Stefano Fanetti

24 marzo/ Pd Como / Trasporto pubblico a Como: Obiettivo 2020

Locandina-TPL-Como---24-mar

Una serie di proposte sul trasporto pubblico comasco, dai piccoli miglioramenti a costo zero alle grandi prospettive strategiche di sviluppo. Questo è l’argomento dell’incontro organizzato dal Partito democratico di Como, martedì 24 marzo alle 21, presso il salone del dopolavoro ferroviario di via Venini 7 (a due passi dalla Stazione di Como San Giovanni). Temi chiave della serata saranno lo sviluppo intermodale del sistema di trasporti, con attenzione all’integrazione tariffaria e alla promozione e alla comunicazione, oltre all’incentivazione della mobilità sostenibile e alla valorizzazione del sistema anche nell’ottica di una città a vocazione turistica. Introdurrà la serata Stefano fanetti segretario cittadino Pd Como. Interverranno: Patrizia Signorotto, delegata a mobilità e trasporti nella segreteria cittadina Pd,  Luca Gaffuri consigliere regionale Pd Lombardia e Daniela Gerosa assessore a mobilità e trasporti del comune di Como. Porteranno un contributo al dibattito Helmuth Moroder, attuale city manager del comune di Bolzano e già direttore di Strutture Trasporto Alto Adige e di Sba (Infrastrutture Ferroviarie Alto Adige) e Fabio Bergamaschi, assessore a mobilità e viabilità del comune di Crema. Concluderà l’iniziativa l’intervento del sindaco di Como Mario Lucini.

7 febbraio/ La prima guerra mondiale

pdguerramondialeIl Partito democratico invita all’incontro La prima guerra mondiale. Riflessioni storiche letterarie che si svolgerà nella sala Felice Riva del bar Il circolo in via Canturina 164 a Albate Como. All’iniziativa di sabato 7 febbraio alle 17 interverranno Giorgio La Rosa, Abele dell’Orto e Stefano Fanetti. Al termine dell’incontro c’è un aperitivo al bar (5 euro). Leggi la locandina.

16 gennaio/ Cambiamenti climatici: le comunità di fronte alla sfida dell’adattamento

piazza cavour allagataSeminario organizzato da StudioGNS venerdì 16 gennaio a Villa Gallia in via Borgovico 148 a Como.

 

Programma:

Alle 8.45, Registrazione partecipanti;

Alle 9.15, Introduzione e saluti;

Alle 9.30, Lo sblocca Italia per gli interventi sul territorio, Chiara Braga, Commissione ambiente Camera dei Deputati;

Alle 9.50, I cambiamenti climatici: cause ed effetti, Carlo Dossi, Università degli Studi dell’Insubria;

Alle 10.10, Strategia europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, Stefano Fanetti, Università degli Studi dell’Insubria;

Alle 10.30, Punto sulla strategia italiana per l’adattamento, Barbara Pozzo, Università degli Studi dell’Insubria;

Alle 10.50, Major Adapt: il patto dei sindaci per l’adattamento meteo climatico, Mirko Baruffini, consigliere Provincia di Como;

Alle 11.10, Ricapitalizzazione intelligente e resiliente dei territori e delle città, Luca Biancucci, architetto 2020CityPlus;

Alle 11.30, Costruire città resilienti: strumenti, metodologie, esperienze, Marco Cardinaletti, EU Fund Sustainability manager – Eurocube S.r.l.;

Alle 11.50 La VAS a supporto della progettazione ambientale ed energetica, StudioGNS srl;

Alle 12.10, Tavola rotonda con i relatori e a seguire aperitivo.

Per iscrizione Internet www.studiogns.com. [md, ecoinformazioni]

22 novembre/ Bonafè all’accademia Galli verso una nuova Europa

pd bonafèIl circolo cittadino del Partito Democratico di Como, invita ad un incontro pubblico con l’europarlamentare Simona Bonafè, sabato 22 novembre alle 18.30 all’accademia Aldo Galli in via Petrarca 9. Introdurranno l’incontro Savatore Amura, direttore dell’accademia e Stefano Fanetti segretario cittadino del Pd. Modera Davide Cantoni di QuiComo.

Como/ Centrosinistra a curvatura democristiana

emilio russoNon salva quasi nulla Emilio Russo nella sua spietata analisi della politica di governo di Como: «il bilancio del centrosinistra a curvatura democristiana che governa la città, a metà del suo mandato, agli occhi di un numero crescente di cittadini, si presenta all’insegna dell’inconcludenza e non fa presagire nulla di buono per le “magnifiche sorti e progressive” della “sinistra”». Un giudizio caustico che valuta sbagliato o inefficace gran parte dell’operato della giunta Lucini. Per Russo le responsabilità maggiori sono del gruppo dirigente che si è «impadronito del Pd e che ha avuto come stella polare della sua azione politica l’emarginazione della cultura della sinistra riformista». Un punto di vista che superando il buonismo di appartenenza sferza senza remore e ci auguriamo animi altri interventi, anche di segno diverso, che il nostro giornale sarà lieto di ospitare.

«Gli argomenti dei cacciatori di gufi sono sostanzialmente due. Il primo è che “la sinistra è per la prima volta al governo della città” (il che, storicamente, non è nemmeno vero del tutto) e che per questo bisogna difendere l’attuale amministrazione come un sol uomo. Evitare di perdere “un’occasione storica”. Il secondo è che “il meglio è nemico del bene”. E quindi è bene accontentarsi di quello che passa il convento. Quello che ha il suo indirizzo a Palazzo Cernezzi e che è abitato da Lucini e dalla sua variopinta maggioranza.

Argomento, in fondo plausibile, se non fosse però che, per quanto possa essere sgradevole ammetterlo, il bilancio del centrosinistra a curvatura democristiana che governa la città, a metà del suo mandato, agli occhi di un numero crescente di cittadini, si presenta all’insegna dell’inconcludenza e non fa presagire nulla di buono per le “magnifiche sorti e progressive” della “sinistra”. Nel consuntivo di questi due anni e mezzo, ci sono, certo, l’ampliamento della zona Ztl, l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti, le mostre di Villa Olmo. Sì, ma, a ben vedere, per quanto abbiano spesso catalizzato l’attenzione degli organi di informazione e dell’opinione pubblica, si tratta pur sempre di iniziative modeste, quando non discutibili, almeno nelle modalità con cui sono state attuate. Il nuovo regime dei rifiuti non è altro che la replica di quello che i cittadini di quasi tutti centri minori conoscono da tempo e finirà per pesare di più sulle spalle dei contribuenti. Le esposizioni di Villa Olmo scontano il difetto di origine di avere voluto dare continuità – senza la furbizia del passato – alla logica delle “grandi mostre”, mantenendo la sede, la periodicità e il carattere di “evento” delle mostre di Gaddi, e rinunciando invece ad attuare una vera politica culturale a 360 gradi. La pedonalizzazione di alcune aree (per una superficie limitata, peraltro) è avvenuta al di fuori di un progetto credibile. Così, per difendere le scelte compiute, si è dovuto utilizzare l’argomento della presunta continuità con le politiche degli anni “70. Dimenticando che la chiusura della città murata fu allora accompagnata da studi imponenti sul contesto urbanistico, dall’ acquisizione di monumenti di valore storico architettonico (San Francesco, San Pietro in Atrio, Sant’Eufemia), dall’ampliamento dell’offerta culturale (la Pinacoteca di Palazzo Volpi) e, soprattutto, da una disciplina urbanistica fatta di vincoli e di incentivi alle ristrutturazioni. Una logica palesemente in contrasto con l’idea di città esposta recentementedall’assessora alla mobilità, secondo cui le piazze e le strade liberate dalle auto – oltre ad essere graziosamente riservate allo stazionamento delle auto di alcuni residenti privilegiati – possono ora ospitare spettacoli, artisti di strada, mercatini eccetera. Non ho niente contro i fisarmonicisti rumeni e i venditori di collanine, e nemmeno contro l’esondazione dei dehors sulle aree pubbliche, ma Como è un’altra cosa. I turisti vengono a Como, oltre che per il lago, per Terragni e Sant’Abbondio, per il Duomo e per Volta, per la seta e per le barche. E quando ti chiedono di presentare un progetto per l’Expo mica puoi andare a proporre la fiera del giovedì santo. Così, se non conosci la storia della città e la sua anima antica e moderna, ti rifugi in un silenzio assordante.

Poi ci sono le altre cose fatte. Non tutte “di sinistra” e, spesso, poco condivisibili. Come un PGT non troppo diverso da quello proposto dal centrodestra e che non si vede come possa rilanciare lo sviluppo della città e riequilibrare le parti del suo territorio. Come l’apertura del centro storico ai magazzini delle “grandi firme”, senza parcheggi e senza un piano del commercio in grado di tutelare e valorizzare gli esercizi “storici”, che infatti vanno scomparendo uno ad uno. O come l’accordo con il signor Caprotti sull’area ex Fisac che nemmeno la giunta di Bruni aveva osato concludere.

Infine, ci sono altre cose di cui sono piene le pagine dei giornali e sulle quali non è il caso di ritornare. Lasciamo perdere le “buche nell’asfalto”, il Palazzetto dello Sport di Muggiò ormai diroccato, l’autosilo della Val Mulini abbandonato da Dio e dagli uomini, la Piscina dello stadio con i bordi sbrindellati e chiusa chissà fino a quando. Il Teatro Politeama, grazie a un film bellissimo, è assurto a livello nazionale a simbolo del degrado (oltre ad essere l’occasione di esternazioni tragicomiche da parte dell’assessore al patrimonio). La bonifica della Ticosa sembra la trama di una telenovela dal copione incomprensibile. Le paratie lo sono da tempo. E le impuntature da geologi hanno solo prolungato i tempi e gli oneri a carico del Comune. Al punto che non è peregrino – e da gufi – sostenere che il Comune di Como sia tenuto ormai sotto tiro da Maroni. Dalle cui scelte di accettare di pagare la bolletta a Sacaim può dipendere, più o meno, il default finanziario. Tanto più che l’imposizione fiscale è già stata utilizzata fino al massimo consentito dalle leggi e che qui non si sente parlare di nessuna spendingrewiew. Con la Tasi, lo abbiamo appreso in questi giorni, mediamente più elevata della vecchia Imu e senza le detrazioni che, in passato, facevano da scudo a chi aveva di meno. Una cosa davvero poco “di sinistra”.

Di fronte a una situazione come questa, il maggior partito della coalizione, nei giorni scorsi ha chiesto la testa di due assessori. La segreteria cittadina del Pd, composta per lo più da figli, mariti e fidanzati di assessori e consiglieri, ha battuto un colpo dopo trenta mesi di silenzio affidandosi a una sorta di roulette russa per sollecitare un cambiamento qualsiasi. Oltre che per fare posto in giunta alla responsabile provinciale del partito. Perdiana, ha esternato Stefano Fanetti, ci saremmo anche noi. Con quali rilievi, quali idee, quali progetti, non siamo in grado di dirlo. Ma questo è un particolare trascurabile. Intanto il Pd si appresta a investire, dopo un sindaco “indipendente” nel capoluogo, anche un presidente della Provincia che rischia di essere eletto con i voti determinanti dei consiglieri del partitino di Alfano. E al quale del centrosinistra – tanto meno della sinistra – non sembra importare più di tanto. Ma tant’è, anche questa casella è funzionale al disegno di costruire attorno al partito una rete di relazioni che lo bypassano regolarmente. Con la scusa dell’ “apertura” alla società. In realtà con un fondo di subalternità culturale e di furbizia che sono stati la cifra, in questi anni, della cultura del gruppo che si è impadronito del Pd e che ha avuto come stella polare della sua azione politica l’emarginazione della cultura della sinistra riformista». [Emilio Russo]

 

Il Pd esulta per i risultati delle elezioni

voti pd 2014Il Partito democratico comasco festeggia i buoni risultati elettorali e la vittoria a Mariano Comense. Per Braga in futuro: «L’obiettivo è di fare squadra per il bene e la crescita di tutto il territorio».

 

«Oggi [lunedì 9 giungo] è una giornata particolarmente felice per il Partito democratico – afferma la parlamentare comasca del Pd Chiara Braga –. L’esserci affermati a Mariano Comense è il risultato finale di una consultazione elettorale che ci conferma come autorevole forza di governo nel territorio». «Il Partito democratico è un punto di riferimento per il territorio, cosa del resto emersa all’indomani del 25 maggio ovvero dopo il primo turno delle amministrative e delle elezioni europee – prosegue Braga –. La portata delle sfide e delle questioni locali che ogni Comune comasco troverà sul campo deve ora portare il Pd provinciale a lavorare insieme con i diversi sindaci così da giocare e vincere al meglio tutte le sfide che ci troviamo di fronte. In passato non abbiamo mai avuto l’onore e l’onere di guidare così tanti centri comaschi. L’obiettivo è quindi quello di fare squadra al fine di perseguire obiettivi comuni per il bene e la crescita di tutto il territorio. Complessivamente, dunque, questa tornata elettorale si chiude con un risultato netto a favore del nostro partito e con un’iniezione di fiducia che dovremo onorare in quanto il Pd è una forza di governo credibile».

«Oggi ci troviamo a commentare un nuovo risultato straordinario che segue i risultati ottenuti dal Pd alle elezioni europee nelle quali il Pd ha intercettato un elettorato di opinione che ha anche riconosciuto l’importante lavoro svolto dal Governo Renzi e che ci conferma come un’importante realtà solida alla quale affidare i destini della nostra provincia – dichiara il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri –. Bisogna rendersi conto che, nell’arco di quattro anni, la geografia politica della provincia di Como è cambiata radicalmente. Una situazione che carica di nuove responsabilità il Partito democratico per il futuro sviluppo del nostro territorio nel quale governiamo i principali centri. In ogni caso la nostra proposta politica vuole coinvolgere tutta la Provincia: dalla Brianza che confina con Milano ai centri del lago. A Mariano Comense, infine, Giovanni Marchisio è riuscito a creare un grande entusiasmo testimoniato dal fatto che al ballottaggio il numero di elettori a suo favore sono risultati in numero maggiore in questo secondo turno rispetto ai dati di due settimane fa».

«Il dato della città capoluogo è assolutamente importante, per certi versi anche insperato – aggiunge il segretario cittadino comasco Stefano Fanetti –. Siamo veramente soddisfatti di aver raccolto il 44% in Como: un dato che sicuramente funge da stimolo alla politica cittadina che deve assolutamente farne tesoro. Un risultato che conferma come il Pd non debba aver paura di contaminarsi con le forze più diverse in città, dai movimenti alle associazioni. Negli ultimi anni il centrosinistra ha cambiato profondamente il modo in cui porsi nei confronti della cittadinanza ed oggi dimostra di non aver alcuna remora ad avere il contatto con le persone di estrazione la più diverse per cercare di capire quali sono i problemi reali del territorio. Se saremo capaci di fare questo anche a Como sicuramente tutta la città potrà assolutamente beneficiarne».

«A Mariano Comense il Pd e le altre forze che appoggiavano la mia candidatura hanno vinto non solo, come si dice, perché abbiamo sfruttato il cosiddetto effetto Renzi ma soprattutto perché in questi ultimi mesi abbiamo raccontato con coraggio e determinazione le nostre idee, resistendo alla tentazione di rispondere alle diverse provocazioni che ci sono arrivate – conclude il neosindaco di Mariano Comense Giovanni Marchisio –. Ci piacerebbe che dopo la lunga esperienza della campagna elettorale la gente continui a pensare che è bello e appagante fare politica ed impegnarsi per la propria realtà. Il nostro sogni, quindi, è che chiunque abbia dato un contributo, a qualsiasi livello, nella nostra campagna elettorale, ci rimanga vicino e continui a fungere da stimolo la nuova amministrazione cittadina». [md, coinfomazioni]

Europee/ Pd/ Brando Benifei a Como

gdBrando Benifei, il più giovane candidato del Pd nell’imminente tornata europea, è stato ospite, all’Ultimo Caffè di Como, di un incontro elettorale organizzato dal circolo cittadino dei Giovani Democratici. Il rendez vous, tenutosi nella serata di giovedì 8 maggio, ha visto presenti anche i  segretari locali del Partito Democratico: quello dei Gd Como Tommaso Legnani, coordinatore dei vari interventi, il cittadino Stefano Fanetti e Savina Marelli, responsabile provinciale.

Nato in Italia, cresciuto con l’Europa. Lo slogan scelto da Bonifei può ritenersi un efficace riassunto dell’approccio del giovane candidato sul tema centrale di questa tornata elettorale: l’Europa, nelle sue varie accezioni.

«Da sempre sento come vicina l’idea di un’ Europa federale,- ha esordito subito Bonifei- non per nulla il mio modello è Altiero Spinelli». Europa come ideale che ci ha dato tanto, «come 70 anni di pace e libertà», ma che negli ultimi anni è finito vittima di due grandi difetti, uno politico e l’altro strutturale: «non possiamo non far notare come l’Ue sia stata dominata negli ultimi anni dalla Destra, responsabile di politiche fallimentari nell’economia e nel contrasto alla crisi» . la stessa Destra che ha inoltre limitato anche il potenziale impatto di leggi ambiziose nel campo del lavoro, «come la Garanzia Giovani Europea, approvata dalla Commissione Barroso troppo tardi e con un testo troppo edulcorato rispetto al lavoro dei gruppi giovanili del Pse, a cui ho preso parte nella promozione della riforma».

Limite politico quindi, accompagnato, come si diceva in precedenza, da un altrettanto grave limite “di progettazione” comunitaria: «l’Europa- ha continuato Bonifei- soffre di una vera e propria insufficienza istituzionale. I meccanismi comunitari sono in molti casi incomprensibili ai suoi stessi cittadini, troppo lontani dalle loro esigenze». Il risultato è così un continente in preda ad una crisi gravissima, messo in discussione nelle sue linee fondative. La soluzione? Una precisa scelta di campo, quella di un Unione Europea che vada a Sinistra. «Dico no- ha continuato l’esponente democratico- alla Grande Coalizione con i Popolari, ma sì ad un Parlamento a maggioranza socialista. Solo così possiamo far ripartire il processo comunitario».

Un processo, quest’ultimo, che non può sottovalutare lo “stato di salute” delle parti nazionali che lo compongono, tra cui ovviamente il nostro Paese. La proposta di Bonifei prevede una rinnovata attenzione alle modalità di rappresentanza e sovranità degli Stati membri, con un occhio riguardo, in Italia, alle istanze degli enti locali, a lungo frequentati dall’attivista del Pd: «l’obiettivo è il superamento del trattato di Maastricht, frutto di un’altra epoca e di altre esigenze. Adesso si è trasformato in un cappio, la sua riforma è diventata un esigenza imprescindibile». Una battaglia molto importante, giudicata da Bonifei come l’ambito principale su cui intervenire nei prossimi anni: « Proseguire sulla strada del risanamento è importante, ma non a totale discapito della crescita e del rilancio economico. Questa è la strada principale anche per recuperare sovranità».

Sovranità quindi, ma anche convergenza, nel senso di procedere ad una vera Unione, dal punto di vista di leggi e apporto al progetto comune, superando così le resistenze del « Sud ed anche dei ricchi Paesi nordici, che vedono Bruxelles spesso come un pericolo per i loro sistemi economici e di welfare». E su questi punti che si concentrerà l’impegno di Bonifei, se eletto, tenendo ferme in ogni caso le ragioni della sua candidatura, nata «non da sponsor politici, ma dalla precisa volontà dei giovani del mio Partito, senza obbedire ad alcuna logica correntizia».

C’è ancora molto da fare, ha concluso poi Bonifei rispondendo alle varie domande dalla platea: lavoro, immigrazione, diritti e democrazia, con «una nuova dittatura che si affaccia nel centro dellEuropa, quella di Orban, membro del Ppe, in Ungheria», sono solo alcuni dei temi all’ordine del giorno, intrappolati però in Italia in una «campagna elettorale sfiancante, molto difficile da decifrare. Si parla troppo di aria fritta, con molti concorrenti politici è impossibile discutere o ragionare, vedo poche idee e confuse».

Appuntamento quindi al 25 maggio, per un voto «che avrà una valenza storica e decisiva», e che vedrà il Pd schierato in una mobilitazione finale per il weekend del 16 e 17 maggio, con banchetti in tutti i Comuni, come ricordato dai dirigenti presenti in sala. [Luca Frosini, Ecoinformazioni, foto dalla pagina facebook dei Giovani Democratici Como]

Allargamento della Ztl a Como

pdPer il Pd è la realizzazione di una promessa elettorale e si dice «disponibile a incontrare gruppi di cittadini, associazioni e portatori vari di interessi, per discutere insieme e raccogliere suggerimenti su questo primo passaggio e sui successivi che verranno».

Per il Partito democratico di Como già nel programma elettorale del sindaco Mario Lucini: «Si indicava tra gli obiettivi da conseguire una vera “mobilità sostenibile” e la “riduzione progressiva delle auto circolanti in città” da realizzare attraverso la “disincentivazione della sosta inoperosa in convalle”, e si parlava esplicitamente di “estensione delle zone a traffico limitato”».

«Oggi, con la novità dell’ampliamento della Ztl alle zone circostanti piazza Roma e piazza Duomo, l’Amministrazione di centrosinistra prosegue con decisione nella realizzazione degli obiettivi promessi in campagna elettorale – dichiarano Stefano Fanetti, segretario cittadino del Pd, e Patrizia Signorotto, responsabile viabilità e mobilità –. Il Partito democratico della città di Como appoggia con convinzione l’operato dell’assessore Daniela Gerosa e del sindaco Mario Lucini, nella certezza che stiano lavorando per un futuro migliore per la nostra città».

«Il centro storico e il lungolago, importanti fattori di attrazione per i turisti, per i concittadini e per gli abitanti della provincia, non possono che trarre benefici da una revisione della circolazione e dei parcheggi che li valorizzi al massimo – proseguono i due esponenti democratici –. Provvedimenti simili in altre città hanno avuto ovunque apprezzamenti e ricadute positive: è ormai assodata infatti l’idea che queste scelte vadano, nel medio e lungo termine, a vantaggio di tutta la comunità, pur potendo arrecare, inizialmente, alcuni minimi disagi».

«L’ampliamento della Ztl e il nuovo piano parcheggi sono solo i primi passi che l’Amministrazione e il Pd vogliono percorrere nella direzione di una Como meno trafficata e meno inquinata – concludono –, rilanciata e valorizzata come città ricca di storia e di cultura, a vocazione turistica. Come già avvenuto nei mesi scorsi, il Partito democratico è disponibile a incontrare gruppi di cittadini, associazioni e portatori vari di interessi, per discutere insieme e raccogliere suggerimenti su questo primo passaggio e sui successivi che verranno». [md, ecoinformazioni]

Partito democratico: Stefano Fanetti eletto nuovo segretario cittadino

Stefano Fanetti Pd

Stefano Fanetti è il nuovo segretario cittadino del Partito democratico. La Commissione di garanzia mercoledì 15 gennaio ha proceduto allo spoglio delle schede attribuendo ai rispettivi candidati i voti espressi dai circoli di Como nel corso dell’ultima settimana che hanno determinato la seguente votazione: Stefano Fanetti 81 voti; Guido Rovi 32 voti. Fanetti succede a Stefano Legnani che ha lasciato l’incarico in virtù del suo ruolo di capogruppo del Pd in consiglio comunale a palazzo Cernezzi. L’elezione del nuovo segretario verrà ratificata nel corso della prossima assemblea cittadina, in programma sabato 18 gennaio.

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