Uds Milano

Lotto marzo studentesco a Milano

Non è una festa nè una ricorrenza, è un giorno come tanti di lotta contro un sistema patriarcale che opprime chi non è uomo bianco cis etero. Questo il messaggio portato in piazza da Non una di meno e dai collettivi studenteschi in una delle due manifestazioni che hanno animato Milano nella mattinata de Lotto marzo.

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L’inizio dell’autunno dell’ambiente milanese

Oltre 3000 persone, quasi tutti/ e studenti, hanno attraversato Milano per lo sciopero globale per il clima indetto da Fridays for future. La manifestazione si è svolta nella mattinata venerdì 24 settembre e ha visto i partecipanti sfilare in corteo da largo Cairoli fino alla Biblioteca degli alberi in piazza Gae aulenti.

L’iniziativa era particolarmente sentita perché si è tenuta ad una settimana esatta dal primo dei due cortei che animeranno il capoluogo lombardo l’1 ed il 2 ottobre, in corrispondenza con le giornate conclusive del meeting internazionale pre-Cop (la conferenza delle nazioni unite sul cambiamento climatico).
Come sempre negli scioperi indetti da Fff, la componente studentesca è stata predominante, ma il vero triste protagonista era ovviamente il pianeta Terra. La crisi ambientale è sulla soglia dell’irreparabile e le speranze di salvare la situazione sono appese ad un filo: opportunità però concretissima e che consiste in un immediato calo del consumo energetico e in una conversione ecologica reale e fatta nell’interesse del pianeta e della popolazione.

La Cop26 che si terrà in Scozia a Novembre sarà forse l’ultima occasione in cui le superpotenze mondiali potranno svincolarsi dalla logiche del profitto e dalla sudditanza agli interessi economici per dare una svolta al futuro del globo.
I segnali però non sono incoraggianti, a partire dall’Italia stessa: tra Tav, Pedemontana e Transadriaticpipeline non sembra che l’ecosistema sia in cima all’agenda politica nazionale. Inoltre, non ci sono segnali significativi di una qualche volontà di abbandonare i combustibili fossili in favore di risorse alternative.

I problemi ambientali sono però solo un nodo di una rete sistemica che si radica nel perdurare delle disuguaglianze, nella fame insaziabile di denaro che caratterizza il capitalismo e nel disinteresse della politica verso la creazione di un mondo sostenibile non solo sul piano ecologico ma anche su quello sociale ed economico.
Per rendere pienamente evidente questo aspetto, il corteo ha fatto tappa di fronte all’agenzia delle entrate. Sotto il ministero di Cingolani, le bollette sono aumentate del 40%. Questo non è solo uno smacco al pianeta Terra, dato che si pagano le estrazioni di gas e combustibili fossili inquinanti; è anche un grave danno alle tasche dei cittadini meno abbienti e in generale ad una popolazione che è in uscita da una crisi pandemica che ha fatto coda a quella economica. Inoltre, è anche dimostrazione della totale sudditanza rispetto a paesi che, se non fornissero all’Occidente le risorse di cui necessita per mantenere il proprio insostenibile stile di vita, non si esiterebbe ad accusare di violazione dei diritti umani.

Per esprimere tutto il proprio dissenso verso questa dinamica, dei manifestanti vestiti da operai sfruttati ed oppressi dal padrone hanno simbolicamente aperto un viadotto (un tubo pieno di combustibile) da cui si è sollevata una nube di fumo che solo la chiusura dello stesso ha interrotto. È stato poi srotolato uno striscione inneggiante al fatto che è chi inquina che deve pagare, non i comuni cittadini.
Il messaggio è chiaro: posto che bisognerebbe ragionare tempestivamente su modi di produzione energetica alternativi, chi decide di distruggere il pianeta non può pensare di trarne anche profitto a danno della popolazione.

Terminato il corteo, la focalizzazione sul tema climatico a Milano resterà massima, soprattutto per la componente studentesca. Anche i giovani, infatti, sono coinvolti nel cambiamento: oltre alla Cop26 a Glasgow, nell’autunno meneghino si terrà anche la YouthCop, la versione “giovane” della conferenza internazionale sul clima. Ragazzi e ragazze, il cui futuro è attualmente a serio rischio, sono dunque chiamati a prendere parola personalmente riguardo la crisi climatica e le sue soluzioni. Studenti e studentesse non possono restare esclusi in un momento così importante, né hanno intenzione di esserlo: da qui nasce la mobilitazione che interesserà Milano tra il 28 settembre ed il 2 ottobre.
Ci saranno infatti l’Eco social forum dal 28 al 30 settembre e due manifestazioni: l’1, con studenti e studentesse da tutta Italia e rappresentanti della lotta climatica tra cui Greta Thunberg, e il 2 ottobre, dove saranno le associazioni a dover dire la propria. Giochi di parole a parte, il clima a Milano si prospetta estremamente caldo. [Pietro Caresana, ecoinformazioni] [Guarda qui tutte le foto dell’iniziativa]

Uds Milano in piazza per la scuola

Per tutte le vacanze natalizie, festività rese strane e fredde (non solo climaticamente) dalla pandemia, gli/le studenti aspettavano una cosa sola: tornare in classe il 7 gennaio.
Questo, purtroppo, non è successo. Uds Milano e Priorità alla scuola hanno quindi organizzato, nella mattinata del rientro, un presidio per chiedere che si torni tra i banchi e in sicurezza il prima possibile.

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7 gennaio/ Uds per tornare a scuola

Il Consiglio dei ministri del 4 gennaio ha spostato il rientro a scuola per gli istituti superiori dal 7 all’11 gennaio. L’Uds di Milano non ci sta e chiama a presidio le e gli studenti. Giovedì 7 mattina, in piazza Affari a Milano, si terrà una manifestazione per chiedere che si smetta di far pagare alla scuola la malagestione della pandemia.

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Il Prc comasco solidale con l’Uds di Milano

prcCon un comunicato stampa, il Prc comasco ed i Gc di Como, esprimo solidarietà all’Uds di Milano, dopo il grave attacco sferrato da militanti di estrema destra ai danni di uno studente milanese lo scorso 30 gennaio. Lo studente si era rifiutato di prendere uno dei volantini che i militanti di Lotta studentesca (organizzazione di destra vicina a Forza Nuova) stavano distribuendo fuori dall’Istituto scolastico Da Vinci e per questo è stato bloccato e picchiato ferocemente.

«Il pestaggio di un militante dell’Uds a Milano ad opera di individui appartenenti alla realtà di Lotta Studentesca, costola giovanile dell’organizzazione neofascista Forza Nuova è un atto gravissimo che condanniamo. L’estrema destra ha dimostrato ancora una volta la sua natura violenta al servizio dei poteri forti, selvaggiamente scaricata contro gli studenti che reclamano più diritti e più qualità nella nostra scuola.
Speriamo vivamente che le autorità competenti facciano tutte le indagini del caso, arrivando a far sì che i colpevoli paghino e che i media riportino l’accaduto dandogli il rilievo che merita. Quando non si indaga la violenza quotidiana a cui gli antifascisti sono sottoposti nell’indifferenza generale, il risultato è nostro malgrado l’impunità in cui questi gruppi operano ormai da troppo tempo. Il Partito della Rifondazione Comunista di Como ed i Giovani Comunisti di Como esprimono massima solidarietà alle compagne ed ai compagni dell’Uds e condannano fermamente e senza indugio questo genere di rappresaglie.» [Prc Como e Gc Como]

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