Giorno: 8 Ottobre 2015

10 ottobre/ #SfrattiZero

sfratti zeroPresidio e volantinaggio sabato 10 ottobre dalle 10 alle 13 in largo Miglio a Como, «per ribadire che la casa è un diritto fondamentale», per la quarta giornata nazionale #SfrattiZero, promosso dalla Federazione provinciale di Como del Partito della rifondazione comunista.

Il problema degli sfratti per morosità involontaria è posto in rlievo dal Prc comasco dato che la provincia di Como: «Con meno di 600mila abitanti, ha ben 510 sfratti convalidati nel 2014, con un aumento del 194,80 per cento rispetto all’anno precedente, e 363 esecuzioni con l’ausilio delle forze dell’ordine (+26,48 per cento)». [md, ecoinformazioni]

10 ottobre/ Un nove corre in internet

un nove corre in internetPresentazione del romanzo di Enrico Casartelli, «l’autore, per oltre vent’anni manager in Ibm, dialoga su come il web sta cambiando le nostre vite con Francesco Levantini, docente in Ibm di formazione in tematiche nuove tecnologie informatiche e nuovi canali di comunicazione, sabato 10 ottobre alle 18 alla Libreria Torriani, in via Brusa 6/8 a Canzo. Per informazioni tel. 031.670264, e-mail libreria.torriani@gmail.com, Internet libreriatorriani.blogspot.it.

11 ottobre/ Domenica di carta

domenicadicarta ComoEsposizione di documenti relativi all’industria casearia, domenica 11 ottobre dalle 14.30 alle 18.30 all’Archivio di Stato in via Briantea 8 a Como, per l’omonima giornata nazionale promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Alle 16.30 incontro con Michele Corti, Università degli studi di Milano, e Claudio Besana, Università cattolica di Milano, e Chiara Rostagno, funzionario di zona di Lecco della Soprintendenza belle arti e paesaggio di Milano.

«Gli atti testimoniano l’attività delle ditte, provenienti dai centri del commercio caseario della pianura lombarda e piemontese, dal Lecchese e anche di matrice locale, che alla fine del XIX secolo promossero la realizzazione di nuove casere addossate ai fianchi delle montagne per sfruttare le correnti di aria fredda che consentivano di mantenere temperatura e umidità quasi costanti tutto l’anno, ideali per stagionare formaggi quali lo stracchino di Gorgonzola. Le ditte che costruirono e gestirono casere in Valsassina si inserirono anche nell’ economia del territorio stabilendo contratti con i casari locali – viene spiegato –. Gli sviluppi industriali, che coincisero con il periodo 1880-1910, poterono contare su un capitale umano che si era formato in secoli di lavoro di alpeggio, transumanza e attività di produzione, stagionatura e commercializzazione dei formaggi».

«Nel 1915 all’inizio della guerra il fatturato medio annuo della vendita all’estero del solo formaggio gorgonzola era di 15 milioni di lire, tanto che la Camera di commercio di Lecco ne chiese una deroga al divieto di esportazione almeno per le Americhe ed i paesi alleati – si concluce –. Galbani, Invernizzi, Locatelli, Polenghi sono i nomi che si incontrano nelle carte d’archivio, nomi di dinastie imprenditoriali che fecero conoscere nel mondo una delle eccellenze alimentari italiane». [md, ecoinformazioni]

Omofobia/ Intervenga Lucini

omofobiaMentre il Parlamento ancora esita a riconoscere diritti fondamentali di civiltà e mentre a Como ancora non è possibile la trascrizione di matrimoni gay celebrati all’estero, pratica dichiarata pienamente legale dal tribunale che ha giudicato legittima la scelta del sindaco di Milano Pisapia, l’oltranzismo integralista, oscurantista, antibiologico e immorale nuovamente crea vergogna e problemi alla città  con l’appuntamento programmato per il 10 ottobre. Lo denuncia il Coordinamento comasco contro l’omofobia che con il comunicato che segue chiede al sindaco Lucini e alla maggioranza di centrosinistra al governo della città di agire: «chiediamo che la città di Como e nella fattispecie il sindaco Lucini e la sua giunta, diano un chiaro messaggio senza titubanza verso determinati individui che istigano al razzismo e al mancato riconoscimento delle coppie di fatto sia civilmente che giuridicamente». (altro…)

Carovana antimafie/ 12 comuni con Avviso pubblico a Palazzo Cernezzi

foto-carovana-avviso-pubblicoritQuanto è importante oggi discutere di mafia nel nord Italia e sottolinearne le peculiarità e le differenze rispetto a quella più conosciuta, più evidente? A più di vent’anni dagli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ancora molto, e forse ancora di più, secondo quanto detto l’8 ottobre, all’incontro dell’associazione Avviso pubblico con i sindaci della provincia di Como nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi promosso nell’ambito dell’iniziativa Carovana internazionale antimafie.

La tavola rotonda, introdotta da Vincenzo D’Antuono, presidente di Arci Como, attraverso una panoramica sull’attività di Carovana, che dal 1994 attraversa l’Italia e da qualche anno l’Europa puntando i riflettori sul tema della legalità e della giustizia sociale , ha evidenziato come da anni si conoscano i dati sull’infiltrazione mafiosa nel territorio ma come sembri essere indispensabile un ripensamento della strategia di contrattacco e prevenzione. Strategia che deve innanzi tutto partire da una maggiore formazione, informazione e consapevolezza all’interno delle amministrazioni locali parallelamente alla diffusione di un nuovo approccio alla quotidianità, basato sul coraggio di contrapporsi a una cultura che mette in primo piano i propri interessi a spese di una porzione di coscienza, come ha osservato David Gentili, responsabile regionale di Avviso Pubblico, nel corso del suo intervento.

Quello che resta fondamentale da capire, sottolineato ed evidenziato sia dal prefetto Bruno Corda che dal sindaco di Como Mario Lucini e dalla carovaniera Valeria, è che sul nostro territorio l’infiltrazione mafiosa è subdola, non manifesta, si configura piuttosto come un sistema avvolgente che crea commistioni pericolose e insospettabili. Preoccupa soprattutto la tendenza ad attribuire una connotazione positiva alla criminalità organizzata da parte di piccole e medie imprese che vedono, forse ingenuamente, una possibilità di colmare in tempi inferiori e con maggiore efficacia quelle che vengono vissute come lacune dello Stato. Il rischio è di scivolare silenziosamente nelle profondità dell’ingranaggio mafioso, danneggiando non solo la propria attività, ma la comunità intera. A questo l’associazione Avviso Pubblico si prefigge di ovviare, attraverso un’attività ventennale di collegamento fra amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella pubblica amministrazione e sui territori da essi governati, come affermato anche dall’assessore alla Legalità e ai Diritti del comune di Como, Marcello Iantorno.

Avviso pubblico, ad oggi conta più di trecento soci e continua ad investire sul territorio, sulle relazioni, contro la corruzione, contro la presenza e il radicamento delle mafie, per la democrazia e per il bene della collettività, fornendo «un luogo in cui contagiarsi positivamente, in cui le buone prassi dei singoli comuni possono diventare buone prassi collettive» come ha spiegato David Gentili.

Resta da considerare il tema del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia, ancora ben al di sotto della soglia del 50%, nonostante le tendenze positive registrate in Lombardia; la chiave del problema è comprendere, come sottolinea Tommaso Marelli coordinatore provinciale di Libera Como, il ruolo primario, in quest’ambito, delle amministrazioni comunali che si configurano come soggetti principali del processo decisionale in merito al destino del bene soggetto a confisca. «Amministrazioni che però troppo spesso sono lasciate sole e senza le risorse necessarie per ristrutturare o adeguare gli immobili sequestrati che di conseguenza spesso giacciono in stato di abbandono. Se oltre al bene, lo Stato lasciasse ai comuni anche solo una piccola parte dei patrimoni oggetto di sequestro o intervenisse comunque in aiuto economico alle amministrazioni, la gestione sarebbe più semplice» ha commentato Mauro Roncoroni, sindaco di Cermenate.

All’incontro, chiuso da una proposta di futura collaborazione tra amministrazioni e associazioni per l’ampliamento delle iniziative di Carovana su tutto il territorio provinciale nelle prossime edizioni arrivata da D’Antuono, hanno partecipato le rappresentanze di dodici comuni della provincia di Como: Menaggio, Uggiate Trevano, Guanzate, Bregnano, Cadorago, Cermenate, Lomazzo, Vertemate con Minoprio, Fino Mornasco, Merone, Olgiate Comasco e Como.

Carovana antimafie 2015 è stata promossa da Arci Como, Avviso Pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei Laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace, Auser Como. Con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano, già aderenti ad Avviso pubblico. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]  Presto on line sul canale di ecoinformazioni anche gli altri video dell’incontro.

 

 

Musica da camera nel cuore di Como

Kammermusik nasce, grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, dall’idea di portare la grande musica da camera nel centro della città di Como. Nell’atmosfera raccolta della Casa della Musica si avrà l’occasione di essere catturati da alcune delle pagine più belle scritte per trio e quartetto. Il viaggio che la Casa della musica propone spazia dalle note barocche di J.C.Bach fino alle cupe introspezioni di metà ‘900.

I tre appuntamenti cameristici presentano, ogni volta, una formazione diversa. Si parte il 10 ottobre con il Trio Euphonia trio con fortepiano, violino e violoncello, la formazione più antica, che appunto dedica la sua serata alla musica del ‘700. Di carattere diverso è il trio d’archi del 7 novembre, che vedrà impegnato il Trio Accademia i tre musicisti nelle pagine romantiche di Beethoven, Schubert e Sibelius. Al centro della stagione il concerto del 1 novembre con il Quartetto Eranos la formazione più “nobile” nella storia della musica da camera, il quartetto d’archi appuno, che eseguirà due quartetto di Beethoven.

CONCERTO PER TEREZIN
Il concerto del 17 ottobre ricopre un’importanza particolare tra i concerti di Kammermusik. Molti non sanno che nel conflitto che ha sempre segnato i rapporti tra l’arte e la storia, il 17 ottobre 1944 è una data cruciale. Nelle prime ore di quel giorno di 71 anni fa un’intera generazione di artisti europei viene sterminata nel campo di Auschwitz-Birkenau. Poeti, musicisti, pittori che per quattro anni hanno vissuto nel “ghetto modello” di Terezín. Il giorno precedente, il 16 ottobre, sono stati caricati insieme ad altri 1500 deportati su un unico convoglio ferroviario, quello che le SS hanno chiamato beffardamente “il treno degli artisti”. Il giorno dopo sono stati quasi tutti uccisi nelle camere a gas.

L’Associazione Casa della musica, in collaborazione con l’associazione romana She Lives, intende ricordare per la prima volta in Italia quella data, non per costituire un altro Giorno delle Memoria, l’opposto: ricollocare l’opera di questi artisti nel corso della storia musicale, svincolandola dai contesti commemorativi dove troppo spesso viene relegata.

In questa data il protagonista del concerto che si terrà alla Sala Musa dell’Associazione Carducci alle ore 17, che ringraziamo per aver deciso di collaborare con noi per questa iniziativa,  sarà il pianista francese Christophe Sirodeau che eseguirà musiche composte da compositori vissuti a Terezin in quegli anni: Victor Ullmann, Erwin Schulhoff e Hans Winterberg del quale verra eseguita in prima mondiale la Suite per pianoforte  Theresienstadt. Domenica 18 alla Casa della musica sarà invece proiettato il film di Kurt Gerron Theresienstadt a seguito del quale interverranno Marinella Fasani e Elisabetta Lombi.

Per l’occasione alla Casa della musica sarà allestita anche la mostra Attraverso gli occhi dei bambini – Mostra di disegni e poesie del ghetto di Terezin, grazie alla collaborazione con Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”.

 

Qui la cartolina dell’iniziativa.

Per info: www.comokammermusik.org

10 ottobre/ No Ttip in piazza Duomo

nottipAnche Como partecipa alle giornate di mobilitazione internazionale contro i trattati di libero scambio Ttip – Tisa – Ceta: gazebo e volantinaggio in piazza Duomo sabato 10 ottobre 2015 dalle 14.30 alle 19.30.

Dal 10 al 17 ottobre, forti dei 3 milioni di firme raccolte in tutto il continente, centinaia di migliaia di persone scenderanno in piazza per chiedere l’interruzione dei negoziati sul Ttip e gli altri accordi di libero scambio. L’obiettivo della mobilitazione internazionale è intrecciare le molteplici istanze promosse dalla società civile, costruendo un grande blocco di opinione pubblica contraria ad un sistema di commercio internazionale che mette i diritti umani e civili in secondo piano rispetto agli interessi delle grandi multinazionali e dei gruppi finanziari. https://www.youtube.com/watch?v=NyxoBRZC4a8 Il sito internazionale con tutte le iniziativa previste:https://www.trade4people.org/ Alcuni degli eventi in programma: http://stop-ttip-italia.net/iniziative-stop-ttip/

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