Presidio Csf/ Milioni di euro in cambio di morte e torture

Nella giornata di giovedì 15 luglio Como Senza Frontiere ha indetto un presidio in piazza Grimoldi a Como per dire basta agli accordi con la Libia, nella giornata in cui il Parlamento italiano ha votato il rifinanziamento alla guardia costiera libica, da tempo fuori controllo e protagonista di molteplici violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in generale.

Il rifinanziamento contro la guardia costiera libica è passato in Parlamento. Sono sempre troppo pochi i deputati (34 a quest’ultima tornata) che si oppongono a questo scempio e almeno fino all’anno prossimo ingenti risorse italiane continueranno a finanziare violenze e violazioni dei diritti umani.

La guardia costiera libica è collusa con trafficanti o quando non sono arruolati al proprio interno. Da più parti (si pensi a diversi giornalisti e giornaliste, anche intercettati/e dalle autorità come Nancy Porsia e Nello Scavo) viene denunciata questa responsabilità enorme da parte del governo e del parlamento italiano verso le violenze libiche. in un continuo demandare la gestione della migrazione fuori dalla Fortezza Europa, di fatto per appaltare il controllo sui flussi e permettere una impunita che al di qua del mediterraneo non verrebbe forse accettata.
Anche questi soldi saranno usati addestrare quelli che possono essere considerati a tutti gli effetti dei miliziani, e arginare così la migrazione in modo coercitivo e illegale. Si pensi solo che anche affermati trafficanti possono fare carriera, a dimostrazione dell’impunità che regna nel caos libico.
E la guardia costiera, se così può essere definita, è letteralmente senza controllo. Controllo che cerca però di prendere la Turchia, con un peso specifico non indifferente e sepre più attiva in Nord Africa e non solo, nel gioco geopolitico per il controllo del mediterraneo centrale e orientale.
 
La guardia costiera libica intercetta le persone e le riporta a Tripoli e da li ricominciano dinamiche di ricatto, sopruso e schiavitù. Il tutto con la complicità italiana. Dal 2017 a oggi l’Italia sostiene la costante violazione dei diritti umani e nonostante sia passato un emendamento che afferma che tra un anno questo finanziamento dovrebbe passare all’Unione Europea (ma non è molto chiaro in quali modalità), per un altro anno costanti atti di disumanità sporcheranno con il sangue di moltissime persone innocenti le mani dei rappresentanti delle nostre istituzioni e di tutte e tutti noi.

Esiste un problema umanitario di enorme portata in Libia, che non può essere ignorato. Per questa ragione nella giornata del 15 luglio Como Senza Frontiere è scesa in piazza insieme ad altri attori del territorio, con un presidio per chiedere di ricordarsi delle vittime in mare, di terminare la complicità nelle violazioni e creare finalmente dei corridoi umanitari efficaci.

Un atto importante per riaffermare che anche a Como qualcuno non accetta queste politiche e queste decisioni del governo centrale. Ai piedi del Duomo di Como molte persone si sono trovate in un atto di civiltà.
Basta accordi con la Libia. Non c’è più tempo e non ci sono più scuse per essere indifferenti. [Daniele Molteni, ecoinformazioni]

Qui sotto i video degli interventi:

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