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ecoinformazioni 735

Ho visto un re/ E sempre allegri bisogna stare/ Che il nostro piangere fa male al re/ Fa male al ricco e al cardinale/ Diventan tristi se noi piangiam! Contro i re e le loro guerre, per farli soffrire ancora di più che renderli tristi e per abbatterne il potere, la strofa di Ho visto un re di Fo-Jannacci è un programma politico. La rivoluzione certo non è un pranzo di gala, ma neppure è un funerale. La nostra intreccia lotta e gioia, cultura e ricreazione, liberazione. Per questo all’analisi politica e economica puntuale delle relazioni dell’Altra Cernobbio abbiamo voluto affiancare una rappresentazione informale, scanzonata e gioiosa degli stessi temi, possibile grazie alla straordinaria disponibilità di attrici e attori da sempre impegnati contro i re e le loro guerre che insieme comporranno il “concerto teatrale”. Il banchetto regale (la convivialità è rivoluzionaria) alle 19 e il successivo spettacolo Ho visto un re alle 20,30 del 5 settembre al Gloria a Como sono la nostra manifestazione contro le disuguaglianze assassine e le guerre perché Pace e giustizia siano insieme. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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Finzio Pd/ Corridoni: Comune responsabile di uno scempio

“La gestione del trasferimento della scuola Corridoni da parte del sindaco e dell’assessora/vicesindaca Roperto è lo specchio fedele di un’Amministrazione incapace di programmare, incompetente e pericolosamente superficiale.

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Sindacati/ Non chiudere la Corridoni

“A seguito delle notizie emerse in questi giorni e della posizione assunta dall’Ufficio scolastico regionale, Cgil Como, Cisl dei Laghi e Uil del Lario, insieme a Flc Cgil, Cisl Scuola dei Laghi e Uil Scuola Como, hanno chiesto un incontro urgente al Comune per affrontare la situazione della scuola primaria Corridoni.

Le osservazioni relative alla sicurezza, all’idoneità e alla funzionalità dei locali di via Fiume non possono essere sottovalutate. È necessario comprendere come sarà concretamente organizzato l’avvio dell’anno scolastico, dove saranno collocate le classi e quali interventi siano stati programmati per risolvere i problemi riscontrati.

A pochi giorni dalla ripresa delle attività permane un’incertezza che coinvolge alunni, famiglie e personale. Occorre chiarire rapidamente dove e in quali condizioni si svolgeranno le lezioni, garantendo sicurezza, continuità didattica e qualità dell’offerta formativa.

Come organizzazioni sindacali siamo stati fin dall’inizio contrari alla chiusura e allo smembramento della Corridoni. Abbiamo più volte chiesto di ripensare questa scelta e di aprire un dialogo con la comunità scolastica e le parti sociali, senza che finora sia stata assicurata un’adeguata disponibilità al confronto e all’ascolto. La scuola rappresenta un presidio fondamentale per il territorio. Una decisione così rilevante non può essere assunta senza coinvolgere le famiglie, il personale, le organizzazioni sindacali e le istituzioni interessate. Quanto sta accadendo conferma le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi, sia sul metodo seguito sia sulle conseguenze della scelta compiuta.

Ci auguriamo che questa volta il Comune non si sottragga nuovamente al confronto, come avvenuto in passato. Servono risposte chiare e soluzioni concretamente praticabili, capaci di tutelare prima di tutto gli alunni e chi lavora nella scuola.

Chiediamo quindi che venga convocato in tempi brevi un incontro con tutti i soggetti coinvolti, per fare chiarezza sul percorso previsto e individuare soluzioni condivise e sostenibili, in grado di garantire il regolare avvio delle lezioni, il diritto allo studio e la sicurezza. [S. Estelli Cgil Como, D. Magon Cisl dei Laghi, D. Esposito  Uil Lario, R. Capone  Flc Cgil, F. Falsetti CislScuola dei Laghi, G. Salvo Uil Scuola Como] 

                                         

No remigrazione, no riconquista/ Rapinese prenda posizione

«Le associazioni firmatarie esprimono una netta condanna per la manifestazione promossa sabato 22 agosto sul lungolago dal Comitato “Remigrazione e riconquista” e per i contenuti con cui è stata accompagnata.

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ecoinformazioni 734

L’immagine fuori dal tempo
Ne fissa il sorriso
Mentre offre semplici fette d’anguria
Insieme a tanti
Alla mensa di Sant’Eusebio
Nell’agosto primo ristoro
A chi giungeva qui a Como
Da molto lontano
Senza esser turista.

Dieci anni sono passati
E a tanti hai offerto
Lo sguardo e il sorriso
E sostegno per andar avanti
E accogliere concretamente

Come cosa buona e normale.
Ci lasci, ci manchi
Uno per uno ed insieme
Aprendoci all’empatia
Cerchiamo come possiamo
Di rendere Como più umana
.

[Claudio Fontana, in memoriam di Marta Pezzati]

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Tutte le settimane in piazza per la Palestina e per Nablus

Ancora una presenza il 23 agosto in piazza in San Fedele a Como per ricordare a tutta la comunità cittadina (e ai turisti, in genere più attenti e disponibili dei residenti comaschi) l’insostenibile situazione determinata dalla violenza dei coloni e dell’esercito israeliano in Palestina, a Gaza e in Cisgiordania, e anche a Nablus, città dal 1998 gemellata con Como. [FC, ecoinformazioni]

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Fotonotizia/ 35 anni di indipendenza ucraina

In occasione della festa nazionale ucraina (che ricorda l’indipendenza dall’Unione Sovietica proclamata il 24 agosto 1991) si è svolta a Como in piazza San Fedele, domenica 23 agosto, una manifestazione della comunità ucraina. Al centro degli interventi ovviamente la tragica realtà della guerra e l’irrinunciabile esigenza di pace. Che il raggiungimento di un’autentica pace (e non solo di una momentanea tregua delle armi) non sia facile, lo hanno ricordato sia uno dei volontari che da molti mesi ormai fa la spola tra il Comasco e l’Ucraina per portare concreti aiuti umanitari, sia il sacerdote della comunità ortodossa, don Mykola Shcherbak, che si è esplicitamente appellato all’intervento «di Dio» perché «gli uomini possono cominciare le guerre, ma non sono capaci di terminarle». [FC, ecoinformazioni]

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Radice: Difendere la sanità pubblica significa difendere la dignità delle persone

«Sanità comasca: il prezzo della miopia politica. Così si smantella un modello pubblico che era un’eccellenza. La sanità lombarda è stata per anni indicata come un modello di eccellenza. Oggi, anche nel nostro territorio, come raccontato da un articolo pubblicato ieri sul quotidiano La Provincia di Como, vediamo con chiarezza le crepe di un sistema indebolito da scelte politiche miopi e da un progressivo arretramento del pubblico.

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