Giorno: 5 Novembre 2017

7 novembre/ L’Alleanza a Ponte Lambro per il lavoro

Parte l’Alleanza per la democrazia e l’uguaglianza anche a Ponte Lambro. Il testo con il quale gli organizzatori dell’icontro invitano alla partecipazione:  «Per chi votiamo? Chi ci rappresenta? siamo quelli colpiti dal Jobs act, dalla Fornero, dalla buona scuola, quelli che pagano la crisi stando peggio di 10 anni fa. 
Il Pd sta attuando in modo scrupoloso le peggiori politiche del centro destra, attaccando la Costituzione e diminuendo i diritti dei lavoratori, i Cinque stelle pensano solo ai voti, e non hanno schifo di dire e fare cose razziste e fasciste che piacciono alla ggente, lega e altre destre, lasciamoli perdere…. Cosa che ci servirebbe? un soggetto politico di sinistra, antiliberista, solidale, antirazzista e antifascista, per l ‘attuazione della Costituzione più bella del mondo, per far pagare la crisi anche ai ricchi…. ma un soggetto così non cade dal cielo , dobbiamo rompere gli indugi e organizzarci dal basso, come si sta facendo in centinaia di assemblee che da questa estate costruiscono un’ alleanza popolare per la democrazia e l’ uguaglianza. Ci vediamo a Ponte la sera del 7 novembre».

 

8 novembre, 6 dicembre/ 5 colpi alla ‘ndrangheta

ambiente

5 colpi alla´ndrangheta è il titolo della terza edizione della rassegna contro le mafie, organizzata per i prossimi 5 mercoledì dal Circolo ambiente Ilaria Alpi in collaborazione con i Comuni e le Biblioteche comunali di Arosio, Carugo, Inverigo, Lurago d´Erba e Mariano Comense.

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Flauto magico 2/ La mostra alla Libreria Plinio il Vecchio

In occasione della prima mozartiana si è aperta, alla Libreria Plinio il Vecchio di via Vittani (recentemente riaperta con rinnovato entusiasmo) una piccola mostra dedicata alla reinterpretazione del Flauto magico da parte di Emanuele Luzzati (1921 – 2007), disegnatore e scenografo, che al capolavoro ha riservato un’attenzione particolare.

Le elaborazioni per il Flauto magico, cui Luzzati ha dedicato un film a disegni animati (ovviamente disponibile in libreria), sono di una tale fantasia inventiva e – soprattutto – di una tale delicatezza, che pochi disegni valgono interi trattati. Per molti, anzi, i personaggi dell’opera hanno ormai inevitabilmente le “faccette” e i colori dei fogli luzzatiani.

Accanto ad alcuni originali, che permettono di apprezzare il modo di lavorare dell’autore (con una personalissima interpretazione del collage), sono in mostra anche alcune serigrafie, che rappresentano una forma di “riproduzione” ancora dalla forte valenza autoriale in grado di divulgare opere di grande valore.

Non sfigurano alcuni altri pezzi estratti dalla vasta produzione dell’autore genovese: tra gli altri, una ricchissima serigrafia di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Flauto magico 1/ L’opera al Sociale

Pubblico delle grandi occasioni alla prima dell’opera mozartiana Il flauto magico al Teatro Sociale di Como. La favola, che si replica anche nella serata di domenica 5 novembre (sempre alle ore 20.30), è talmente nota e celebrata che tornare a parlarne può sembrare superfluo.

In realtà, il successo “popolare” del teatro musicale mozartiano è relativamente recente, a lungo messo in ombra dalla preferenza per l’opera italiana, e in particolare per il melodramma otto-novecentesco: basti pensare che – se le cronache non sbagliano – la prima rappresentazione comasca del Flauto magico è solo del 1990. E dunque se di un “classico” si tratta, è un classico relativamente recente, nonostante che la prima rappresentazione, diretta da Mozart in persona, sia del 1791.

Com’è noto, la trama dell’opera è particolarmente articolata, anzi – se non si corresse il rischio della “lesa maestà – bisognerebbe dire squinternata, visto che il libretto di Schikaneder, su cui non a caso sono stati spesi non pochi studi di approfondimento, passa dall’antico Egitto (di fantasia) al Giappone (di maniera), dalle favole per bambini alla simbologia massonica, dalla psicologia all’immaginario neoclassico, da una evidente misoginia ad aperture moderniste (e bisogna prestare attenzione alle date: la prima si tenne solo due anni dopo la Rivoluzione francese), e via discorrendo. Ma la musica di Mozart è talmente grande e soprattutto il rapporto con il testo è talmente ricco, che si può sorvolare su tutte le contraddizioni intrinseche ed estrinseche. Persino le circa due ore e mezza di tedesco cantato si assimilano come perfettamente naturali (addirittura, grazie ai sopratitoli, si ride in diretta di alcune battute…).

Proprio per la strabordante ricchezza dell’opera, sono sembrate superflue alcune scelte registiche che hanno aggiunto ulteriori allusioni e riferimenti, così come alcune trovate costumistiche e scenografiche sinceramente eccessive (e assai lontane – crediamo – da una “grazia” settecentesca, di cui l’opera è intrisa).

La messa in scena franco-milanese è comunque assai interessante per la resa musicale e per l’interpretazione dei protagonisti (quasi tutti giovani e, in parte, provenienti dal concorso AsLiCo). In particolare, sono state apprezzate la Regina della notte, impegnata in uno dei più noti gorgheggi della storia della musica, e Pamina, con una parte meno appariscente, ma di notevole efficacia.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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