Anna Veronelli

Memoria resistente: i partigiani Ballerini e Cantaluppi

Il 75° anniversario della barbara uccisione dei giovani partigiani Luigi Ballerini ed Enrico Cantaluppi, attuata dai fascisti a Como il 24 gennaio 1945, è stata l’occasione per rinnovare l’impegno ad approfondire la memoria di quegli anni di lotta contro il fascismo.

Le vicende dei due giovani Luigi Ballerini (nato ad Albate nel 1925 ) ed Enrico Cantaluppi (nato a Lipomo nel 1923) delineano infatti un panorama che ancora si racconta assai poco: quello delle bande partigiane in ambiente urbano, raccolte sotto le sigle di GAP (Gruppi di Azione Patriottica) e SAP (Squadre di Azione Patriottica), spesso interscambiabili – tanto che si parla anche di GAP-SAP – e altrettanto spesso adottate al di fuori di un reale controllo da parte degli ideatori originari (attivi soprattutto nei grandi centri industriali di Torino e Milano). Anche a Como, quindi, esistettero queste formazioni, ma con caratteristiche loro proprie, che a volte sostituirono alla precisa identità politica e ideologica dei fondatori, l’entusiasmo e l’ardore giovanile: furono formazioni quasi “irregolari” non sempre propriamente clandestine (qualcuno restava addirittura a vivere in famiglia), e spesso autoreferenziali, nel senso che rispondevano ai propri capi, senza che questi fossero inseriti in un contesto più ampio (com’era invece per le Brigate Garibaldi o per quelle – di diverso orientamento politico – di Giustizia e Libertà); per questo, spesso, si assumevano i compiti e le azioni più audaci.

È il caso del tentativo di cattura del maggiore Petrovich della Guardia Nazionale Petrovich, portato avanti da un commando di tre uomini (forse con l’appoggio esterno di un quarto), che andò storto fin dall’inizio. I due partigiani Ballerini e Cantaluppi vennero quindi arrestati, torturati e infine “fucilati” senza processo, come atto di gratuita violenza.

Non tutto, anzi: abbastanza poco, è stato chiarito di quell’azione, e versioni differenti sono sempre state sussurrate a mezza bocca, avanzando pure dubbi sull’utilità dell’impresa.

Anche per questo, nella bella commemorazione tenuta questa mattina da Silvio Peverelli (nipote del Ballerini), riprendendo alcune della diverse versioni, è stata più volte ripetuta l’esigenza di approfondire quella vicenda, non perché ci siano ragioni di dubitare delle intenzioni e dei comportamenti delle due giovani vittime – il cui sacrificio anzi si propone come autentica ricerca di giustizia e di un nuovo futuro per la nazione italiana umiliata da anni di guerra, di occupazione tedesca, di crimini fascisti, e prima ancora da un ventennio di regime liberticida -, ma perché è sempre importante capire quali siano stati i concreti meccanismi dell’agire resistenziale e reciprocamente quelli della repressione nazi-fascista.

Una commemorazione tutt’altro che rituale, quindi, anticipatrice – si spera – di ulteriori ricerche.

Alla cerimonia promossa dall’ANPI di Como hanno partecipato – in rappresentanza dei rispettivi comuni – anche la presidente del Consiglio comunale della città di Como, Anna Veronelli, e l’assessore alla Cultura del Comune di Lipomo, Giuseppe Rigamonti.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Ricordati a Como i partigiani Ballerini e Cantaluppi

Si è svolta nel pomeriggio del 24 gennaio 2019, 74° anniversario della loro fucilazione, la commemorazione dei partigiani Luigi Ballerini ed Enrico Cantaluppi, presso la lapide che li ricorda nel luogo del loro sacrificio, in viale Innocenzo XI a Como.

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Fondazione Castellini pioniera delle nuove tecnologie

La Fondazione Castellini ha presentato giovedì 18 gennaio alla presenza di Anna Veronelli, presidente del Consiglio comunale di Como, e di Ferruccio Cotta in rappresentanza della Provincia di Como, nella sede in via Sirtori 10 a Como, il progetto La Castellini tra storia ed innovazione sviluppato per inaugurare il nuovo corso di studio Operatore alle vendite onlineche dall’anno scolastico 2018-2019 sarà a disposizione per gli studenti del primo anno. (altro…)

Diritti negati/ Veronelli: vengano il prefetto, la Cri e la Caritas a spiegare cosa sta succedendo

comunecomoAnna Veronelli, consigliera di Forza Italia al Comune di Como, ha rinnovato nella seduta del 21 novembre la richiesta di un Consiglio comunale straordinario per esaminare “l’emergenza umanitaria” in corso con centinaia di minori nel Campo governativo di via Regina Teodolinda: «si torni a parlare del problema dei profughi con minori che non dovrebbero trovarsi nel Campo. Se questi sono i tempi della P.A. della prefettura e del governo non ci siamo proprio e chiediamo la presenza del prefetto della Cri della Caritas per sapere quali sono i provvedimenti che si stanno attivando»

Diritti negati/ Scelte disumane, serve un Consiglio comunale straordinario

8 COMOCOMUNENelle dichiarazioni preliminari al Consiglio comunale del 17 novembre [al solito in un’aula deserta visto che la maggior parte degli eletti non considera interessanti gli argomenti trattati in questa parte del Consiglio comunale che pure spesso sono fondanti del vivere civile a Como e non solo]   la consigliera Anna Veronelli e il consigliere Luigi Nessi hanno sottolineato la drammaticità della situazione dei minori e non solo date le inadeguate e insufficienti strutture messe a disposizione dal governo in città. La Consigliera Veronelli ha anche chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto per affrontare la situazione drammatica che   peggiore sempre più. Entrambi si sono chiesti che fine abbia fatto la deliberazione nella quale il Consiglio comunale all’unanimità aveva fatto una serie di circostanziate richieste al sindaco perché ottenesse trasparenza, legalità e diritti umani al Campo governativo e fuori di esso. Anche l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti è intervenuto precisando che oggi sono 215 i minori al campo governativo. (altro…)

Consiglio comunale aperto/2: le migrazioni e le parole svogliate

La seconda parte del Consiglio comunale aperto sulla questione dei migranti, nella serata di lunedì 26 settembre, si è tenuta in un’aula consiliare disattenta e svogliata, abbandonata in buona parte anche dal pubblico che aveva seguito la prima parte.

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La seduta, infatti, inizia a rilento: una buona parte dell’aula è vuota, lo scarso pubblico e anche chi occupa lo spazio della stampa è distratto… Tra le preliminari, dedicate come di solito ad argomenti disparati, si inserisce la lettura, da parte della consigliera Celeste Grossi, del documento del coordinamento Como senza frontiere, escluso come attore e testimone dallo svolgimento del Consiglio aperto.

Poi, dopo ponti e paratie, si passa agli interventi dei consiglieri sul tema migranti. Inscritti 15 interventi (saranno poi solo 14), distribuiti con alternanza di maggioranza e opposizione come d’uso, dieci minuti al massimo per ciascuno.

Non è facile dare un resoconto complessivo di tanti interventi (più di due ore di parole), se non sottolineando come la stragrande maggioranza di discorsi sia da considerare di maniera.

Di maniera è apparso l’insistito ringraziamento a coloro che si sono prodigati per far fronte alla drammatica situazione della stazione e delle persone lì bloccate (un ringraziamento che, secondo i casi, oscilla tra volontari, forze dell’ordine, amministratori locali, associazioni, medici, parrocchie, infermieri, rappresentati dello Stato e chi più ne ha più ne metta).

Di maniera le analisi generali del fenomeno migratorio, durante le quali si ripete ossessivamente il concetto di emergenza, fino alla contraddizione in termini dell’“emergenza continua”, e che non riescono quasi mai ad andare al di là di pochi, sommari concetti desunti da qualche editoriale sbirciato sulle pagine dei quotidiani.

Di maniera gli appelli a “lavorare insieme”, all’“unità”, all’“incontro”.

Di maniera i riferimenti alla legalità, quasi sempre scambiata per una cieca osservanza delle regole.

Di maniera persino le ingiuriose allusioni ai “clandestini”, agitate con riferimento a dati “aritmetici” e “non matematici” a percentuali di accoglienza palesemente prive di rapporto con la questione.

Di maniera, infine, anche gli interventi che vorrebbero essere provocatori e che, iniziando con la classica perorazione “io non sono razzista”, finiscono per infilare una serie di luoghi comuni quasi peggiori sul terrorismo e sulle minacce ovviamente sempre presenti tra gli stranieri.

Due sole perle, in mezzo a tanto grigiore: il “pescare sul velluto” e gli “stazionamenti alla stazione”. Ma restano lampi involontari.

Davvero poche in realtà, anche nel mezzo di ragionamenti in generale apprezzabili, le indicazioni utili ad andare avanti e a orientare l’azione amministrativa: la richiesta di aderire al coordinamento dei sindaci delle città di frontiera è venuta dalla consigliera Celeste Grossi, la proposta di coinvolgere la consulta degli stranieri dal consigliere Luigino Nessi, l’esigenza di un confronto stretto con le autorità elvetiche dalla consigliera Anna Veronelli.

Sullo sfondo resta la fase attuale, con i migranti trasferiti al campo senza prospettive reali: un campo di cui si continuano a ignorare troppe cose (la mancanza di risposte precise da parte della Prefettura e dei suoi rappresentanti è stata lamentata da quasi tutti gli interventi) al di là del giudizio nel merito (“il campo non è una soluzione” / “il campo è un’ottima soluzione”).

Poi, senza uno straccio di conclusioni (il rituale non le prevede) e di riflessioni (la platea non le richiede), si passa ad altri argomenti. In attesa del prossimo imprevisto. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Emergenza umanitaria/ Il 10 agosto se ne occupa il “Consiglio”

8 COMOCOMUNEForse se le istituzioni democratiche si assumessero il ruolo che spetta loro, se il Consiglio comunale si potesse occupare dei problemi della città e si concretizzasse la sua ambizione di indirizzare la giunta con proposte politiche utili per fare le scelte più opportune, sarebbero maggiori le possibilità di affrontare le diverse crisi che si susseguono anche a causa di scellerate decisioni nazionali e internazionali. (altro…)

Como con Amnesty per Giulio Regeni

veritaregeniApprovata nel Consiglio comunale di Como del 28 aprile la mozione della consigliera Anna Veronelli su verità e giustizia per Giulio Regeni. Nel dibattito ha dato pieno sostegno alla proposta Celeste Grossi (Paco-Sel)  con una sintesi anche di altre vicende analoghe a quella del ricercatore torturato dal regime di Al Sisi, come quella dell’uccisione di Calipari salvatore di Giuliana Sgrena. (altro…)

#FREE4LIFE

#free4lifeUn progetto per la prevenzione di abuso di alcol negli adolescenti.

 

«L’alcol è la prima causa di morte per i giovani europei. Un decesso su quattro, tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni è dovuto al consumo di alcol. 55.000 giovani che consumano alcol muoiono infatti per incidenti stradali, intossicazioni acute, suicidi e omicidi. Il 46% degli incidenti stradali è correlato all’uso di alcol – ricordano gli organizzatori –. In Italia più della metà dei sedicenni ha già sperimentato lo stato di ubriachezza e l’età media di prima assunzione di alcol è di 12,2 anni. A Como l’88,4% dei giovani studenti ha già sperimentato l’uso di alcolici. Il 43,5% ha fatto uso per la prima volta tra i 13 e 14 anni. Il 18,8% ha fatto uso per la prima volta tra gli 11 e i 12 anni. Il 10,9% ha fatto uso per la prima volta prima dei 10 anni. Con il passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza, si registra quindi un netto aumento nell’assunzione di alcolici, con tutti i rischi correlati, che non sono costituiti soltanto dagli incidenti stradali, ma anche dal ricorso alla violenza (fonte www.asl.como.it)».

«A partire dalla constatazione dei sempre più frequenti ricoveri in pronto soccorso pediatrico di giovanissimi in stato di ubriachezza, il primario dell’Ospedale di Cantù – Dott. Alfredo Caminiti – ha condiviso nel Rotary Club Como Baradello il desiderio di intervenire con un progetto di prevenzione primaria – si precisa –. Da qui la collaborazione con la Cooperativa AttivaMente per l’elaborazione di un progetto – considerata la sua pluriennale esperienza in progettazione di percorsi di prevenzione e benessere per i ragazzi. Primo passo è stata la condivisione dell’iniziativa con il Dipartimento dipendenze Asl per valutare gli interventi già in essere e le modalità più efficaci per un progetto innovativo in grado di coinvolgere non solo i ragazzi, ma anche le famiglie. Secondo l’Oms è possibile prevenire i comportamenti a rischio se si insegnano ai bambini e ai ragazzi le Life Skills, cioè le competenze socio-emotive per avere buone relazioni interpersonali ed essere in grado di affrontare problemi, pressioni e stress nella vita quotidiana».

Da qui nasce, con lo stimolo di Rotary club Como Baradello, il coordinamento di Anna Veronelli, l’organizzazione della cooperativa AttivaMente, la collaborazione di Teatro sociale, Feltrinelli di Como, Asf Autolinee e il patrocinio di Asst Lariana Sistema socio sanitario Regione Lombardia, #FREE4LIFE: «Un progetto di educazione emotiva per la prevenzione di abuso di alcol negli adolescenti, dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, ai genitori ed agli educatori della città di Como e Provincia».

«Per prevenire i comportamenti a rischio, come l’abuso di alcol, è importante che le figure educative sappiano fornire competenze relazionali, cognitive ed emotive – viene spiegato e perciò –. In un programma di prevenzione per i ragazzi, è necessario formare anche gli adulti di riferimento (genitori ed insegnanti), che hanno un ruolo educativo determinante e costituiscono un modello di riferimento per gli adolescenti. Il coinvolgimento delle famiglie nei programmi di prevenzione, inoltre, può essere di aiuto nello sviluppare capacità educative e nel favorire la comunicazione genitori-figli».

L’iniziativa: «Si articola in due incontri serali a cura dei formatori del progetto, la psicopedagogista e counselor Valerie E. Moretti e il drammaturgo e counselor Jacopo Boschini, e in un laboratorio teatrale – espressivo di 8 incontri. Le serate di conferenza sono dedicate ai genitori e ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. Il laboratorio teatrale – espressivo coinvolgerà un gruppo di 30 ragazzi, i quali, a conclusione del percorso, co-condurranno il secondo incontro serale insieme a Jacopo Boschini e Valerie E. Moretti».

 

Programma:

Il salto delle emozioni, prima serata per ragazzi e genitori, martedì 16 febbraio alle 20.45 al Teatro sociale di Como in piazza Verdi, «Diventare grandi è un viaggio tanto straordinario quanto delicato. Ecco perché acquisire competenze relazionali, emotive e sociali è fondamentale: permette di prevenire ed evitare comportamenti a rischio, come l’abuso di alcol, che compromettono la possibilità di vivere appieno emozioni, sentimenti, relazioni»;

Traiettorie di vita, laboratorio teatrale per ragazzi dagli 11 ai 14 anni, 8 mercoledì consecutivi dal 9 marzo al 27 aprile dalle 17.30 alle 19 alla cooperativa AttivaMente in via Montelungo 8/B Como, «Empatia, gestione dello stress, senso critico, autostima, sono competenze fondamentali per stare bene con sé e con gli altri. Traiettorie di vita è un percorso di 8 incontri per attingere, attraverso il teatro, alle proprie risorse interiori, imparare ad affrontare le incertezze e le difficoltà, risolvere i problemi in modo creativo»;

E adesso ascoltami (come sai fare tu), seconda serata per ragazzi e genitori, martedì 3 maggio alle 20.45 al Teatro sociale di Como in piazza Verdi, «Per una sera i ragazzi raccontano, gli adulti ascoltano. Al centro della loro narrazione vi è l’importanza dell’educazione emotiva, la centralità dei sentimenti, le capacità necessarie per costruire relazioni sane. Un incontro tra generazioni per condividere, attraverso la formula innovativa della conferenza spettacolo, le risorse utili a crescere sicuri e sereni».

Per informazioni (brochure) e iscrizioni (per il laboratorio teatrale) tel. 031.6871771, e-mail promozione@coopattivamente.it, Internet www.coopattivamente.it. [md, ecoinformazioni]

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