Giorno: 1 Marzo 2014

Congresso Arci Lombardia/ Massimo Cortesi presidente

congressoSi è concluso nel primo pomeriggio di sabato 1 marzo a Brescia, il congresso di Arci Lombardia Il valore dell’associazionismo al tempo della crisi. Enzo D’Antuono e Celeste Grossi nel Consiglio direttivo. La due giorni bresciana, ha visto nella mattinata di venerdì 28 febbraio, dopo i saluti del comitato territoriale di Brescia e la lettura della relazione del presidente regionale uscente Mattia Palazzi, la partecipazione di molti ospiti che hanno portato i saluti ed i contributi di molte associazioni, partiti e forze sindacali, oltre che delle istituzioni locali: Rosa Romano per Auser Lombardia, Roberto Rossini per le Acli, Gennaro Panozzo per l’Anpi, Nino Baseotto segretario regionale Cgil, Alessandro Alfieri segratario regionale Pd, Michele Busi della lista regionale Patto Civico con Ambrosoli, Marco Terzari in rappresentaza di Arci Pesca, Piero Pacchiolo del Movimento consumatori, Roberto Feroli di Legacoop, Maso Notarianni di Peace Reporter e l’assessore Marco Fenaroli per il comune di Brescia. Molti gli interventi dei delegati di tutti i comitati Arci lombardi che si sono confrontati sul documento congressuale, su difetti e pregi dell’associazione. Particolarmente apprezzata la tavola rotonda che ha chiuso la giornata di venerdì Alla riscoperta della mutualità: valori, pratiche e politiche. Il nostro agire per superare la crisi,  che ha visto confrontarsi sul tema della mutualità  e della solidarietà Arci, Auser, Ledha (Lega per i diritti di persone con disabilità) e Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza). Al termine del dibattito congressuale, delle votazioni delle modifiche statuarie e degli odg portati all’attenzione dai comitati territoriali al regionale, si è giunti alla votazione del nuovo consiglio direttivo lombardo che è passato da 48 a 39 membri,  il 44 per cento donne. Como nel Consiglio direttivo è rappresentata da Enzo D’Antuono e Celeste Grossi. Di seguito il direttivo ha eletto il presidente chiamando il bergamasco Massimo Cortesi, già vice presidente nel precedente mandato, alla guida di Arci Lombardia. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Diritti e dolcezze marocchine contro il razzismo per la sinistra a Lomazzo

buongiornSi è aperto, dopo un gustosissimo té  con dolci marocchini, con l’intervento di Alessio Buongiorno che ha raccontato la sua storia personale di immigrato da Milano nella Lomazzo feudo della Lega,  l’incontro di Sinistra ecologia libertà sabato 1 marzo dalle 17 nella Sala Colmegna in piazza Volta a Lomazzo Una stagione di diritti, presentazione  del libro Bambini proibiti di Marina Frigerio Martina [Il Margine, pagg. 208, 16 euro] con interventi e letture di Marina Frigerio, Marco Lorenzini, Alessio Buongiorno, Joanna Veena Englen, Clelia Sassano, Heba Ibrahim. Intermezzi musicali con i Trammammuro. Tutti on line sul canale di  ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

Guarda tutti gli altri video dell’incontro sul canale di ecoinformazioni.

Nuovo blog/ Frammenti d’Africa di Severino Proserpio

africaFrammenti d’Africa, raccolta di riflessioni e aforismi di Severino Proserpio,  cooperante in Senegal. È attivo il  nuovo blog di econformazioni Frammenti d’Africa curato da Roberta Altamura. Si tratta di una raccolta di immagini, aforismi e brevi riflessioni di Severino Proserpio. cooperante  in Senegal o, come ama definirsi, “pensionato migrante”. Vai al blog Frammenti d’Africa e leggi l’articolo scritto da Severino Proserpio per l’inaugurazione del blog.

Nel 2005, insieme alla moglie Ornella, scomparsa prematuramente, Proserpio fonda l’associazione I bambini di Ornella, con l’intento di dare una casa ai Talibé (bambini senza famiglia) che popolano le strade del Senegal. Durante lo stesso anno nasce a Kelle, dove nel frattempo Proserpio ha trasferito definitivamente la sua residenza, l’Association Les enfants d’Ornella organizzazione parallela a quella comasca, che gestisce sul posto il Centro Giovanni Quadroni, progetti di scolarizzazione, supporto alle famiglie disagiate, diffusione di iniziative culturali e avviamento al lavoro dei ragazzi.

Pur essendo assai più diffuso il mito del “mal d’Africa” i frammenti d’Africa possono aiutarci a conoscerla più da vicino, senza il filtro dei  media mainstream, attraverso riflessioni e pensieri di chi la vive quotidianamente. Vai al blog.

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Video/ I bambini di Ornella/ Bilancio con danze e percussioni senegalesi

africaDopo il rinfresco, l’adempimento  del bilancio illustrato dal presidente Antonio Arduini e dal revisore Danilo Lillia  e approvato all’unanimità dai soci, la serata de I bambini di Ornella del 28 febbraio al Teatro Carducci di Como si è sviluppata con lo spettacolo, presentato da Mita Bolzoni del Teatro La quercia di Canzo, del Groupe ballet daradji [scuola in wolof], purtroppo a ranghi ridotti a causa delle discriminazioni che le autorità italiane fanno, impedendo il libero accesso dei senegalesi nel nostro paese. Già on line sul canale di ecoinformazioni, tutti i video dell’iniziativa. Nella serata, meno frequentata di quanto lo spettacolo avrebbe meritato, è stato presentato anche Frammenti d’Africa, il nuovo blog di ecoinformazioni che raccoglie interventi di Severino Proserpio fondatore de i bambini di Ornella e presidente dell’associazione senegalese che gestisce il Centro Giovanni Quadroni a Kelle e tutte le attività in Senegal.

Chiara Saraceno/ Lotta alle disuguaglianze e alla povertà

Nella serata di  venerdì 28 febbraio, l’Ares (Associazione per il riformismo e la solidarietà) ha accolto, nel  Salone di Confcooperative  a Como, Chiara Saraceno, sociologa di fama  internazionale, che ha presentato i risultati dei suoi studi e di dati ufficiali sulla povertà e sulle politiche sociali in Italia, che determinano delle forti disuguaglianze. L’intervento è stato introdotto da Fausto Tagliabue.

Secondo l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici), l’Italia, nonostante sia uno dei paesi occidentali democratici, è uno dei paesi in cui la riproduzione intergenerazionale delle disuguaglianze è tra le più elevate, ovvero: l’ambiente socio-familiare di origine, insieme alle condizioni di vita dell’individuo sulla base del reddito e dell’istruzione, determina il proprio futuro sociale, lo predice, e le disuguaglianze che ne derivano vengono trasmesse di generazione in generazione. Nella prima decade del 2000 un figlio di operai aveva ben 8 volte di meno di possibilità di andare all’università; questo dipende da un concatenarsi di situazioni, tra cui le scarse risorse economiche dei genitori, l’eredità lavorativa che influenza le scelte dei figli stessi, il pregiudizio degli altri nei confronti dei figli di operai.

DSCN0414Sempre dai dati dell’Ocse l’Italia è il paese più disuguale dal punto di vista del reddito. Questo può essere visto nella disuguaglianza economica e per il riconoscimento dei diritti civili tra donne e uomini: meno del 20% delle donne ha un impiego nella Pubblica Amministrazione e meno della metà, il 49 %, è nel mondo del lavoro, contro il 60% di occupazione femminile che doveva essere raggiunto entro il 2010 secondo il patto di Lisbona.

Inoltre, il calcolo del valore del capitale umano, ovvero il valore economico di una persona (la quantità di reddito che una persona può produrre nel corso della sua vita), risulta essere più basso per le donne rispetto a quello degli uomini a parità di ruolo, già al momento del conseguimento del titolo di laurea. C’è meno presenza di donne nel mondo del lavoro in quanto si dedicano di più al lavoro di cura, cioè quello svolto a casa per la famiglia nei confronti dei bambini, degli anziani e dei disabili; si dedicano di più al volontariato, quindi in generale ai lavori per il benessere della società e non retribuiti. In più, l’età pensionabile delle donne precede quella degli uomini, misura pensata per liberare posti di lavoro.

Per quanto riguarda il sistema scolastico c’è da dire che in Italia non è efficiente, a prescindere dalla crisi finanziaria che ha tagliato i fondi per l’istruzione. L’indagine Pisa (che prova le competenze logiche e di comprensione dei testi) ha rilevato un forte divario tra le prestazioni ottime e quelle scarse degli studenti. Questo dipende anche dall’origine familiare e territoriale, non dall’arretratezza delle capacità intellettive e personali. Questa differenza esiste in altri paesi, ma non è così forte come in Italia.

Se guardiamo alla quantità dei servizi per l’infanzia offerti, quindi asili nido e scuole materne, Italia è ai primi posti insieme a Scandinavia e Danimarca; ma si differenzino dall’Italia perché là i servizi per l’infanzia significano anche servizi per le pari opportunità e pari condizioni di inserimento futuro nella società. In Italia quando una madre perde il lavoro, di solito la prima cosa che fa è ritirare i figli dal nido o dalla materna, perché non se li può permettere, e questo è un rischio per i bambini, soprattutto per quelli più poveri e per i figli degli immigrati.

L’Italia è al primo posto in Europa per livello di povertà minorile, che raggiunge il 25%.

Un’altra disuguaglianza sta nel non riconoscimento dei diritti civili nei confronti degli immigrati. Quando arrivano in Italia possiedono qualifiche medio-basse e lo stato non li valorizza. Per esempio alla richiesta dei musulmani di avere una moschea o un luogo riconosciuto per il culto, che rappresenta l’esercizio della libertà religiosa, lo Stato risponde picche, nonostante gli immigrati in Italia siano una parte della popolazione ormai consolidata da qualche decennio.

I loro figli, secondo lo ius sanguinis, anche se nati in Italia non vengono riconosciuti dallo Stato automaticamente come italiani. Così si sentono spesso diversi, con meno diritti riconosciuti.

Un’altra disuguaglianza presente nel nostro paese è quella per le coppie omosessuali e quelle eterosessuali. Se la coppia omosessuale adotta un figlio, non vengono riconosciuti come famiglia. I figli di omosessuali sono considerati orfani, verso cui non hanno né diritti né doveri. Riconoscere i figli significherebbe per lo Stato riconoscere l’esistenza della coppia stessa. Nel 1975 con la Riforma del diritto di famiglia si raggiunsero traguardi importanti, come il passaggio dalla patria podestà alla potestà condivisa dei coniugi. Un altro traguardo si è raggiunto, nel dicembre 2013, con la fine della distinzione tra figli naturali, nati nel matrimonio, e figli legittimi, nati fuori dal matrimonio; per i figli di omosessuali invece: ancora nessun riconoscimento su carta.

Bisogna capire che i valori tradizionali hanno ormai intrapreso un forte cambiamento. Non c’è una definizione sola di famiglia, ma esistono più famiglie, se pensiamo che 1 figlio su 3 non nasce nel matrimonio, e 1 matrimonio su 3 è preceduto da una convivenza.

La crisi economica, accompagnata dall’esaurimento della Cassa Integrazione, dall’inefficienza degli ammortizzatori sociali che hanno aumentato le diversità già esistenti, ha portato molte famiglie a vivere nella povertà assoluta.

Dalla fine del 2007 e fino al 2010 gli indicatori di povertà dell’Istat sono rimasti pressoché stabili, con variazioni dello “zero virgola”.

Tra 2010 e 2011 e tra 2011 e 2012 (di cui si hanno gli ultimi dati) c’è stato invece un forte salto. E’ aumentata la povertà assoluta (cioè l’incapacità di acquistare certo beni definiti come di sussistenza ai prezzi minimi) e soprattutto la deprivazione, cioè gravi mancanze e difficoltà in certe cose, come non potersi permettere un pasto proteico una volta ogni due giorni, le visite mediche. Ci sono altri 7 parametri, e le persone che ne hanno 3 su 9 sono definiti come deprivati, mentre se se ne presentano 4 su 9 si tratta di deprivati gravi.

C’è stata in particolare una diminuzione nei redditi correnti piuttosto che una diminuzione della ricchezza, perché sono aumentati i debiti. In questa situazione era il Mezzogiorno che ha subito di più.

Le diversità territoriali tra nord e sud sono addirittura maggiori di quelle che c’erano dopo l’unificazione tra Germania est e Germania ovest. Durante la crisi la povertà è aumentata più al nord che al sud. Ora si intravede una sofferenza del centro-nord per le famiglie con più di due figli.

La situazione non è peggiorata per gli anziani: c’è di buono che i tagli hanno risparmiato le fasce basse.

Il piccolo pubblico della sala è intervenuto con osservazioni e racconti di esperienze personali in qualità di insegnanti, attivisti per i diritti umani; dibattiti che hanno costituito più della metà dell’incontro. Si ha l’impressione generale che manchi una cultura politica della società e che ci sia una mancanza di proposte in politica, forse causa della disillusione nei suoi confronti. Osservando il divario tra i tipi di richieste e punti di vista da una città all’altro fa capire che manca un pensiero solidale che accomuni le città e le regioni. Nelle scuole le maestre vorrebbero fare di più per i bambini ma mancano risorse economiche, e mancano insegnanti di sostegno per affiancare quelli stranieri, mentre sono previsti per i bambini disabili. Eppure ci sono gruppi di insegnanti in pensione che sarebbero ben disposti a ricoprire nuovamente degli incarichi a scuola e affiancare gli altri maestri; ma magari questi si sentono autonomi e non accettano questo tipo di sostegno e aiuto, ma non bisognerebbe neanche stare fermi ad aspettare che arrivino le risorse dall’alto.

Un’altra mancanza italiana rispetto ad altri paesi è quella del “reddito minimo d’inserimento”. Dovrebbe essere garantito dal governo il diritto al soddisfacimento dei bisogni fondamentali, un minimo di diritto al consumo. Non si può abbandonare a loro stessi i poveri e i loro figli.

Tutte questioni molto complesse, che non possono essere risolte da un anno all’altro. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

Resistenti e Resistenza / La stampa e la posta

Continua all’Istituto di Storia contemporanea Pier Amato Perretta di Como il seminario di approfondimento sulla storiografia della Resistenza, della Repubblica Sociale Italiana e degli ultimi due anni di guerra.

Il 28 febbraio l’incontro è stato dedicato a due approcci specifici: la comunicazione giornalistica e la storia postale. Il primo intervento, di Marco Gatti, ha affrontato il ruolo della stampa locale nel periodo 1943-1945, oggetto anni fa della sua tesi di laurea, poi pubblicata proprio dall’Istituto. Dei cinque periodici presenti sulla scena locale in quegli anni è stato sottolineato soprattutto il contributo dato dalla stampa cattolica (e in particolare dall’allora caporedattore dell’Ordine, don Giuseppe Brusadelli) a un approccio critico alla drammatica situazione del conflitto, per quanto tale atteggiamento dovette essere in parte occultato sotto una complessa retorica, allusiva e ampollosa. La verifica e lo studio dei periodici è quindi fondamentale non solo per recuperare la memoria di fatti specifici (non sempre necessariamente ispirata dalle veline di regime) ma anche e soprattutto il sentire e il pensare del periodo.

Il secondo intervento, di Cesare Piovan, ha focalizzato l’attenzione sui francobolli e ha evidenziato come anche da questi aspetti molto particolari si possa risalire alle dinamiche storiche più generali: dalla crisi che investe i servizi pubblici nel corso della guerra, per cui i Comuni sono costretti a operare in proprio per assicurare la distribuzione postale, provvedendo ad aggiungere un sovrapprezzo alle tariffe ufficiale, alla “liberazione anticipata” di Campione d’Italia nel 1944, che condusse alla produzione di proprie affrancature in qualche modo collegate al sistema postale svizzero, fino alle vicissitudini di alcuni francobolli, sovrastampati dal CLN oppure riutilizzati dopo l’avvento della repubblica.

Il ciclo di incontri prosegue venerdì 14 marzo, sempre alle 17.30, con l’approfondimento del ruolo delle donne nell’antifascismo e nella Resistenza a partire dal volume di Roberta Cairoli Nessuno mi ha fermata. [Fabio Cani – ecoinformazioni]

Marco Gatti durante l’incontro del 28 febbraio 2014.

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1 marzo/ Una stagione di diritti

bambiniproibitiSinistra ecologia libertà invita sabato 1 marzo dalle 17 alle 19.30 nella Sala Colmegna in piazza Volta a Lomazzo a Una stagione di diritti, presentazione  del libro Bambini proibiti di Marina Frigerio Martina [Il Margine, pagg. 208, 16 euro] con interventi e letture di Marina Frigerio, Marco Lorenzini, Alessio Buongiorno, Joanna Veena Englen, Clelia Sassano, Heba Ibrahim. Intermezzi musicali con i Trammammuro, the e biscottini marocchini. Leggi nel seguito il testo del comunicato.  [Presto on line su ecoinformazioni]

 «L’autrice è psicoterapeuta e psicologa dell’età evolutiva, ma anche figlia d’immigrati comaschi che, sin dagli anni Settanta, si occupa di diritti dei migranti ed è una delle prime persone in Svizzera ad aver documentato la drammatica realtà a cui per decenni sono stati costretti migliaia e migliaia di minori. Costretti dal cosiddetto “statuto dello stagionale”, introdotto nella Legge federale sugli stranieri nel 1934 per affermare il principio, tuttora presente nella legge, secondo cui la politica migratoria elvetica va adeguata ai bisogni dell’economia. Il risultato del referendum del 9 febbraio scorso, proposto dalla destra xenofoba svizzera (UdC e Lega dei Ticinesi), conferma questa cultura e ci preoccupa molto perché dimostra che in quel paese ci sono paure e sentimenti antistranieri che rimangono forti, soprattutto nei cantoni tedeschi e nel canton Ticino (dove i Verdi hanno purtroppo appoggiato le richieste della destra), minoritari invece nei cantoni francesi. L’iniziativa di Sel vuole riaffermare che la provincia comasca, che ha vissuto l’immigrazione degli anni ’50-’70 dello scorso secolo, il frontalierato di 23.000 persone e i nuovi flussi migranti degli ultimi venti anni, è un territorio capace di affrontare una nuova stagione di diritti».[Sel Como]

2 marzo/ Alla scoperta di piazza Roma

Piazza Roma è una piccola porzione della città di Como. Fino a qualche giorno fa era per i più solo un tratto del circuito da percorrere nel tentativo (quasi sempre inutile) di trovare parcheggio nel bel mezzo del centro storico. Oggi, dopo l’inizio della fase sperimentale di estensione della ZTL, rischia di essere dimenticata.

PiazzaRomaBingInvece piazza Roma è un pezzo importante della città, con una storia ricca e complessa, ancora in buona parte da indagare, sicuramente da chiarire in molti aspetti. È una piazza a ridosso dei monumenti più importanti della città – il Duomo, il Broletto, il Vescovado, il Teatro –, circondata da edifici storici, alcuni dei quali di grande interesse artistico: molte case medioevali, una chiesa tra le più antiche delle città, un palazzo cinquecentesco, un altro seicentesco, il più grande albergo della Belle Epoque, la darsena rinascimentale del vescovo e tanto altro. È l’unica piazza alberata di Como.

Per conoscerla, per valorizzarla, per sottrarla al ruolo di ostaggio della contesa sulla ZTL, Università popolare in collaborazione con NodoLibri ha organizzato per domenica 2 marzo dalle 9.45 alle 12.15 una visita guidata che si propone come primo momento di approfondimento della sua storia, alla vigilia di decisioni importanti sul suo futuro.

Quindici giorni dopo, al Broletto, la lista Como Civica organizza una giornata di studio invitando operatori culturali, esperti di temi urbani e semplici cittadini al confronto e allo scambio di opinioni sul futuro di questo brano di città.

La partecipazione alla visita guidata – condotta da Fabio Cani, Marco Leoni, Luca Ambrosini – è libera e gratuita, per ragioni organizzative è gradita la prenotazione: info@nodolibri.it, telefono 031.266787 (NodoLibri), cell. 339.85.31.270.

Il ritrovo è in piazza Roma alle ore 9,45.

1 marzo/ Efficientamento energetico

efficientamento energetico 010314Conferenza «sulle criticità del Bando di gara per l’affidamento del servizio energia degli impianti termici degli edifici del Comune di Como» sabato 1° marzo alle 9.30 in sala Stemmi a Palazzo Cernezzi, via Vittorio Emanuele II 97 a Como, organizzata dal Movimento 5 stelle.

«Da maggio del 2012 è in corso l’istruttoria relativa al Bando di gara per l’affidamento del servizio energia degli impianti termici degli edifici del Comune di Como – c.d. Bando calore – ricorda il consigliere comunale comasco del Movimenti 5 stelle Luca Ceruti –. Da luglio 2013 la Commissione giudicatrice è stata costituita appositamente per l’espletamento delle procedure di tale bando. L’impegno economico per il Comune di Como è rilevante, la base d’asta è di 39 milioni di Euro – Iva esclusa».

«L’enorme importanza del bando nella definizione della politica energetica del Comune di Como per il prossimo decennio lo rende strategico – conclude –. Il Movimento 5 Stelle, con altri consiglieri comunali ha già chiesto la convocazione di un apposito Consiglio comunale per esaminare tali criticità e, se del caso, per promuovere una revoca di tale bando».

Per informazioni e-mail como.movimento5stelle@gmail.com, Internet www.como5stelle.com. [md, ecoinformazioni]

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