Legambiente Lombardia

Transizione ecologica e mobilità sostenibile

Nella serata del 14 giugno si è tenuto online il primo incontro promosso dal Circolo Legambiente Angelo Vassallo di Como per discutere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e della sua componente ecologica. Un incontro nel quale si è parlato di transizione ecologica, mobilità sostenibile e programmi di attuazione per sfruttare al meglio i fondi dell’Unione Europea e migliorare il territorio e la vita dei cittadini partendo dalle realtà locali.

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5 giugno/ Arciwebtv/ La politica risponde ai ragazzi sull’ambiente

Dalle 11,30/ Per la Giornata mondiale dell’ambiente, Legambiente Lombardia ha organizzato una conferenza stampa in cui la politica risponde alle domande dei ragazzi: la deputata Rossella Muroni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala (la partecipazione è in attesa di conferma) rispondono alle domande dei cittadini dai 9 ai 13 anni, inviate tramite messaggi vocali nei giorni scorsi. Clicca qui o sull’immagine per andare all’evento facebook e vedere la diretta.

Gli altri programmi del 5 giugno.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Legambiente Lombardia/ Il consumo di suolo prende casa al nord. Oltre 600 ettari persi nel 2017

Legambiente Lombardia
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In Lombardia nell’ultimo anno persi oltre 600 ettari di suolo, le maggiori perdite nelle province di Milano e Pavia, segnala Legambiente Lombardia. Sono Lombardia e Veneto le regioni italiane in cui si consuma più suolo in Italia, ed è nella macroregione del Nord, includendo anche Piemonte ed Emilia Romagna, che si perde oltre la metà del territorio agricolo nazionale, per trasformarlo in nuove urbanizzazioni e infrastrutture. 
È questo il campanello d’allarme che suona il nuovo rapporto di Ispra che fotografa le trasformazioni del territorio avvenute tra il 2016 e il 2017.

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Goletta dei laghi 2018/ Impegnarsi, tutti, per un Lario più pulito


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È stato presentato nella mattinata di lunedì 9 luglio alla Camera di Commercio di Como (via Parini 16) il resoconto delle indagini condotte quest’anno dalla Goletta dei laghi di Legambiente nelle acque del Lario, in collaborazione con Conou e Novamont. Sono intervenute/i in rappresentanza dell’associazione Enzo Tiso, Chiara Bedetti e Barbara Meggetto, rispettivamente responsabile scientifico (Tiso) e presidente (Bedetti) del circolo comasco “Angelo Vassallo” e presidente di Legambiente Lombardia (Meggetto). L’incontro è stato introdotto da Annarita Polacchini, coordinatrice del Tavolo per la competitività della Camera di commercio che, lo scorso 19 giugno a Villa Erba, aveva presentato agli Stati generali del lago di Como il Patto per il Lago di Como, per il Ceresio e per i laghi minori, sottoscritto ora dalle presidenti Legambiente di Como e della regione. (altro…)

Legambiente Lombardia/ Le città alla sfida del clima

Legambiente Lombardia
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È stato presentato oggi a Roma il dossier nazionale di Legambiente sugli impatti dei cambiamenti climatici. Nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate: anno dopo anno si ripetono anche in Lombardia fenomeni metereologici intensi ed estremi dovuti in primis ai cambiamenti climatici che stanno già causando danni ai territori, alle città e alla salute dei cittadini. Le risposte della politica e delle amministrazioni non sempre sono all’altezza: accanto a buone pratiche diffuse, da Pavia a Bergamo o a Milano, si registrano ritardi e disattenzioni oltre alla mancanza di una indispensabile regia comune.

Se ancora manca un regolamento nazionale per l’adattamento al cambiamento climatico, la Regione Lombardia si è attrezzata arrivando nel 2015 all’elaborazione di un “Documento di azione regionale sull’adattamento al cambiamento climatico” che individua le priorità su cui intervenire e 30 misure per la salute umana e qualità dell’aria, la difesa del suolo e del territorio, la gestione e qualità delle acque, l’agricoltura e biodiversità.

 «Ora è necessario implementare il percorso intrapreso – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – dando attuazione concreta a tutte le azioni previste nel documento e stabilendo regole chiare e vincolanti, per la parte di competenze della regione, per evitare danni a persone e territori causati da localizzazioni sbagliate, sottovalutazione del rischio idrogeologico, impermeabilizzazione dei suoli. L’assessore Cattaneo ha le deleghe ad ambiente e clima: confidiamo possa incidere in tal senso su tutto l’operato della regione, l’adattamento climatico deve essere al centro delle politiche territoriali».

Che il tema sia all’ordine del giorno lo dimostrano le cronache degli ultimi anni. L’episodio rilevante più recente in Lombardia si è registrato appena il 10 maggio scorso, quando a Legnano una bomba d’acqua improvvisa ha colpito il Comune e tutta la zona a nord di Milano mandando in tilt il traffico a causa delle condotte idriche che non riuscivano a smaltire la pioggia battente. Ma basta pensare alle esondazioni del fiume Seveso avvenute a maggio del 2017 o più volte a luglio, agosto e novembre del 2014. Negli ultimi anni sono state ben 32 le esondazioni del Seveso nell’area milanese e dal 2010 ammonta a 15 il numero dei giorni in cui il trasporto ferroviario e metropolitano è stato sospeso a causa di eventi metereologici estremi. Ad agosto 2016 blackout dovuti a temporali e bombe d’acqua sono avvenuti in vaste aree della Lombardia, dal basso e medio Verbano a Valtellina e Valchiavenna.

 Lo stallo ormai perdurante nella realizzazione delle vasche di laminazione, intervento che avrebbe dovuto in breve tempo risolvere i problemi di esondazione del Seveso a Milano, è la dimostrazione che non esistono soluzioni semplici al problema complesso di restituire sicurezza alla città: ogni soluzione è parziale, come è stato a suo tempo per la realizzazione dello scolmatore. Per la sicurezza idraulica la città e il territorio metropolitano devono re-imparare a convivere con il loro torrente, utilizzando anche gli spazi aperti e il reticolo idrico urbano per offrire diversivi alle acque di pioggia e alle portate di piena che giungono da nord. Perché, ricorda l’associazione ambientalista, il vero imbuto del Seveso è il suo tratto tombinato in città, e dunque occorre – ovunque possibile e non solo sui Navigli – riportare le acque a scorrere in superficie e a disporre di spazi adeguati per la loro espansione.

 «Il progetto di riapertura dei Navigli è un’opportunità per ripensare il sistema milanese delle acque, ma per questo occorre smettere di pensare ad aspetti marginali come la navigazione turistica per concentrarsi sulla funzione dei corsi d’acqua e dei Navigli come infrastrutture verdi – afferma Lorenzo Baio, responsabile acque di Legambiente Lombardia –. Da questo punto di vista è un pessimo segnale il fatto che il progetto presentato alla città in questi giorni si premuri di assicurare che il Seveso, nel tratto di via Gioia, continui a scorrere sottoterra, realizzando un letto separato da quello del Naviglio di cui oggi è affluente. Oltre a contenere le portate a monte, Milano deve mettersi nella condizione di utilizzare tutte le possibilità di deflusso esistenti o attivabili, diversamente l’imbuto continuerà a rigurgitare in Piazzale Istria acque e fango ad ogni temporale».

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 Prevenire però si può, a partire dai regolamenti edilizi e dalla pianificazione territoriale. Sono molti infatti,  gli interventi che le amministrazioni locali possono attuare e che i soggetti sovraterritoriali, a partire da Regione, possono estendere come modelli. Il regolamento edilizio di Mortara (PV)  ad esempio salvaguarda la permeabilità dei suoli nelle aree urbane fissando delle percentuali obbligatorie di terreni permeabili negli spazi privati e pubblici (parcheggi, cortili, piazze). Una decisione che risulta indispensabile per una corretta e sicura gestione delle acque e per ridurre l’effetto isola di calore.

In tutta Italia sono 453 i regolamenti edilizi che promuovono il ricorso ai tetti verdi, tra cui Milano. E’ opportuno citare quello di Pavia, che contiene l’obbligo di realizzare almeno il 50 per cento  delle coperture a verde nel caso di edifici industriali e/o del terziario, e di Zinasco, sempre nel pavese, che obbliga le coperture a verde per tutti i nuovi edifici, sempre per un valore non inferiore al 50 per cento.

Sul versante del risparmio idrico nei regolamenti edilizi spiccano i comuni di Brivio, Calco , Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, tutti in provincia di Lecco, in cui è previsto l’obbligo appunto di risparmio idrico pari al 30 per cento rispetto al valore di 250 litri al giorno per abitante.

Anche il riutilizzo delle acque grigie (parte delle acque domestiche derivate dagli scarichi della cucina, della doccia, vasche da bagno e lavandini) è affrontato da molti Regolamenti. Ad esempio in quello del Comune di Bellusco (MB), in cui viene promosso il recupero volontario di almeno il 70 per cento delle acque grigie.

A Bergamo, infine, la Giunta comunale ha recentemente approvato un progetto di riqualificazione del sistema di raccolta e convogliamento delle portate idriche di quattro aree cittadine soggette, in occasione di temporali, ad allagamenti e a conseguenti disagi per coloro che vi abitano.

  Il dossier nazionale si può scaricare al seguente link: https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/citta-e-clima-indagine-2018-di-legambiente[Legambiente Lombardia]

Legambiente Lombardia/ smog, ozono in peggioramento nella Lombardia occidentale

 

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Smog: ozono fuori controllo tra Brianza e Lecchese, previsioni in peggioramento su tutta la Lombardia occidentale. Imputati ancora una volta i motori diesel. Legambiente: “Iniziamo a informare i cittadini, nelle giornate di sole, tra pomeriggio e prima serata, meglio trovare rifugio dallo smog”. (altro…)

Como città d’acqua/ Considerazioni sulla salute del Lario

 

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Enzo Tiso, del circolo Legambiente di Como “Angelo Vassallo”, sintetizza i temi sviluppati nell’incontro “Como città d’acqua”, organizzato da Legambiente, durante il quale sono intervenuti Chiara Bedetti, presidente circolo Legambiente di Como, Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, Pietro Genoni e Fabio Buzzi, del Centro regionale laghi e monitoraggio acque superficiali di Arpa Lombardia, Roberta Bettinetti, del dipartimento di Scienze e tecniche applicate dell’Università dell’Insubria, Stefania Di Vito, responsabile scientifica di Goletta dei laghi e  Giorgio Ghiringhelli, presidente di Ars ambiente srl. 
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Legambiente/ 25 per cento della Lombardia “aree protette”, ma enti del parco trascurati

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Lo smembramento delle competenze dell’Assessorato all’Ambiente  – comunica Legambiente Lombardia – rischia di ingessare le aree protette lombarde. La nascita del Parco metropolitano milanese è una opportunità da cogliere senza indugi. (altro…)

Per il Lario si può e si deve fare meglio

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Nella mattina di sabato 19 maggio si è tenuta, nel salone Bosisio della Ca’ d’industria di Como, il convegno “Como città d’acqua”, organizzato da Legambiente Como e Legambiente Lombardia le cui rispettive presidenti, Chiara Bedetti e Barbara Meggetto, hanno introdotto e moderato gli interventi e costituito dagli interventi di Pietro Genoni e Fabio Buzzi, referenti del Centro regiornale dei laghi di Arpa Lombardia, da Roberta Bettinetti, professoressa associata e ricercatrice del dipartimento di Scienze teoriche e applicate  dell’Università degli studi dell’Insubria, e da  Stefania Di Vito, responsabile della Goletta dei laghi, il cui rapporto per il 2018 è atteso per la prima metà di luglio. Numerosi anche gli interventi del pubblico, composto di circa trenta persone, a dimostrazione dell’interesse verso lo stato di salute del Lario, principale caratteristica del paesaggio comasco a cui gli abitanti della zona – commenta Bedetti in apertura –  «guardano con un misto di amore e odio».

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19 maggio/ convegno “Como città d’acqua”

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Si trasmette il comunicato stampa con cui il circolo Legambiente di Como invita al convegno Como città d’acqua, che si terrà alla sede della Ca’d’Industria in via Brambilla 61 a Como nella mattinata di sabato 19 maggio, dalle 9,30 alle 12,30.

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