Giorno: 5 Maggio 2018

A cena insieme per 25 anni

Da 25 anni Arci Mirabello è a Cantù oasi di civiltà anche mentre intorno impazzano razzismi e fascismi. Da 25 anni luogo di cultura e di svago non casualmente originato da una cooperativa che poi ha dato origine a uno dei circoli Arci più importanti della provincia, un circolo intergenerazionale fondato sul volontariato politico, sociale  e culturale e anche sull’arte nella preparazione di pizze e gustose pietanze. All’invito alla  serata di festeggiamento del 5 maggio hanno risposto in tanti soci e socie e ne valeva la pena. Poche le parole spese per festeggiare i 25 anni di attività, molte quelle scambiate ai tavoli tra una pietanza e l’altra come nello stile Arci: star bene insieme costruendo un nuovo mondo possibile.  (altro…)

Vita indipendente a Como

Como è la città nella quale gli amministratori di centrosinistra e di centrodestra si offendono reciprocamente per le accuse di insensibilità ai diritti delle persone con disabilità e intanto le barriere architettoniche sono inamovibili nonostante ingenti risorse siano disponibili da anni e ancora oggi e inutilizzate per rimuoverle. Como è la città dove si sono sperimentati i finanziamenti alla Vita indipendente e anche quella nella quale si sono create aree vietate anche alla circolazione dei disabili a cui evidentemente viene chiesto di abbandonare la propria disabilità per evitare multe (in verità poi annullate dalla magistratura con grave danno per il Comune). Como è la città nella quale ha sede, in via De Cristoforis 1,  il Comitato lombardo per la vita indipendente delle persone con disabilità. Ed è proprio il Comitato che ha organizzato il 5 maggio, in piazza San Fedele,  piazza Volta e piazza Duomo, la manifestazione in città per la Vita indipendente con l’esecuzione, grazie a Daltro canto e Musica spiccia, della Nostra patria è il mondo intero che ha raccolto persone con disabilità da tutta la Lombardia, simpatizzanti e attivisti/e dei diritti umani di tutte/i.  Un bella prova di civiltà, di animazione civile e di gioia di stare insieme di persone vive e indipendenti.

Guarda l’album delle foto.

Guarda il video della diretta facebook.

25 maggio/ Cena etiope

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Venerdì 25 maggio alle 20, all’oratorio di Sant’Orsola di Como  in viale Lecco 125 si terrà una cena etiope organizzata dalle referenti del gruppo comasco di Refugees Welcome Italia, che racconteranno le proprie esperienze a conclusione del loro primo anno di attività e illustreranno gli obiettivi  per il futuro. La serata ha anche una finalità di raccolta fondi: le organizzatrici incoraggiano perciò a diffondere l’invito alla partecipazione.
Il costo della cena è di  15 euro , con prenotazione obbligatoria entro il 18 maggio. [AF, ecoinformazioni]

Sciopero vigilanza, a Como 95 per cento di adesioni

downloadMarco Fontana, segretario Filcams della Cgil di Como, esprime soddisfazione per l’alta partecipazione allo sciopero unitario della vigilanza, tra le più alte  a livello nazionale con il 95 per cento di adesioni. Di seguito il comunicato stampa della Cgil di Como. (altro…)

5 maggio/ Arci Mirabello/ 25 anni insieme

 

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3 maggio 1993: esattamente 25 anni fa nasceva il circolo Arci Mirabello di Cantù!  Da allora, tante cose sono cambiate, ma non la voglia di stare insieme, divertirsi e (perché no?) mangiare bene. Sabato 5 maggio dalle 19,30, Mirabello invita a  festeggiare alla sua sede di via Tiziano 5 a Cantù con una bella cena. Possibile prenotarsi entro giovedì 3 maggio scrivere a arcimirabellocantu@gmail.com; il contributo per socie e  soci alla cena è di 20 euro (vino e bevande incluse). Consulta il menù.[AF, ecoinformazioni]

Il nuovo direttivo del Centro servizi per il volontariato

Si chiama Csv Insubria e raccoglie le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale delle province di Como e Varese che il 5 maggio a Olgiate Comasco nella sede dell’Alveare hanno tenuto l’assemblea per l’elezione del nuovo consiglio direttivo. (altro…)

Mostra/ A cavallo della storia e dell’arte

Per una volta i cavalli entrano in pinacoteca, e lo fanno con delicatezza (niente a che vedere con i proverbiali elefanti in cristalleria). La nuova mostra della Pinacoteca Züst di Rancate (nel Cantone Ticino) può sembrare strana, ed è invece stimolante e perfettamente congeniale agli spazi e alla missione del museo ticinese che ci ha abituato in questi anni a esposizioni originali, interessanti e – non di rado – inconsuete.

Tra gli obiettivi che la Pinacoteca Züst si è data nel suo lavoro c’è anche quello di sondare e “pubblicizzare” le collezioni private del territorio, e non solo quelle di carattere strettamente artistico. C’è in questo sforzo la curiosità di scoprire l’inesauribile varietà del patrimonio locale (che poi tanto “locale” non è) e la voglia di aprire idealmente le stanze private alla fruzione pubblica (qualcuno – forse – ricorderà la bella mostra fotografica di qualche anno fa dedicata alle stanze piene degli oggetti della vita quotidiana e poi “svuotate”). Dal magico cilindro del territorio è uscito questa volta non un coniglio, ma un cavallo, o meglio: una quantità di possibili cavalli. La collezione di Claudio Giannelli, prioritariamente dedicata ai morsi per cavalli, è infatti tra le più ricche al mondo e presenta, oltre ad alcuni pezzi degni di entrare nei più importanti musei, una miriade di altri reperti utili a farsi un’idea dell’universo equino.

Mariangela Agliati Ruggia (direttrice della Pinacoteca Züst, Claudio Giannelli, Alessandra Brambilla

 

Addomesticato alcune migliaia di anni fa, il cavallo svolge un ruolo fondamentale nella società umana, soprattutto presso quei popoli non stanziali che hanno fatto del movimento (non sempre pacifico) il loro modo di esistere. A tale millenaria storia si deve il valore simbolico che tuttora il cavallo mantiene. Quindi, un’esposizione dedicata al cavallo permette di sondare atteggiamenti culturali e sociali diversi da quelli della società sedentaria (la nostra, certo, ma anche quelle che ci hanno immediatamente precedute).

Al centro dell’esposizione ci sono – appunto – diversi modelli di morso, cioè quell’attrezzo che si mette in bocca al cavallo per guidarlo, e a cui si attaccano le briglie. Gli esemplari in mostra spaziano dai reperti archeologici all’epoca moderna: questi oggetti funzionali sono ovviamente anche occasione di sfoggio del gusto, della ricchezza e del potere dei proprietari, e le varie declinazioni stilistiche permettono di spaziare su orizzonti artistici diversissimi. Le culture delle aree dell’Asia centrale sono particolarmente ben documentate con modelli di grandissimo fascino; l’arte degli Sciti spicca su tutti, con un paio di modelli straordinari. Ma anche i pezzi di epoca romana (di difficile datazione e di ancor più difficile attribuzione territoriale) sono veramente notevoli.

E poi ci sono le staffe, i finimenti, una bellissima sella, molte stampe (tra cui un notevole gruppo dello Stradano, quello stesso che dedicò alla sete una delle prime serie iconografiche), alcuni ritratti equini. Un bellissimo cavallo a dondolo, probabilmente settecentesco, accoglie il pubblico nella prima sala.

L’esposizione, accuratamente allestita, si propone anche un obiettivo didattico, poiché l’universo equino, a dispetto della sua importanza e della sua fama, non è poi così noto nel dettaglio. E quindi alle pareti e nelle vetrine sono disposte indicazioni interpretative e storiche, utili a collocare nel giusto contesto i diversi oggetti esposti.

Ma  ci si può anche limitare a “cogliere la bellezza” di questi oggetti, come si farebbe in un qualsiasi museo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini dei reperti e dell’allestimento:

 

Il cavallo: 4000 anni di storia.

Collezione Giannelli

a cura di Alessandra Brambilla, Claudio Giannelli

Rancate (Mendrisio – CH), Pinacoteca Züst

6 maggio – 19 agosto 2018

Orari: martedì-domenica 9-12, 14-17 (da maggio a giugno); 14-18 (luglio e agosto); lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 8

Info: 004191 8164791, http://www.ti.ch/zuest

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