Mostre

Fino all’11 settembre/ L’utopia dietro l’angolo/ Un’introduzione di Anna Menci

lì'utopiaL’utopia dietro l’angolo. Segmenti della Como alternativa degli anni ’70. Questo è il titolo di una mostra aperta il 2 settembre e che si potrà vedere fino all’11 settembre dalle ore 16 alle ore 20, al Chiostrino di Sant’Eufemia in Piazzolo Terragni 4 a Como. Fotografie, manifesti, documenti che provano a ricomporre una memoria sommersa e ad offrire suggestioni su un decennio che la stampa e i libri scolastici hanno relegato ad anni di piombo, ma che nella realtà furono qualcosa di più complesso e ricco: utopia, creatività, musica, scoperta della politica, sperimentazioni artistiche. La mostra,  progettata da Anna Menci, si trova nei locali del piano terra e al primo piano del Chiostrino. Abbiamo chiesto a Anna Menci, curatrice della mostra, di presentarla. (altro…)

Focus Romania 2: Re-wild

Cartolina-Focus-Romania2Mostra di Réka Ugron, mostra a cura di Salvatore Marsiglione e Irina Ungureanu, alla galleria Mag in via Vitani 31 a Como, organizzata da Mag e Studio Claudio Scorretti di Lugano, con il patrocinio dell’Associazione archivio Luigi Russolo di Como, aperta fino al 21 maggio da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30.

 

«Originariamente avevo ideato un titolo diverso, anche se simile a prima vista, da dare alla mostra: re-wind (figurativo) (e non il re-wild attuale). Il motivo del titolo (poi scartato) è abbastanza semplice: il gesto artistico di rewind risalta evidente dalle opere di Ugron Réka – scrive Claudio Scorretti –. L’artista compie a ritroso, riavvolge il proprio percorso artistico nel ri-attraversare alcune delle ultime tendenze dell’arte contemporanea e delle avanguardie storiche del Novecento, associate alla figurazione».

«Le correlazioni più immediate rimandano alla pop-art, quella del cartoon e del consumismo propria degli Anni Sessanta, sino a lambire i dadaismi di fine secolo scorso dei ritagli visivi di Hans Clavin e degli oggetti-manichino di John Furnival. Sempre sotto l’influenza del rewind, risultano evidenti i rimandi all’utilizzo del mezzo fotografico come supporto (direi audiovisivo e non soltanto visivo) alla creazione su tela, come alla narrative painting, capace di ricomporre la dissonanza cognitiva in un discorso figurativo plateale – prosegue lo scritto –. Troppo facile e parziale, di parte; cioè critico. Arrivato al limite del re-wind critico, sono ripartito da capo. Le opere mi piacevano tutte ma avevo bisogno d’un titolo. Né mi è bastato quello suggerito dall’artista: Wild, perché non ho trovato le tracce selvagge (che figuravo associate all’aggettivo) nelle opere proposte per questa mostra, né in quelle presentate nelle mostre precedenti, in Romania, In Ungheria, e l’ultima, in Italia».

«Allora sono ricorso a Nietzsche: “Non c’è alcun fatto concreto: tutto è fluido, inafferrabile, cedevole”. Lo shock da bricolage dell’eterogeneo che si respira all’interno delle opere di Réka mi è sbalzato agli occhi per la fluidità degli elementi raccolti, in grado di assumere una dimensione ‘spontanea’ (cioè wild) nella presenza – spiega Scorretti –. Anche la rappresentazione figurativa avviene nel ‘deserto’, dal ‘disabitato’, nell’impreciso; altre sfumature di wild inafferrabile e cedevole, enunciate nella frase di Nietzsche. Allora perché ‘re-wild’ e non, più semplicemente, wild, facendo anche contenta l’artista. Perché Réka riconfigura il concetto di wild in una propria, personale chiave iperrealista; procede ad una rielaborazione a tratti kitsch dei contenuti tipicizzati; colloca infine l’immaginario consumistico tra gioco e realtà. Insomma si diverte e ci diverte nell’attitudine alla metamorfosi, prima di compiere il passo più grande sulla materia prima del body animale, reso cedevole, plasmabile; pongo o gomma, birillo da circo ma tutto terribilmente e ‘luccicatamente’ verosimile, aderente come una calcomania al vero».

Per informazioni tel. 328.7521463, e-mail info@marsiglioneartsgallery.com, Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Nanni Valentini

nanni-valentiMostra, a cura di Simona Bartolena, Aldo Consonni, Armando Fettolini, a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3
a Como, aperta fino a 29 maggio da mercoledì a venerdì dalle 15 alle 19,
sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Per informazioni tel. 366.2281208, Internet www.associazioneheart.it.

Il punto del punto di domanda

punto del punto di domandaEsposizione di Pierluigi Ratti e Angelo Tagliabue, a cura di Roberto Borghi e Ilona Biondi, venerdì 12 febbraio alle 17 conversazione fra gli artisti, Borghi e Angelo Monti allo Yacht Club di Como, in viale Puecher 8, alle 18.30 inaugurazione a The Art Company in via Borgovico 163 a Como, aperta fino al 5 marzo a The Art Company (da martedì a sabato dalle 15.30 alle 18.30) e fino al 29 febbraio allo Yacht Club (da mercoledì a domenica dalle 10 alle 22).

Umana natura

gianluca chiodiEsposizione di Gianluca Chiodi, inaugurazione sabato 13 febbraio alle 18 alla Mag in via Vitani 31 a Como, aperta da martedì a sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19.30 fino al 5 marzo.

 

«Come ogni anno, la galleria Mag presenta un artista che ha fatto della fotografia il suo strumento di espressione – spiega la presentazione –, e in questa occasione, le luci si sono accese sul riflessivo Gianluca Chiodi che in anteprima presenta la serie inedita Orbite nonché due recenti progetti dal titolo Risvegli_100% biodegradabile ed Hot Skin sviluppati negli ultimi due anni».

Per informazioni Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Artigiani della pietra

artigiani della pietraMostra di Sergio Casalbore, Bruno Luzzani e Stefano Ceresa a San Pietro in Atrio in via Odescalchi a Como, aperta da lunedì a domenica dalle 13 alle 19
fino al 28 febbraio.

 

«La mostra viene concepita come un momento di incontro basato sullo scambio e sul dialogo tra tre diverse discipline messe a confronto: la pittura, la scultura e l’architettura – spiegano gli organizzatori –.
L’elemento che le accomuna è la pietra moltrasina, materiale estratto dal territorio comasco e in particolare dalla cava di Faggeto Lario.
In questi differenti percorsi di ricerca ritroviamo una poetica comune, un atteggiamento che s’ispira e affonda le proprie radici nella tradizione artigiana.
Il connubio dei tre “artigiani della pietra” ha portato a una riflessione e a un confronto fra le differenti discipline che trova la sua concretezza attraverso l’elaborazione della mostra e la realizzazione del catalogo».

Per informazioni 
Sergio Casalbore,
 Bruno Luzzani,
 Stefano Ceresa. [md, ecoinformazioni]

Street Art and Graffiti

street art and graffiti informagiovani comoMostra del progetto Well Wall, «imperniato sulla legalità, la cittadinanza e l’arte di strada», all’Informagiovani di Como, in via Vittorio Emanuele 98, organizzata dallo Spazio giovani la Pineta gestito dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione, aperta negli orari di apertura del servizio fino al 27 febbraio.

60 anni di pittura

albonicoMostra di Serafino Albonico alla Banca nazionale del lavoro, in piazza Cavour a Como e nella sede di Ponte Chiasso in via Catenazzi 3/D, aperta da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 16 fino al 4 marzo (e dal 15 al 29 febbraio anche all’Ufficio informazioni turistiche di piazza Cavour), organizzata con il Circolo cultura e arte.

E voleva le ali ai piedi

alice marinoniMostra di Alice Marinoni alla Galleria Mosaico in via in via Bossi 32 a Chiasso, aperta fino al 6 febbraio, da martedì a sabato dalle 15 alle 18 e su appuntamento (tel. 0041.794468309), domenica, lunedì e festivi chiuso.

 

L’esposizione: «Riprende in parte, con varianti e aggiunte, l’importante personale tenutasi due anni fa al ContemporArt Ospitale d’Arte di Villa Piaggio, Genova, a cura di Marco Ercolani. Il suggestivo titolo deriva da un rito, da un’ossessione quotidiana che Alice Marinoni ripete ogni mattina: appena alzata, raccoglie diverse sue paia di scarpe, le porta nei diversi locali della casa di Obino, da un piano all’altro, per poi riporle nella sua camera, da dove le aveva prese. Lo stesso fa con i suoi capi d’abbigliamento. Cosa significhi questo rituale è difficile dire».

«Da questa ossessione comunque nascono disegni colorati, dipinti perlopiù su carta, che rappresentano scarpe di ogni tipo, dall’infradito allo stivale; e capi di biancheria, anch’essi colorati, a fiorellini, graziosi e allegri – spiega la presentazione –. È il modo che Alice, sorda profonda fin dalla nascita e quindi incapace anche di parlare, ha scelto per comunicare, stimolata dalla costante, attenta presenza della madre, la pittrice Mirella Marini, cui si deve il miracolo di aver fatto uscire cosi la figlia dal suo isolato silenzio e di averle permesso di rivelare le sue straordinarie doti». [md, ecoinformazioni]

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