comune di Como

Dal 18 novembre/ Giovani al centro. Giovani, città, impresa

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Il Comune di Como in collaborazione con la Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione promuovono un percorso formativo rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni per acquisire competenze di autoimprenditorialità e cittadinanza. Gli incontri si terranno alla ex circoscrizione di via Collegio dei Dottori 9 a Como dalle 14 alle 18.

Di seguito il programma:
18 novembre
l’impresa sociale giovanile, nuovi modelli di fare profitto e cultura, in bilico tra opportunità e difficoltà
25 novembre
giovani e città: nuovi usi, nuovi sguardi, nuove opportunità di vivere lo spazio urbano
2 dicembre
trucchi e strumenti per comunicare efficacemente idee e progetti
16 dicembre
il budget dell’impresa, come costruirlo e rispettarlo
13 gennaio
il mondo della notte tra divertimento, rischi, conflitti sociali e impresa giovanile
20 gennaio
come costruire progetti d’impresa giovanile insieme alla città e ai suoi attori

Info: sede.como@cooplotta.org

Emergenza umanitaria/ Formazione con Save the Children

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Grande l’interesse dimostrato dalla cittadinanza per la giornata di formazione con Save the Children sui diritti dei minori migranti di giovedì 25 agosto in Sala Stemmi organizzata dal Comune di Como. La mattinata dedicata agli aspetti giuridici, con l’obiettivo di rendere più chiari, per volontari e operatori, i diritti di ragazze e ragazzi migranti e le procedure necessarie per ottenere la protezione internazionale e il pomeriggio focalizzato sul tema dell’ascolto; una partecipazione che ribadisce la forza accogliente della bella Como.

La giornata si è aperta con una panoramica sulle identità, le provenienze, le volontà e i flussi migratori dei minori stranieri non accompagnati, è infatti possibile isolare le peculiarità di questi gruppi e analizzarle nell’ottica delle mete finali, delle difficoltà legate alla provenienza e dei rischi che i ragazzi e le ragazze corrono. Eritrei, Egiziani, Subsahariani dal Gambia, dalla Nigeria, dal Mali e dal Senegal, Bengalesi e Albanesi differiscono nelle modalità di arrivo e nelle speranze, avendo culture e provenienze geografiche dissimili. È tipica dei ragazzi eritrei la volontà di raggiungere il Nord Europa, volontà che spesso li porta a cercare di sfuggire all’identificazione, con la conseguenza di non poter usufruire delle strutture e delle pratiche di accoglienza del territorio; mentre la cultura egiziana espone i minori giunti in Italia con l’obiettivo di guadagnare anche per la famiglia all’estero al rischio dello sfruttamento lavorativo.

Più di uno i punti importanti, dalla necessità di un tutore legale a quella della definizione dell’età del giovane in caso di dubbio.

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Ciò che è fondamentale ricordare però, e ricordare al minore migrante non accompagnato, è che il minore ha sempre il diritto di restare in Italia, anche se non è richiedente asilo, e che sarà accolto in comunità specifiche, differenti da quelle destinate agli adulti, se non in famiglie che si rendono disponibili all’affido o all’adozione in un’ottica di accoglienza e integrazione; è inoltre possibile avviare procedure di ricongiungimento familiare in Italia e all’estero, anche se queste variano a seconda dello status giuridico del minore. Esiste inoltre la possibilità di relocation, ovvero di trasferimento regolare da uno Stato all’altro dell’Unione di richiedenti asilo eligibili; il criterio di eligibilità in questo caso è di “chiaro bisogno di protezione internazionale” e ad oggi riguarda le nazionalità Siriana, Eritrea e della Repubblica Centrafricana.

Il materiale della formazione non è stato reso disponibile (saranno preparate da Comune dispense), così come il permesso a filmare l’incontro. Peccato ecoinformazioni avrebbe messo a disposizione on line le registrazioni. Per approfondimenti è possibile consultare il sito dell’Oim, l’organizzazione internazionale per le migrazioni, e il sito di Save the children. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

 

Nuovi complementi di arredo urbano a Como

Partono il 15 giugno i lavori per rinnovare i complementi urbani a Como, frutto dell’appalto di manutenzione straordinaria bandito dall’assessorato ai parchi e giardini e finanziato con sessantamila euro.
I lavori sono iniziati con la rimozione di due fioriere in piazza del Popolo, cinque in piazza Gobetti, due in via Milano, tre in via Torno, sei all’esterno del parco di Villa Olmo, quattro in Napoleona. Per quanto riguarda i giardinetti di via Vittorio Emanuele II, sono stati portati a termine interventi come la posa della pavimentazione in acciottolato, il rifacimento di parte del tappeto erboso e la sistemazione delle nuove siepi. Il 16 verrà sistemato l’impianto di irrigazione.
L’intervento toccherà anche i parchi giochi, con l’inserimento nei prossimi giorni di nuove altalene, una al parco di via Sant’Antonino, una a quello di via Anzani. In via Mantegna, invece, sarà sistemata la pavimentazione antitrauma dell’altalena esistente.

Emarginazione e persone senza dimora: firmato accordo di alleanza

La mattina di giovedì 15 giugno è stato firmato a palazzo Cernezzi l’Accordo territoriale di alleanza per il funzionamento del Coordinamento per la grave emarginazione sociale e per le persone senza dimora. Bruno Magatti, rappresentante dell’assessorato alle politiche sociali del comune di Como, valuta molto positivamente questa collaborazione tra vari enti: << Le strutture amministrative non ce la possono fare da sole ad essere accanto alle persone con grave emarginazione sociale e ai senza dimora e le associazioni di volontariato danno un grandissimo aiuto. L’accordo di oggi è un momento importante perché segna il concretizzarsi di un’alleanza volta a promuovere la tutela dei diritti di cittadinanza>>. A firmare, oltre allo stesso assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Como, la Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio, l’associazione Piccola Casa Federico Ozanam, l’associazione Incroci, l’associazione Solidarietà Cooperazione Internazionale onlus, l’associazione City Angels Italia onlus, la Fondazione Somaschi onlus, il Comitato provinciale di Como della Croce Rossa Italiana.
<<Grazie ai volontari, grazie alle associazioni e al loro lavoro silenzioso dirigente del settore Politiche Sociali del Comune di Como – Senza di loro non saremmo in grado di far fronte a tutte le richieste di aiuto che ci arrivano dal territorio. E un grazie doppio per la loro collaborazione che ci permette di non sovrapporre le azioni e di investire meglio le risorse a disposizione>>, questo il ringraziamento di Franca Gualdoni, dirigente del settore Politiche Sociali del Comune di Como. Sempre la Gualdoni ha poi spiegato come la firma sia il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2011 per rendere Como una città il più accogliente possibile.
Verrà effettuato un censimento a luglio e dal precedente, datato 2010, risulta che siano centonovantasette le persone senza un’abitazione.
Le necessità di chi non ha una casa sono competenza nell’aiutarli, ma soprattutto un alloggio e una possibilità di lavoro, ed è su questi ultimi due punti che anche la cittadinanza può contribuire alla reintegrazione sociale insieme con le associazioni di volontariato come il Lions club, il gruppo San Vincenzo, il gruppo Legami, il Don Guanella, la parrocchia di Rebbio e la cooperativa sociale Csls.
[PC, per ecoinformazioni]

9 maggio/ Al via le iscrizioni ai centri estivi per le Scuole dell’Infanzia

Il 9 maggio partono le iscrizioni per i centri estivi di via Zezio a Como, via Segantini a Sagnino e via Majocchi a Lora, dedicati ai bambini delle Scuole dell’Infanzia; 105 i posti disponibili. Le domande,  scaricabili dal sito del Comune di Como alla sezione centri estivi per i bambini delle scuole dell’infanzia o disponibili all’Urp di via Vittorio Emanuele II, 97 e agli uffici del settore Servizi Scolastici di via Italia Libera 18/A, dovranno essere consegnate al settore Servizi Scolastici entro il 20 maggio.

Quest’anno verrà sperimentata una tariffa unica settimanale, comprensiva della quota di iscrizione e della quota di animazione e refezione scolastica, pari a 85 euro per i residenti e 100 euro per i non residenti. Sono confermate le ulteriori agevolazioni legate all’Isee; chi intende richiederle dovrà presentare la nuova attestazione Isee, rilasciata nel 2016.

I centri estivi saranno attivi dal 4 al 29 luglio, dalle 7.45 alle 17.30; il tema conduttore di quest’anno sarà il mondo magico e ogni settimana sarà caratterizzata dall’approfondimento di un argomento specifico. Si comincerà con il castello fatato, poi si entrerà nel bosco incantato, nella casa Abracadabra e l’ultima settimana grande festa nelle misteriose caverne. Oltre alle quotidiane attività di gioco, verranno proposti laboratori dedicati alla lettura e all’animazione, al suono e al movimento e all’arte culinaria e alla sperimentazione.

Il primo luglio alle 17 si terrà in ogni centro una riunione informativa con i genitori.

Per maggiori informazioni: Settore Servizi Scolastici tel. 031252603 e 031252689; centriestivinfanzia@comune.como.it

Piano triennale per l’imposta di soggiorno

comoPalazzo Cernezzi trova una intesa con gli albergatori.

 

«Il Comune di Como e l’associazione Albergatori di Confcommercio Como hanno avviato un percorso per arrivare ad un programma di investimento triennale che prenda in considerazione attività con finalità di interesse turistico allargate alla promozione del territorio, alla valorizzazione dell’offerta culturale e all’arricchimento della città in senso più ampio – si legge sul Notiziario del Comune di Como –. Nella programmazione di destinazione si è concordato di concentrare metà del budget disponibile in un unico investimento fisso (che duri nel tempo, di alto valore aggiunto e fortemente riconoscibile) e l’altra metà in spesa corrente (parte per finanziare progetti esistenti e parte per sostenerne di nuovi). L’obiettivo è dare una visione d’insieme alla progettualità destinata al turismo e alla cultura, puntando su progetti e iniziative in grado di creare sinergie tra loro e di massimizzare così il risultato».

Più precisamente: «Per quanto riguarda il triennio 2016-2018 si è concordato di destinare l’investimento infrastrutturale al tema della luce, per Como patrimonio storico e simbolico con grande potenziale: l’area dei giardini pubblici e del Tempio Voltiano, cuore della città di Alessandro Volta, verrà riqualificata nel suo complesso con particolare riguardo per l’aspetto illuminotecnico».

Mentre per: «La parte dedicata alla spesa corrente sarà di supporto alle attività che valorizzano l’offerta culturale della città con eventi e manifestazioni che contribuiscono a migliorare e implementare l’accoglienza turistica e allungarne la stagione, oltre che per iniziative di promozione turistica nell’ambito sportivo e con attività di carattere tecnico-informativo nell’ambito dei servizi di informazione (Info-point). Una parte del budget di spesa corrente sarà inoltre destinata ai “nuovi progetti”: nuove idee che per caratteristiche di innovazione, appeal, potenziale, possano rendere Como sempre più attrattiva per i turisti e sempre più bella per i suoi cittadini».

Per il 2016 sono previste entrate per 750mila euro: «Per la quota destinata agli investimenti, lo stanziamento (375mila euro) sarà utilizzato per lavori ai giardini a lago, interventi all’impianto di illuminazione dei giardini a lago, interventi sulla pavimentazione (giardini a lago e centro storico), arredo urbano (piazza Cavour, viale Geno). Per la parte corrente, invece, (pari a 375mila euro) 185mila euro saranno destinati a progetti di carattere turistico-culturale (Festival città della musica, Festival della luce, Lake Como film Festival, Parolario, Miniartextil, Wow) e ai Musei civici, al Museo della seta e alla Cattedrale; 40mila euro saranno destinati a sostenere progetti turistico-sportivi (Giro di Lombardia e Torneo Tennis Apt); 50mila euro saranno destinati ad estendere l’apertura degli Info-Point comunali nei mesi turistici; 100mila euro, infine, saranno destinati al lancio di nuovi progetti (8208 Light design Como Lake, Noir in festival)». [md, ecoinformazioni]

Chiude l’asilo di Camerlata

facciatapalazzocernezziUna «scelta assolutamente antisociale e metodologia antisindacale in pieno “stile renziano” – affermano gli esponenti di Rifondazione comunista Rognoni e Baggi –. Le politiche locali delle amministrazioni #Pd sono lo specchio delle scellerate scelte neoliberiste nazionali». Una scelta approssimata «scollegata da un progetto organico sul futuro dei nidi comunali» attaccano le organizzazioni sindacali.

 

«Veniamo a conoscenza dagli organi di stampa dell’intenzione dell’amministrazione comunale di chiudere l’asilo nido di Camerlata, scelta che condanniamo con forza e che ancora una volta dimostra come anche a livello locale le politiche neoliberiste del “partito della nazione” atte allo smantellamento dei servizi essenziali stiano prendendo piede e trascinando nostro malgrado il servizio pubblico in una deriva assai pericolosa. Di nuovo ci troviamo davanti a politiche di tagli, dove il profitto viene messo davanti a tutto, dove si sceglie di “razionalizzare la spesa” caricando tutte le conseguenze su lavoratori e cittadini – dichiarano Stefano Rognoni, segretario del circolo Prc/ Se Città di Como, e Fabrizio Baggi, segreteria provinciale Prc/ Se Como –. In ultimo, ma non certo per importanza, apprendiamo da una nota della Fp Cgil di Como che questa scelta è stata fatta “nell’indisponibilità delle assessore comunali comasche Marelli e Magni all’elaborazione di progetti condivisi e strutturati per l’adeguamento dell’offerta pubblica di asili nido in città”».

«Riteniamo questo un fatto gravissimo – proseguono gli esponenti di Rifondazione –, che condanniamo senza indugio e che purtroppo è totalmente in linea con i comportamenti e gli atteggiamenti di menefreghismo che più volte il presidente del Consiglio ed il suo Governo hanno riservato alle organizzazioni sindacali che rappresentano le lavoratrici ed i lavoratori italiani, ed inoltre, prendiamo atto con rammarico ed indignazione che le politiche locali a targa Pd altro non sono che una triste ripetizione delle politiche antisociali e neoliberiste del “Sindaco di Firenze” nonché Presidente del Consiglio. Ci fa specie che ancora una volta, dopo il caso “Centro unico di cottura” l’amministrazione Lucini ha deciso di razionalizzare a discapito dei bambini».

Da parte loro invece: «Le organizzazioni sindacali [Fp Cgil, Cisl dei laghi, Uil Fpl] e la Rsu [del Comune di Como] denunciano l’approssimazione di questa scelta, scollegata da un progetto organico sul futuro dei nidi comunali. Si specula su un problema vero, la carenza di personale, per determinare una contrazione del servizio».

«Un quartiere importante e popoloso come Camerlata, che vede oggi una presenza maggioritaria di bambini stranieri quali utenti dell’asilo, viene privato di un presidio strategico. Come si pone la giunta comunale rispetto a buone politiche d’integrazione sociale? – chiedono le organizzazioni sindacali –Camerlata è un quartiere che, nel futuro immediato, grazie all’auspicato sblocco della cittadella della salute e all’apertura dell’Esselunga potrebbe registrare un grosso incremento demografico. Ha senso non operare questa valutazione?»

«In secondo luogo, il comune di Como ha dimostrato di non voler investire per nulla sul personale del settore – proseguono –. L’ultima assunzione a tempo indeterminato risale al 2010. Il piano del fabbisogno triennale di personale, presentato nel 2015 (temporaneamente bloccato dalla legge finanziaria), prevede sul 2015-2017 trentadue assunzioni. Di queste negli asili nido ne sono previste zero! Nel 2016 andranno in pensione 5 educatrici, il comune risponde con la chiusura di Camerlata, nel 2017 ne andranno in quiescenza 8, quanti altri nidi chiuderanno?»

«Infine stupisce negativamente il percorso non partecipato della decisione. Le forze sindacali sono venute a conoscenza della scelta politica dagli organi di stampa, e sono state convocate solo a seguito di questa “fuga di notizie”» terminano e denunciano i sindacati. [md, econformazioni]

L’Asf licenzia/ Palazzo Cernezzi intervenga

asfNonostante le dure proteste per evitare  il licenziamento di un lavoratore malato e quindi inidoneo alla guida, approdate anche in Consiglio comunale a Como, Asf ha licenziato il lavoratore. Lo denuncia la Filt Cgil di Como. Una mozione della sinistra della maggioranza e di parte delle opposizioni per evitare il licenziamento sarà discussa in Consiglio.

 

«Martedì 16 febbraio Asf ha proceduto con il licenziamento del lavoratore “non idoneo alla guida” – spiega un comunicato della Filt Cgil comasca –. Più precisamente, ha chiesto la convocazione della Commissione di conciliazione alla Direzione territoriale del lavoro, in buona sostanza l’anticamera del licenziamento».

«Dopo quasi un anno di trattative, 2 scioperi con l’adesione della quasi totalità dei lavoratori, il blocco del trasporto pubblico locale in tutta la provincia, una manifestazione davanti al Comune di Como, l’intervento del Consiglio comunale di Como, l’azienda ha ritenuto di non “sentire ragioni” e sta procedendo per la sua strada – prosegue il comunicato –. Inoltre, nella vertenza collettiva circa la ricollocazione dei “non idonei alla mansione”, è stata respinta la proposta di sindacati e Rsu di riservare alla categoria la mansione di “verificatori titoli di viaggio”».

Per questo: «La Rsu e le segreterie provinciali di Filt Cgil-Fit Cisl e Uilt Uil hanno proceduto a inviare formale comunicazione di apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione che, se non interverranno novità e aperture da parte di Asf, porterà ad azioni di sciopero sul territorio comasco».

«Riteniamo grave che un’azienda con 3milioni di utile nel 2014, si rifiuti di ricercare con noi soluzioni onorevoli e dignitose per chi si trova si potrebbero trovare in precario stato di salute – spiegano congiuntamente i sindacati –. Riteniamo inaccettabile e respingiamo l’atteggiamento che scarica sugli enti di assistenza i lavoratori non più idonei alla guida ma sicuramente idonei per altre mansioni».

Mentre la politica si sta lentamente attivando. A Palazzo Cernezzi è stata iscritta all’ordine del giorno (punto 8 del 2016) una mozione per «la messa in atto di azioni a tutela dei lavoratori», firmata dai consiglieri del Partito democratico Vito De Feudis, Raffaele Grieco, Guido Rovi e Gioacchino Favara, di Paco-Sel Luigi Nessi e Celeste Grossi, di Per Como Roberta Marzorati, del Movimento 5 stelle Luca Ceruti e del Gruppo misto Francesco Scopelliti. [md, ecoinformazioni]

Proteste a Palazzo Cernezzi

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I lavoratori di Acsm-Agam chiedono il rispetto della clausola sociale del 2011.

 

Sospesa la seduta consiliare di lunedì 15 febbraio per incontrare una delegazione di una ottantina di lavoratori di Acsm-Agam, molti con pettorine, in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi. La protesta nasce, come si legge in un volantino distribuito dai manifestanti, dal «prossimo passaggio dei lavoratori del gruppo Acsm-Agam alla società 2i Rete Gas, aggiudicatrice della gara gas dai Comuni di Como e di S. Fermo della Battaglia».

Nel 2011 il Comune di Como aveva siglato con i sindacati una clausola sociale per garantire il passaggio dei lavoratori, ma ora c’è il rischio «per i lavoratori che passeranno dall’Inpdap all’Inps, di dover sostenere la ricongiunzione onerosa delle prestazioni previdenziali (con importi che potrebbero arrivare a decine di migliaia di euro!)» e «di essere assunti con le norme previste dal cosiddetto Job Act per i nuovi assunti (“contratto a tutele crescenti”), perdendo alcune tutele e in particolare quelle di cui all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori».

La clausola sociale disattesa determinava «l’obbligo per l’azienda che subentra di riconoscere il passaggio automatico dei rapporti di lavoro – senza soluzione di continuità – attraverso l’assunzione di tutto il personale sia operativo che amministrativo del gestore uscente alle medesime condizioni, normative, economiche professionali e previdenziali».

Per questo i lavoratori chiedono «di fare in modo che il passaggio dei lavoratori interessati avvenga solo dopo ce sia stata trovata una soluzione positiva alle problematiche evidenziate».

Che «non si rispetti nel bando in modo efficace la clausola sociale» è una responsabilità del sindaco precedente, ha respinto ogni accusa il primo cittadino attuale Mario Lucini al termine dell’incontro con i lavoratori. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Solidarietà e cooperazione

cernezziPalazzo Cernezzi devolve 20mila euro a 4 associazioni.

 

Il primo febbraio per la Festa della solidarietà e della cooperazione internazionale il Settore relazioni internazionali del Comune di Como: «Ha incontrato le associazioni a cui sono stati assegnati i contributi stanziati dall’Avviso pubblico per la concessione di contributi a sostegno di programmi di cooperazione e solidarietà internazionale e gli studenti assegnatari dei bandi».

Per lo scambio di studenti con Tokamachi, in collaborazione con la Famiglia comasca, quest’anno all’undicesima edizione: «Le ragazze che si sono aggiudicate il bando sono Giulia Tringali, studentessa dell’ultimo anno del Liceo classico Alessandro Volta di Como e Camilla Miotti, laureanda in Scienza del servizio sociale all’Università cattolica del sacro cuore di Milano. Le studentesse hanno già accolto due giovani giapponesi nel mese di dicembre e avranno a loro volta la possibilità di visitare la città di Tokamachi in estate».

La Borsa di cooperazione internazionale, in collaborazione con l’associazione Acuma, che prevede uno stage formativo di un mese in Romania è stata vinta da Camilla Miotti, «laureanda in Scienza del servizio sociale all’Università cattolica del sacro cuore di Milano, già vincitrice dello Students Exchange», che andrà a Chitila.

«L’undicesima edizione dell’Avviso pubblico per la concessioni di contributi a sostegno di programmi di cooperazione e solidarietà internazionale per l’anno 2015 ha visto la partecipazione di 12 candidature – prosegue il Notiziario comunale –. I progetti ammessi sono stati 8, 6 per l’Africa e 2 per l’Europa dell’Est; 2 i progetti in ambito educativo, 2 quelli in ambito sanitario, 3 quelli per la formazione professionale e 1 per l’ambito alimentare. Le quattro associazioni vincitrici sono:

Associazione Bambini in Romania, contributo di € 8.000,00 per il progetto I diritti dei bambini, programma di sostegno ai bambini e giovani vulnerabili in Romania. Il progetto si ispira alla Convenzione internazionale dei Diritti dell’infanzia e promuove il diritto dei minori all’assistenza sociale in caso di abusi o maltrattamenti, il diritto alla famiglia e il diritto all’istruzione. Le azioni concrete sono varie e in diverse zone della Romania: Centro di promozione dell’abbandono nelle unità sanitarie, al fine di garantire il mantenimento di neonati e minori in famiglia (Brasov); sostegno personalizzato alle famiglie per la prevenzione dell’abbandono e il recupero del nucleo famigliare (Mehedinti); sostegno a bambini e giovani che vivono in condizioni di degrado, attraverso la partecipazione a centri diurni che garantiscano uno sviluppo sano e la frequenza scolastica (Valcea e Bucarest); Formazione dell’equipe locale;

Associazione Karibuni onlus, contributo di € 6.000,00 per il progetto in Kenya Aiutiamoli ad aiutarsi. La fattoria Flora a Langobaya, contea di Kilifi. Il progetto ha come obiettivo principale l’autosufficienza alimentare della comunità di Langobaya, attraverso la progettazione e la realizzazione di una fattoria per la coltura di frutta e verdura e l’allevamento di bestiame. All’interno della fattoria lavora personale locale formato da agronomi della contea e da volontari dell’associazione. Grazie alla realizzazione della fattoria è stato possibile approvvigionare con cibi freschi e salutari le scuole di Karibuni che ospitano circa 400 bambini e ha permesso l’avvio di attività domestiche di coltivazione e allevamento per più di 300 famiglie della contea di Kilifi;

Associazione Medici con l’Africa Como onlus, contributo di € 4.000,00 per il progetto Per un parto sicuro in Uganda. L’associazione è presente in Uganda dal 1959 nell’ospedale diocesano di Aber, con interventi particolarmente attenti ad assicurare un parto sicuro e più in generale a migliorare la salute di mamme e bambini. Il progetto tende al rafforzamento del sistema sanitario di riferimento per permettere alle donne di accedere alle strutture sanitarie periferiche, garantire un trasporto di emergenza verso l’ospedale più efficiente ed intervenire in maniera più incisiva con terapie antivirali in caso di madri affette da HIV;

Associazione Poilon, contributo di € 2.000,00 per il progetto in Sud Sudan Prima i bambini. Sostegno al reparto pediatrico dell’ospedale di Nzara. Il progetto si inserisce all’interno delle attività svolte dall’ospedale diocesano di Tombora-Yambio e mira a combattere la mortalità infantile in una delle zone più martoriate dell’Africa, attraverso l’erogazione di servizi di pediatria per contrastare gli effetti delle malattie più diffuse, quali ad esempio la malaria. L’intervento dell’associazione prevede anche la formazione del personale locale tramite l’erogazione di tre borse di studio». [md, ecoinformazioni]

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