III edizione Stati generali contro il gioco d’azzardo
Riportiamo integralmente il comunicato riassuntivo della III edizione degli Stati generali contro il gioco d’azzardo, che si è tenuta la mattina di lunedì 29 gennaio alla sede di Anci a Milano.
Riportiamo integralmente il comunicato riassuntivo della III edizione degli Stati generali contro il gioco d’azzardo, che si è tenuta la mattina di lunedì 29 gennaio alla sede di Anci a Milano.

Tornano allo Spazio Gloria/ Circolo Arci Xanadù i venerdì del cinema, in collaborazione con Auser università popolare. Primo appuntamento venerdì 12 gennaio con 50 primavere. A seguire, venerdì 19 gennaio, L’inganno di Sofia Coppola. Ancora da definire il film in prima visione di venerdì 26 gennaio. Consulta la programmazione dello Spazio Gloria/ Circolo Arci Xanadù.
I pomeriggi del venerdì avranno inizio alle 15,30. Seguirà alla proiezione un tè delle cinque, offerto da Arci Xanadù.
Ingresso per over 60 a 4 euro.
Un’iniziativa del progetto Connessioni Controcorrente di Arci Xanadù, Arci ecoinformazioni, Teatrogruppo Popolare con il contributo di Fondazione Cariplo e la partecipazione di Auser università popolare.
[AF, ecoinformazioni]

Il pomeriggio di mercoledì 13 dicembre, la sede dell’Associazione Carducci (in via F. Cavallotti 7 a Como) ha ospitato Emigrati, immigrati, migranti, seconda e ultima parte della lezione Stranieri, migranti: cittadini proposto da Fabio Cani e Gerardo Monizza nell’ambito di Auser Università popolare.
Partendo da dove il discorso era stato interrotto la settimana precedente (qui il resoconto), il dialogo condotto dai relatori ha illustrato i movimenti di popolazioni avvenuti a Como dal XVI secolo fino ai giorni nostri.
Al tardo Cinquecento – primo Seicento comasco risalgono documenti che attestano casi (uno accertato; probabilmente non l’unico) di schiavitù e l’istituzione (1576) di una “contrada delli Ebrei” [il tratto dell’attuale via Indipendenza compreso tra via Luini e via Vittorio Emanuele, ndr], popolazione assai esigua ma decisamente malvista. Lo stesso si può dire per gli zingari: nonostante la presenza di gruppi rom o sinti dediti perlopiù alla metallurgia, benché nomadica, abbia rappresentato un dato costante per secoli sul territorio di Como, a essi erano infatti attribuite le peggiori dicerie, che trovano eco nella retorica del conservatorismo più xenofobo del giorno d’oggi e che spiegano l’azione persecutoria nei loro confronti, da entrambi i lati del confine italo-elvetico. Con buona pace del luogo comune che descriveva (e descrive) i “cingari” come rapitori di bambini, in Svizzera erano essi stessi a vedersi portare via i figli, con il pretesto di sottrarli alla cultura delle famiglie.
Tra il XVII e la fine del XVIII secolo – la Rivoluzione Francese costituisce uno “spartiacque” simbolico in tal senso – cambia la percezione dei significati e dei significanti “migrante”, “straniero”, “occupante”. La dominazione spagnola narrata anche nei Promessi sposi di Manzoni non renderà giustizia all’effettiva efficienza dei governatori iberici; al contrario, l’autorità austriaca sarà oltremodo idealizzata. Si hanno comunque più informazioni dell’occupazione militare asburgica rispetto a quella spagnola: nel corso delle Cinque giornate del 1848, ci sarebbero stati tra gli 800 e i 1000 soldati al servizio di Vienna, provenienti da aree diverse di un impero vasto e multietnico e portatori di diverse lingue e diverse culture.
In questi stessi anni va affermandosi l’idea di nazione, concetto che in Italia rimarrà a lungo assai nebuloso e ambiguo, come ambiguo rimarrà il distinguo tra ciò che “può” o “non può” essere attribuibile a un'” identità italiana”. Del resto, nel periodo compreso tra il XVII e il XIX secolo, la futura provincia di Como si configura come territorio di diffusa emigrazione, peraltro legata all’attività professionale più che a una situazione di indigenza economica, e considerata come un’opportunità piuttosto che come un problema, come dimostrano le lettere inviate alle famiglie da comaschi e ticinesi emigrati in Germania, in Russia, in Svizzera o in altri paesi europei, che pur con qualche difficoltà di adattamento a diverse tradizioni, sembrano interagire agevolmente con le comunità ospitanti. Alle emigrazioni di professionisti dal territorio comasco – ticinese – intelvese è legata la tradizione dei Magistri cumacini, che pur avendo qualche fondamento storico, sarebbe stata in buona parte “mitizzata” da una narrativa politica romantica, finalizzata a giustificare un’identità nazionale in nuce.
Gli emigranti del comasco e del Ticino sono soprattutto uomini adulti, che lasciano i paesi natii periodicamente, oppure definitivamente. All’estero, riescono comunque a costruire relazioni solidaristiche gli uni con gli altri, spesso sfruttando vincoli parentali: succede così che la cooperativa di consumo di Nesso sarà fondata nel 1897 non nel paese lariano, ma a Zurigo. Esiste comunque anche una migrazione femminile, di giovani donne impiegate al servizio di notabili con residenza sul lago o nelle campagne, che spesso si trasferiscono tra diverse località europee. La Germania sembra essere il principale paese di destinazione di emigrate ed emigrati lariani, seguita da altri paesi europei; alcuni si trasferiranno però in altre zone d’Italia. Contemporaneamente alle emigrazioni continueranno però a verificarsi immigrazioni, per esempio dall’Italia meridionale o dalla Svizzera, come attestato da tradizioni altrimenti considerabili “esotiche” sulle sponde del Lario.
Con il passare del tempo, intanto, l’emigrazione lariana si “scardina” dalla connotazione professionale specifica, facendosi più indifferenziata e allargando il proprio spazio di manovra: è stato stimato che tra gli anni Ottanta del XIX secolo e la prima guerra mondiale, circa cinquantamila degli emigranti italiani imbarcati – spesso definitivamente – verso le Americhe e l’Australia, circa cinquantamila fossero originari della zona. Prosegue però anche la tendenza opposta di Como (e dintorni) come destinazione dei flussi migratori; per esempio i profughi istriani e dalmati che saranno ben accolti sul territorio; più tardi, anche immigrati veneti o sardi riusciranno a integrarsi con relativa facilità. Non altrettanta bendisposizione incontreranno i nuovi arrivati dalla seconda metà del Novecento, prima dall’Italia meridionale e poi da Asia e Africa. I numeri di tali immigrazioni sono di fatto risibili se paragonati a quelli di grandi città italiane o (soprattutto) di altri paesi europei, eppure incontreranno una malcelata ostilità che sarà poi sfruttata da alcuni ben noti movimenti politici reazionari. Esistono limitate documentazioni fotografiche dell’immigrazione a Como (ani cita il fotoreportage del canturino Gianni Paini, realizzato per l’inchiesta di Domenico Verga a riguardo); rilevazioni statistiche sono invece state realizzate da Acli, che nel 1985 registrava 308 lavoratori stranieri in provincia di Como, 66 dei quali residenti nel capoluogo, provenienti soprattutto dall’allora Jugoslavia, dalla Spagna, dalla Svizzera e dalle Filippine. Tali dati riguardano immigrati stranieri regolarizzati, ma nei primi anni Novanta, con ‘insorgere dell'”emergenza Ticosa”, il numero dei clandestini risulta comunque limitato. Ben diverso è il caso per i frontalieri italiani in Ticino, che già a metà degli anni Settanta superavano le 30 000 persone, e che sarebbero considerevolmente aumentati negli anni successivi (almeno fino al 1971).
Che “la storia non si faccia con i numeri”, concludono Cani e Monizza, è vero fino a un certo punto: al netto di interpretazioni irrazionali e/o strumentali, esse possono rivelare la reale dimensione di un fenomeno come la migrazione in uscita o in entrata, evidenziando di contrasto tutti i fraintendimenti in buona e in cattiva fede. A proposito di fede, essa può contribuire a spiegare le modalità con cui una certa minoranza riesce a integrarsi nella comunità locale: tema che ecoinformazioni aveva già affrontato nel 2010 (nel settimanale 406, pag.24-28) e che, fatti i dovuti aggiornamenti statistici, caratterizza ancora in modo significativo le interazioni con, tra, ed entro i gruppi etno-religiosi di cui si compone la popolazione comasca. Di nuovo, una lettura ragionata dei dati può aiutare a sedare gli allarmismi; mentre cifre fuori contesto e classificazioni maniacali, come quelle che interessano i migranti/ rifugiati/ esuli/ richiedenti asilo/profughi/ “clandestini”, possono sortire effetti opposti e raramente positivi. [Alida Franchi, ecoinformazioni]
Già online sul canale di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero.
Guarda sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.
Davvero piacevole e stimolante, il dialogo tra lo scrittore Andrea Vitali e Gerardo Monizza, andato in scena giovedì 19 ottobre nel salone Musa dell’associazione Carducci, nell’ambito degli incontri organizzati dall’Università popolare Auser. (altro…)
Solo posti in piedi, il 10 ottobre pomeriggio al Carducci a Como per l’apertura dell’anno accademico 2017/2018. Sono stati presentati i corsi del primo quadrimestre, che prenderanno avvio mercoledì 11 con la prima conferenza di Bruno Magatti, dedicata alle scienze fisiche nella realtà. (altro…)
Quest’anno ricorre il 35esimo anniversario della Strage di Bologna.
L’Associazione Università Popolare di Como Auser e NodoLibri hanno mantenuto viva la memoria dei fatti e delle persone coinvolte, di tutte le vittime; soprattutto delle tre vittime comasche: Carlo, Annamaria e Luca Mauri.
Anche quest’anno si vuole riportare l’attenzione dei comaschi sui giorni dell’agosto 1980. Per narrare ai giovani alcune storie che non conoscono e le vite di tre giovani loro concittadini, Gerardo Monizza ha scritto un libro 2 agosto 1980 Bologna Como – Diario doloroso.
Sul testo è stato costruito un evento in piazza San Fedele nella giornata di domenica 2 agosto (dalle 9 alle 21): un “coro” circolare di leggii, uno per ogni ora (tranne quello dei minuti 25, l’ora della strage: 10.25) sembra un orologio. Su tutti i leggii alcuni brani tratti dal libro. I passanti si fermano leggere anche trasferendosi da un leggio all’altro.
Non sono previsti discorsi né parole.
È stato concesso il Patrocinio della Città di Como, Assessorato alla legalità che ha organizzato, per la giornata di sabato 1 agosto la proiezione del film: “La linea gialla”. Ore 15 in Biblioteca Comunale ingresso gratuito.
Continuano a crescere le adesioni alla mobilitazione del 3 ottobre a Como. Tra i promotori anche l’Associazione del volontariato comasco che gestisce il Centro servizi per il volontariato e l’Auser. L’appuntamento è per tutti e tutte alle 17 di venerdì 3 ottobre in piazza Duomo.
Prime adesioni: Acli Como, Agesci Cantù, Amici dell’Ecuador Figino Serenza, Amnesty international Como, Anolf Como, Anpi provinciale Como, Arci provinciale Como, Asci don Guanella, Avc-Csv, Caritas Cantù e Mariano, Centro missionario guanelliano di Como, Comitato io curo senza confini, Comunità del pellegrino Cantù, Cooperativa progetto sociale, Coordinamento comasco per la Pace, Coordinamento comasco delle realtà di accoglienza per minori, Comitato io curo senza confini, Donne in nero Como, Emergency Como, Erga omnes, In Viaggio, Ibuka amizero Figino Serenza, Liberi insieme, Noerus-Altra Como, Parrocchia S. Martino di Rebbio, Rose di Damasco, Scuola di italiano per stranieri di Rebbio, Sel Como, Teranga.
L’associazione ha presentato il rapporto delle attività svolte da Filo d’argento nel 2013. I risultati evidenziano una crescita importante negli ultimi quattro anni dei servizi erogati e degli anziani che ne fanno richiesta; allo stesso tempo essi forniscono un’immagine precisa di una società che ha al suo interno fasce deboli bisognose di protezione. Guarda il report
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Una panoramica del terzo settore e delle sue problematiche, inviti per una maggiore connessione tra le diverse realtà dell’associazionismo e della politica comasca, il riconoscimento del ruolo centrale dell’Arci: questi alcuni dei punti sollevati dagli ospiti al congresso provinciale dell’Arci di domenica 9 febbraio, ideale seguito alle relazioni del presidente Enzo D’Antuono e della consigliera regionale Celeste Grossi. Ecco alcuni estratti dei vari contributi. Già online sul canale di ecoinformazioni alcuni video (presto on line tutti gli altri) degli interventi:
Gianfranco Garganigo, Auser e Avc: «dalla relazione introduttiva si capisce che alcune problematiche sono comuni a tutto il mondo del volontariato. Lo stesso strumento della solidarietà organizzata è messo pesantemente in discussione, non avendo ricevuto tra l’altro molto aiuto dalle istituzioni. La Legge 266 per esempio è stata poco efficace, non ha contribuito a far riconoscere il ruolo decisivo che il Terzo Settore continua a mantenere. L’obiettivo è quello di costruire nuovi percorsi per un nuovo welfare, per sfruttare così le nostre grandi potenzialità»;
Giorgio Riccardi, Acli: «con l’Arci condividiamo l’essere sopravissuti al cambio di secolo, oltre ad un rapporto di complementarietà più che di competizione. D’altronde quando si condividono determinati valori, determinati modi di fare, che differenze ci possono essere? Anche al nostro interno è tempo di riflessione. Certo, la situazione a Como è complessa, ma non possiamo sottovalutare alcuni passaggi positivi, come la nuova amministrazione comunale, le innovazioni della Chiesa e il contributo negli anni passati dell’ex prefetto Tortora. Da qui si può ripartire per affrontare i tanti temi sul tappeto, a cominciare dal lavoro»;
Roberto Borin, Italia-Cuba: « oltre ai ringraziamenti per l’invito al vostro congresso, non possono non notare che Italia-Cuba e Arci appartengono allo stesso mondo, quello del volontariato. Ciò vale ancora di più nel momento attuale, dove la nostra realtà di riferimento, Cuba, subisce ancora una volta attacchi molto pesanti sia dal punto di vista economico che politico. Nonostante ciò la nostra associazione continua a muoversi molto bene all’interno dell’associazionismo locale, come dimostrato dalle continue iniziative, spesso in collaborazione con l’Arci. Ecco, continua su questa strada è fondamentale, per rafforzare ancora di più la nostra presenza»;
Nicola Tirapelle, Anpi Perugino Perugini: «il congresso dell’Arci cade in un periodo particolare, dove nella nostra città si fa sempre più strada una vera e propria forma di squadrismo culturale. Episodi come l’incomprensibile revoca dell’utilizzo della Circoscrizione 1 per l’incontro con la storica Alessandra Kerseveran di sicuro non aiutano, rendendo anzi la situazione ancora più pesante. Diventa così importantissimo rilanciare l’azione coordinata di tutte le forze antifasciste, di cui l’Arci è parte fondamentale, per un azione più efficace in difesa degli ideali della Costituzione e della Resistenza, a cui tutti ci richiamiamo, al di là della semplice ritualità del 25 aprile e delle altre occasioni istituzionali»;
Giuseppe Caruana, soci Coop: «ci sono legami forti tra la Coop e l’Arci, lo dimostra la stessa scelta del salone Bertolio per ospitare il vostro congresso, per non parlare delle tantissime iniziative comuni, come la Carovana Antimafia. L’Arci è una presenza preziosa, per cui mantenere e rafforzare questa collaborazione diventa un punto necessario e decisivo»;
Tommaso Marelli, Libera Como: « la vicinanza tra una realtà giovane come Libera Como e l’Arci è fortissima. Tanti di noi sono impegnati in prima persona nei vari circoli, così come sono state importanti le diverse collaborazioni sul tema della lotta alla Mafia. Tutto ciò vale ancora di più di fronte alle grandi sfide che ci attendono, a cominciare dalla manifestazione, a cui invito tutti i presenti, del 21 marzo, giornata della memoria per tutte le vittime di Mafia»;
Davide Ronzoni, Arci Lecco e Arci regionale: «Il salto di qualità richiamato da Enzo è un qualcosa che tutti noi sentiamo, tanto che uno dei maggiori propositi usciti dal congresso di Lecco è stato quello di rilanciare la formazione interna, insieme all’approfondimento dello stesso significato di fare associazionismo. Questo potrebbe essere un idea di concertazione tra circoli vicini. L’obiettivo è così quello di costruire una relazione più stretta, per rafforzarci a vicenda in un periodo così difficile. Raccolgo poi le esortazioni delle altre associazioni: questa crisi ha comportato maggiore difficoltà per le nostre realtà, sia dal punto di vista normativo che economico, con esborsi burocratici sempre più altri. Questa non è una fase normale, ma anzi si stanno mettendo in pericolo i nostri stessi valori, a cominciare dal diritto di fare associazionismo. Dobbiamo stare attenti»;
Marco Lorenzini, Sel Como: «sono iscritto all’Arci dal 1983,e qui mi sento a casa. Proprio da quella data per l’associazione è iniziato un percorso di autonomia e di radicamento al di là dell’esclusivo rapporto con le forze politiche di riferimento, che ha consentito all’Arci di costruire la propria forza partendo dal basso. Ciò è importante se guardiamo all’attuale situazione, dove i partiti, di cui comunque faccio parte, non riescono più a garantire la rappresentanza. Se vogliamo ricostruirla su basi finalmente solide dobbiamo ripartire da maggiore partecipazione, per condividere spazi, per un azione politica comune e per dare concretezza al fare rete. Questa sarà la nostra sfida più grande»;
Andrea Cazzato, Pdci Como: «negli ultimi periodi sono state numerose le collaborazioni con l’Arci, come la raccolta firme dello scorso anno in difesa dell’articolo 18, testimonianza di un lavoro importante sul territorio. Raccolgo l’invito di altri interventi di rilanciare l’azione comune tra tutti noi che ci riconosciamo in determinati valori, associazioni e partiti». [Luca Frosini, ecoinformazioni]
Per il Prc è intervenuto Luca Frosini.
Dibattito sabato 24 agosto alle 17 al Bosco del Bersagliere in via per Como a Cantù. Introduce Luciano Acquarone, presidente Auser insieme Canturium, intervengono Tiziano Grassi, presidente Comitato Parco regionale della Brughiera, Vincenzo Latorraca, assessore al Territorio, Comune di Cantù, Mattia Soliani, assessore all’Ambiente, Comune di Montorfano, e Antonio Pagani, consigliere comunale Pd di Cantù, organizzano Comitato per il Parco regionale della Brughiera, Spi-Cgil, Auser e Uniauser Cantù