Mese: Gennaio 2014

Campus in campo

campus san martinoSi riaccendono le speranze per il Campus universitario di San Martino.  Mauro Frangi, presidente di Univercomo e tra i più convinti sostenitori per progetto,  a margine della riunione per la definizione della bozza di accordo di programma del 29 gennaio alla Regione Lombardia, ha reso pubblico il commento che riportiamo nel seguito del post.

«È stato condiviso tra tutti i partecipanti all’incontro un testo che precisa compiutamente gli impegni di ogni soggetto istituzionale.

Regione Lombardia trasmetterà il testo che definisce i contenuti dell’Accordo di Programma e comunicherà i tempi e i modi dei passaggi successivi per consentire, in un tempo molto ristretto, a ciascun Ente – nei rispettivi organi deliberativi – di provvedere a deliberare la sottoscrizione dell’Accordo di Programma.

Nello specifico le intese raggiunte riguardano:

– le modalità con cui l’Azienda Ospedaliera metterà a  disposizione gli immobili interessati dal  I lotto del Campus;

– i criteri di determinazione del canone di concessione dovuto da Univercomo;

– gli impegni economici assunti da Univercomo, dal Politecnico e dalla Camera di Commercio di Como per finanziare il I lotto dell’intervento;

– il piano finanziario predisposto da Univercomo;

– il cronoprogramma per l’effettuazione dell’intervento. Giudico estremamente positivo che, grazie alla fattiva collaborazione di tutti i soggetti interessati si sia finalmente definito un quadro certo e condiviso di impegni che consentirà a ciascuno di assumere le decisioni di propria competenza. Ovviamente, l’intero dossier sarà trasmesso a Fondazione Cariplo cui compete la valutazione del progetto e la decisione sulle Erogazioni Emblematiche, che, come è noto, costituiscono l’elemento finanziario  determinante ed indispensabile per procedere da subito con il I Lotto. L’accordo definito contiene anche il processo e i passaggi salienti attraverso cui arrivare, entro due anni dalla sottoscrizione dell’AdP, alla definizione dell’intero recupero funzionale dell’area dell’ex san Martino».

Tobagi/ I sopravvissuti

livia e manlioIl 28 gennaio, al Liceo T. Ciceri di Como, Benedetta Tobagi ha presentato il suo ultimo libro Una stella incoronata di buio. L’incontro, promosso dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, dall’associazione Memoria e Verità, dall’Università popolare e dal Punto Einaudi, ha riscontrato una notevole partecipazione, più di cento le persone (pochi gli studenti, sarebbe stato più facile coinvolgere in orario di lezione). Purtroppo assente Manlio Milani, il Virgilio che ha guidato l’autrice nella ricostruzione della strage di Brescia.
L’introduzione  di Claudio Fontana è entrata nel vivo del libro, raccontando la cornice e i tragici accadimenti della strage neofascista di piazza della Loggia a Brescia, il 28 maggio 1974.
Benedetta Tobagi ha voluto riportare alla luce una strage sulla quale è calato il silenzio; una storia che riguarda tutti noi. Si parte dalle storie delle persone, non da una contabilità di morti e feriti. E si entra nella storia d’amore che lega Manlio Milani a Livia Bottardi Milani, insegnante d’italiano che si batte per i diritti delle donne e con il marito condivide tutti i pensieri. Livia perde la vita insieme ad altre otto persone che con lei, in quel mattino di pioggia in Piazza della Loggia, stavano manifestando pacificamente. Da quel momento Manlio inizia un doloroso percorso tra le aule dei tribunali. Ad oggi, tra depistaggi e coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di altri apparati dello Stato, si registra l’assoluzione di tutti gli imputati con la formula dubitativa, corrispondente alla vecchia formula dell’insufficienza di prove.
Benedetta Tobagi partecipa in prima persona ai procedimenti giudiziari in virtù della forte amicizia che la lega a Manlio Milani. Con lui condivide il comune destino di essere sopravvissuti e testimoni.
Prendere parte al processo e confrontarsi con la perseveranza di chi per trent’anni è stato in grado di seguire passo dopo passo l’evolversi delle indagini, ha permesso alla scrittrice di cogliere una prospettiva temporale diversa, più lunga. Poco tempo è trascorso tra la fine del fascismo e la strage di piazza della Loggia.
Come continuare ad avere fiducia nelle istituzioni e a trovare la forza di andare avanti nelle ricerche?
Accettando la presenza del male e rifiutando la rassegnazione. Il materiale c’è, e c’è soprattutto con la volontà di giustizia, un pezzo di terra ferma dove le persone possano conciliarsi. [Barbara Rizzi e Federica Dell’Oca, ecoinformazioni]

Neve Diventeremo/ Musica Spiccia e 7Grani allo Spazio Gloria

7grani e musica spicciaMartedì 4 febbraio alle 20.30 in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, ospiterà una serata musicale con i 7grani e Musica Spiccia. Verrà presentato il documentario Neve Diventeremo. Ingresso libero. Info www.7grani.it, www.bauledeisuoni.it

Lager italiani/ incontro con Alessandra Kersevan

Kersevan-2014La sezione di Como dell’Anpi, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea P. A. Perretta, invita sabato 1 febbraio alle 15.30 presso la sala della circoscrizione 1 di Como-Albate all’incontro pubblico con la storica Alessandra Kersevan. (altro…)

Como verso Expo 2015

shop in comoIl Distretto urbano del commercio di Como si attiva con il Registro delle imprese e una App gratuita sviluppata insieme con il Politecnico.

«Sono ripresi i lavori del Distretto urbano del commercio (Duc) sul database delle attività commerciali della città: il punto di partenza è il Registro delle imprese fornito dalla Camera di commercio (partner istituzionale del Duc insieme al Comune e a Confcommercio Como) e l’obiettivo è di arricchirlo con i dati qualitativi utili alla promozione del Distretto urbano del commercio in previsione di Expo 2015 – annuncia Palazzo Cernezzi –. L’iniziativa, cofinanziata da Regione Lombardia, nasce dalla collaborazione tra gli enti pubblici e vede la collaborazione attiva delle principali associazioni di categoria dei commercianti e degli artigiani: gli incaricati del Settore Suap/Attività produttive del Comune – coordinati dal manager del Duc – avranno il compito di raccogliere le nuove informazioni direttamente dagli esercenti tramite contatto telefonico o personale. Le informazioni raccolte verranno prima di tutto confrontate con quelle fornite da Camera di Commercio: le eventuali discrepanze verranno immediatamente segnalate agli interessati invitandoli a regolarizzare la propria posizione per poter partecipare alla seconda fase del progetto».

«Il Registro delle imprese costituisce infatti la fonte primaria di certificazione dei dati costitutivi delle aziende e svolge in questo senso una funzione analoga a quella delle anagrafi comunali per i cittadini – prosegue la nota –: l’operazione del Duc aggiungerà quindi contenuti al documento senza in alcun modo sostituire o sovrapporsi al testo originale. Insegna, categoria merceologia dettagliata, profili social, brand e prodotti tipici proposti da ciascun punto vendita sono solo alcune delle informazioni che verranno messe a disposizione del pubblico attraverso il sito del Duc www.shopincomo.com e tramite una App gratuita (per Android, Windows Phone e IPhone) sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Tra le altre funzioni, la App permetterà agli utenti (residenti, visitatori e turisti) di individuare in maniera istantanea il prodotto che stanno cercando e li guiderà verso i punti vendita di loro interesse geo-localizzando gli accessi. Non resteranno esclusi gli stranieri: fin da subito una parte dei contenuti sarà fornita in italiano e in inglese. La App rappresenta una vera e propria vetrina virtuale della città e la sua attivazione è prevista per l’inizio dell’estate così da avere quasi un anno per testare lo strumento prima del grande appuntamento di Expo 2015».

«Questa rappresenta solo la prima di una serie di iniziative di cui alcune vedranno la luce già prima della stagione turistica – dichiarata l’assessora alle Attività produttive e commercio del Comune di Como Gisella Introzzi –. Ci auguriamo di incontrare fin da subito l’entusiasmo e la collaborazione dei commercianti e degli esercenti che invito fin da ora a rivolgersi direttamente agli incaricati del Duc per ogni informazione o domanda in merito all’operazione». [md – ecoinformazioni]

Accordo italo-svizzero per le infrastrutture ferroviarie

alptransit_gotthardachseIn vista dell’apertura dell’AlpTransit Confederazione e Italia investiranno rispettivamente 120 e 40 milioni di euro, questi ultimi per la Milano-Chiasso.

In un incontro tenutosi martedì 28 gennaio a Berna fra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti italiano Maurizio Lupi e la consigliera federale ai Trasporti Doris Leuthard è stato firmato un accordo: «Sul finanziamento delle opere di ampliamento previste per i due valichi ferroviari di Chiasso e di Luino di collegamento da Basilea al Nord Italia».

«Il Consiglio federale vuole permettere entro il 2020 la realizzazione di un corridoio ferroviario da quattro metri che parta da Basilea e raggiunga il Nord Italia passando per le gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri – si legge in una nota dell’Amministrazione federale –. La trasformazione dell’asse Basilea-San Gottardo-Nord Italia in corridoio ferroviario da quattro metri, decisa dal Consiglio federale e dal Parlamento, è un elemento centrale della politica svizzera di trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia».

«Affinché il corridoio da quattro metri possa esplicare tutti i suoi effetti, deve essere possibile trasportare le merci fino ai grandi terminal nell’area di Milano – prosegue e sottolinea il comunicato –. Ciò richiede anche determinate opere di ampliamento in Italia. Un’infrastruttura ferroviaria efficiente rientra nell’interesse della Svizzera. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di finanziare con un prestito o con contributi a fondo perso i lavori di ampliamento sulle tratte di accesso alla Nfta in Italia».

«Nell’accordo con l’Italia, la Svizzera si impegna a versare un contributo a fondo perso di 120 milioni di euro (ca. 150 milioni di franchi) per l’ampliamento della sagoma di spazio libero sulla linea di Luino – precisa lo scritto –. La linea di Luino riveste una grande importanza per la politica elvetica di trasferimento del traffico. Essa collega infatti i terminal di Busto Arsizio, gestiti dall’azienda svizzera Hupac».

Fattivamente nel prossimo futuro Rfi e Ufficio federale dei trasporti stipuleranno una convenzione: «Nella quale saranno definiti l’entità dei lavori, lo scadenzario e le condizioni di pagamento».

«In base all’accordo l’Italia investirà 40 milioni di euro sulla tratta Milano-Chiasso che fa parte del corridoio strategico Rotterdam-Genova inserito nelle Ten-T dell’Unione europea – dichiara un comunicato del ministero italiano dei Trasporti, che definisce Luino un – percorso alternativo per il trasporto delle merci che fa parte delle reti comprehensive».

«Quello raggiunto oggi è un successo di tutti e due i paesi in vista di un obiettivo comune e di un intesse reciproco – ha dichiarato Lupi –. Non ha senso parlare di “regali”, è interesse nostro come è interesse svizzero realizzare certe infrastrutture, per questo abbiamo lavorato proficuamente insieme. In un caso analogo, la Torino-Lione, succede l’inverso, noi investiamo più della Francia. Aggiungo che sul completamento del corridoio europeo Rotterdam-Genova, che passa dalla Svizzera e mette in collegamento i grandi porti del Nord Europa con il Mediterraneo, il nostro governo ha investito un miliardo e 800 milioni per la realizzazione del Terzo Valico tra Milano e Genova. Altri due miliardi di euro sono già programmati come investimento su questo corridoio nel periodo 2014-2020».

«È interesse svizzero trasportare le merci fino ai grandi terminal nell’area di Milano. Ciò richiede le opere di ampliamento in Italia – ha detto Leuthard –. Un’infrastruttura ferroviaria efficiente rientra nell’interesse della Svizzera, per questo il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di finanziare con un contributo a fondo perduto i lavori di ampliamento sulle tratte di accesso alla Nfta in Italia».

«L’accordo con l’Italia si basa sulla legge sul corridoio da quattro metri, con la quale il Parlamento ha approvato uno stanziamento di crediti pari a 280 milioni di franchi per l’effettuazione di investimenti in Italia» che quindi non verranno tutti spesi i «40 milioni italiani per la tratta Milano-Chiasso sono già stati stanziati dal Decreto del fare e inseriti nell’accordo di programma con Rfi per il biennio 2014-2016».

«Rimane ancora aperta la questione di eventuali successivi ampliamenti – concludono gli svizzeri –, soprattutto sulla linea del Sempione tra Domodossola e Gallarate. Tutti gli interventi devono essere stabiliti nel quadro di un accordo internazionale». [md – ecoinformazioni]

The Rocky Horror Pictures Show

rocky horrorDi Jim Sharman (
Gb/Usa 1975, 100’) lunedì 3 febbraio, spettacolo unico alle 21 al Teatro Sociale in piazza Verdi a Como, «la proiezione sarà animata dallo spirito audace delle Nina’s Drag Queens, che animeranno il film chiedendo al pubblico la più scatenata partecipazione, tra boa di piume e nuvole di glitter», per  Il cinema va a teatro di Lunedì Cinema FilmStudio in collaborazione con il Teatro Sociale. Ingresso 7 euro, ridotto (studenti, over 65) 6, 
abbonamento LunediCinema 19 film 70 euro. Per informazioni Internet www.lunedicinema.com.

«Correva l’anno 1975 quando il regista Jim Sharman e il compositore, sceneggiatore, cantante e attore Richard O’Brien davano alla luce la versione cinematografica del musical britannico The Rocky Horror Show che avevano presentato con successo a teatro – raccontano gli organizzatori –. Partito male al botteghino, il film diviene presto un cult raccogliendo negli anni consensi ed un pubblico di veri e propri idolatri che si sarebbero riuniti regolarmente in piccoli cinema per ricreare le scene durante la proiezione. Cocktail di umorismo, provocazione ed eccesso da bere tutto di un fiato, The Rocky Horror Picture Show è l’apoteosi della cultura pop che cita ed esibisce tra un numero musicale e l’altro, un film talmente mitizzato, citato, rifatto e copiato che accostarsi al suo percorso visivo e musicale senza sovrastrutture è praticamente impossibile. Eppure, a quasi quarant’anni dalla sua uscita è un film ancora affascinante e di una bellezza dirompente. Una serie di canzoni entrate nel mito: orecchiabilissime e con una performance straordinaria di Tim Curry su Sweet transvestite, che trascinano lo spettatore e lo inchiodano alla poltrona fino alla fine. Ma al di là delle belle musiche e dell’aspetto grottesco e stravagante, il film è ancora oggi attualissimo per le sue tematiche. Si parla in modo molto libero di sesso e sessualità. Frank-N-Further è un bisessuale travestito, Janet, castissima all’inizio del film, fa l’amore con Frank e Rocky e tutti i rapporti sono rappresentati come giocosi, liberi e piacevoli per tutti. Una pellicola che inneggia all’amore libero, alla ricerca del piacere senza inibizioni e senza tabù». [md – ecoinformazioni]

Le minoranze chiedono il vigile di quartiere

sede polizia locale comoA Palazzo Cernezzi l’opposizione chiede con una maggiore copertura sul territorio della polizia locale.

La proposta vorrebbe essere un deterrente ai «sempre crescenti gli episodi di microcriminalità» in aggiunta all’attuale unità mobile, creando: «Distaccamenti decentrati all’interno delle sedi delle ex Circoscrizioni». Ma non solo la delibera propone anche di: «Aumentare il numero delle pattuglie della polizia municipale nel servizio diurno e notturno per la prevenzione di atti criminosi contro persone».

«Non dimentichiamo che tra il Vigile di quartiere ed i cittadini si instaurerebbe un ruolo di “amicizia” che aumenta la collaborazione fra i residenti e le Forze dell’ordine – dichiara uno dei proponenti Mario Molteni, Per Como –, il cui risultato produrrebbe una più efficace lotta alla criminalità e una maggiore fiducia delle persone» (la proposta di delibera). [md – ecoinformazioni]

Il Gran consiglio del Ticino interviene sull’accordo italo-svizzero

canton ticinoI capigruppo di Plr, Lega, Ppd, Ps, Verdi e Udc inviano una lettera aperta al Consiglio federale sulle trattative economiche fra Confederazione e Repubblica un accordo: «Incomprensibile che non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«I rapporti tra Italia e Svizzera negli ultimi anni sono stati quantomeno travagliati – esordisce la lettera –. Le tre amnistie fiscali, l’adozione di Black List e le continue pressioni di vario genere sulla Svizzera hanno causato delle conseguenze sul piano economico, in particolare per il Cantone Ticino».

«Riteniamo che l’Accordo sui frontalieri sia obsoleto a livello generale per la Svizzera e dannoso, a livello particolare, per il Cantone Ticino – dichiarano gli esponenti politici ticinesi dopo aver ripercorso la storia dei rapporti fra Italia e Svizzera –. Obsoleto in quanto, da quando la Svizzera ha sottoscritto con l’Ue il Trattato sulla libera circolazione delle persone, i cittadini europei che rientrano al proprio domicilio almeno una volta alla settimana possono così esercitare in Svizzera, di fatto liberamente, le attività lavorative che desiderano. Il concetto di frontaliere è diventato una nozione storica e non si comprende quindi per quale ragione debba essere ancora incluso in accordi internazionali».

«Dannoso – proseguono – siccome ci vediamo costretti a riversare una quota rilevante, il 38,8 per cento, delle imposte alla fonte, pari nel 2013 a 60 milioni di franchi e di quasi 1,2 miliardi dal 1974. Secondariamente, il trattamento fiscale privilegiato dei lavoratori frontalieri – che già sono favoriti da un costo della vita inferiore e da altri vantaggi quali, ad esempio, il mancato cumulo dei redditi nel caso dei coniugi – pone una pressione notevole sul mercato del lavoro cantonale generando fenomeni di dumping salariale e di sostituzione della manodopera residente con manodopera frontaliera. In passato il Ticino ha sopportato da solo le conseguenze negative di questo accordo in virtù della tranquillità che garantiva su altri fronti, come ad esempio nel settore bancario. Oggi, considerata la politica intrapresa a livello nazionale e internazionale, questo genere di contropartita non è più presente e quindi mantenere questo accordo non sarebbe comprensibile e non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«Il nostro Cantone non può e non deve pagare praticamente da solo il prezzo di un accordo internazionale del tutto inutile» aggiungono.

Di qui l’annuncio di una risoluzione: «In cui si chiede che il Consiglio federale denunci unilateralmente [entro il 30 giugno 2014] l’accordo sui frontalieri del 1974 e rinegozi la convenzione generale per evitare la doppia imposizione del reddito e della sostanza del 1979, in maniera che gli accordi non penalizzino il Cantone Ticino e i suoi abitanti» (la lettera). [md – ecoinformazioni]

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