asili nido

Asili nido privatizzati/ Magatti: cresce la barbarie

La maggioranza fascio leghista al governo della città di Como ha approvato il nuovo regolamento degli asili nido comunale decretandone la privatizzazione, lo scadimento del servizio, l’aumento delle tariffe, la riduzione dei posti disponibili, il sacrificio di professionalità accumulate in anni di impegno delle lavoratrici del settore. Como, si sa, è periferia dell’impero e le forze più reazionarie affermano oggi idee abbandonate dalle destre liberali in tutto il mondo e particolarmente anacronistiche dopo la pandemia. La durissima dichiarazione di voto di Bruno Magatti (Civitas).

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ecoinformazioni on air/ Salvare i nidi

Il servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 15 luglio nell’edizione delle 19,45 di Metroregione di Radio Popolare. A Como gli asili nido comunali funzionano, personale qualificato, un servizio che da sempre è apprezzato dai genitori.

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13 maggio/ No alla chiusura del nido di Camerlata

ASSEMBLEANUVOLETTAIncontro pubblico per discutere il futuro dell’asilo nido Nuvoletta di Camerlata venerdì 13 maggio alle 20.30 alla ex Circoscrizione di Camerlata in via Varesina 1/a organizzato dai sindacati confederali della funzione pubblica e Rsu Comune di Como.

Cambia l’Isee per gli asili nido di Como

asilo sant'eliaRimodulazione sperimentale delle soglie e proroga al 15 ottobre della presentazione a Palazzo Cernezzi.

«La Giunta comunale ha disposto, in via sperimentale e per il corrente anno formativo 2015-16, la rimodulazione delle soglie Isee per l’attribuzione delle agevolazioni sulle tariffe degli asili nido. La decisione fa seguito all’approvazione del nuovo Isee e all’applicazione delle disposizioni contenute nel Dpcm 159/2013 la cui introduzione ha determinato non poche variazioni negli Isee delle famiglie – spiega l’Amministrazione comunale comasca –. Attualmente il sistema tariffario per l’accesso alle agevolazioni sulle rette degli asili nido comunali, approvato con Dcc n. 31 del 7.07.2009, prevede un sistema di calcolo della tariffa proporzionale a partire da una soglia Isee minima e sino a una soglia Isee massima: la tariffa è calcolata proporzionalmente sul valore dell’Isee famigliare».

«Le modifiche al sistema tariffario degli asili nido comunali, approvate dalla Giunta, garantiscono il sostegno delle famiglie più bisognose e, al contempo, un’adeguata ed equa compartecipazione ai costi da parte delle famiglie che ne usufruiscono, garantendo i necessari equilibri di bilancio – afferma l’assessora Silvia Magni –. Anche la proroga alla presentazione dell’Isee vuole essere un segnale di attenzione e condivisione dell’Amministrazione comunale ai bisogni e alle preoccupazioni delle famiglie».

«Il Settore competente nei mesi scorsi, al fine di stimarne le ricadute della nuova regolamentazione, aveva richiesto alle famiglie dei bambini, che avrebbero continuato la frequenza del nido, la presentazione del nuovo Isee – prosegue la nota –. Dalle verifiche effettuate su un campione di oltre 100 Isee, è risultato che il 70% presenta un valore Isee in diminuzione. Di conseguenza, da diverse simulazioni eseguite per misurare e quantificare gli effetti del nuovo Isee sia sulle famiglie, sia rispetto alla necessità di garantire l’equilibrio di bilancio, la Giunta ha approvato la proposta di applicare, in via sperimentale per il corrente anno formativo, la rimodulazione delle soglie Isee, minima e massima, come di seguito indicato: Tariffa minima per Isee inferiore o uguale a € 4.200,00, anziché € 4.500,00; Tariffa massima per Isee uguale o superiore a € 33.000,00, anziché € 35.000,00».

«La Giunta ha nel contempo anche disposto la verifica dell’efficacia della rimodulazione delle nuove soglie Isee, da effettuarsi a cura degli uffici competenti sulla base degli ulteriori Isee che perverranno, rappresentativi di tutte le famiglie dei bambini frequentanti – si precisa –. A tale proposito, in considerazione delle difficoltà riferite dalle famiglie – e confermate dai Caaf territoriali – a rispettare la scadenza del 15 settembre per la presentazione degli Isee, la Giunta ha approvato la proroga del termine di presentazione degli Isee al 15 ottobre, per il solo anno in corso. Ha, inoltre, confermato le ulteriori agevolazioni approvate nel 2009: esonero dalla contribuzione per le famiglie indigenti, residenti in Como, segnalate dal competente Servizio sociale; riduzione del 5% ai proprietari di beni immobili; riduzione del 60% a favore del bambino portatore di handicap certificato; riduzione del 50% e del 70% rispettivamente sulla retta del 2° e 3° figlio frequentanti l’asilo nido comunale». [md, ecoinformazioni]

Asili nido a Como no alla privatizzazione

asilo sant'eliaComo civica: «È un servizio sociale; un servizio che, ad oggi, funziona».  La “lista del sindaco” interviene nel dibattito sull’eventuale privatizzazione degli asili nido dimostrando quanto sia insensata l’idea di offrire ai privati un’attività importante del Comune ottenendone in cambio meno costi per l’amministrazione ma una vera e propria stangata per i cittadini  e licenziamenti.  Per Como civica non è così che si migliorano i conti di Palazzo Cernezzi.

 

«“Gli asili nido costano al comune 5 milioni di euro. Il comune ne ricava 1: ha quindi una perdita di 4 milioni di euro” …e ancora: “E poi le tariffe non sono neanche così basse!”… Il servizio “perde” circa 4 milioni di euro. Vero – affermano sulla proprio newsletter gli esponenti della lista che sostiene la Giunta Lucini a Palazzo Cernezzi Como Civica –. Ma un’analisi che si fermasse qui sarebbe quanto mai superficiale e limitata. Vediamo perché».

«Sapete quante famiglie pagano l’intera retta? – chiedono – L’11% del totale.

Sapete quante famiglie grazie alle agevolazioni del Comune pagano meno di € 150/ anno? Quasi il 45%. Sapete qual è il costo che incide maggiormente sul passivo? Il personale».

«“Se un servizio con questi conti fosse offerto da un privato, questo sarebbe già fallito”. Sbagliato: a queste condizioni un privato non lo offrirebbe neanche! – prosegue la nota – Come potrebbe un privato offrire il servizio in modo remunerativo in caso di affidamento esterno da parte del Comune? Le strade sono due: 1. Licenziando una parte degli addetti (a scapito degli addetti e, ancor di più, del servizio reso); 2. Aumentando le rette (visto che non potrebbe offrire le stesse agevolazioni che riducono drasticamente la retta base comunale in considerazione delle condizioni economiche della famiglia)».

«Se si vogliono migliorare i conti generali di un servizio, anche collaborando con i privati, questo non può avvenire a costo zero per l’utente finale (retta più alta, minori agevolazioni, minor personale addetto per bambino) – aggiunge lo scritto –. E poi, queste non sono “fasce deboli” meritevoli di tutela? Senza contare il sostegno alle donne lavoratrici, per le quali il nido è una necessità per conciliare i tempi famiglia-lavoro. E, soprattutto, senza contare che i bambini sono il più grande investimento che una comunità possa fare!»

«È un servizio sociale; un servizio che, ad oggi, funziona – dichiarano gli esponenti di Como civica –. Grazie alla riorganizzazione interna del personale si sono azzerate le liste d’attesa, aumentando il numero di bambini accolti. E proprio perché “sociale” è la comunità che deve tutelare un servizio così, anche sostenendone i costi».

«Peraltro – concludono con un affondo –, è curioso come alcuni di coloro che gridano allo scandalo per il passivo del servizio siano anche gli stessi che si indignano ad esempio per l’aumento delle tariffe dei centri estivi conseguenti alla nuova modalità di gestione, in sussidiarietà con soggetti privati…» [md, ecoinformazioni]

Ticosa: una mozione per il risarcimento sul Pob

cernezziIl Consiglio comunale di Como di lunedì 15 aprile approva la mozione di Rapinese per «valutare se sia possibile un’azione legale di risarcimento» eni confronti di chi ha confezionato la bonifica della Ticosa, escono Pdl e Gruppo misto. Inizia la discussione sul nuovo Regolamento per gli asili nido. Magni: «Terremo aperti tutti e 10 gli asili» (altro…)

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