Mese: Ottobre 2015

Palazzina Fisac-Trevitex/ L’innegabile velocità della distruzione

fisac-trevitexÈ proprio vero che abbattere è più semplice che costruire. Così i cittadini che in questi giorni guardano scomparire la Palazzina Fisac-Trevitex da via Pasquale Paoli vedono chiudersi per sempre una storia di lavoro e di eccellenza lariana, colpita prima dall’abbandono funzionale alla situazione attuale e ora dal progetto di riqualificazione dell’area che di essa promette di lasciare solo un simbolo.

La storia della Palazzina Fisac-Trevitex però finisce almeno in silenzio e alla sua agonia è stato risparmiato l’insulto dei fuochi d’artificio che hanno celebrato un altro abbattimento, quello della Ticosa, il 27 gennaio del 2010, con una festa in pompa magna oscenamente fatta nel Giorno della Memoria con lo strascico di una devastazione ambientale e di quella che ancora oggi a distanza di anni è un’area sottratta alla città. Per l’area della Trevitex la giunta Lucini scommette su un futuro radioso, con un agile e sinuoso ponte, un supermercato più grande di prima (i malpensanti credono darà il colpo di grazia alle piccole attività commerciali del quartiere), la riattivazione del multisala (forse fuori tempo massimo per il genere, ma i malpensanti, sempre nemici di ogni cambiamento, temono in grado di mettere in difficoltà lo Spazio Gloria) e tanti miglioramenti per la viabilità e la vivibilità del quartiere a partire dalla piazza del supermercato che si scommette sarà vera (per i malpensanti forse il posto giusto per la specie del futuro: l’homo prendi tre paghi due) e non assediata dal traffico come Camerlata con la sua splendida fontana recentemente messa a nuovo. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Sull’argomento ecoinformazioni dando conto di tutti i pareri, le proposte, le polemiche ha scritto molto. Ecco un parziale elenco degli articoli e dei video sul tema.

Time lapse 27 ottobre 2015

Abbattimento 27 ottobre 2015

ecoinformazioni on air/ O fascismo o Pace

logo ecopopIl servizio del 27 e 28 ottobre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta Metroregione.  Può un comune del Coordinamento comasco per la Pace tendere una mano a razzisti, nazisti e fascisti in cerca di sede per le loro adunate? Si parla del Comune di Cantù dove il sindaco, tra i fondatori del sodalizio pacifista che unisce una settantina tra amministrazioni comunali e associazioni, ha per tre anni consecutivi aperto la città a Forza Nuova. (altro…)

Il paesaggio costruito e fotografato

Uomo-nel-paesaggio-01

Nello spazio di San Pietro in Atrio a Como, una interessante mostra su “uomo” e “paesaggio” nella fotografia contemporanea prova a fare il punto tra le tante possibili opzioni di uno dei temi più indagati della storia dell’arte, non solo occidentale.

L’uomo nel paesaggio vuol dire tutto, evidentemente. E quindi l’aspetto più stimolante dell’esposizione consiste proprio nella verifica delle scelte, inevitabili nel presentare una forzata selezione di immagini.

Diciamo subito che un aspetto decisamente inconsueto è nel confronto a distanza tra il contesto locale e quello internazionale, in particolare cinese. Si ripete sempre che è in quella direzione che bisogna guardare per vedere il futuro, anche dell’arte, ma poi – troppo spesso – ci si rinchiude nel giro del risaputo. Viceversa in questo caso, grazie anche alla collaborazione di collezionisti e gallerie, ci si trova di fronte a uno spaccato di atteggiamenti diversi (di volta in volta alternativi o complementari). Non c’è bisogno di risalire alle rispettive filosofie tradizionali per cogliere una profonda differenza tra il modo di concepire il “paesaggio”, ma ancora prima l’“immagine”, nei due orizzonti culturali. (Di passaggio: bisognerebbe anche riflettere a fondo sui due termini del titolo. Se sul “paesaggio”, parola dal contenuto assai problematico (e forse anche ambiguo) e molto discusso proprio in ambito storico-artistico, il testo di Roberto Borghi nel volume parallelo alla mostra avanza tutta una serie di ipotesi – anche se si potrebbe essere più radicali e discutere perché, alla fine dei discorsi, si torna sempre lì, al paesaggio e non ad altri concetti e verificare a fondo se il termine si adatta davvero alle immagini presentate –, su quell’“uomo” si tace del tutto, mentre a  mio modestissimo avviso bisognerebbe, all’inizio del terzo millennio, porsi il problema di declinare in modo più rispettoso dei generi, e quindi utilizzarlo con maggiore cautela per tutti quei portati idealistici che sottende.)

C’è poi da sottolineare che nel confronto le fotografie “comasche” non sfigurano affatto. Distribuite su un arco di tempo piuttosto ampio (si va da un’immagine di Gin Angri del 1992, a quella di Enrico Cano del 2013, a quella di Andrea Butti del 2014, passando per tutte le altre), presentano visuali e sensibilità molto particolari e soprattutto evidenziano un’alta qualità comunicativa. (Anche in questo caso una nota di passaggio: del tutto casualmente mi è capitato di passare il giorno dopo l’inaugurazione in un luogo ritratto da una delle fotografie di Luciana Gilardoni in mostra – una delle mie preferite, lo dico esplicitamente – e di misurare la complessa relazione tra la realtà e la sua rappresentazione; quello era il luogo – una scaletta a lago in quel di Blevio – e quello era il graffito ritratto, ma lo sguardo era assolutamente originale.)

La mostra – pur di dimensioni contenute – è capace di tanti stimoli e riverberi, e merita quindi una visita attenta a tutte le immagini presentate (assai di più di quelle qui citate).

Un’ultima nota. L’esposizione doveva originariamente svolgersi a luglio in concomitanza con il Lake Como Film Festival, ma non si è poi potuta tenere per difficoltà logistiche. Allora venne realizzato sono il volumetto di accompagnamento, che oggi non corrisponde più alla realtà dell’allestimento a causa di alcuni cambiamenti nella disponibilità delle immagini. Per alcuni versi è un peccato, perché manca la possibilità di avere una memoria precisa di quello che si vede, ma per altri versi è l’occasione di vedere ancora qualche cosa in più.

È un buon esempio di come si possa lavorare con continuità su un’idea di fondo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Gin-Angri

Gin Angri, Pubblicità Armani in corso Garibaldi a Milano, 1992.

Li Wei

Li Wei, Li Wei falls to Lake Como, 2004.

 

L’uomo nel paesaggio

a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore

con il sostegno di Comune di Como

in collaborazione con Lake Como Film Festival

San Pietro in Atrio, via Odescalchi, Como

fino al 22 novembre

martedì-domenica 10-19

ingresso libero

Enervit un progetto da 3 milioni

enervitProbabili nuove assunzioni nello stabilimento di Erba.

«Grazie a un finanziamento di quasi 1 milione di euro da parte di Regione Lombardia (977.132 euro), sarà realizzato, presso lo stabilimento Enervit di Erba (Co), il progetto di ricerca R&D Barrette ENERVIT. Obiettivi del progetto – che comporterà un investimento complessivo di oltre 3 milioni di euro (3.079.674) – sono: sviluppare prodotti di nuova generazione e ampliare/ completare la gamma dei prodotti, sperimentare e sviluppare nuovi processi produttivi, acquisire le competenze necessarie per progettare e realizzare, a partire dal 2018, nuove linee produttive – spiegano da Regione Lombardia –. È quanto prevede l’Accordo per la competitività approvato dalla Giunta regionale, su proposta dall’assessore Mario Melazzini».

«Il progetto si propone in particolare l’ampliamento del mercato delle barrette offrendo prestazioni utili per nuovi impieghi in campo salutistico e medico, sia per prevenire, attraverso una corretta alimentazione l’insorgere di particolari patologie, sia per sostenere il recupero e la cura di chi ne è già colpito – prosegue la nota –. Previsto anche un piano formativo per il personale rivolto principalmente alla formazione sul processo produttivo, all’innovazione del processo di produzione e alla realizzazione di interventi specifici nell’area di sviluppo del prodotto».

«Grazie a questo importante accordo e al finanziamento reso disponibile da Regione Lombardia – dichiara Melazzini – sarà realizzato un intervento che permetterà l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di 22 nuovi addetti entro il 2016 che si aggiungeranno ai 153 addetti a tempo indeterminato già in servizio, con possibili ulteriori prospettive di crescita e sviluppo del personale impiegato nell’impianto di Erba nei successivi anni 2018-2020». [md, ecoinformazioni]

L’uomo nel paesaggio

Liu_Bolin-thumbnailMostra a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi a Como, aperta fino al 22 novembre da martedì a domenica dalle 10 alle 19.

«La mostra fotografica L’uomo nel paesaggio nasce dall’omonimo libro pubblicato da Carlo Pozzoni Fotoeditore nel luglio 2015. L’esposizione riprende e amplia i temi del volume: il rapporto tra la visione del paesaggio occidentale e quella orientale (specificatamente cinese); la trasformazione del paesaggio in era postindustriale; il senso di straniamento provato dall’uomo postmoderno all’interno della natura – spiega una nota –. Dagli ultimi due decenni a questa parte, in un ambito trasversale alle diverse arti, sta imperversando una sorta di revival paesaggistico che è il riflesso di un mutamento epocale. In un’era post-industriale, riqualificazione degli spazi urbani, crescente mobilità turistica e nuovi insediamenti abitativi hanno messo in crisi la tradizionale opposizione tra naturale e artificiale. Il paesaggio nell’era postmoderna diviene così un ibrido tra natura e artificio».

«Le opere presenti in questa esposizione indagano con forme e sensibilità anche molto diverse la sensazione di spaesamento che deriva da questa mutazione storica – termina il testo –. Dal rifiuto quasi sacrale della rappresentazione paesaggistica all’enfasi sul rapporto dell’uomo con la città, ciascun artista affronta lo stesso tema, L’uomo nel paesaggio, con una prospettiva originale, spesso ironica e comunque sempre straniante».

Per informazioni tel. 335.8095646, e-mail carlo@carlopozzoni.it. [md, ecoinformazioni]

3 novembre/ I risultati delle indagini sul traffico

trafficoLe ricerche commissionate dal Comune di Como su traffico e lungolago a Polinomia, «società di ingegneria dei trasporti e matematica applicata», saranno presentate martedì 3 novembre alle 18.30, in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi.

«Duplice l’obiettivo delle indagini compiute – precisa l’Amministrazione comunale comasca –: valutare una riorganizzazione della circolazione nel centro città per limitare nelle giornate festive il traffico sul tratto di lungolago tra piazza Matteotti e viale Cavallotti, e verificare la possibilità di istituire una zona a traffico limitato, escludendo gli orari di punta, anche nei giorni feriali. La società ha effettuato indagini, simulazioni, verificato la fattibilità dei possibili schemi di circolazione alternativi e li ha valutati con analisi quantitative».

Ztl e Piano del traffico

«Prima di poter valutare la possibilità di una zona pedonale sul lungolago era necessario disporre di una base scientifica – afferma l’assessora alla Mobilità Daniela Gerosa –. Adesso che le indagini si sono concluse, potremo capire se è una strada percorribile oppure se rimarrà solo un sogno». Una proposta che entra in un ambito più generale: l’aggiornamento del Piano del traffico. Quello vigente, ricorda Gerosa, «risale al 2001 e da allora sono intervenuti diversi fattori importanti che hanno condizionato l’assetto della città e la mobilità. Pensiamo solo al nuovo ospedale Sant’Anna, al primo lotto della tangenziale, all’ampliamento della Ztl. Oggi, con l’apertura del primo lotto della tangenziale e l’ormai prossima approvazione della variante del Pgt, i tempi sono maturi per procedere con un aggiornamento». Per questo la Giunta Lucini ha approvato, martedì 20 ottobre, di rivedere all’interno del Piano: «La circolazione e la sosta in convalle, i sistemi di mobilità collettivi, gli interventi di moderazione del traffico per migliorare la sicurezza pedonale, la rete e le aree per la ciclopedonalità, la circolazione negli itinerari di accesso alla tangenziale, i percorsi dei mezzi pubblici». [md, ecoinformazioni]

27 ottobre/ Com’è vivo Gaber

com'è vivo gaberVideo-racconto di Alessio Brunialti e Maurizio Pratelli martedì 27 ottobre alle 21 nel foyer del Teatro Sociale in piazza Verdi a Como.

«Con sarcasmo e ironia, con amarezza e sentimento, le canzoni di Gaber disegnano più ancora che un Paese, l’uomo che lo vive – precisano gli organizzatori –. Debole, fragile, meschino, spesso incapace di vero amore, il quadro dipinto all’interno del suo lungo percorso è spietato e al tempo stesso sempre ricco di umanità. Fino alla fine. Basti pensare al suo ultimo atto discografico, La mia generazione ha perso, in cui Gaber seleziona molti brani noti – Come Si può, Destra Sinistra, Qualcuno era comunista, Canzone dell’appartenenza – salutandoci con le sue provocazioni e senza mai dimenticare cosa ci tiene in vita: “Il desiderio è la cosa più importante che nasce misteriosamente, è il vago crescere di un turbamento che viene dall’istinto, è il primo impulso per conoscere e capire, è la radice di una pianta delicata che se sai coltivare ti tiene in vita”».

«Un’illogica allegria, per citarlo, che ci riempie di gioia ogni volta che incontriamo la sua arte, fatta sì di testi meravigliosi, ma resa totale dalla sua mimica facciale e corporea, senza la quale tutto questo non avrebbe avuto la stessa forza – conclude il testo –. Teatro-canzone, appunto». [md, ecoinformazioni]

Si rivedono gli Istituti comprensivi

comoA Como «da due anni, l’istituto Como Borghi è sotto i 600 iscritti e non ha più numeri per rimanere da solo», per questo è stata presentata una proposta di ridisegno degli istituti comprensivi.

La Giunta Lucini: «ha approvato un indirizzo preliminare alla proposta di delibera per il ridisegno territoriale degli istituti scolastici comprensivi – spiega Palazzo Cernezzi –. Per il secondo anno consecutivo l’istituto Como Borghi è risultato sottodimensionato, rispetto al requisito minimo dei 600 iscritti che è previsto dalla legge per il mantenimento della piena titolarità delle funzioni dirigenziali. Da qui, appunto, la necessità di formulare nuove ipotesi. Conclusa la fase di confronto con i dirigenti scolastici ed acquisito il parere dei consigli d’istituto, la giunta approverà il ridisegno che sarà poi inserito nel Piano provinciale dei servizi del sistema educativo, che Villa Saporiti dovrà approvare e trasmettere in Regione entro il 30 novembre. Le modifiche avranno effetto dall’anno scolastico 2016-2017». [md, ecoinformazioni]

No ai saldi anticipati

confcommercio comoConfcommercio Como prende posizione assieme a Federazione moda Italia.

«Confcommercio Como condivide totalmente la posizione di Federazione moda Italia, rifiutando con decisione l’idea di anticipare la data di inizio delle vendite di fine stagione al 2 gennaio 2016 e sostenendo invece la tesi di spostarla alla conclusione della stagione invernale – spiega un comunicato stampa –. Anticipando la data dei saldi, gli operatori commerciali oltre ad essere danneggiati economicamente, sarebbero costretti a lavorare a ridosso della fine dell’anno e in un giorno festivo ad inizio anno (1 gennaio 2016) con tutte le problematiche organizzative connesse alla preparazione di tutto il necessario per l’evento (vetrine, cartellini, pubblicità, ecc…). Marco Cassina, presidente del Gruppo Moda di Como, sostiene che tradizionalmente il week end di maggior flusso di clienti per i saldi è sempre stato quello dopo l’Epifania, inutile anticiparli a ridosso del Capodanno creando confusione nei clienti per i continui cambiamenti di data e problemi agli operatori che devono organizzare i negozi durante le festività». [md, ecoinformazioni]

Il fondo stampe dei Musei civici di Como

Paolo Giovio, LariusDal periodo dell’antica Provincia e Diocesi al XIX secolo, mostra al Museo storico Giuseppe Garibaldi, in piazza Medaglie d’oro 1 a Como, aperta fino al 31 gennaio 2016 da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18.

«Si potrà seguire un excursus storico e geografico dalla Carta del Lago di Como e del suo territorio, tratta dall’opera Larius di Paolo Giovio, fino alla cartografia di epoca moderna e ad un  prodotto multimediale realizzato sul’itinerario di alcune ville del Lago – spiegano dai musei di Como che specificano saranno –. in esposizione carte geografiche e topografiche, vedute e riproduzioni di monumenti civili e religiosi delle città e provincie di Como, Lecco, Sondrio, Milano e Svizzera».

Ingresso compreso nel biglietto di ingresso al museo. [md, ecoinformazioni]

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