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L’Arci/ La rivoluzione ballando/ Bea ta lei

Ci sono serate che danno soddisfazione a tutt3 noi arcini e arcicine. Il 24 aprile al Gloria assistere a La rana bollita ci ha dato la soddisfazione di vedere in scena un manifesto politico forse perfino più efficace e concreto dei discorsi del 25 aprile e, usciti dall’Arci Xanadù, andando al Joshua lo abbiamo trovato pieno, pulsante di eneregia giovanile che tanti anziani tuttavia ancora condividono. Già nel cortile vedere la nuova sala prove è stata una gioia e, entrati nella sala principale, vibrante del concerto in corso, sgattaiolando in una delle sale prove, trovare la festa di compleanno di Beatriz Travieso Pérez, una delle grandi fotografe di ecoinformazioni, ha compleato un quadro straodinario: politica, musica, festa e rivoluzione insime. Il personale è politico.

Per Giulino si attende Potere al popolo

Si susseguono le voci sull’annullamento della manifestazione, che non sarebbe stata autorizzata, di Potere al popolo e altre organizzazioni, ipotizzata in diversi orari il 26 aprile a Giulino di Mezzegra. Nemmeno la conferenza stampa della mattina del 25 aprile, in cui sono stati riaffermati i valori della resistenza in ogni parte del globo e in ogni tempo, ha sciolto i dubbi su quanto potrebbe essere deciso per la giornata di domenica 26 aprile a Giulino di Mezzegra e a Dongo, in margine alla manifestazione unitaria dell’antifascismo lariano e nazionale in piazza Paracchini a Dongo a partire dalle 8.30.

Rebbio a Bruxelles/ Women State Trafficking

Su invito della parlamentare Europea di Avs Ilaria Salis, anche l’esperienza solidale di Rebbio e la rete nazionale che a essa è connessa è stata a Bruxelles per una sessione di confronto sui temi della violenza sulle donne migranti. In attesa di un contributo di don Giusto che ha partecipato all’iniziativa è disponibile la registrazione della sessione al Parlamento europeo a Bruxelles Women State Trafficking. Violenze di genere, espulsioni e tratta delle donne nere.

Luigi Nessi/ C’è coda e coda/ Quella per i diritti è una vergogna

All’incontro del 21 aprile sera a Villa Gallia, tappa comasca del tour di Kamate Kasereka attivista per i Diritti umani in Congo, ampiamente decritto dalle maggiori testate italiane e ignorato da parte della stampa locale si è ricordato, anche con l’intervento di Nello Scavo quanto importante sia il ruolo dell’informazione per i Diritti umani. Sui media locali comaschi e persino a Palazzo Cernezzi si parla molto (troppo) di code, di parcheggi, di viabilità, di buche e di strade, ma verso altre code – quelle che evidenziano la civilizzazione ancora incompleta del nostro territorio e testimoniano violazioni odiose dei diritti umani – se ne parla poco, colpevolmente. Fortunatamente c’è Luigi Nessi, Abbondino d’oro e assistente sociale volontario che vede, denuncia e aggiunge all’impegno politico nel suo partito e per la controinformazione quello dell’attivismo diretto. Sempre.

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Video e foto/ Kamate Kasereka a Villa Gallia contro devastazione ambientale, guerre e disinformazione

[Playlist di tutti gli interventi dell’iniziativa]

La serata conclusiva della presenza di Kamate Kasereka a Como, a Villa Gallia il 21 aprile, è stata seguita da circa 100 persone un numero considerevole data la serata piovososa e il boicottaggio dell’inziativa della stampa locale che per ignoranza (Chi è questo Langer? dov’è il Kivu? Cosa vuol dire nonviolenza e ambientalismo?) o per distrazione perché impegnata nell’adorazione esclusiva e ascetica del Como calcio ha perso l’occazione di accorgersi di un evento di caratura internazionale e di valore etico e culturale elevatissimo. Per alcuni media c’è prioritariamente da dar conto dei parcheggi, delle buche e del traffico che come ha ricordato Nello Scavo, citando Benigni in Johnni Stecchino, è anche per testate storiche il principale problema non solo di “Palemmo” ma dell’intero pianeta, Como in primis.

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L’insegnamento della Musica

La cena conviviale presso l’oratorio (ottima e affettuosa, come sempre) ha aperto la speciale serata dedicata alla riapertura del Teatro Nuovo il 19 aprile. Radoslav Lorkovic, uno dei musicisti, si è anche presentato con un’anteprima musicale: lui, croato di origine e residente a Chicago, ci ha cantato e suonato con la sua fisarmonica una canzone di origine serba e montenegrina.

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Pace e bene/ Il CcP gode ottima salute persino nei bilanci

L’assemblea annuale del Coordinamento comasco per la Pace del 20 aprile è stata un sollievo per l’ansia talora disperata dei pacifisti lariani impegnati a contrastare tempi di guerre, genocidi, repressione fascismi. Ebbene in questo terribile frangente il CcP sta bene, c’è concordia nella gestione, sinergia tra i soggetti e i numeri presentati in maniera approfondita e trasparente dal presidente Roberto Caspani e da Danilo Lillia evidenziano l’incremento delle attività e la capacità del sodalizio di animare non solo infinite pregevoli iniziative di formazione con numeri ragguardevoli di partecipanti (la sola scuola Diritti umani Gabriele Moreno Locatelli supera i 1000 allievi l’anno e poi c’è Oltre lo sguardo film, la Scuola di Pace e Gemini) e di approfondimento, dibattito, convegni, spettacoli, ma sempre di più anche solidarietà diretta a chi nei luoghi di conflitto resiste alla violenza e propugna la diserzione e il rifiuto delle armi.

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Reportage di Claudio Fontana/ Scatti di coesistenza felice

I fotografi di ecoinformazioni non sono solo professionisti in grado di raccontare cone le immagini ciò che il nostro giornale illumina. Sono molto di più perché sanno molto di più e i loro scatti “partecipati” fissano attimi delle storie di chi raffigurano. Così in quelle di Claudio Fontana, non si vede solo l’evento ma il suo contesto fatto di amicizia coesistenza e gioia di fare bene il bene.

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Reportage di Massimo Borri/ C’è posto per noi

Dà sicurezza sapere che al Teatro Nuovo di Rebbio c’è ancora posto per noi. Noi persone vere, sentimenti attaccati alla pelle, corpi emozionati, emozionanti e emozionabili. Nella foto di Massimo Borri, ecoinformazioni, del 19 aprile i corpi cantano: gioia, pianto, sorrisi sornioni, risate urlate e compite, urla intonate e suonate. E musica. E un pugno alzato perché quando ci vuole ci vuole.

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ecoinformazioni 716

Il nostro viaggio, mio e di Celeste, nel 1988 nel Nord Kiwu è stata una delle occasioni fondamentali della nostra formazione pacifista e nonviolenta. Allora la regione era forse meno disperata che in altri periodi e a Goma non si sparava, anzi faceva ottimi affari un resort italiano sul lago Kivu la cui costruzione era stata possibile grazie alla corruzione e al fatto che la cooperazione italiana aveva donato nella cittadina un ospedale che tuttavia rimaneva accessibile solo ai ricchi con rette inavviccinabili per la quasi totalità della popolazione. Ma era inevitabile l’orrore delle disuguaglianza assolute, del colonialismo ancora aggressivo, della corruzione diffusa, alimentata anche dalla presenza di squadre armate senza legge. Ed era tuttavia un momento tranquillo che ritrovammo, qualche anno dopo, quando accompagnammo un amico che prima di morire voleva vedere il Parco dei Virunga. Ma arrivati a Goma per un’intera notte Celeste non smise di piangere non si poteva non capire e non soffrire. La possibilità che ci viene offerta il 21 aprile di squarciare il silenzio su quella regione e farlo con un’attivista per i diritti umani e l’ambiente Kamate Kasereka François insignito del prestigioso premio della Fondazione Langer è, non solo per noi, preziosa e straordinaria. Per facilitare la comprensione dell’incontro abbiamo, grazie al lavoro di Giulia Rho, su materiali messi a disposizione da Giulia Galera, costruito questo numero 716 del nostro settimanale che distribuito in omaggio all’evento sarà per una sera anche un po’ reale e non solo virtuale [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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