Jacopo Boschini

11 novembre/ Tributo alla musica gitana con Aliffi e Minardo

58.jpg

Un pomeriggio di musica e parole con il Duo jazz Aliffi – Minardo organizzato dall’associazione Accanto Onlus, quello di domenica 11 novembre, in occasione della ricorrenza di San Martino. (altro…)

14 luglio/ Apprendista Cicerone cercasi

Apprendista Cicerone Cercasi_locandina_14 luglio.jpgSabato 14 luglio, dalle 14 alle 18, Un pomeriggio all’insegna dello svago e della formazione con “Apprendista Cicerone cercasi”, iniziativa  organizzata nell’ambito della mostra “Giuseppe Terragni per i bambini: l’Asilo Sant’Elia” (Pinacoteca civica di Como, aperta al pubblico fino a domenica 4 novembre). (altro…)

#free4life alla Feltrinelli / Alcol e adolescenti quello che non sappiamo

#free4lifeMercoledì 30 marzo alle 20.45 alla libreria Feltrinelli di Via C. Cantù a Como, Alessandra Di Pietro presenta il libro Il gioco della bottiglia. Alcol e adolescenti, quello che non sappiamo [2015, Add editore, 192p., 14 euro]. L’autrice dialoga con Valerie Moretti e Jacopo Boschini. Alessandra Di Pietro, indaga il fenomeno del consumo alcolico tra i minori attraverso le loro storie ed esperienze raccontate in prima persona e gli interventi dei maggiori esperti: psicologi, sociologi, epidemiologi, forze dell’ordine.

#FREE4LIFE

#free4lifeUn progetto per la prevenzione di abuso di alcol negli adolescenti.

 

«L’alcol è la prima causa di morte per i giovani europei. Un decesso su quattro, tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni è dovuto al consumo di alcol. 55.000 giovani che consumano alcol muoiono infatti per incidenti stradali, intossicazioni acute, suicidi e omicidi. Il 46% degli incidenti stradali è correlato all’uso di alcol – ricordano gli organizzatori –. In Italia più della metà dei sedicenni ha già sperimentato lo stato di ubriachezza e l’età media di prima assunzione di alcol è di 12,2 anni. A Como l’88,4% dei giovani studenti ha già sperimentato l’uso di alcolici. Il 43,5% ha fatto uso per la prima volta tra i 13 e 14 anni. Il 18,8% ha fatto uso per la prima volta tra gli 11 e i 12 anni. Il 10,9% ha fatto uso per la prima volta prima dei 10 anni. Con il passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza, si registra quindi un netto aumento nell’assunzione di alcolici, con tutti i rischi correlati, che non sono costituiti soltanto dagli incidenti stradali, ma anche dal ricorso alla violenza (fonte www.asl.como.it)».

«A partire dalla constatazione dei sempre più frequenti ricoveri in pronto soccorso pediatrico di giovanissimi in stato di ubriachezza, il primario dell’Ospedale di Cantù – Dott. Alfredo Caminiti – ha condiviso nel Rotary Club Como Baradello il desiderio di intervenire con un progetto di prevenzione primaria – si precisa –. Da qui la collaborazione con la Cooperativa AttivaMente per l’elaborazione di un progetto – considerata la sua pluriennale esperienza in progettazione di percorsi di prevenzione e benessere per i ragazzi. Primo passo è stata la condivisione dell’iniziativa con il Dipartimento dipendenze Asl per valutare gli interventi già in essere e le modalità più efficaci per un progetto innovativo in grado di coinvolgere non solo i ragazzi, ma anche le famiglie. Secondo l’Oms è possibile prevenire i comportamenti a rischio se si insegnano ai bambini e ai ragazzi le Life Skills, cioè le competenze socio-emotive per avere buone relazioni interpersonali ed essere in grado di affrontare problemi, pressioni e stress nella vita quotidiana».

Da qui nasce, con lo stimolo di Rotary club Como Baradello, il coordinamento di Anna Veronelli, l’organizzazione della cooperativa AttivaMente, la collaborazione di Teatro sociale, Feltrinelli di Como, Asf Autolinee e il patrocinio di Asst Lariana Sistema socio sanitario Regione Lombardia, #FREE4LIFE: «Un progetto di educazione emotiva per la prevenzione di abuso di alcol negli adolescenti, dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, ai genitori ed agli educatori della città di Como e Provincia».

«Per prevenire i comportamenti a rischio, come l’abuso di alcol, è importante che le figure educative sappiano fornire competenze relazionali, cognitive ed emotive – viene spiegato e perciò –. In un programma di prevenzione per i ragazzi, è necessario formare anche gli adulti di riferimento (genitori ed insegnanti), che hanno un ruolo educativo determinante e costituiscono un modello di riferimento per gli adolescenti. Il coinvolgimento delle famiglie nei programmi di prevenzione, inoltre, può essere di aiuto nello sviluppare capacità educative e nel favorire la comunicazione genitori-figli».

L’iniziativa: «Si articola in due incontri serali a cura dei formatori del progetto, la psicopedagogista e counselor Valerie E. Moretti e il drammaturgo e counselor Jacopo Boschini, e in un laboratorio teatrale – espressivo di 8 incontri. Le serate di conferenza sono dedicate ai genitori e ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. Il laboratorio teatrale – espressivo coinvolgerà un gruppo di 30 ragazzi, i quali, a conclusione del percorso, co-condurranno il secondo incontro serale insieme a Jacopo Boschini e Valerie E. Moretti».

 

Programma:

Il salto delle emozioni, prima serata per ragazzi e genitori, martedì 16 febbraio alle 20.45 al Teatro sociale di Como in piazza Verdi, «Diventare grandi è un viaggio tanto straordinario quanto delicato. Ecco perché acquisire competenze relazionali, emotive e sociali è fondamentale: permette di prevenire ed evitare comportamenti a rischio, come l’abuso di alcol, che compromettono la possibilità di vivere appieno emozioni, sentimenti, relazioni»;

Traiettorie di vita, laboratorio teatrale per ragazzi dagli 11 ai 14 anni, 8 mercoledì consecutivi dal 9 marzo al 27 aprile dalle 17.30 alle 19 alla cooperativa AttivaMente in via Montelungo 8/B Como, «Empatia, gestione dello stress, senso critico, autostima, sono competenze fondamentali per stare bene con sé e con gli altri. Traiettorie di vita è un percorso di 8 incontri per attingere, attraverso il teatro, alle proprie risorse interiori, imparare ad affrontare le incertezze e le difficoltà, risolvere i problemi in modo creativo»;

E adesso ascoltami (come sai fare tu), seconda serata per ragazzi e genitori, martedì 3 maggio alle 20.45 al Teatro sociale di Como in piazza Verdi, «Per una sera i ragazzi raccontano, gli adulti ascoltano. Al centro della loro narrazione vi è l’importanza dell’educazione emotiva, la centralità dei sentimenti, le capacità necessarie per costruire relazioni sane. Un incontro tra generazioni per condividere, attraverso la formula innovativa della conferenza spettacolo, le risorse utili a crescere sicuri e sereni».

Per informazioni (brochure) e iscrizioni (per il laboratorio teatrale) tel. 031.6871771, e-mail promozione@coopattivamente.it, Internet www.coopattivamente.it. [md, ecoinformazioni]

#ioleggoperché/ Con Lucini tutta la città della lettura a La Feltrinelli

d'angeloFolla di lettrici e di lettori  per #ioleggoperché dalle 17  di venerdì 10 aprile a la Felrinelli di Como.  All’iniziativa hanno partecipato persone di ogni età registrando un breve appello video per la lettura. Tra loro anche il sindaco di Como Mario Lucini. I video raccolti e tutte le informazioni su Qtime.

L’Esperimento/ cortometraggio sul tradimento

esperimentoIl cinema Gloria ha ospitato, martedì 25 novembre, la prima nazionale del cortometraggio L’Esperimento di Marco Red Fusari e Alessandro Di Federico. Grande e variegata affluenza di curiosi e sostenitori della cooperativa Attivamente, e forse anche del cinema indipendente. Edoardo Colombo ha introdotto il cortometraggio come un viaggio introspettivo, un cinema reale e antropologico. Proprio questo indagare sulle persone lo rende un cinema da camera. La domanda è una: “la fedeltà ha valore se non si ha l’occasione di tradire?”. La protagonista, interpretata da Alessia Melfi, parte da questo tarlo per poi costruire e accavallare ipotesi che sovrastano realtà. Dal racconto di Jacopo Boschini, lo sceneggiatore, si scopre che L’Esperimento è una vecchia sceneggiatura riveduta e corretta per il grande schermo. La storia di un equilibrio perfetto che viene cambiato in una sola serata. Le regole del gioco Diplomacy, tra negoziazione e tradimento, si confondono con quelle della vita. La voce narrante Roberta Pellini, doppiatrice di Charlize Theron, ci ricorda in chiusura che siamo noi, nonostante tutto, a decidere a che gioco giocare.
Gli attori e la professionalità del cortometraggio sono di buon livello. La storia rischia di apparire una versione semplificata e attuale, lontana dalla complessità di romanzi come Doppio Sogno, e più vicina alle atmosfere urbane presenti negli ultimi film di Polanski. In definitiva, L’esperimento, a giudicare dagli applausi del pubblico, sembra essere riuscito. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Questo mostro amore/ Dopo di me il nulla

dopo di me il nullaAll’auditorium Don Guanella,  in occasione della Giornata internazionale della Donna, è stato portato in scena, attraverso un monologo, lo strazio che toglie il respiro ( e non solo) a moltissime donne: la violenza fisica e psicologica, spesso perpetuata da chi millanta amore. Dopo di me il nulla ha chiuso il cerchio al progetto Questo mostro amore, percorso rivolto ai giovani per un’educazione all’affettività, e per comprendere e contrastare i meccanismi di violenza e di prevaricazione che si possono verificare all’interno della coppia. Il progetto è quello che può essere definito un successo, per quel che riguarda la partecipazione e l’interesse dimostrato per il tema. Sono stati coinvolti il Liceo scientifico Giovio e il Setificio Carcano, seguiti dal teatroterapeuta Jacopo Boschini e dalla psicopedagogista Valerie Moretti. Oltre alle scuole, si è pensato di estendere il progetto a tutti i ragazzi, promuovendo tre serate, tenutesi in biblioteca a Como, sul tema delle emozioni. Il numero dei giovani partecipanti è cresciuto fino a coinvolgere 250 ragazze/i, curiosi e interessati a parlare di quello che intimamente vivono. Anche per il monologo teatrale, si è pensato ad una doppia fruizione: la mattina per gli studenti e la sera per tutti. Un debutto che aspettava già da alcuni anni nel cassetto del regista e autore Jacopo Boschini, che prima dello spettacolo ha tenuto ad inquadrare il progetto ed ha ringraziato i partner sostenitori. Il dramma è stato pensato per le donne, utilizzando più elementi tratti da varie esperienze, affinché potesse risultare il più universale possibile, e parlare attraverso  piccoli dettagli a ciascuno dei presenti. Sul palco Alessia Melfi, nei panni di Dalila, una giovane avvocatessa penalista, vestita con una sottoveste bianca, si muove all’interno di una stanza senza pareti, al limite tra una prigione ed una reggia borghese. Si è sposata con Federico, un facoltoso chirurgo estetico, che le regalerà la corona di regina del suo cuore. Ancora una volta, le fiabe rappresentano un segnale di pericolo, che confondono realtà e finzione, accettazione e sopraffazione. Nel monologo, il marito perseguiterà la protagonista solo attraverso la voce fuori campo, intonata da Stefano Dragone. Nel nome di Dalila quasi un destino, un nome di origine ebraica che significa debole ma anche amorosa. La protagonista inizia la sua introspezione ammettendo che non si rendeva conto dei piccoli cambiamenti che minavano la sua persona. Era lui a scegliere i film, era lui a scegliere cosa mangiare, quale musica ascoltare. Poi il famigerato vuoto attorno: chi è bene frequentare e chi allontanare, e come per magia, lei frequenterà solo gli amici di lui. Poi uno schiaffo, l’immediato pentimento e il conseguente perdono: è stato solo un incidente, ma gli incidenti avverranno sempre più spesso e con maggior violenza. Dalila verrà costretta a restare immobile per ore, fino al ritorno del marito, una tortura che assurdamente penserà di dover meritare. Sarà l’amicizia insospettabile con un’ ultrasessantenne a farle sussultare la coscienza e a spingerla a rifiutare questo rapporto tra vittima e carnefice. I circa 75 minuti di monologo scorrono davanti a un pubblico numeroso, prevalentemente femminile. L’impostazione lo rende quasi strumento didattico per le scuole, e meriterebbe maggior diffusione. Ciò che emerge è che negli esseri umani la violenza non ha un solo volto, si manifesta nel carnefice con la sopraffazione, e nella vittima che perde il rispetto di sé. Secondo la ricerca mondiale condotta da FRA, sono 62 milioni le cittadine europee che hanno dichiarato di aver subito violenza fisica e/o sessuale dai 15 anni in su. Ricordiamoci che non è un “affare di famiglia” e che l’amore cantato dai poeti non si presenta mai con forza violenta. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Questo mostro amore/ Educere

questomostroamoreNella serata del 21 gennaio, allo spazio Mab di Como, si è tenuto un incontro tra Jacopo Boschini, teatroterapeuta, e un gruppo di insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado, volto a sviluppare la loro capacità di ascolto, spesso parte più trascurata all’interno delle relazioni. Un progetto che vede tra i partner il Comune di Como, la Fondazione Cariplo e Soroptimist International Club Como.

La cooperativa AttivaMente cerca di coniugare narrazione e attività sociale per affrontare la costruzione di relazioni non violente tra generi. Come riporta il progetto Questo mostro amore: «Alla luce della preoccupante diffusione di maltrattamenti e violenze sulle donne, appare importante avviare un percorso di prevenzione incentrato sull’educazione affettiva, la comprensione ed il controllo delle emozioni».

Gli esperti coinvolti sono la psicopedagogista Valerie Moretti e Jacopo Boschini, che stanno lavorando con le studentesse e gli studenti del Liceo scientifico Paolo Giovio e del Setificio Paolo Carcano di Como, con i loro docenti e i genitori, per riconoscere e superare gli atteggiamenti di prevaricazione ed abuso che talora si verificano.

La prima domanda che ha fatto ammutolire il corpo docente è stata: Come vi relazionate con i ragazzi? La relazione prevede uno scambio e non solo una mera trasmissione di nozioni. Se il primo assioma della comunicazione è che non si può non comunicare, occorre ricordarsi che il non verbale, come si occupa lo spazio, come ci si veste, la direzione dello sguardo, concorrono a trasmettere le emozioni che proviamo. I docenti presenti hanno potuto vedere e sperimentare piccole rappresentazioni di situazioni tipo, dove è emersa l’importanza di sapere cosa guardare. I docenti sembrano vivere grandi frustrazioni legate all’immagine che hanno del loro ruolo educativo: il desiderio è quello di coinvolgere tutti, trasmettere a tutti, valutare in modo equo tutti. Non si può entrare in relazione con tutti; la relazione prevede uno scambio ed è l’allievo che decide se imparare oppure no. È stato necessario riprendere l’etimologia di educare  educere, che possiede la forza di tirare fuori e allo stesso tempo di condurre; come una guida alpina, che conosce il sentiero, affianca ma non si può sostituire all’altro. La parte da potenziare all’interno del processo comunicativo è l’ascolto, che deve essere attivo e progettato. Nell’adulto sgomita con forza spontanea la voglia dare consigli, di prevedere quello che l’altro sta pensando e quindi di interromperlo. Questo compromette la narrazione dell’altro. Occorre usare l’empatia e quindi riconoscere le emozioni dell’altro, senza però farsene carico come salvatori, perché l’impulso è quello di aiutare in tutti i modi, ma questo risponde soltanto alle ansie degli adulti. I suggerimenti che vengano strozzati nella gola hanno il limite di riferirsi alle nostre categorie: passano esperienze ma non fanno generare esperienza.

Guardare un ragazzo negli occhi ed ascoltarlo è un’azione fortissima che ha ricadute pratiche. Un consiglio spassionato è stato quello di evitare i corridoi, di curare gli spazi dell’ascolto e di rispettarne i tempi.

A febbraio, nella Biblioteca comunale di Como, ci saranno tre serate aperte esclusivamente ai giovani tra i14 e i 19 anni, per parlare di affettività, dell’immagine dell’amore e dell’utilizzo consapevole della rete. Per maggiori informazioni www.coopattivamente.it/questo-mostro-amore/ [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: