stranieri

26 gennaio/ Maurizio Ambrosini presenta “Migrazioni. Cosa segna il confine tra noi, gli stranieri amici e gli estranei?”

26198674_10214817692066706_1383929423302864582_oIl gruppo territoriale comasco di Refugees Welcome Italia invita alla presentazione del libro di Maurizio Ambrosini,  Migrazioni. Cosa segna il confine tra noi, gli stranieri amici e gli estranei) ( Ed. Egea, 2017), che si terrà alla libreria La Feltrinelli di Como (via Cesare Cantù, 17) alle 18 di venerdì 26 gennaio.

(altro…)

27 gennaio/ Cantù/ “Chi ama brucia. Discorsi al limite della frontiera”

26850610_1806387979373860_6465359459165539819_o.jpgIn programma per le 21 di sabato 27 gennaio al Teatro comunale San Teodoro di Cantù (via Corbetta, 7) lo spettacolo di Alice Conti Chi ama brucia. Discorsi al limite della frontiera, uno spettacolo sui “campi di accoglienza” per migranti stranieri, tratto dalle interviste originali a lavoratori ed ex-reclusi di un C.i.e. italiano. Al termine dello spettacolo è previsto un momento conviviale con alcuni dei richiedenti asilo ospitati a Como, organizzato in collaborazione con l’associazione Como Accoglie.

(altro…)

Ribellarci è Giusto. Campagna per Joy ed Hellen

Le Donne contro i Cie (i Centri di identificazione ed espulsione, gli ex Centri di permanenza temporanea) organizzano a Como una manifestazione in solidarietà a Joy, una ragazza immigrata detenuta al carcere del Bassone, venerdì 12 dalle 7 del mattino (appuntamento alle 6.30 davanti alla stazione di Albate – Camerlata per poi recarsi davanti alla casa circondariale).

In un comunicato viene ripercorsa la storia di Joy ed Hellen: «Una sera dei primi d’agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all’aiuto di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi. Qualche settimana dopo nel Cie scoppia una rivolta contro le condizioni disumane di reclusione. In quell’occasione Joy, Hellen e altre donne nigeriane vengono ammanettate, portate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e picchiate violentemente. In seguito alla rivolta, a Milano si è svolto un processo contro 14 donne e uomini migranti, tra cui Joy e le altre. Durante una delle prime udienze, quando in aula entra Addesso per testimoniare, le/ i migranti processati denunciano pubblicamente gli abusi quotidiani da parte di quell’ispettore-capo e Joy trova il coraggio di raccontare del tentato stupro».
Condannate a 6 mesi di carcere (altri a 9 mesi) le due ragazze vengono divise e detenute in carceri separate.
«La data della scarcerazione per Joy e le altre si avvicina, il 12 febbraio prossimo – prosegue il comunicato – ma nel frattempo un evento tragico rende evidente il rischio che le ragazze corrono: venire di nuovo rinchiuse in un Cie».
«Cosa potrebbe succedere se Joy ed Hellen all’indomani della scarcerazione verranno portate in qualunque Cie d’Italia – si chiedono le scriventi –? Se tornano in quello di Milano ritrovano Vittorio Addesso & C.; se vengono mandate in un altro Cie, si troveranno davanti altri gestori dell’ordine, colleghi loro, che sanno chi sono le ragazze e che coraggio hanno avuto… E allora cosa potrebbe accadere?».
La situazione poi si complica: «Ad una settimana dalla scarcerazione l’avvocato di Joy scopre di essere stato revocato e che al suo posto è stata nominata un’avvocata d’ufficio. Non sappiamo quali pressioni e ricatti abbia subito Joy per arrivare a questa scelta, ma una cosa è certa: qualcuno ha molto interesse ad insabbiare tutta questa vicenda e, per fare ciò, sta cercando di isolare in tutti i modi Joy e le altre da chi ha espresso loro, fattivamente, solidarietà in questi mesi. Ma la nostra solidarietà deve continuare a tradursi in concretezza, non possiamo permettere che Joy ed Hellen tornino nelle mani dei loro aguzzini. Nasce così la campagna “Ribellarci è giusto”, a sostegno di Joy e delle sue compagne».
Le Donne contro i Cie denunciano che «col pretesto della “sicurezza”, le donne migranti vengono rinchiuse in lager in cui ricatti e abusi sessuali sono all’ordine del giorno» per questo chiedono che «chi non intende essere complice di questo sistema basato sullo stupro e la violenza deve impedire che Joy ed Hellen vengano rimesse nelle mani dei loro aguzzini».
Per informazioni tel. 327.2029720, Internet http://noinonsiamocomplici.noblogs.org.

Fragolino: “No alle discriminazioni”

 

bambiniFranco Fraglino consigliere del Pd al Comune di Como  sulla questione asili nido:  il costi  devono essere ripartiti in maniera più equa; no alla proposta di escludere dal diritto alcuni bambini di famiglie non indigene. 

In una nota diffusa il 9 gennaio Franco Fragolino interviene sulla questione asili nido: «Sono un investimento sociale ed il loro costo deve essere inteso in questa logica: una buona ed adeguata offerta di asili nido comunali deve ritornare ad essere una delle priorità dell’Amministrazione Comunale sia come investimento sul futuro sia per conciliare e facilitare il lavoro dei genitori ed in specialmodo delle mamme.

Semmai il problema vero è quello di rendere più accessibili gli asili nido attraverso un intervento sulle rette, che a Como risultano essere tra le più alte della Lombardia; oggi il “peso” è sopportato in maniera preponderante dalla fascia media delle famiglie che usufruiscono del servizio. Occorre intervenire per rendere più equa la distribuzione dei costi così da fare abbassare anche la retta massima. Quindi pensare ad un innalzamento della retta minima ed un applicazione generalizzata dell’Isee.

In merito poi alla presenza di bambini stranieri negli asili nido occorre guardare alla situazione reale del territorio ed ai bisogni concreti,senza fare ideologia e propaganda: già oggi la presenza dei bambini stranieri è oltre il 30% ed i dati ci dicono che tale presenza crescerà nel prossimo futuro in modo esponenziale essendo le famiglie immigrate quelle più prolifiche. Pensare allora di inserire nel regolamento negli asili nido  una percentuale massima di accoglimento di bambini stranieri vuol dire, di fatto, discriminare l’accesso sulla base della nazionalità di origine delle famiglie. Infatti già oggi la distribuzione dei bimbi di famiglie immigrate è molto diversa -legata alle esigenze ed ai bisogni delle famiglie- (a Camerata oltre il 60 per cento, in Via Italia Libera oltre il 45 per cento a Monte Olimpino il 50 per cento etc.)ed il rendere omogenea porterebbe ad una esclusione di fatto di molti bambini. Inoltre è una misura che non prende atto di una situazione che sta diventando la normalità anche nel nostro territorio».

ecoinformazioni 386/ Stranieri

Ecco un’anteprima del numero di ecoinformazioni di giugno-agosto 2008, dedicato al tema Stranieri, lo potete scaricare qui (pdf).

Il sommario del numero 386

– Emergenza civiltà ANTONIA BARONE E GIANPAOLO ROSSO

– Siamo tutti clandestini FRANCESCO COLOMBO

– Le nuove leggi razziali MICHELE DONEGANA

– Arcobaleno scomunicato FRANCESCO COLOMBO

– Cemento e basta MICHELE DONEGANA

– Il battello resistente MARCO DONATI

– Un sistema che crea malattie, non salute NICOLETTA PIROTTA

– Open-Day-Hospital FIAMMETTA LANG

– Cambiare la Patrimoniale FRANCESCO COLOMBO

– L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti a Como MICHELE DONEGANA

– Volontariato e Piani di zona ELENA ZULLI

– Un po’ d’Expo MICHELE DONEGANA

– Si può far peggio FRANCESCO COLOMBO

– Fatti sentire GRETA PINI

– Cifrario A cura di FRANCESCO COLOMBO

Tema: Stranieri

– Stranieri nella storia FABIO CANI

– Stranieri a Como: un caso di studio VITO SIRAGO

– Bambini stranieri a scuola FRANCESCO COLOMBO

– Benvenuti in via Milano FRANCESCO COLOMBO

– Cercando asilo LUCIANA CARNEVALE

– Da Beirut a Vighizzolo FRANCESCO COLOMBO

– Stranieri a Como – i dati

– La natura è la vera casa dell’uomo NICOLETTA NOLFI

– Libreria FABIO CANI

– Imperfetto MARCO LORENZINI

– D’Altrocanto e Musica Spiccia MARIATERESA LIETTI

– Giro di mostra

 

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza