Giorno: 10 Febbraio 2016

Il rito del ricordo

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Il momento della celebrazione non è evidentemente quello più adatto per gli approfondimenti storici, però quando l’oggetto della celebrazione sono fatti storici particolarmente complessi come quelli che hanno coinvolto le terre istriane e dalmate sarebbe bene, da parte di tutti, porre la massima attenzione.

Succede così che, nonostante le buone intenzioni, che nessuno mette in dubbio, e soprattutto nonostante le ripetute rivendicazioni di cautela e di contestualizzazione storica, la serie dei discorsi per la celebrazione “ufficiale” del Giorno del Ricordo, 10 febbraio 2016, nel salone della Biblioteca Comunale di Como, solleva più perplessità che altro. Al centro dei problemi c’è la ripetuta affermazione dell’italianità, in nome di un nazionalismo che per quanto continuamente negato, fa capolino a ogni piè sospinto; a nessuno viene in mente che una delle possibili radici del problema è proprio nello scontro dei nazionalismi (e che è difficile averne uno “buono” e uno “cattivo”).

Si mischiano quindi le fantasiose ascendenze nell’impero romano, le complesse questioni diplomatiche dell’impero austro-ungarico, la prima guerra mondiale “utile” come quarta guerra d’indipendenza (il riferimento polemico, nemmeno troppo nascosto, è alla nota definizione del primo conflitto mondiale come “inutile strage” da parte del pontefice Benedetto XV), la sottovalutazione delle violenze fasciste durante l’occupazione dei Balcani (l’occupazione nazista non viene nemmeno mai nominata, nonostante che abbia documentatamente a che fare con i primi esodi dall’Istria), le foibe, l’esodo degli anni del dopoguerra (secondo i momenti definito “pulizia etnica” oppure “scelta volontaria”), i silenzi politici, la povera gente che “non può essere padrona a casa propria” (una frase nefasta che speravamo di non udire più, almeno dai rappresentati dell’amministrazione pubblica), le follie della violenza e così di seguito.

Su tutto, ovviamente, il continuo richiamo all’importanza dell’“accoglienza”, che nemmeno nei confronti di altri italiani vi fu, nemmeno nei tempi passati.

Alla fine, l’intervento dello storico di turno prova a rimettere ordine, cominciando proprio dalla consapevolezza che la storia è sempre “più complicata” di come la si racconta e che non è vero che la violenza è frutto della follia, ma è anzi spesso figlia di un disegno razionale. Ma poi di nuovo alza un inno al concetto di “patria” (in senso buono, si intende: quella che è la terra dei padri, dei nonni, degli antenati, tutti rigorosamente al maschile, facendo finta di non sapere che già lì è una buona parte del problema), riafferma il concetto di confini, e conclude con un richiamo all’Europa che è più la riproposizione di un fortino allargato che non l’idealità di un orizzonte aperto.

Ad assistere al rito un po’ meno pubblico dell’anno scorso.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Luogo Comune/ Italo Nessi lascia/ Scontro Sel-Pd

lorenziniGiornate difficili per il centrosinistra comasco. Sono state ufficializzate le più volte paventate dimissioni di Italo Nessi, una delle personalità più autorevoli del Consiglio comunale lariano, eletto nella lista del sindaco e da sempre impegnato per la giustizia sociale a Como e nel Mondo, per la Pace e per dare un maggiore impulso alla centralità delle istituzioni democratiche della città.  Nessi lascia per dedicarsi con maggiore impegno alla sua attività nei Medici con l’Africa, ma il suo abbandono è  l’ennesimo segnale del malessere che già aveva portato a molti altri abbandoni. A Nessi subentra Fabio Catalano. Intanto  è scontro aperto tra il Pd e Sel a partire dalla opposta valutazione della riforma costituzionale Renzi-Boschi che per Sel e Paco-Sel attacca la democrazia mentre per il Pd la rafforza. Ma non si tratta solo di temi nazionali anche nella politica locale la divergenza politica attraversa praticamente tutti i temi in discussione. Leggi nel seguito la dichiarazione del portavoce provinciale di Sel Marco Lorenzini, diffusa all’indomani dell’incontro della maggioranza a Cascina Massee che evidentemente non è riuscito a comporre l’attrito tra le diverse componenti della coalizione che forma la maggioranza della giunta Lucini. (altro…)

Nel Mediaevo/ Un dizionario critico per provare a guardare fuori dal recinto


Fuori dal mediaevo home sitoChe la logica mediale si sia impadronita del nostro quotidiano ce ne siamo già accorti da tempo, di pratiche di resistenza però ce ne sono ancora troppo poche, e ancora troppo cieche alle violenze implicite del linguaggio; da queste premesse, e dalla voglia di «trasformare in esperienze condivise» il disagio di essere «spettatori della società dello spettacolo», muove il nuovo progetto dell’associazione Fuori dal Mediaevo, un dizionario inusuale, insieme una capriola di gioia nell’universo della riappropriazione e una finestra spalancata sulle contraddizioni delle quotidianità.

Si autodefinisce «una riflessione breve ma intensa» ed è molto di più, è la prima istanza di un movimento di liberazione da quei recinti del linguaggio che oggi ancor più di ieri ci impongono di pensarci e ribellarci all’interno di uno spazio prestabilito. È dal concetto di potere, infatti, inteso come capacità di spingere gli altri a fare qualcosa che, spontaneamente, non avrebbero fatto, che prende le mosse il Piccolo dizionario critico sottolineando che «prima ancora e a fondamento del monopolio della forza legittima, il potere si basa, ad ogni livello della vita associata, sul monopolio del significato riconosciuto come vero e incontestabile delle parole che più condizionano la vita».

Nel Mediaevo allora ogni lemma viene definito due volte, secondo una logica variabile, innescando relazioni-contrapposizioni volte a stimolare nel lettore una riflessione critica. «La via che abbiamo seguito, per giungere a questo risultato», chiarisce l’introduzione, «non sempre è stata la stessa: in certi casi è sembrato più efficace contrapporre una definizione attualmente corrente ad una critica; in altri è presente già nella definizione “corrente” una nostra interpretazione critica, con una controdefinizione in cui si esprime il “come potrebbe o dovrebbe essere”; in altri ancora opponiamo termini diversi convergenti attorno al medesimo campo tematico o introduciamo neologismi». Nessun aspetto delle quotidianità disgregate passa sotto silenzio: dall’amicizia al legame, dalla democrazia all’idea di limite, dalla scuola alle riforme sociali; il lavoro dell’associazione scava nel profondo di verità celate alla luce del sole, di mutazioni degenerative del momento comunicativo e delle nostre coscienze che, silenti, assistono e quasi inconsapevolmente mutano assieme al linguaggio.

È così che la condivisione, da  «compartecipazione a idee, sentimenti o esperienze», da «uso comune di un bene materiale o immateriale da parte di individui consenzienti» è divenuta la «pressione di un pulsante virtuale che consente di far sapere alla propria rete di contatti cosa si sta facendo o pensando in quel momento»; mentre la creatività è ormai concepita come l’«abilità di seguire la logica e il linguaggio di un software per assemblare testi, immagini e musiche al fine di ottenere un prodotto multimediale pubblicabile in rete», niente di più lontano dal suo significato originale legato alla «capacità dell’immaginazione umana di aprire nuovi scenari sociali e culturali, rielaborando le proprie esperienze in modo divergente, combinando elementi di ambiti distanti, ridefinendone il contesto».

Solo un paio di accenni, questi, alla mutazione congiunta, alla perdita di senso e di finalità causata dalla reclusione di pensiero e desiderio all’interno dei linguaggi-confini imposti dai media e dal mercato; Fuori dal Mediaevo apre la strada alla ribellione alla «vendita delle emozioni standard» che «alimenta l’analfabetismo emotivo e indebolisce il pensiero riflessivo», ricordando che «una concezione estremamente povera della democrazia si sostiene ed è a sua volta sostenuta da una concezione altrettanto riduttiva e semplicistica degli individui, ridotti a consumatori passivi di merci, immagini, stili di vita, idee e programmi elettorali».

Oggi è la pubblicità a educare il pensiero, con le sue logiche e i suoi linguaggi, e «l’individuo critico rischia di viversi come un disadattato cronico e un depresso latente, quando l’unico orizzonte dell’agire sembra essere quello del successo economico e del consumo»; da qui parte Nel Mediaevo, pubblicato nell’agosto del 2015, come una possibilità di confronto e di rivalsa sulla «tirannia del presente virtuale», e sempre da qui partono tutte le iniziative dell’associazione, attiva su questi temi già dal 2008, le sue pubblicazioni e le sue conferenze rivolte alle scuole e alla cittadinanza, ribadendo sempre il principio che «deve essere l’informazione un corollario dell’esperienza e non l’esperienza un corollario dell’informazione».

E se è quindi il linguaggio il primo mezzo di contagio, sarà attraverso esso che si potrà uscire dal recinto, slegandolo e slegandoci dalle dinamiche di potere mediale.

[Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

Il punto del punto di domanda

punto del punto di domandaEsposizione di Pierluigi Ratti e Angelo Tagliabue, a cura di Roberto Borghi e Ilona Biondi, venerdì 12 febbraio alle 17 conversazione fra gli artisti, Borghi e Angelo Monti allo Yacht Club di Como, in viale Puecher 8, alle 18.30 inaugurazione a The Art Company in via Borgovico 163 a Como, aperta fino al 5 marzo a The Art Company (da martedì a sabato dalle 15.30 alle 18.30) e fino al 29 febbraio allo Yacht Club (da mercoledì a domenica dalle 10 alle 22).

Umana natura

gianluca chiodiEsposizione di Gianluca Chiodi, inaugurazione sabato 13 febbraio alle 18 alla Mag in via Vitani 31 a Como, aperta da martedì a sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19.30 fino al 5 marzo.

 

«Come ogni anno, la galleria Mag presenta un artista che ha fatto della fotografia il suo strumento di espressione – spiega la presentazione –, e in questa occasione, le luci si sono accese sul riflessivo Gianluca Chiodi che in anteprima presenta la serie inedita Orbite nonché due recenti progetti dal titolo Risvegli_100% biodegradabile ed Hot Skin sviluppati negli ultimi due anni».

Per informazioni Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

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