associazionismo

Progetto COnTatto. La comunità che rigenera se stessa

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Presentato nella conferenza stampa della mattina di venerdì 20 ottobre nella Sala stemmi del Comune di Como il progetto COnTatto. Trame riparative nella comunità, vincitore nel marzo 2017 del bando Welfare di comunità e innovazione sociale di Fondazione Cariplo. Quest’ultima mette a disposizione un contributo di 900 000 euro al progetto, co-finanziato dalle risorse proprie delle realtà partner – 757 671 euro – e da donazioni per un valore complessivo di 100 000 euro, per un valore complessivo di 1 757 671 euro. COnTatto sarà attivo fino al marzo 2020 nella costruzione di una comunità riparativa nel territorio comasco, presupposto necessario a un intervento efficace nella mediazione dei conflitti.

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21 ottobre/ Menaggio/ Racconti dalla Striscia di Gaza

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La Bottega Pianoterra di Menaggio (via L. Leoni, 5) invita sabato 21 ottobre, alle 19, a Racconti dalla Striscia di Gaza, un incontro con Mauro Bertozzi che è recentemente rientrato dalla Palestina. Per l’occasione, sarà offerto un apericena con birra artigianale palestinese e cibi equi e solidali. Collaborano all’organizzazione della serata anche il l’associazione In viaggio e il Coordinamento comasco per la pace. Ingresso libero, aperitivo a 5 euro comprensivo di birra e buffet palestinesi.

[Af, ecoinformazioni]

15 ottobre / Bulgarograsso / “Awadhifo. Storia di un grazie sotto il cielo del Congo” al circolo Arci Guernica. Una sintesi dell’intervista a Emanuele Pini

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Emanuele Pini, docente dell’Istituto superiore “Matilde di Canossa”, è tornato di recente da un’esperienza volontaria di un anno nella Repubblica democratica del Congo (ex Zaire, ex Congo belga, ndr), motivato da una precedente esperienza in Uganda. In attesa dell’incontro con aperitivo previsto al circolo Arci Guernica di Bulgarograsso per le 18 di domenica 15 ottobre, Alida Franchi ha condotto con lui un’intervista per ecoinformazioni, di cui potete leggere qui un estratto. La versione integrale sarà pubblicata sul settimanale di ecoinformazioni numero 593, previsto per la settimana 16-22 ottobre.

Un anno in Africa: perché?
«Nel 2015 sono partito per un mese di volontariato in Uganda. Questa prima esperienza africana mi ha spinto ad affrontarne una seconda più “immersiva” e di trascorrere un anno a Ariwara, nella Repubblica Democratica del Congo [Rdc da ora in poi, ndr], facendo affidamento alla stessa associazione con ero stato in Uganda [Voica Onlusndr]. In un anno ho svolto le mansioni più diverse per conto dell’ospedale locale, amministrato dall’ordine di suore che era partner in loco del mio progetto di volontariato; comunque mi è capitato di ricoprire brevemente il mio ruolo “di default”, quello di insegnante di latino».

Partendo, eri pronto a ciò che ti aspettava?
«Non proprio! Ho affrontato un breve percorso propedeutico con altri volontari, che però sarebbero rientrati dopo poche settimane. Solo sul posto ho imparato a integrarmi nella comunità locale, e come unico bianco certo non passavo inosservato… soprattutto all’inizio è stata una sfida cambiare abitudini, ma l’atteggiamento che ho incontrato è stato positivo, soprattutto una volta che ho imparato a esprimermi in lingala, la lingua africana parlata anche da quelle parti, e in lùgbara, il dialetto locale. Ho trovato degli amici tra i locali che mi hanno preso in simpatia: ero diventato un “Lugbara bianco”, per così dire…»

Ti è capitato di viaggiare? Che impressioni hai avuto di Ariwara e del Congo?
«Perlopiù rimanevo a Ariwara, che si trova vicino al confine ugandese e non lontano dal Sudan del Sud, ma mi è capitato di recarmi occasionalmente in altre località tra Rdc e Uganda, e nel mese di marzo mi sono preso quattro settimane per visitare il mio paese ospitante.
Ariwara è una piccola comunità relativamente tranquilla e coesa, in cui la Chiesa svolge un’importante funzione di aggregazione sociale, per quanto riguarda i servizi e il tempo libero. C’è però una forte connotazione sincretica nella cultura locale, in cui riti e simbologie di varie correnti cristiane, dell’Islam e dei culti animisti tribali si commistionano in modo interessante e complesso. Poligamia e stregoneria, per fare due esempi, sono elementi radicati della vita pubblica. Mi sono sentito accolto e mi sono affezionato alla comunità mia ospite, ma ho anche osservato elementi critici sia dal punto di vista strettamente sociale, almeno da un punto di vista occidentale – come il forte assetto patriarcale, la stigmatizzazione dei bambini “anomali” e delle loro madri, un alcoolismo incontrollato – , sia legati all’aspetto politico-amministrativo. Mi hanno colpito negativamente l’aggressività e la corruzione delle forze dell’ordine, e c’è pochissima attenzione del governo di Kinshasa verso gli investimenti pubblici, cosa drammaticamente evidente nella sanità e nelle infrastrutture.
Formalmente, la Rdc è una “repubblica democratica” semipresidenziale, nei fatti, l’establishment del presidente Joseph Kabila si avvicina di più a un modello para-dittatoriale. Questo tipo di governo, che poggia su una rete di rapporti clientelari, ha interesse a evitare l’interazione di oppositori reali o potenziali, perciò cerca di dissuadere gli espatri e i contatti con le comunità congolesi in Europa o all’estero, mentre è incoraggiata l’immigrazione, che proviene soprattutto dal Sud Sudan. Esistono enclaves finanziarie ed economiche di occidentali e di cinesi che si concentrano nelle metropoli e nei pressi di alcune miniere, ma l’altissima instabilità politica ha un effetto deterrente sugli investimenti esteri».


Da due mesi sei di nuovo in Europa. Come ti senti?
«Mi colpisce negativamente quella che ormai avverto come… inautenticità: la stessa razionalità che qui governa la realtà, mi sembra, rende le interazioni umane fredde e “meccaniche”, distanti anni luce dalla vitalità a cui mi ero abituato – anche con qualche difficoltà iniziale – in Congo e a Ariwara, la cui comunità mi ha accettato serenamente e dove – magari non subito – farei volentieri ritorno dai miei amici.».
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

21 ottobre / “Come farfalle…quando la vita diventa un volo”

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Alle 21 di sabato 21 ottobre, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo. Di seguito il comunicato stampa:

Come farfalle …quando la vita diventa un volo (60′)
Teatro Nuovo di Rebbio, sabato 21 ottobre, ore 21

Storia teatrale di Miriana Ronchetti che racconta le vicissitudini di una figlia alle prese con la cura quotidiana alla madre affetta da demenza. L’evento è finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla demenza senile e la malattia di Alzheimer, organizzato da Progetto Sociale onlus Cantù in collaborazione con Associazione Asylum Camerlata.

Il costo del biglietto è 10 euro.
Per informazioni : tel. Progetto Sociale  031 715310  oppure  teatroarte: cell 329.3817686

Qui un video di presentazione dello spettacolo.

La storia
Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il lavoro, gli affetti, le giornaliere faccende per occuparsi solo di farfalle. Non riesce a fare altro. Le farfalle non sono impegnative, non richiedono pensiero…le segui e basta. Qui inizia la sua nuova vita fatta di assenze e di “apparenti vuoti”. Il marito e la figlia inizialmente non capiscono e non accettano quel suo “stare” così diverso sebbene i medici abbiano spiegato loro che si tratta di una malattia. Decidono così, di non seguire esempi e consigli, ma di fare a modo loro applicando regole rigide e rimproveri. Il risultato è un grande insuccesso. La figlia decide di affrontare quella strada così difficile che la porterà a creare, dopo anni di incomprensioni, un vero rapporto di intesa con la madre ammalata. Fra errori e tentativi, scatti di rabbia e sconforti, arriva a scoprire un mondo di sensazioni create non dalle parole bensì da sguardi, giochi, affinità, azioni quasi assurde, ritorni all’infanzia, merende consumate alla luce del sole, con le dita nei vasetti di marmellata. Quella è la strada…scopre l’amicizia in colei che da madre, un tempo le dettava solo regole. Ore, giornate intere a guardare le farfalle sulla riva di un fiume che altro non è che un catino colmo d’acqua. Aspettare la luna e veder sorgere il sole. Saltare le regole della vita per vivere fino all’ultimo e intensamente quel rapporto che è fonte di grande gioia e pienezza. Il tempo degli altri non esiste più. Esiste solo il loro tempo. I ruoli si invertono; la mamma diventa la bambina e la bambina, a volte diventa la mamma e altre volte ancora l’amica, la sorella…a secondo del ruolo che serve. Non c’è una fine alla storia. Di proposito non esiste la fine perché in realtà ci sono le trasformazioni. Ogni spettatore avrà il piacere di crearsi la fine che desidera. Non esiste fine all’amore.

In una recensione dal titolo Quando l’Alzheimer diventa teatro, Luciana Quaia, psicologa, scrive così dello spettacolo:

Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.

Si parla così di mutazioni che riguardano le funzioni cognitive, la memoria, il sonno e che innescano aggressività, apatia, manifestazioni imprevedibili e insensate, stravaganze di pensiero.

Sono molte le persone che imparano sulla propria pelle cosa significa stare accanto a chi pian piano sbiadisce nel tempo, trascinando nell’oblio l’essenza di sé. Molte di queste persone trovano la forza di raccontarsi attraverso diari, storie, romanzi, poesie, perché succede che le parole scritte restituiscano un significato profondo a qualcosa che pare scivoloso come un piano inclinato.

E’ tutt’altro che semplice ricercare un senso in una malattia che procede per sottrazione: il familiare che se ne prende cura difficilmente resta esente da sgomento, smarrimento, senso di colpa, disorientamento.

Sul palcoscenico, nello spettacolo “Come farfalle” la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità.

Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica.

Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica” sono le parole del padre che, distante, trasmetterà alla figlia dall’altro capo del telefono.

Una figlia (interpretata da Anna Lucati) che tenta, nella più totale solitudine, di dare retta ai suggerimenti paterni e di correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino chissà perché ….

I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quei sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire.

Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne.

Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere.

Ma perché ostinarsi a credere che non esistano?

Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare.

Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare.

E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.

Attori: Miriana Ronchetti, Stefania Pastore

Voci registrate: Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja

Idea Scenografica Testo e regia: Miriana Ronchetti

 

Mariano Comense / corso di lingua araba

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A partire dall’ultima settimana di ottobre, la sede dell’associazione italo-senegalese di mediazione interculturale Teranga Onlus  terrà a Mariano Comense (via Don L. Sturzo, 46) un ciclo di dieci lezioni di arabo standard moderno, tenute da Silvia Mascheroni, studente di Lingue e Culture per la Cooperazione internazionale all’Università degli Studi di Milano con esperienza nella didattica di italiano, inglese e arabo.

Dalla pagina Facebook dell’iniziativa:

Il corso prevede una durata di 40 ore.
Le lezioni saranno dedicate all’alfabetizzazione, per conoscere e riconoscere lettere e suoni arabi, all’apprendimento delle forme comunicative di base, per utilizzare attivamente e fin da subito la lingua, e infine al consolidamento delle strutture grammaticali e del vocabolario di base.
Il percorso si propone di rendere gli studenti il più possibile partecipi, lavorando sia sulla comprensione che sulla produzione attiva – in entrambi i casi, sia orale che scritta.

Durante il corso, inoltre, verranno affrontati approfondimenti legati alla lingua araba come veicolo di storia e cultura: quali parole arabe sono entrate nella lingua italiana per una storia condivisa? Quali espressioni arabe sentiamo spesso riportate dai media in relazione a manifestazioni e fenomeni culturali islamici? Come orientarsi tra le varietà dialettali proprie di diversi Paesi e aree geografiche?

L’obiettivo del corso è quello di raggiungere, al termine delle 40 ore, un grado di conoscenza della lingua pari al livello A1 del Quadro Comune Europeo di riferimento.
In particolare, l’ultima fase del corso sarà dedicata alla specifica preparazione al conseguimento della Certificazione Europea della lingua araba (Certificazione ILA), il cui esame potrà essere sostenuto, dagli studenti che desidereranno tale certificazione, in modo autonomo presso l’ente specifico.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione agli studenti che avranno frequentato almeno il 75% delle lezioni.

La quota di iscrizione è 200 €, che include tutto il materiale didattico necessario alla partecipazione al corso (che si terrà solo se raggiunto un congruo numero di iscritti).

Per info e iscrizioni: pagina facebook Teranga Onlus Como o al numero 339 892 2242

La cooperativa “Il seme” festeggia trent’anni di attività

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Un gruppo in continua crescita che in trent’anni ha assunto 420 persone, di cui 85 disabili, e ha dato opportunità lavorativa a 140 persone diversamente abili.

Questa l’analisi conclusiva dei primi trent’anni di attività della Cooperativa sociale Il Seme, presentata dall’ex presidente Vittorio Pozzi e dall’attuale presidente, Marina Bernasconi, in occasione della celebrazione d’anniversario che si è tenuta sabato scorso nella sua sede (via Varesina 103).

La cooperativa Il Seme è nata nel 1987, con lo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di persone disabili, sostenuto dalle Acli di Como con il supporto e l’attenzione dell’ente locale.

Iniziato con i servizi di pulizia, proseguito con la produzione artigianale di pasta fresca, con laboratori di assemblaggio tessili e di componenti elettrici, con l’aiuto di tanti volontari; sono seguiti la partecipazione alla costruzione di Sol.co Como con tante altri componenti della cooperazione sociale comasca e la nascita de Il Biancospino, cooperativa di supporto per le famiglia, l’apertura di uno sportello lavoro accreditato da Regione Lombardia, un progetto di OrtoGiardino, luogo di incontro nel quartiere.

Una lunga storia con un obiettivo: segnalare e favorire sempre più il valore del lavoro per tutti, specie per le persone più fragili.

Un sogno che, nonostante tanti momenti difficili, Il seme ha realizzato in questi suoi intensi trent’anni.

14 e 28 ottobre / Oltre lo sguardo / “Essere donna”

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Essere Donna è il tema scelto per la rassegna cinematografica di Oltre lo sguardo per il mese di ottobre 2017. Due appuntamenti previsti alla sede di Enfapi a Lurate Caccivio (largo Caduti per la pace, 2), nelle date di sabato 14 e sabato 28 ottobre, alle 21. 

Sabato 14: Il diritto di contare di Theodore Melfi (Hidden Figures, USA, 2016, 127′)
L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary
Jackson, tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più
grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa
allo Spazio, galvanizzando il mondo intero.
Relatrice: Sara Introzzi, mediatrice familiare.

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Sabato 28: La pazza gioia di Paolo Virzì (Italia, 2015,
Beatrice Morandini Valdirana è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo
dire in intimità coi potenti della Terra. Donatella Morelli è una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, classificate come socialmente pericolose. Il film racconta la loro imprevedibile amicizia, che porterà ad una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani.
Relatrice: Antonella Mundo, arteterapeuta.

Ingresso: adulti 5 euro con tessera valida per l’intera rassegna e acquistabile direttamente prima di ogni incontro. Gratuito per i ragazzi fino ai 16 anni.

La rassegna è organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace, in collaborazione con: Comune di Lurate Caccivio, Biblioteca, Associazione InTerragire, Comunità pastorale SS. Ambrogio e Carlo, Encuentro, Enfapi, Associazione Parco Ubuntu.

Arci nazionale / Sciopero della fame per lo ius soli

 

logo La Presidenza nazionale dell’Arci comunica la propria decisione di aderire allo sciopero della fame per l’approvazione dello ius soli. «La Presidenza nazionale dell’Arci parteciperà allo sciopero della fame per l’approvazione dello ius soli, raccogliendo la proposta di centinaia di insegnanti a cui hanno già aderito molti parlamentari e lo stesso ministro Del Rio.

Inizieranno domani la presidente nazionale Francesca Chiavacci e il vicepresidente Filippo Miraglia, e, a staffetta, tutti gli altri componenti della presidenza nazionale dell’associazione.

L’Arci sarà anche presente, insieme all’Italia sono anch’io e al movimento #italiani senza cittadinanza alla manifestazione promossa per il pomeriggio del 13 ottobre in Piazza Montecitorio.  Con gli insegnanti, gli alunni e i loro genitori animeremo la piazza con laboratori e flash mob chiedendo che il Senato approvi al più presto la legge che riforma la cittadinanza.

Nonostante si sia ormai quasi alla fine della legislatura, i tempi per approvarla ci sarebbero ancora se questa fosse davvero la volontà politica del governo.

Noi comunque non ci arrendiamo e continueremo a stare nelle piazze per chiedere che le migliaia di ragazze e ragazzi di origine straniera, nati e/o cresciuti in Italia, cittadini italiani di fatto, lo diventino anche di diritto attraverso una legge che introduca lo ius soli».

7, 9, 12 ottobre/ IX rassegna di teatro poetico “Nivul e sogn”

      

Tra sabato 7 ottobre e giovedì 12 ottobre si svolgerà l’ultimo ciclo di eventi della IX rassegna di teatro poetico Nivul e Sogn. Deliri di-versi, proposto da Teatro arte orizzonti inclinati e patrocinato dal Comune di ComoDi seguito il programma di ogni incontro.

Sabato 7 ottobre dalle 20,30 al centro civico di Albate (via Sant’Antonino 4), Mauro Fogliaresi, poeta, e Gin Angri, fotografo, presenteranno il loro libro Un cuore all’indice. Parole sospese del libraio annuvolato.  Nell’opera, gli autori si muovono in un paesaggio di emozioni dell’inquietudine del vivere e la solidarietà verso le vite “storte” della moltitudine degli esclusi. Farà da sottofondo alla presentazione l’accompagnamento musicale di Paolo Fan.

Ingresso libero.

Lunedì 9 ottobre, il Centro studi Panta Rei presenterà il libro di Maria Cristina Foglia Manzillo Il mio primo lavoro da psicologa. La presentazione, gratuita, inizierà alle 20,30 all’agriturismo Shakei a Grandate (via Monte Rosa 1).

La rassegna si concluderà con la famosa trasposizione cinematografica del romanzo di Ken Kasey Qualcuno volò sul nido del cuculo (1962). La proiezione avverrà al cinema Gloria / circolo Arci Xanadù di Como (via Varesina 72) alle 20,30. Ingresso 5 euro.

Prodotto dalla United Artists e diretto dal regista cecoslovacco Milos Forman, il film, uscito nella sale nei primi anni Sessanta, venne considerato volgare e dai contenuti sovversivi: la società perbenista dell’epoca non era pronta per un personaggio come Randle “Mac” McMurphy (Jack Nicholson), ex galeotto accusato di abusi sessuali su una minorenne, frequentatore di prostitute, sboccato e irrispettoso. Solo nel 1975, il turpe e rozzo Mac, fattosi internare in un manicomio per sfuggire alla prigione e ai lavori forzati, si impose agli occhi del pubblico come una sorta di atipico eroe, capace, con il suo schietto vitalismo, di sollevare la sua voce contro la morale comune e la mentalità conformista.

Associazione orizzonti inclinati www.teatroarte.it  con il patrocinio del Comune di Como

 

7 ottobre / “Paesaggi dipinti”. Inaugurazione mostra di Massimo Gabaglio

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Prevista per sabato 7 ottobre alle 19 allo Spazio Parini a Como (via Parini 6) l’inaugurazione della mostra Paesaggi dipinti, realizzata dal fotografo Massimo Gabaglio. Sarà presente per l’occasione don Giusto Della Valle, a cui il ricavato della mostra sarà interamente devoluto.

(dalla pagina Facebook dell’evento):
Massimo Gabaglio, fotografo per passione e tradizione familiare (il padre Sandro, detto Sandrino, fu pittore e raffinato fotografo a sua volta) espone al pubblico una scelta delle sue realizzazioni fotografiche. Paesaggi dipinti non è soltanto un titolo ma anche il modo più sintetico ed immediato per definire uno stile fotografico, un percorso di immagini che restituisce un racconto interiore. Le immagini proposte sono frutto di un intimo dialogo tra obiettivo fotografico e forme della natura, da cui l’autore attinge
atmosfere poetiche che appaiono dipinte. Accordi cromatici, geometrie essenziali e contrasti di luce: il paesaggio perde la sua naturale identità per diventare immagine grafica, un non luogo in cui ciascun osservatore può ritrovare se stesso. Un effetto seduttivo che appare il frutto più dello sguardo pittorico, che di un pur sapiente uso di capacità tecnica.

La mostra fa parte della rassegna Territori Migranti ideata dall’Associazione culturale territori, di Como, che propone alla cittadinanza, sin dal 2010, appuntamenti volti a favorire occasioni di conoscenza e scambio fra la città, il territorio circostante e le persone migranti appartenenti alla comunità lariana.
L’Associazione culturale territori intende con questa rassegna offrire il suo contributo all’integrazione, alla socialità ed al buon vivere collettivo.

La mostra fotografica Paesaggi dipinti è allestita e curata dagli organizzatori insieme ad alcuni ospiti stranieri di comunità di accoglienza del comasco che hanno scelto di contribuire a questo progetto. Sarà possibile acquistare le fotografie esposte e il ricavato sarà totalmente devoluto a don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, per sostenerlo nell’impegno di accoglienza dei migranti che transitano e vengono ospitati in parrocchia.
Le foto in vendita possono essere richieste in formati differenti da quelli esposti.

Ingresso libero.
Orari della mostra: da lunedì a venerdì 16-20, sabato e domenica 10-12.30 e 15-19.

 

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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