Migranti

Arci nazionale/ La guerra ai migranti si allarga al Sahel

download

Negli ultimi due giorni abbiamo assistito al rafforzamento del processo di militarizzazione ed esternalizzazione del controllo delle frontiere nel Sahel, in base alle decisioni assunte  sia nell’incontro G5 Sahel che nel Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles.

A Parigi, il Presidente del consiglio Gentiloni ha infatti confermato la volontà di inviare una missione militare in Niger che prevede l’impegno di un contingente italiano di 470 uomini e 150 mezzi, finalizzato al controllo del territorio e dei migranti in transito. Una vera e propria barriera, questa volta nel deserto, che risponde sia a un interesse geostrategico – la presenza nello scacchiere internazionale del Sahel –  sia a un interesse banalmente elettorale, strumentalizzando ancora una volta la retorica degli sbarchi 0 da rivendere nella prossima campagna.

Parallelamente il G5 (Mali, Mauritania, Burkina Faso, Ciad e Niger), che riceverà fondi da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Europa ed USA, trasformerà il deserto del Teneré in uno scenario di guerra al Terrorismo e ai Migranti.  A rafforzare l’idea che la difesa comune è ciò su cui punta l’Europa, il Consiglio tenutosi ieri ha formalizzato il progetto di coordinamento militare tra Stati Membri.

Il Parlamento Italiano, che dovrà votare sulla missione militare in Niger,  si ricordi che con questa operazione l’Italia viola il protocollo di libera circolazione nello spazio CEDEAO, di cui il Niger fa parte,  e che le vittime di questa operazione elettorale saranno di fatto quelle migliaia di uomini, donne e bambini che cercheranno comunque di raggiungere l’Europa e per i quali Teneré si trasformerà nell’ennesimo cimitero a cielo ap

16 dicembre/ “Sconfinati destini”

24993592_865416956916775_200438085289946962_n.jpg

Sabato 16 dicembre alle 18,30, alla Piccola Accademia di TeatroGruppo Popolare, in via Castellini 7 a Como, torna Sconfinati destini. Storie di vite in cammino, spettacolo realizzato da TeatroGruppo Popolare e Kibaré Onlus per ragazzi richiedenti asilo a Como. All’esibizione seguirà un aperitivo. Si tratta di un’iniziativa di raccolta fondi a sostegno del laboratorio teatral-musicale interetnico condotto dalle due associazioni proponenti.

(altro…)

Stranieri, migranti: cittadini. Unione di popoli, tradizioni e culture in terra comense/ Coloni, barbari, invasori. Dalla fondazione di Como al domino austriaco

Inscription with dedication to deities, Detail of Celtic alphabet, from Prestino, Como province
L’iscrizione di Prestino in alfabeto leponzio, V sec.a.C.

«Solo l’anno scorso abbiamo ripreso a considerare Como una “città di migrazioni”; eppure la storia locale, e non solo locale, è segnata dagli spostamenti di popolazioni che si spostano in cerca di risorse, o di migliori condizioni di vita» Così Gerardo Monizza ha introdotto, nel pomeriggio di mercoledì 6 dicembre, Coloni, barbari, invasori. Dalla fondazione di Como al domino austriaco, primo di due incontri del ciclo Stranieri, migranti: cittadini. Unione di popoli, tradizioni e culture in terra comense (il  secondo è previsto per il pomeriggio di mercoledì 13 dicembre) condotti da Monizza e da Fabio Cani sul tema delle migrazioni a Como e organizzati da Auser università popolare all’Associazione Giosuè Carducci (via F. Cavallotti 7 a Como).

(altro…)

Legambiente/ solidarietà a Como senza frontiere

legambiente-ogL’associazione Legambiente, a livello locale e nazionale, si unisce alle espressioni di solidarietà e sostegno nei confronti dei volontari della rete Como senza frontiere, oggetto di una azione intimidatoria da parte di un gruppo neofascista.

(altro…)

Emergenza freddo/ Nuovi posti letto al Centro Cardinal Ferrari

DSCN8191

Quaranta nuovi posti letto  – distribuiti in tre tendoni riscaldati – uno spazio di aggregazione e alcuni (pochi) servizi igienici e docce sono stati  ufficialmente messi a disposizione a partire dalla notte di martedì 5 dicembre. Lo hanno dichiarato Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana, Bruno Corda, prefetto, Mario Landriscina, sindaco, e Roberto de Angelis, questore di Como, nel corso della conferenza stampa lunedì 4 dicembre al centro socio-pastorale Cardinal Ferrari (viale Cesare Battisti 8), alla quale è intervenuta anche Laura Fontana Legnani, direttora della Fondazione Centro Cardinal Ferrari. Era invece assente Alessandra Locatelli, vicesindaca e assessora alle politiche sociali. Probabile dal 5 dicembre lo sgombero dell’area dell’autosilo Valmulini nella quale una sessantina di migranti aveva trovato rifugio grazie alle tende di Como accoglie.

(altro…)

2 dicembre/ Procedure amministrative nella gestione dei flussi migratori: problemi e prospettive

casa-riposo-como.jpg

Sabato 2 dicembre, dalle 9,30 alle 12,30 all’Opera Don Guanella in via Tomaso Grossi 18 a Como, si terrà la tavola rotonda Procedure amministrative nella gestione dei flussi migratori: problemi e prospettive.
(altro…)

Migranti: la maggioranza di Landriscina boccia lo Sprar

IMG_20171114_121823679.jpg

In una conferenza stampa tenutasi al Comune di Como alle 12 di martedì 14 novembre, i capigruppo di minoranza Bruno Magatti (Civitas), Fabio Aleotti (M5s), Patrizia Lissi (Pd) e Vittorio Nessi (Svolta civica) hanno espresso il proprio rammarico per la mancata approvazione della delibera di indirizzo inoltrata dalle rispettive forze di minoranza e concernente l’attivazione di una rete Sprar sul territorio di Como e comuni limitrofi.
(altro…)

7 ottobre / “Paesaggi dipinti”. Inaugurazione mostra di Massimo Gabaglio

21688427_1927124350887658_5263393501839720296_o

Prevista per sabato 7 ottobre alle 19 allo Spazio Parini a Como (via Parini 6) l’inaugurazione della mostra Paesaggi dipinti, realizzata dal fotografo Massimo Gabaglio. Sarà presente per l’occasione don Giusto Della Valle, a cui il ricavato della mostra sarà interamente devoluto.

(dalla pagina Facebook dell’evento):
Massimo Gabaglio, fotografo per passione e tradizione familiare (il padre Sandro, detto Sandrino, fu pittore e raffinato fotografo a sua volta) espone al pubblico una scelta delle sue realizzazioni fotografiche. Paesaggi dipinti non è soltanto un titolo ma anche il modo più sintetico ed immediato per definire uno stile fotografico, un percorso di immagini che restituisce un racconto interiore. Le immagini proposte sono frutto di un intimo dialogo tra obiettivo fotografico e forme della natura, da cui l’autore attinge
atmosfere poetiche che appaiono dipinte. Accordi cromatici, geometrie essenziali e contrasti di luce: il paesaggio perde la sua naturale identità per diventare immagine grafica, un non luogo in cui ciascun osservatore può ritrovare se stesso. Un effetto seduttivo che appare il frutto più dello sguardo pittorico, che di un pur sapiente uso di capacità tecnica.

La mostra fa parte della rassegna Territori Migranti ideata dall’Associazione culturale territori, di Como, che propone alla cittadinanza, sin dal 2010, appuntamenti volti a favorire occasioni di conoscenza e scambio fra la città, il territorio circostante e le persone migranti appartenenti alla comunità lariana.
L’Associazione culturale territori intende con questa rassegna offrire il suo contributo all’integrazione, alla socialità ed al buon vivere collettivo.

La mostra fotografica Paesaggi dipinti è allestita e curata dagli organizzatori insieme ad alcuni ospiti stranieri di comunità di accoglienza del comasco che hanno scelto di contribuire a questo progetto. Sarà possibile acquistare le fotografie esposte e il ricavato sarà totalmente devoluto a don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, per sostenerlo nell’impegno di accoglienza dei migranti che transitano e vengono ospitati in parrocchia.
Le foto in vendita possono essere richieste in formati differenti da quelli esposti.

Ingresso libero.
Orari della mostra: da lunedì a venerdì 16-20, sabato e domenica 10-12.30 e 15-19.

 

Minori non accompagnati: presentato in Tribunale il corso di formazione per tutori

DKp-Ct3WsAASDUy

Partecipatissima – quasi 80 presenze registrate – la presentazione del corso per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati [profilo introdotto e regolamentato dalla legge del 7 aprile 2017, ndr], tenutasi mercoledì 4 ottobre nella sala Biblioteca del Tribunale di Como (largo Spallino 5). 
Tale iniziativa corona un percorso intrapreso già dal mese di maggio e portato avanti in sinergia dal Tribunale di Como (in interfaccia con il giudice tutelare), Avc-Csv, Osservatorio per i diritti del migrante e Comune di Como, con la collaborazione tecnica della ong internazionale Defence for Children (nell’ambito del progetto Elfo, co-finanziato dal programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza della Commissione europea) e la partnership transfrontaliera con Service social international Suisse. Un percorso frutto di un’attenta riflessione sulle dinamiche territoriali locali in merito alla gestione del fenomeno migratorio, che gli enti proponenti intendono condividere e sviluppare insieme alla comunità locale.


Nello specifico, il programma di formazione vuole risolvere un aspetto particolarmente critico, a Como come in altre località: l’assistenza a migranti minorenni. La formazione di tutori consapevoli della specificità territoriale e individuale vuole prevenire l’assorbimento di questi giovani in un vuoto istituzionale, normativo e sociale, evitando che il compimento del diciottesimo anno comporti per loro una perdita non solo de facto, ma anche de iure, dei diritti di cui essi erano stati almeno formalmente titolari. Maria Luisa Lo Gatto, giudice e referente per i rapporti con il territorio del Tribunale di Como, ha perciò rimarcato in apertura all’incontro (introdotto dai saluti di Anna Introini, presidente del Tribunale) la necessità per i futuri tutori e tutrici di acquisire una conoscenza approfondita del contesto in cui si apprestano a operare. Fissato un chiaro obiettivo comune nella tutela dei diritti dei migranti minorenni da parte della comunità e dell’ente che li ospitano  – ed è quest’ultimo, per legge, a farsene carico  –  è opportuno che queste persone creino una rete operativa, non soltanto per ragioni di assistenza e di reciproco sostegno, ma anche per mantenere una relazione dialogica e costruttiva con l’amministrazione e la giustizia locali, chiamati ad assistere tutori e migranti con le proprie specifiche competenze e responsabilità.

Tale percorso di crescita, in cui ciascuno può imparare e insegnare qualcosa dagli altri,
spiega l’approccio transdisciplinare e “sperimentale” del corso presentato, orientato al confronto e all’interazione peer-to-peer, più che a una formazione di tipo frontale. La struttura di questa opportunità formativa, aperta per il momento a una classe di 25 persone, è stata illustrata più nello specifico da Pippo Costella, direttore di Defence for Children Italia. Previsti (a metà del mese di novembre 2017) tre giorni consecutivi di formazione focalizzati su quattro obiettivi: la conoscenza del contesto, la comprensione dello stesso (e del/la minore da tutelare) per poter elaborare e perfezionare pratiche ad hoc, l’applicazione di tali pratiche, e il “posizionamento” di migrante e tutore/tutrice rispetto alla realtà operativa. Non sono attesi particolari requisiti o competenze dai partecipanti al corso, se non quello di poter garantire al(la) minore preso/a in cura stabilità, reperibilità e costanza. Proprio per questo è previsto che a ogni tutore sia assegnato un unico individuo.

Nel 1991 – ventisei anni fa – la Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo è stata adottata dall’ordinamento giuridico italiano: secondo l’art.2, di tale documento, ogni minorenne  – cittadino/a o meno dello Stato – è titolare dei medesimi diritti, libertà, obblighi e divieti, che gli Stati firmatari si impegnano a garantire.
Nel caso dei migranti minorenni, ciò non avviene in pratica: si pone l’accento sull’entrata e permanenza illecita nello Stato ospite, piuttosto che sulle violazioni subite dalla persona del migrante, magari da parte dello Stato stesso. Tuttavia, «garantire tutela ai migranti minorenni non è un atto di pietismo», ha chiarito Costella «ma in primo luogo un’opportunità e anzi un dovere civico, l’applicazione concreta dei princìpi di uno Stato di diritto che, pur chiaramente sanciti dalla Costituzione italiana, vengono spesso “accantonati” in situazioni dette, a volte impropriamente, “emergenziali”».

Fornire assistenza a soggetti doppiamente isolati  – come migranti e come minorenni non accompagnati – diventa così il gesto di accoglienza e umanità più importante che si possa compiere nei loro confronti. Di questo parere è Lanciné Camara, mediatore culturale di origini ivoriane giunto in Italia nel 2011, oggi operativo nell’accoglienza per minori a Genova, dove collabora con Defence for Children Italia . Facendo riferimento al proprio vissuto, Camara (che ha chiesto e ottenuto l’asilo in Italia) ha parlato positivamente del ruolo svolto dalla comunità e dai tutori nell’assisterlo nel processo di integrazione, incoraggiando il pubblico a intraprendere un percorso formativo in tal senso.
Camara ha anche fatto riferimento al consistente turnover dei ragazzi ospitati nella struttura per la quale lavora. È infatti ben diverso occuparsi di una persona che intende rimanere in Italia (nella fattispecie) e avviarsi all’integrazione, oppure di un(a) migrante in transito che vorrebbe invece raggiungere altri Stati. In questo secondo caso, diventa fondamentale per i soggetti dell’accoglienza e dell’assistenza di migranti intraprendere e mantenere relazioni transfrontaliere e transnazionali che, nel caso di Como, interessano in primo luogo la vicina Svizzera. Proprio un’operatrice di Service social international Suisse intervenuta alla presentazione, Élodie Antony, ha riportato l’impatto positivo dei tutori assegnati a 200 migranti minorenni oltreconfine, ribadendo il bisogno per questi  di persone affidabili su cui poter contare e la necessità, per chi accoglie, di insistere maggiormente sull’aspetto del ricongiungimento familiare.

Con la formazione di figure tutoriali, l’accoglienza e l’integrazione di migranti in Lombardia potranno beneficiare dell’esempio “pioniere” (in sede regionale) di Como, «dove, già l’anno scorso, cittadinanza attiva e volontariato comaschi hanno dato una splendida risposta in tal senso», ha ricordato Elena Zulli, responsabile progetti per Avc-Csv, segnalando il percorso gratuito di 40 ore – distribuite tra la fine di ottobre 2017 e gennaio 2018 – messo a punto da Avc-Csv per fornire strumenti di formazione e conoscenza territoriale agli operatori/trici dell’accoglienza e del volontariato; a questo seminario si aggiunge poi Le sfide del fenomeno migratorio: chiusura o accoglienza?, un corso di educazione allo sviluppo, organizzato da Unicef a partire dal 25 ottobre.

Visto il grande differenziale tra il numero di migranti minorenni e quello di tutori (formati e ancora da formare), su cui pesa anche una limitata disponibilità di strutture d’accoglienza operanti, sarà necessario investire su misure come l’affido familiare e un’assistenza di carattere provvisorio per migranti non stanziali, collaborando di concerto con operatori e amministrazioni locali, oltre che con il coordinamento delle comunità per minori non accompagnati. Tutto questo nella consapevolezza che una rete d’accoglienza insufficiente e malgestita favorisce l’assimilazione degli emarginati nella criminalità: la sfida è perciò dimostrare che l’inclusione (e non l’esclusione) di questi rappresenta l’antidoto più efficace a un clima di insicurezza e paura.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Online sul canale YouTube di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza