell’ordine, magistrati, preti, giornalisti, gente comune. La mafia uccide chi non la segue.

Speriamo quindi che oggi, oltre che il giorno del risveglio della natura, dei prati verdi, delle piante in fiore, sia anche il giorno per rinnovare l’impegno per la giustizia sociale. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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