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Ticosa, costruire il vuoto?

Dagli archivi on line della redazione di ecoinformazioni, una dettagliata cronologia con splendide foto di Gin Angri, alla quale c’è da aggiungere soltanto la definitiva conclusione della trattativa con Multi e il rientro dell’area nel pieno possesso del Comune . Leggi il numero 526 di ecoinformazioni, da pagina 27 in poi. E’ interessante soffermarsi sulla vicenda del concorso, da maggio 1993 a febbraio 1995, vinto da un bel progetto di Luigi Snozzi. Riscopriamo il coraggio politico  e la visione lungimirante del Sindaco Pigni, merce introvabile ad un quarto di secolo di distanza, e l’incapacità della destra, merce  sempre più diffusa, anche ai giorni nostri. (altro…)

Ticosa, facci un goal

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tardelli.pngDopo avere bonariamente criticato il progetto di Officina Como, la par condicio ci impone di spostare lo sguardo leggermente più a destra. L’impresa impegnerà due articoli. Precedenza, alla vigilia dello scontro diretto tra Como e Mantova per la promozione in serie C, alla proposta della lista “per Como”.

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Cgil in-forma Como novembre-dicembre 2013

CGILinForma-news-2013-11p10È in distribuzione la nuova edizione della newsletter mensile della Cgil di Como. La rivista si apre con l’intervista a Alessandro Tarpini sulla situazione sociale e politica italiana.  Le pagine 8 e 9 e il tazebao è dedicato a La Ticosa e il lavoro. Per ricevere Cgil in-forma via mail: cgilinformacomo@gmail.com. Scarica il pdf di  Cgil informa

Esposti on line sulle malefatte di Bruni

Pico (Progetto Informare Como)  di Paco comunica di aver messo a disposizione di tutti on line l’esposto di Italia Nostra alla Corte dei Conti regionale contro i danni erariali causati dall’affare Ticosa e l’esposto degli architetti Pandakovic e Sfardini alla Procura della Repubblica sulla questione delle paratie a lago.

Ticosa in consiglio comunale

È fissata per lunedì 21 giugno alle 20.15 la seduta del consiglio comunale per la presentazione progettuale e architettonica per il recupero dell’area ex Ticosa. Previsti gli interventi dei tecnici di Multi Investment e del sindaco Stefano Bruni, che detiene la delega all’Urbanistica.

Abbattuta nel Giorno della Memoria la Ticosa rimane un monumento all’incapacità della Giunta Bruni

Le opposizioni a Palazzo Cernezzi attaccano l’immobilismo della Giunta a tre anni esatti dall’abbattimento della Ticosa (fatto proprio nel Giorno della Memoria con evidente oltraggio alla memoria della resistenza operaia lariana), mentre per Bruni la colpa è di: «Una crisi di livello mondiale che ha reso tutto più complicato».

 

«Le ultime esternazioni del sindaco – ha dichiarato mercoledì 27 gennaio Luca Gaffuri, capogruppo Pd – sembrano fatte solo per rinviare il problema, si è parlato di portare nell’area Ticosa attività produttive, di aver trovato un privato interessato ad acquistare 6 mila mq, da ultimo l’intervento di una cooperativa edilizia. Si cerca di far vedere che una fiammella è ancora accesa… Che intervenga Formigoni, così come ha promesso!».
La paura dei consiglieri di opposizione è quella di non vedere più la fine del caso Ticosa così come del cantiere delle paratie e del muro sul lungolago. Per questo hanno convocato una conferenza stampa in piazza Cavour per esorcizzare lo spettro dell’immobilismo che attanaglia anche la barriera costruita sul lungolago.
«La Giunta è un po’ come i dilettanti alla sbaraglio – ha affermato Vincenzo Sapere, Gruppo misto – socialisti, che sulla Ticosa e le modifiche in corso d’opera ha detto – non si possono cambiare le carte in tavola, si rischiano i ricorsi». «Un’asta pubblica non può essere modificata» ha rincarato la dose Roberta Marzorati, Per Como.
«È stata fatta una scelta sbagliata» ha precisato Vittorio Mottola, Pd, anche perché, ha concluso Sapere «L’idea del sindaco è un’idea vecchia, era già stata fatto un concorso al tempo della Giunta Pigni, aveva vinto l’architetto Botta, che vadano a vedere le carte!».
Di tutt’altro parere il sindaco Bruni per cui, in una nota diffusa dal suo portavoce, «Il disfattismo non serve a nessuno e non ci porta da nessuna parte. Quelli che guardano le cose sempre e soltanto dal punto di vista negativo sono gli stessi che sperano che i problemi non si risolvano mai. Vogliono che non vada niente per il verso giusto, che non ci siano né crescita né sviluppo. Sono schierati contro la città. Sono contro e punto. […] Io invece guardo alle questioni con fiducia. […] Dal mio punto di vista, oggi non registriamo alcun fallimento. Sono invece tre anni che abbiamo tolto di mezzo i ruderi della Ticosa. È un traguardo raggiunto. Sfido chiunque a sostenere il contrario. Certi fautori della negatività ad oltranza non riescono neanche a rendersene conto: quei resti per un quarto di secolo hanno costituito un elemento di forte degrado sulle soglie della convalle. Un pessimo biglietto da visita. Un simbolo stesso dell’immobilismo. Sembravano inamovibili. Bene, noi li abbiamo abbattuti. E poi abbiamo avviato un processo di riqualificazione senza precedenti per il capoluogo. Certo, l’operazione era e resta complessa e bisogna riconoscere che non siamo stati fortunati visto che ci siamo imbattuti in una crisi di livello mondiale che ha reso tutto più complicato. Mi chiedo con quale capacità di analisi e lungimiranza politica certi soggetti possano trascurare questi elementi di fatto e crogiolarsi nella cultura del tutto sbagliato, seminando allarmismo, preoccupazione, un generale senso di resa e disimpegno. […] Sono ottimista. Credo proprio che nei prossimi giorni potremo riavviare l’iter consiliare di approvazione del piano integrato di intervento».

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 24 settembre

cernezziParatie e non solo al centro delle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 24 settembre.

Donato Supino, Prc, ha chiesto delucidazioni sulla nomina di Colombo nel Cda di Spt e alla presidenza di Asf: «il sindaco non aveva detto che lui non sarebbe potuto essere la persona designata perché aveva già una volta lasciato il bilancio aziendale in rosso?».
Vittorio Mottola, Pd, ha attaccato frontalmente il vicesindaco sulla riqualificazione dell’area del “Castello” di Quarcino, sui cambiamenti, del progetto iniziale, e gli abusi. Riguardo ai cambiamenti al progetto, ha replicato Caradonna, «Si sono espressi i tecnici comunali , mentre i vigili hanno riscontrato un abuso edilizio e hanno fatto regolarmente denuncia».
Emanuele Lionetti, Lega, ha quindi letto una lettera, firmata assieme a Luigi Botttone e Carlo Ghirri del Gruppo misto, indirizzata al sindaco per avere un incontro personale: «alla luce delle critiche che quotidianamente compaiono sulla stampa in merito a paratie, Ticosa, Politeama, Palazzina comando vigili e rifiuti solidi urbani».
E dalla Ticosa, la lettera secretata, «vogliamo sapere cosa ha scritto Multi», è partita l’offensiva di Alessandro Rapinese, Area 2010, che poi ha toccato le «ignobili paratie» e facendo riferimento ad alcune dichiarazioni di Bruni ha domandato: «è vero che lei ha proposto le sue dimissioni? Chi del suo partito gliele ha rifiutate?»
Il nuovo muro a lago è stato quindi definito «un oltraggio alla città di proporzioni inaudite – così Mario Lcini, Pd – Il progetto che era visibile sul sito del Comune e sulla recinzione del cantiere era del tutto diverso da quanto si sta realizzando».
Supino ha presentato una mozione chiedendo «che il muro della passeggiata a lago venga abbattuto, il licenziamento del direttore dei lavori e le dimissioni dell’assessore alla partita», oltre che «verificare se vi sono i presupposti per risarcimento danni».
Bruno Magatti, Paco, ha ricordato le iniziative svolte dal suo movimento sin dal 1996 contro la realizzazione del Mose lariano per «non stravolgere il rapporto naturale della città con il lago con interventi basti sulla filosofia della difesa da un nemico che nessun cittadino comasco considera tale».
Timidissime reazioni anche dai banchi della maggioranza. Pasquale Buono, vicecapogruppo Pdl, specificando che «alcune situazioni si possono rimediare e non tutto è perduto», ha chiesto un’assemblea straordinaria sul tema, una proposta formalizzata in una richiesta scritta da parte delle minoranze in cui è sottolineato come il progetto paratie non sia mai stato formalmente illustrato e discusso in Consiglio comunale.
Bruni è quindi intervenuto illustrando la sua versione dei fatti, per un progetto definito come ambizioso e straordinario. «Il 95-99 per cento di quanto realizzato è in coerenza con il progetto originario» ha dichiarato, anche se ha aggiunto «io per primo mi sono spaventato vedendo il muro e ho avuto incontri ripetuti con i tecnici», con una nota di colore «anche mia moglie, la prima minoranza che ho in famiglia, mi ha chiesto spiegazioni». Il primo cittadino alla luce delle dichiarazioni dei tecnici si sente infine «assolutamente tranquillo» e ha promesso di togliere il muro, qualcuno in aula ha urlato: «lo paghi tu!».
In realtà Bruni ha poi meglio articolato le prospettive di lavoro, con «una riduzione della costruzione del muro tendente alle dimensioni originali, un ampliamento delle aree protette da strutture mobili, che per il momento dovrebbero essere di 30 metri, già di molto superiori alle originali, valutare nei siti delicati come i pontili la possibilità di utilizzare materiale trasparente».
Meno di una decina di ragazzi si sono presentati fra il pubblico con magliette arancioni con scritto «Per il bene della città, Bruni va a Cà», prontamente bloccati dal presidente del Consiglio Pastore che coadiuvato dai vigili è riuscito a contenere la micro rivoluzione arancione, alcuni dei giovani sono rimasti in aula con e magliette rovesciate.
Il dibattito è ripreso sulla mozione rifiuti, fra il disinteresse generale, tanto che Rapinese, stizzito per i vuoti creatisi fra le file della maggioranza ha chiesto la verifica del numero legale, obbligando i transfughi a rientrare in aula.
Dopo la bocciatura della proposta del consigliere di Area 2010 di premiare le imprese che garantissero una raccolta dei rifiuti più silenziosa nelle ore mattutine, i lavori dell’assemblea si sono bloccati, per non proseguire sostanzialmente più, disperdendosi in riunioni collaterali, dopo la riproposizione da parte di Supino dei dieci emendamenti, che non erano stati accolti nella seduta precedente, come subemendamenti alla mozione in discussione, provocando la rottura con le forze di Paco e dell’opposizione «se dovessero passare i subemendamenti di Supino, ritirerò l’emendamento» ha dichiarato Magatti.
Il consigliere comunista chiedeva di introdurre nel capitolato d’appalto la pulizia in maniera uniforme di tutte le strade della città, la raccolta porta a porta del polistirolo, il posizionamento in ogni via cittadina di raccoglitori per pile esauste, l’utilizzo del dialetto e di lingue straniere nei materiali informativi sulla raccolta dei rifiuti, sconti sulla tassa dei rifiuti per i cittadini virtuosi, raddoppiare la raccolta differenziata, il passaggio da tassa a tariffa, il prolungamento del periodo della gara da 7 a 10 anni, agevolazioni per il servizio di raccolta degli ingombranti a chiamata, l’utilizzo di mezzi a gpl o metano,
Tutte proposte che per i consiglieri di minoranza rischierebbero di riaprire completamente la partita e portare alla messa in discussione dell’impianto della delibera che era stata condivisa da maggioranza e opposizione, da qui la loro recisa contrarietà.
In loro aiuto è intervenuto, compiaciuto per l’inusitata situazione, il segretario generale Fabiano che ha dichiarato inammissibili i subemendamenti non venendo gli stessi accolti dai firmatari della mozione.
Data l’ora la seduta è stata sospesa e aggiornata per la settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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