Anci

III edizione Stati generali contro il gioco d’azzardo

STATI GENERALI VS AZZARDO 29 gennaio 2018 _ foto tavolo rappresentanti istituzioni.jpgRiportiamo integralmente il comunicato riassuntivo della III edizione degli Stati generali contro il gioco d’azzardo, che si è tenuta la mattina di lunedì 29 gennaio alla sede di Anci a Milano.

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Ambiente/ Segnali di cambio di direzione

direzione-580x333Spesso cambiare passo può significare accelerare nella direzione sbagliata o rallentare in quella giusta. Al contrario cambiare direzione se non è sempre rivoluzionariamente risolutivo è certamente un’azione innovativa. Per questo la scelta fatta dall’amministrazione Lucini, e dall’assessore all’ambiente Magatti in particolare, di invertire la direzione del centrodestra che non aveva saputo offrire alla città una reale raccolta differenziata nell’interesse di tutti è stata una positiva rivoluzione nonostante l’oggettivo ritardo con il quale la città ha intrapreso tale virtuosa strada mentre l’innovazione andava sempre più concentrandosi verso la non produzione e non più verso il riciclaggio dei rifiuti. (altro…)

Una intesa per i dipendenti delle province

provincia_como_saporitiRegione Lombardia, Anci, Upl e organizzazioni sindacali della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato un protocollo per continuare con l’erogazione dei servizi svolti sinora e per l’istituzione di un tavolo di confronto.

 

«Il riconoscimento della necessità di assicurare continuità di erogazione dei servizi rivolti alle persone e al territorio e di tutelare gli attuali livelli occupazionali dei lavoratori dipendenti delle Province in Lombardia; l’istituzione di un Tavolo regionale di confronto e monitoraggio, che rimarrà attivo fino a completo compimento del processo di riordino, compresa la nuova collocazione del personale. Sono questi i due punti principali del protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lombardia, Anci, Upl e organizzazioni sindacali della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil), relativo alla situazione del personale delle Province lombarde».

«La Legge Delrio e la Legge di Stabilità hanno creato un pasticcio di dimensione colossali, per cui ci vorranno anni per rimediare – dichiara Massimo Garavaglia, assessore all’Economia, crescita e semplificazione –. Unica Regione in Italia, abbiamo tentato e tentiamo di limitare i danni, anche firmando questo protocollo d’intesa condiviso da tutti. Per compiere i prossimi passi, come ad esempio le decisioni legate alle funzioni delegate, continueremo a lavorare insieme, cercando anche di capire cosa succede nel sistema Paese e cosa hanno intenzione di fare le altre Regioni». [md, ecoinformazioni]

Riformare il Patto di stabilità

COMO COMUNE«Un’inversione di rotta» è quanto chiede Como, con Anci, al Governo.

 

«Si è tenuta nei giorni scorsi a Milano l’assemblea regionale di Anci Lombardia – spiegano da via Vittorio Emanuele II –. L’assemblea, oltre ad aver approvato il nuovo Statuto di Anci Lombardia, ha evidenziato la necessità di portare all’attenzione delle istituzioni nazionali e locali le criticità della finanza locale, su cui gravano non solo le ripercussioni delle manovre economiche approvate dal Governo negli ultimi anni ma anche le disposizioni contenute nel recente decreto legislativo 66/14, che operano un ulteriore taglio delle risorse destinate ai Comuni per un totale di 375,6 milioni di euro».

«Al termine della seduta gli amministratori presenti all’Auditorium Testori – per Como è intervenuto il sindaco Mario Lucini – hanno approvato un documento con il quale avanzano al Governo, al Parlamento e alla Regione le loro richieste – prosegue il comunicato –, prima fra tutte “una decisa inversione di rotta rispetto alla emanazione di norme che invadono la sfera dell’autonomia decisionale degli amministratori locali”, e la previsione di “una riforma radicale del patto di stabilità in modo che escluda i piccoli Comuni ed articoli l’obiettivo nazionale per comparti regionali; stabilisca l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio e un limite all’indebitamento lasciando all’autonomia dei singoli enti la scelta delle modalità per perseguirli”, evitando altresì “nuove manovre che riducano ulteriormente risorse per il comparto dei Comuni o, peggio, premino gli enti meno virtuosi”, anche in vista dei cambiamenti istituzionali che riguardano le nuove Province e le Città Metropolitane».

«I sindaci – termina la nota – hanno dato mandato ad Anci Lombardia di promuovere un incontro con il Governo e i parlamentari lombardi per presentare il documento approvato (il documento)». [md, ecoinformazioni]

Mauro Guerra: manovra inaccettabile

Mauro Guerra, capogruppo del Pd nel Consiglio provinciale di Como e coordinatore nazionale della consulta Piccoli Comuni, boccia i nuovi tagli del governo Berlusconi:  «La manovra che ci è stata presentata è inaccettabile, recessiva e penalizzando gli enti locali si abbatterà in realtà sugli investimenti e sui cittadini delle fasce più deboli, perché andrà a incidere sui servizi sociali». (altro…)

Comuni razzisti. L’Unicef chiede l’intervento dell’Anci

Il Comitato di Como dell’Unicef ha diffuso la riflessione del presidente nazionale Vincenzo Spadafora sugli episodi di violazione dei diritti umani in Italia. Il testo integrale dell’appello al governo e all’Anci.

«L’Italia ha ratificato il 27 maggio del 1991 la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che nel 2009 ha compiuto 20 anni. Venti anni fa il nostro paese sancì l’inviolabilità dei diritti dei bambini ed il superiore interesse del fanciullo, il suo diritto alla protezione ed all’uguaglianza. A venti anni di distanza colpisce come alcune istituzioni del nostro paese violino sistematicamente la Convenzione  lasciando in noi grande sconcerto e deplorazione. Quali sono le colpe di quei bambini se i loro genitori, in evidenti situazioni di difficoltà familiare, non riescono a pagare le rette e sono costretti a guardare il piatto pieno di altri compagni nelle mense scolastiche? Sono queste le amministrazioni e i sindaci vicini ai cittadini? Quelli che si fanno carico di tutti, senza escludere nessuno? In casi come questi è sempre una sconfitta per le istituzioni, nazionali o locali che siano, il non essere in grado di tutelare i più deboli, creando di fatto una discriminazione verso i più poveri. Leggi il testo

Comuni razzisti. L’Unicef chiede l’intervento dell’Anci

Il Comitato di Como dell’Unicef ha diffuso la riflessione del presidente nazionale Vincenzo Spadafora sugli episodi di violazione dei diritti umani in Italia. Il testo integrale dell’appello al governo e all’Anci.

«L’Italia ha ratificato il 27 maggio del 1991 la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che nel 2009 ha compiuto 20 anni. Venti anni fa il nostro paese sancì l’inviolabilità dei diritti dei bambini ed il superiore interesse del fanciullo, il suo diritto alla protezione ed all’uguaglianza. A venti anni di distanza colpisce come alcune istituzioni del nostro paese violino sistematicamente la Convenzione  lasciando in noi grande sconcerto e deplorazione. Quali sono le colpe di quei bambini se i loro genitori, in evidenti situazioni di difficoltà familiare, non riescono a pagare le rette e sono costretti a guardare il piatto pieno di altri compagni nelle mense scolastiche? Sono queste le amministrazioni e i sindaci vicini ai cittadini? Quelli che si fanno carico di tutti, senza escludere nessuno? In casi come questi è sempre una sconfitta per le istituzioni, nazionali o locali che siano, il non essere in grado di tutelare i più deboli, creando di fatto una discriminazione verso i più poveri. Qual è il ruolo dello Stato, se non quello di sostenere i più bisognosi? E’ un episodio che ricorda da vicino ciò che è accaduto a Napoli alcuni mesi fa, quando il piccolo Elvis fu ucciso dal fumo sprigionato da una stufa improvvisata. Anche in quel caso si trattava di un nucleo famigliare povero che non era in grado di pagare la bolletta elettrica. Allora l’Unicef fu il primo firmatario di un appello a sostegno delle famiglie più bisognose. Oggi siamo costretti a ribadire che lo Stato non può far finta di non vedere. Non credo più che siamo di fronte a casi isolati ma ad una strategia che punta a non avere rispetto per i più deboli siano essi bambini o adulti, stranieri o italiani, creando un “effetto domino” anche sui diritti dell’infanzia. Non può e non deve prevalere una cultura dell’infanzia che non la protegga in ogni luogo e che non la renda uguale in ogni contesto. In Italia i bambini non restano solamente “a pane e acqua” come in provincia di Vicenza e Brescia, ora muoiono anche, come ieri a Carugate, se il papà ha la tessera sanitaria scaduta e non può accedere a cure ospedaliere immediate. Chiedo al Presidente dell’Anci Sergio Chiamparino di farsi carico di una iniziativa forte proprio il 27 maggio nei confronti di quei comuni che non rispettano i dettami della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Al Governo invece che al più presto fornisca risposte concrete sul Piano nazionale dell’infanzia che tarda ogni giorno drammaticamente ad essere presentato e sull’istituzione del Garante dell’infanzia, figura che mai come in questi giorni avrebbe (come noi sosteniamo da anni) dimostrato la sua utilità come “tutore” dei diritti dei bambini in Italia.. Proprio così, sembrerebbe impossibile a dirsi, proprio in Italia».

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